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Patologia Circolatoria

Relatori, Dispense: Dott.essa C. Gutti e Dr. A Bernasconi
Autrice: Bianca Buser Categoria: CSA, Patologia, Cardiovascolare

Sistema circolatorio

1.  Patologia circolatoria generale

Edema, Emorragia, Trombosi, Embolismo, Infarto, Shock

1.1  Edema

(non contiene globuli rossi, è liquido acquoso)

Un'infiltrazione di liquido interstiziale nei tessuti dell'organismo è detto edema, ed è una tra le conseguenze più importanti nelle malattie del sistema circolatorio.


Edema palpebrale (sottocutaneo)

Normalmente il liquido interstiziale viene rimosso dal sistema linfatico, ma se vi è

  • un aumento della pressione idrostatica nei vasi (insufficienza cardiaca),
  • o se la pressione oncotica plasmatica è ridotta (ipoproteinemie)
  • o a seguito di un'infiammazione la permeabilità vasale si altera,

un eccesso di liquido fuoriesce dai capillari.

Nell'edema polmonare
vi è un accumulo di liquido negli alveoli polmonari,
mentre nell'edema sottocutaneo
l'accumulo è nel tessuto sottocutaneo.

Vedremo successivamente che questi tipi di edemi sono la diretta conseguenza dell'insufficienza cardiaca. La pressione idrostatica spinge verso il basso i liquidi.


1.2  Emorragia


Ematoma

La fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni in seguito alla loro rottura è detta emorragia, e le conseguenze variano con la quantità di sangue perduto e la rapidità della perdita.

Il luogo dove penetra il sangue emorragico determina il tipo di emorragia. Per esempio si parla di ematoma, se il sangue si accumula in un tessuto molle, o di ematotorace se la raccolta avviene nelle cavità pleuriche (pag. 152 del libro di riferiment).


1.3  Trombosi


Trombosi venosa profonda

Il trombo è una massa solida, ben struttura che può formarsi all'interno di una cavità vascolare (vena, arteria, cavità cardiaca). Il processo di formazione dei trombi, detto trombosi, è dovuto all'attivazione del normale sistema di coagulazione (fig. 10.2. del libro di riferimento).

Normalmente vi sono dei meccanismi fisiologici che impediscono una trombosi eccessiva e la cascata coagulativa si arresta (fig. 10.3 del libro di riferimento), mentre nella trombosi patologica le capacità delle fibrolisine endogene vengono meno e il trombo continua ad ingrandirsi per sovrapposizione di strati di piastrine e fibrina, fino alla formazione di una massa che può occludere il vaso.

La trombosi può essere dovuta a tre fattori:

  1. Disfunzione dell'endotelio. Lesioni della parete endoteliale, causate da traumi e nell'infiammazione.
    Un danno si può verificare anche in associazione con l'ateroma.
  2. Modificazioni del flusso circolatorio. La stasi venosa consente alle piastrine di rimanere in contatto con l'endotelio e la lentezza del flusso impedisce la diluizione dei fattori attivati dalla coagulazione del sangue (varicosi).
  3. Modificazioni della coaguabilità. Il disequilibrio tra il sistema di coagulazione e quello fibrinolitico del sangue può portare alla formazione di trombi.

La trombosi può avvenire in qualsiasi sezione del sistema circolatorio. La trombosi è più frequente nelle vene, ma potrebbe succedere anche nelle arterie.


1.4  Embolismo


Embolo vasale

L'occlusione di un segmento di un vaso provocata da una massa di *materiale (*non necessariamente è sangue può essere anche gas o grasso) in movimento è detta embolismo, questa massa definita embolo, ed è dovuta nella maggior parte dei casi a frammenti di trombo passati nel torrente circolatorio (tromboempolismo). L'embolo viaggia fino a quando non incontra un vaso con un lume troppo piccolo per il suo passaggio, dove vi si arresta provocando un'occlusione vasale.

Una delle più frequenti cause di morte nei pazienti ospedalizzati è il tromboembolismo polmonare, causato da tromboemboli originati nel sistema venoso, che vanno ad arrestarsi nell'arteria polmonare o nei suoi rami. La terapia deve essere innanzitutto preventiva, perché spesso i sintomi e i segni sono aspecifici o clinicamente silenti (pag. 158).

Terapie anticoagulanti.



1.5  Infarto


Infarto del miocardio

morte di cellulle per ischemia

Una insufficiente perfusione ematica del tessuto causa un danno cellulare per ischemia (mancanza di ossigeno). La lesione dovuta alla necrosi ischemica parziale o totale di un tessuto o di un organo è detta infarto.

Come avviene nella maggior parte dei casi, l'infarto é dovuto ad un'occlusione di un'arteria con conseguente blocco dell'apporto arterioso ai tessuti (infarto arterioso); il blocco di un'arteria causa di regola necrosi coagulativa nell'organo bersaglio.

L'infarto é una delle principali cause di mortalità, gli esempi principali sono l'infarto miocardio (pag. 177), l'infarto cerebrale (ictus), l'infarto polmonare e l'infarto dell'intestino.



1.6  Shock


Shock

pressione sistolica inferiore alla frequenza cardiaca

Lo shock è una condizione clinica caratterizzata da un'insufficienza circolatoria acuta, con importante ipotensione arteriosa e riduzione del flusso di sangue e di ossigeno agli organi vitali. Lo shock è un'insufficienza acuta di circolo e può colpire un organo o tutto l'organismo; se non si interviene rapidamente e non regredisce spontaneamente, possono insorgere lesioni multiorgano, e, a questo punto, il quadro é irreversibile.

I fattori che causano uno shock sono molteplici, un danno primario del muscolo cardiaco causa uno shock cardiogeno, un'ostruzione al flusso arterioso è la causa di uno shock ostruttivo, mentre un'importante riduzione della massa ematica(emorragia) o perdita di plasma (ustioni), provocano uno shock ipovolemico.


2.  Malattie delle Arterie

Aterosclerosi, Aneurismi, Ipertensione, Vasculiti

2.1  Aterosclerosi


Aorta aterosclerotica aperta

La patofisiologia è errata (antiquata da almeno 30 anni): cellule schiuma con vacuole lipidice. Calcio non c'entra. Peter $CurrentTime L'aterosclerosi é la malattia più importante per incidenza epidemiologica (molto frequente). Il termine arteriosclerosi indica una rigidità ed un ispessimento della parte arteriosa, con conseguente perdita di elasticità e contrazione.

La lesione fondamentale è l' ateroma, cioè un accumulo di sostanze lipidiche, colesterolo e calcio, realizzatosi a livello intimale e subintimale. E' questa lesione o placca ateromasica, sostanzialmente irreversibile, a determinare il quadro clinico della malattia. Queste placche modificano la struttura della parte arteriosa, deformano il lume del vaso e possono occluderlo. La placca tende ad andare incontro a fenomeni di calcificazione e connettivizzazione e può divenire sede di nuovi processi patologici, come delle alterazioni endoteliali che predispongono alla formazione di trombi, o ulcerazione delle stesse con fuoriuscita di materiale, disseminazione embolica ed infiltrazioni emorragiche (fig. 10.13 e 10.14).

La malattia assume un rilievo clinico se le placche iniziano a complicarsi; l'estensione e l'aggravarsi delle placche, alterando le proprietà elastiche dei vasi, ostacolando il flusso sanguigno e in definitiva determinano uno stato ischemico a livello tissutale: mancando l'apporto di ossigeno le cellule vanno incontro a necrosi. :Esempio:Infarto del miocardio, gangrena (pag. 166).

Fattori di rischio La malattia è legata a fattori di rischio oramai ben individuati: ipertensione, iperlipidemia, tabagismo e diabete. Questi fattori di rischio maggiori interferiscono in modo diverso da caso a caso. La malattia dipende da fattori esogeni, soprattutto dieta e abitudini di vita.
La malattia ha generalmente un'evoluzione lenta, inizia precocemente nell'infanzia e progredisce fino a dare manifestazioni cliniche importanti nell'età media e nell'età anziana. Vi è una sfasatura nei due sessi: è più precoce nel maschio che nella donna per quanto riguarda le manifestazioni cliniche. L'aterosclerosi non va considerata un fenomeno dell'invecchiamento: è una malattia legata ai fattori di rischio e, agendo su di essi, la si può evitare o ridurre nelle sue manifestazioni cliniche (pag. 163).


2.2  Aneurismi


Aneurisma aortico

L'aneurisma arterioso consiste in una dilatazione anormale e persistente di un segmento di parete arteriosa (pelle che si gonfia sempre di più) e, anche se possono colpire qualsiasi arteria, nella maggior parte dei casi sono localizzati in tratti dell'aorta o nelle arterie cerebrali. La maggior parte degli aneurismi rimane asintomatica per molti anni o per tutta la vita; causano sintomi perché possono andare incontro a rottura a seguito di un brusco aumento della pressione arteriosa o perché comprimono gli organi vicini.

Prevalentemente gli aneurismi colpiscono i maschi adulti soprattutto in caso di aterosclerosi e di ipertensione arteriosa (pag. 165). Aneurisma cerebrale in genere è dovuto a malformazione congenita. Aneurisma dell'aorta è dovuto ad ateromi.


2.3  Ipertensione


Misurazione della pressione arteriosa

L'ipertensione arteriosa consiste in un aumento persistente della pressione arteriosa al di sopra dei valori ritenuti normali secondo l'età del soggetto. Si considera iperteso l'individuo adulto che presenta persistentemente valori di pressione massima o sistolica uguali o superiore a 160mmHg e minima o diastolica a 90mmHg.

Si distingue una ipertensione primaria, legata all'età e senza cause apparenti (90%): si pensa che i precedenti familiari, le diete ricche di sodio e lo stress siano allo base di un aumento persistente della pressione. Nell'ipertensione secondaria, il disturbo è dovuto a cause identificabili, come malattie renali, endocrine o cardiovascolari (10%).

Gli organi maggiormente colpiti dall'ipertensione arteriosa sono il cuore, i reni. il cervello e gli occhi. Le complicazioni più importanti sono Angina pectoris, infarto del miocardio, arresto cardiaco e insufficienza renale (fig. 10.22 pag. 168 del libro di riferimento).

Il trattamento comprende una dieta a basso contenuto di sodio, ma ad alto contenuto di potassio, astensione dal fumo e dall'alcool e, in alcuni casi la somministrazione di farmaci. Il paziente in genere non si accorge della malattia. Possono esserci dei rischi all'udito, mosche volanti alla vista, nervosismo, irrequietezza, pesantezza alla testa, sangue da naso ecc....


2.4  Vasculiti


Vasculite di Wengener

Il termine vasculite indica l'infiammazione di un vaso sanguigno. Il processo può interessare tutto il sistema vascolare e provoca, nella maggior parte dei casi, danni irreversibili alla parete vasale. Le vasculiti possono interessare singoli organi isolatamente o avere un'attività sistemica e coinvolgere l'intero sistema vascolare con un quadro clinico estremamente grave. Le vasculiti possono essere, tra le altre, causate da ipersensibilità a farmaci o a agenti patogeni (fig. 10.23 pag. 169 del libro di riferimento). Occasionalmente anche le grandi vene.


3.  Anormalità Strutturali delle Vene


Termografia:Vene varicose:
flebite asintomatica

L'anormalità più frequente delle vene è la dilatazione e la congestione con sangue.

3.1  Vene varicose

si realizzano soprattutto negli arti inferiori, o sono costituzionali o insorgono a causa di un'insufficienza valvolare, che lascia refluire il sangue dall'alto al basso: la stasi venosa che si viene a creare provoca il rilassamento della parete e la dilatazione della vena (la vena maggiormente colpita è la grande safena). Oltre al danno estetico ci possono essere molte complicazioni (pesantezza e il dolore alle gambe, edemi periferici dovuti ad una cattiva circolazione): tra le molte flebiti superficiali con infiammazione della parete venosa che si accompagna spesso alla formazione di trombi e formazione di ulcere venose.


Emorroidi infantili

3.2  Emorroidi

sono delle vene dilatate dei plessi venosi anorettali. Possono esserci anche dei trombi all'interno degli emorroidi.

3.3  Varicocele

è la dilatazione permanente delle vene del funicolo spermatico e dello scroto (plesso pampiniforme).


4.  Tumori e Malformazioni dei Vasi

Gli angiomi e mangiomi, sono dei tumori costituiti da vasi dilatati o neoformati; possono interessare vasi di grosso calibro (angioma cavernoso) o di piccolo calibro (angioma capillare'), sono frequenti gli angiomi di costituzione mista. L'origine di questi tumori è quasi sempre congenita. Una sede importante di malformazioni vascolari è l'encefalo, dove possono presentarsi come una piccola varice, come una dilatazione di un capillare o come una comunicazione artero-venosa. La sintomatologia dipende dalla localizzazione, clinicamente si manifestano con cefalea, fino a casi più gravi dove un sanguinamento spontaneo può causare emorragia intracranica.


5.  Pagine correlate, Sitografia

Google
sul Web in Enciclopedia


6.  Commenti

alla pagina Malattie circolatorie

6.1  Pagine CSA

Anatomia & Fisiologia Apparato circolatorio Apparato digerente Apparato locomotore Apparato respiratorio Apparato riproduttivo Basi chimiche della vita Concetti generali anatomici e fisiologici Dermatopatologia Farmacologia I tessuti Igiene Immagini articolazioni Immagini muscoli e muscolatura Immagini scheletro e ossa La cellula La pelle Legislazione sanitaria Lesioni e traumi del apparato muscoloscheletrico Malattie del sistema digerente Malattie del sistema muscoloscheletrico (locomotore) Malattie del sistema nervoso e del cervello Malattie del sistema ormonale Malattie del sistema respiratorio Malattie del sistema urinario Malattie di articolazioni e tessuti molli Malattie dismetaboliche Malattie ossee Organi di senso Patologia del sistema circolatorio e del sangue Pronto soccorso Sistema escretore Sistema linfatico Sistema ormonale Anamnesi e Diagnostica Batteriologia Corso di studio assistito per Terapisti complementari: CSA CSA FTP Infiammazioni Introduzione allo studio delle malattie infettive Malattie del cuore Malattie del fegato, biliari e pancreas Malattie del sangue Malattie del sistema gastrointestinale Malattie infettive batteriche Malattie infettive parassitarie Malattie infettive virali e da prioni Micosi (malattie infettive fungine) Modelli di psicologia e psicosomatica Mutazioni cellulari Neoplasmi Patologia generale Patologia specifica Psicologia e Psicosomatica Sistema Linfatico S Sistema nervoso A&F SMAEB Appunti

6.2  Commentbox

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