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Malattie ossee

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Autrice: Bianca Buser Relatori, Dispense: Dott.essa C. Gutti e Dr. A Bernasconi
Illustrazioni, collegamenti: P.Forster Categoria: CSA, Patologia, Locomotore

Scoliosi

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Questa pagina appartiene al gruppo di Malattie muscoloscheletriche:

Redazione online Enciclopedia
Stephen W. Hawking
Indice: Malattie muscoloscheletriche idem
Questa pagina idem
Malattie delle articolazioni e tessuti molli idem
Lesioni e traumi del apparato muscoloscheletrico idem



1.  L'osteoporosi

it.Wikipedia: Osteoporosi | Science photo library: Osteoporosis

Paziente osteoporotica

(vedi pag. 512 del libro di riferimento)

E' la più comune malattia metabolica dell'osso. L'osteoporosi è caratterizzata da una riduzione generalizzata della massa dell'osso, che risulta essere costituito da trabecole abnormemente sottili.

Nell'anziano l'osteoporosi (osteoporosi primaria) è diffusa ed è una causa importane di morbosità e anche di mortalità, perché le ossa indebolite risultano particolarmente predisposte a fratturarsi al minimo trauma.

Eziologia
I fattori associati all'osteoporosi primaria sono molteplici e variamente intrecciate.

  • Età e sesso: la massa ossea rimane costante fino ai 50 anni, poi inizia a diminuire. Ne soffrono maggiormente le donne in post-menopausa. La perdita della massa ossea risulta del 20-30% negli uomini e del 40-50% in alcune donne.

(Pato-) fisiologia ossea
  • Alimentazione: di importanza fondamentale sono il calcio, le proteine, le vitamine C e D. Con l'età l'assorbimento di calcio diminuisce, quindi gli anziani necessitano di una maggiore quantità di calcio alimentare.
  • Attività fisica: lo stress meccanico da carico è un fattore molto importante, che influenza lo sviluppo e il rimodellamento osseo. L'immobilità fisica locale e generale provoca una veloce diminuzione della densità ossea (dopo 6 mesi di immobilità completa la riduzione può raggiungere il 30 - 40%).
  • Malattie croniche (in questo caso si parla di osteoporosi secondaria): quasi tutte le malattie croniche possono portare a una osteopenia, in particolare a causa della malnutrizione e del disuso (malattie neurologiche: emiplegia, malattia di Parkinson.


Sintomatologia


Regolazione metabolismo osseo

Trascorrono spesso decenni prima dei prima sintomi. L'osteoporosi diffusa si manifesta in dolori ossei, in genere lombari, al tronco e al bacino; hanno un'esacerbazione serale e si placano quando il paziente è sdraiato e a riposo. Si nota deformazione del rachide con cifoscoliosi progressiva. Spesso sopraggiungono fratture (più o meno dolorosi, possono avvenire anche senza dolore) ed il paziente diminuisce di statura.

Fratture tipiche:
Si tratta di fratture provocate da sforzi modesti oppure talora anche spontanee. Esse si localizzano al femore in particolare nella forma senite, al polso ed alla vertebre nella forma postmenopausale, al rachide nella zona dorso-lombare.



Composizione ossea

Diagnosi
L'indagine radilogica è utile per stabilire la presenza di fratture, ma non è un metodo preciso per stabilire la densità ossea. Negli ultimi anni si sono sviluppate nuove tecniche non invasive, precise e sensibili, come la densitometria ossea.

Terapia

Vista di medicina popolare / laica

La medicina popolare / laica non definisce prevalentemente l'osteoporosi in base alle carenze calcari / vit.D bensì in base alla diminuzione del tessuto osseo, con perdita del tessuto di sostegno e connettivo (minerale e proteico); infatti: le classiche demineralizzazioni (rachitismo) portano a deformazioni ossee (rachitismo) e non alla spaccatura ossea.

Per quanto riguarda la terapia e la profilassi, la medicina laica si basa prevalentemente sul metabolismo osseo, dando peso a un' alimentazione sufficientemente proteica (min. 1.2 gr di proteine per kg di peso corporeo e giorno). La misura si basa su studi, che dimostrano che la somministrazione di calcio / vit.D a bambini in paesi poveri non porta alcun'effetto alla densità ossea, bensì un'alimentazione sufficientemente proteica. 8<(_Peter

  • Come profilassi, in particolare per le donne più esposte al rischio di sviluppare una osteoporosi postmenopausale (menopausa precoce, familiarità), si consiglia un'alimentazione adeguata con adeguati livelli di calcio, un'attività fisica all'aperto (sole), ed eventualmente una terapia con estrogeni. La terapia con estrogeni va iniziata qualche mese dopo la menopausa e protratta per almeno 5 anni.
  • In età giovane è comunque consigliato un elevato e costante apporto di calcio, che contribuisce ad aumentare la capacità di assorbimento del calcio e ad aumentare la massa ossea.
  • Alcuni farmaci utilizzati come terapia dell'osteoporosi sono la calcitonina, il calcio ed eventualmente la vit. D.



2.  L'osteomalacia


Rachitismo in radiografia

(vedi pag. 514 del libro di riferimento). Nell' osteomalacia la deposizione di osteoide nell'osso da parte degli osteoblasti come pure la struttura dell'osso sono normali. Ma la mineralizzazione dell'osso è insufficiente'.

Nell'osteomalacia grave di lunga durata e non trattata, il rammollimento delle ossa lunghe può determinare l'arcuarsi delle gambe. A volte le fratture della corticale possono essere apprezzate radiologicamente (zone di Looser).

Rachitismo

it.Wikipedia: Rachitismo | Science photo library: Osteomalacia

Nei bambini l'osteomalacia si chiama rachitismo. Esso provoca caratteristiche deformità strutturali delle ossa lunghe (grave inarcamento), distorsione delle ossa del cranio (con deformità) e ingrossamento delle giunture condrocostali delle costole (con presentazione del cosiddetto "rosario rachitico").

Eziologia
Di solito la osteomalacia è frutto di un'anormalità del metabolismo della vitamina D (vedi f. 24.4.):

  • inadeguato apporto dietetico
  • inadeguata sintesi corporea di vitamina D
  • malassorbimento da malattie intestinali (per es. dopo resezione del duodeno, ecc.)
  • malattie renali (compromissione della trasformazione della Vit. D nel suo metabolismo attivo).



3.  Scoliosi

it.Wikipedia: Scoliosi | Science photo library: Scoliosis

Scoliosi

La scoliosi è una deformità che comprende una o più flessioni laterali e la rotazione della colonna vertebrale, spesso associata a cifosi e lordosi; la rotazione delle vertebre determina uno spostamento delle coste, che si manifesta con il caratteristico gibbo costale.

L'altezza dei dischi intervertebrali e delle vertebre diminuisce dal lato concavo della flessione: il corpo vertebrale diventa cuneiforme.

Eziologia
Le scoliosi si possono classificare in diversi gruppi, a seconda della loro eziologia:

  • L'80% di tutte le scoliosi è rappresentata dalla scoliosi idiopatica.
  • Esistono poi le scoliosi congenite (difetti vertebrali, eventualmente associati a difetti di altri organi, risalenti ad una alterazione dell'organogenesi nel periodo embrionale),
  • le scoliosi neuromuscolari (dopo poliomielite, distrofie muscolari, ecc.) e altri tipi.


Terapia per scoliosi (e cifosi) in medicina popolare / laica

Visto che gli squilibri in articolazioni e ossa sono l'effetto di squilibri muscolari, si tenta di correggere la geometria in modo che si equilibrano. Interessano specificatamente i movimenti respiratori toracali e le giunture costo - vertebrali e costo - sternali. Questo lavoro si fa con medicina manuale posturale come p.es. viene insegnato nel metodo di Rolfing o altre tecniche osteopatiche / biomeccaniche.

La scoliosi idiopatica è circa 7 volte più frequente nelle femmine, ed è molto probabilmente ereditaria. Si può manifestare fra la nascita ed i 3 anni (forma infantile), fra i 4 e 10 anni (forma giovanile) o tra i 10 anni e la maturità scheletrica (scoliosi idiopatica dell'adolescenza).
La curvatura della colonna può essere di diverso tipo, singola o doppia: i tipi più comuni sono la curva toracica o toracolombare destra, accompagnate da curve minori o compensatorie, una sovrastante e l'altra sottostante.
La deformità estetica prodotta è variabile; se vi è uno spiccato spostamento delle coste, ne derivererà una sgradevole gibbo costale.

Terapia
Condizione indispensabile per una terapia ottimale e una diagnosi precoce; per questa ragione si eseguono oggi, un numerosi paesi, dei controlli degli allievi nelle scuole.

Un trattamento con soli esercizi di ginnastica molto spesso però non è sufficiente, e fa perdere del tempo prezioso, mentre la curva si aggrava. Una terapia molto valida consiste nell'applicazione di un corsetto (oltre agli esercizi); la correzione chirurgica è necessaria nei casi gravi che non migliorano con il corsetto.


4.  Osteomielite

it.Wikipedia: Osteomielite | Science photo library: Osteomyelitis

Osteomiellite (infezione ossea)

(vedi pag. 518-9 del libro di riferimento)
L'infezione dell'osso è detta osteomielite e di solito interessa la corticale, il midollo e il periostio.
Tra i principali agenti che causano osteomielite vanno ricordati lo Stafilococcus aureus, l Escherichia coli (soprattutto nei bambini e negli anziani), e altri germi.

Eziologia
Nell'ostemielite l'agente infiltrante ha accesso all'osso per due vie principali:

  • accesso diretto attraverso ferite aperte. E' una causa importante dopo traumi, particolarmente quando il trauma ha provocato una frattura aperta, e può ritardare o impedire la guarigione.
  • diffusione per via ematica, per una batteriemia originata da un focolaio settico (ad es. una pielonefrite acuta o ascesso ai denti).

Occasionalmente l'infezione ossea può complicare una sepsi di tessuti molli o di organi adiacenti: ad esempio, la mastoidite che complica un'infezione batterica dell'orecchio medio.

In tutte le forme di osteomielite la cavità midollare si riempie di un essudato infiammatorio acuto purulento, che provoca la necrosi delle trabecole dell'osso midollare. La distribuzione della corticale può consentire la diffusione del pus nel tessuto connettivo circostante, e l'infezione può farsi strada fino alla cute formando una fistola cronica che spurga all'esterno.
L'infezione è localizzata in spazi confinati della cavità midollare e il pus ha scarse possibilità di uscire totalmente all'esterno senza un intervento chirurgico; l'infiammazione tende a diventare cronica, e i microrganismi rimangono vitali all'interno della cavità midollare per molti anni.

Losteomielite cronica'' provoca distruzione dell'osso, fibrosi midollare e suppurazioni focali recidivanti. Con la cronicizzazione c'è formazione reattiva di nuovo osso, in particolare intorno al periostio infiammato, con ispessimento e alterazioni della forma dell'osso.

Terapia
L'osteomielite necessità somministrazione precoce di antibiotici per un periodo di 4-6 settimane dopo la guarigione clinica. Se il trattamento è ritardato gli antibiotici perdono la loro efficacia poiché diventa più difficile combattere l'infezione in un osso già necrotizzato.

E' necessario immobilizzare la lesione. Un trattamento chirurgico è necessario in caso di ascesso ribelle o seguestri ossei infetti. (vedi pag. 518 del libro di riferimento)


5.  Neoplasie ossee

Science photo library: Bone cancer

(vedi pag. 519 del libro di riferimento)

I tumori ossei più frequenti sono metastasi di tumori spesso di origine epiteliale in provenienza da altri organi e che diffondono per via ematica.


Bianca Buser fecit
Daniela Rüegg curavit


6.            Allegati          


6.1  Bibliografia

Libri di riferimento Patologia:
* Alan Stevens, James Lowe: Patologia, Casa Editrice Ambrosiana
per gli ineressati ad un approfondimento:
* G. Herold: Guida Pratica di Medicina Interna ed. Essebiemme.

6.2  Pagine correlate, Sitografia

Google
sul Web in Enciclopedia


6.3  Commenti, links

alla pagina Malattie ossee Versione in Enciclopedia

6.4  Pagine CSA

Anatomia & Fisiologia Apparato circolatorio Apparato digerente Apparato locomotore Apparato respiratorio Apparato riproduttivo Basi chimiche della vita Concetti generali anatomici e fisiologici Dermatopatologia Farmacologia I tessuti Igiene Immagini articolazioni Immagini muscoli e muscolatura Immagini scheletro e ossa La cellula La pelle Legislazione sanitaria Lesioni e traumi del apparato muscoloscheletrico Malattie del sistema digerente Malattie del sistema muscoloscheletrico (locomotore) Malattie del sistema nervoso e del cervello Malattie del sistema ormonale Malattie del sistema respiratorio Malattie del sistema urinario Malattie di articolazioni e tessuti molli Malattie dismetaboliche Organi di senso Patologia del sistema circolatorio e del sangue Pronto soccorso Sistema escretore Sistema linfatico Sistema ormonale Anamnesi e Diagnostica Batteriologia Corso di studio assistito per Terapisti complementari: CSA CSA FTP Infiammazioni Introduzione allo studio delle malattie infettive Malattie del cuore Malattie del fegato, biliari e pancreas Malattie del sangue Malattie del sistema gastrointestinale Malattie infettive batteriche Malattie infettive parassitarie Malattie infettive virali e da prioni Micosi (malattie infettive fungine) Modelli di psicologia e psicosomatica Mutazioni cellulari Neoplasmi Patologia Circolatoria Patologia generale Patologia specifica Psicologia e Psicosomatica Sistema Linfatico S Sistema nervoso A&F SMAEB Appunti

6.5  Commentbox

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