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Malattie di articolazioni e tessuti molli

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Autrice: Bianca Buser Relatori, Dispense: Dott.essa C. Gutti e Dr. A Bernasconi
Illustrazioni, collegamenti: P.Forster Categoria: CSA, Patologia, Locomotore

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Questa pagina appartiene al gruppo di Malattie muscoloscheletriche:

Redazione online Enciclopedia
Stephen W. Hawking
Indice: Malattie muscoloscheletriche idem
Malattie ossee idem
Questa pagina idem
Lesioni e traumi muscoloscheletriche idem



1.  Malattie delle articolazioni

it.Wikipedia: Ortopedia: categoria

Le malattie infiammatorie delle articolazioni (artriti e sinoviti) possono avere quattro cause principali:

  • Degenerative ad es. artrosi deformanti.
  • Autoimmune ad es. artrite reumatoide' (vedi patologia generale), la febbre reumatica, ecc.
  • Metaboliche: deposizione di cristalli ad es. la gotta (vedi patologia generale).
  • Infettive ad es. l'artrite tubecolare, batterica, ecc.

1.1  Osteoartrite - Artrosi deformante

it.Wikipedia: Artrosi | Science photo library: Osteoarthritis | Lucidi Malattie motorie: MmP 22.2: artrosi | Dispensa PT 2.3 Malattie delle articolazioni: processi degenerativi

Artrosi della mano

Attacco primario alla cartilagine (pag. 524 del libro i riferimento) L' artrosi (o osteoartrite) può essere una malattia primaria o essere secondaria ad altre malformazioni articolari (in particolare a carichi abnorimi o a deformità).

Le alterazioni patologiche interessano la cartilagine > inizialmente (la cartilagine ialina mostra dei focolai di degenerazione e alcune fessure in superficie, avviene una perdita di prosteoglicani con una diminuzione funzionale della capacità di scivolamento; questo processo si aggrava e porta alla distruzione totale della cartilagine), l'osso, la sinovia e la capsula articolare, con effetti secondari sul muscolo. Eziologia

Invecchiamento:
Alterazioni del carico dell'articolazione (microtraumatismi, obesità, ecc.).
Depositi di cristalli e infiammazioni dell'articolazione.

In generale, le artrosi interessano le articolazioni che sono sottoposte a maggior usura. E' un elemento importante per le malattie articolari legate ad un'attività lavorativa, ad es. l'artrosi delle dita dei dattilografi e del ginocchio dei giocatori di calcio professionali.


Localizzazione di artrosi

Clinica
Il paziente non mostra alterazione generale. I sintomi sono localizzati all'articolazione toccata.L'intensità dei dolori dipende dal grado di attività dell'artrosi; sono tipicamente legati al movimento. Dolori alla messa in moto, dolori da affaticamento o da sovraccarico, spesso sono accompagnati da rigidità. Spesso esistono tendomiopatie associate. I dolori notturni e i dolori costanti si osservano solo in forme di artrosi molto attive.

All'esame clinico:

  • Ispessimento articolare, ev. liquido intraarticolare
  • Deformazione e deviazioni tardive.
  • Perdita di funzione proporzionalmente alla gravità.
  • Ev. rumori di sfregamento osseo in corrispondenza delle articolazioni.

La presenza di precedenti anormalità articolari predispone a uno sviluppo precoce di un'artrosi grave (detta talvolta artrosi secondaria). Tra le cause ricordiamo:

  • Le alterazioni congenite delle articolazioni.
  • I traumi delle articolazioni.
  • Le malattie infiammatorie delle articolazioni.
  • La necrosi avascolare dell'osso.

Evoluzione
L'evoluzione è spesso lenta. Possiamo distinguere a seconda dei principali sintomi alla presentazione:

Terapia per patologie dei tessuti molli delle articolazioni in medicina popolare / laica

  • Visto che si tratta al solito di processi infiammatori, la prima misura è di non sforzare la giuntura dolente.
  • Contro le acute infiammazioni si usano enzimi proteolitici come WOBENZYM N®.
  • Per sostenere la guarigione si applica Ung. Consolidae con l'aggiunta di olii essenziali di rosmarino (circolazione locale), incenso (antiedematico) e garofano (localanestetico). Si aggiunge spesso DMSO2 (dimetilsulfossido) per favorire la riparazione. Per questo e altri preparati vedi Ricettario articolazioni.
  • Per parare un'ulteriore decomposizione di sostanza cartilaginosa si usa gelatina medicinale animale come BIOGELA.
  • Se ci sono dei squilibri nella posizione del articolazione e questi sono l'effetto di squilibri muscolari, si tenta di correggere la geometria in modo che si equilibrano. Questo si fa con medicina manuale posturale come p.es. viene insegnato nel metodo di Rolfing o altre tecniche osteopatiche / biomeccaniche. 8<(_Peter
  • Artrosi generalizzata primaria: di solito si associa con lo sviluppo di nodi di Heberden sulle dita. E' più frequente nelle donne in postomenopausa.
  • Artrosi infiammatoria erosiva: include forme di artrosi in cui c'è grave infiammazione ed erosione della cartilagine con progressione rapida.
  • Artrosi ipertrofica: include forme con produzione di osteofiti floridi e sclerosi ossea, con una progressione lenta e prognosi relativamente buona.

Diagnosi
Esame clinico associato all'esame radiologico.

Trattamento
Riposo, cura di un'ev. obesità, fisioterapia, massaggi, ev. immobilizzazione in fase acuta, medicamenti antalgici e antinfiammatori; corticosteroidi in infiltrazione locale, ma con effetti limitati nel tempo e rischio di infezione locale.
Ev. chirurgia in caso di limitazione importante dei movimenti o dolori insopportabili.


1.2  Spondiloartrite anchilosante

(Morbo di Bechterew)

it.Wikipedia: Spondilartrosi | Science photo library: Spondiloarthrosis | Esercizi di mantenimento Spondiloartrite anchilosante

Mb. di Bechterew

Si tratta di un malattia infiammatoria cronica con attacco delle articolazioni sacroiliache, della colonna vertebrale ed eventualmente delle articolazioni delle membra. E' la seconda malattia reumatica per ordine di frequenza.
Si manifesta soprattutto tra i 15 - 40 anni, ma può anche iniziare dal bambino. Tocca 1 persona su mille e maggiormente gli uomini dove si riscontra circa 3-4 volte più frequentemente che nella donna. Presenta caratteri ereditari, infatti il 90% dei malati sono positivi per l'antigene HLA-B27.

All'esame anatomopatologico osserviamo dei segni di un'infiammazione cronica che evolve silenziosamente e conduce a fibrosi, distruzione della cartilagine e comparsa di erosioni ossee seguite da ricostruzione. I legamenti si ossificano soprattutto a livello delle inserzioni; le sinoviali sono infiammate e presentano volentieri una fibrosi importante. L'osso mostra un ispessimento del periostio e una osteoporosi. Clinica
Stato iniziale
Durante le crisi evolutive il paziente presenta delle manifestazioni generali come: stato subfebrile, astenia, dimagrimento.

I primi sintomi sono spesso vaghi e poco caratteristici, come lombalgie, pseudosciatalgie irradianti sulla faccia posteriore delle cosce. I dolori hanno una predominanza notturna e si accompagnano di una rigidità della regione dorso-lombare. I dolori diminuiscono nel corso della giornata e possono manifestarsi anche nella regione cervicale e toracica.

All'esame clinico abbiamo una limitazione lombare e toracica; dolore all'articolazione sacroilliaca (segno di Mennel).

Evoluzione
Di regola molto lenta, ma la diagnosi e la presa a carico precoci sono importanti.

Dorsolombalgie, toracalgie, cervicalgie con irrigidimento di tutta la regione dorsolombare si manifestano progressivamente; la colonna può essere molto toccata e portare a un annullamento della lordosi lombare fisiologica e ad un'ipercifosi dorsale marcata. La diminuzione progressiva dell'espansione toracica può portare ad una respirazione puramente addominale.

Le articolazioni sono meno toccate che nell'artrite reumatoide e in maniera asimmetrica. Diagnosi
La radiologia è molto importante per la diagnosi e presenta dei segni tipici.

RX colonna: mostra calcificazione e ossificazione del legamento vertebrale longitudinale e formazione di sindesmofiti che iniziano all'angolo vertebrale, in direzione verticale, e finiscono per saldarsi assieme. infine osserviamo la colonna di bambù: la colonna vertebrale prende questo aspetto poichè più vertrebe sono saldate insieme.

Al laboratorio segni infiammatori cronici.

Terapia
Antinfiammatori non steroidei, fisioterapia indispensabile per ritardare la rigidità del rachide e migliorare o mantenere la funzione respiratoria. Pratica di sport indicata.


1.3  Artrite gottosa

it.Wikipedia: Gotta | Wikimedia Commons Gout: category | Science photo library: Gout | Lucidi MmP 12.4: Artrite urica | Dispensa PT 5.3 Patologia metabolica : Gotta (artrite urica) | Dispensa MN 4.5 Psicosomatica: La gotta

Artrite urica, gotta

(vedi patologia generale e pag. 526-7 del libro di riferimento)



1.4  Artrite reumatoide

it.Wikipedia: Artrite_reumatoide | Science photo library: Rheumatoid arthritis | Lucidi MmP 22.2: Artrite reumatoide | Dispensa PT 2.3 Malattie delle articolazioni: Artrite reumatoide

(vedi patolgia generale e pag. 525 del libro di riferimento)



2.  Malattie degenerative della spina dorsale

Science photo library: Chondrosis | Science photo library: Spondilosis

Condrosi della nuca
(Mb. Scheuermann)

Sono definite come: alterazioni degenerative, in parte proliferative del disco intervertebrale o dei corpi adiacenti, delle articolazioni interapofisarie o dei legamenti.

La loro frequenza aumenta con l'età: il più spesso asintomatiche, ma restano la causa principale delle dorsologie.

In effetti i cambiamento anatomopataologici non sono direttamente in rapporto con il quadro clinico specifico. All'inizio essi rappresentano unicamente un rischio aumentato di malattia. A questo rischio bisogna che si aggiungano numerosi altri fattori esogeni ed endogeni affinché posso costituirsi un quadro clinico manifesto.


Osteocondrosi della nuca

Anatomopatologia
Modificazioni degenerative del tipo:

  • Condrosi: perdita di elasticità (malattie del tipo intervertebrale) del disco intervertebrale degenerato. Ciò conduce ad un'instabilità del segmento mobile. All'inizio c'è disadrazione del nucleo polposo, poi fissurazione dell'anello fibroso.
  • Osteocondrosi: sclerosi sotto cartilagine dei due piatti vertebrali superiore e inferiore (reazione infiammatoria).
  • Spondilosi: apposizione ossea dei corpi vertebrali (osteofiti) > crescenze ossee sulla colonna.
  • Spondilartrosi: artrosi delle articolazioni dei processi a faccetta articolare, consecutiva alla loro incongruenza e al sovraccarico meccanico.



Spondilosi vertebrale

In casi severi di osteocondrosi e spondilartrosi è possibile un'instabilità del segmento mobile con spostamento di un corpo vertebrale rispetto all'altro.

Diagnosi
Essenzialmente radiologica.

Clinica
Tutte le malattie degenerative della colonna possono presentarsi sotto tre diverse forme:

Sindrome vertebrale:
soggettivamente il paziente presenta dolori localizzati, legati alla postura, ai movimenti e al carico; i dolori sono associati a una sensazione di rigidità o di perdita di forza. I dolori sono aumentati meccanicamente da scosse, posizione seduta o in piedi per lungo tempo. Può apparire un dolore acuto con bloccaggio dei movimenti (lumbago acuto > colpo della strega). I dolori diminuiscono con il riposo e riappaiono tipicamente con certi movimemnti o con il socraccarico. Nessuna irradiazione.



Spondilartrosi della nuca
Sindrome pseudoradicolare:
si tratta di un'irradiazione dolorosa periferica secondaria a un disturbo meccanico di un segmento mobile della colonna. I dolori sono scatenati da meccanismi nervosi o vasomotori che hanno manifestazioni neurovegetative diverse. Le sindromi pseudoradicolari sono quasi sempre associate a una sindrome vertebrale. Il quadro clinico è spesso intricato e difficile da separare tra i sindromi periarticolari, vasomotorie e neurogene. Di solito questa sindrome si verifica nella gambe. Si osservano: disturbi vasomotori (sensazione di freddo, evoluzione possibile verso un Suddeck); disestesie diffuse senza topografia neurologica tipica; disturbi neurovegetativi della pelle (cianosi, iperidrosi, ecc.); nevralgie pseudoradicolari senza precisa localizzazione, con forte dolore lancinante.

Prolasso discale
Sindrome radicolare:
i sindromi e segni sono uguali a quelli provocati da una compressione meccanica a livello della sensibilità e motricità nelle regioni corrispondenti. Sono dovuti a una protrusione discale o a un'ernia; oppure: un tumore, una proliferazione ossea vertebrale, un ascesso, una frattura, ecc.



2.1  Un esempio: le sindromi cervicali

Science photo library: Arthritic neck | Science photo library: Cervical spondilosis | Science photo library: Slipped disc

Le sindromi cervicali, così come le sindromi dorsali e le sindromi lombari possono quindi manifestarsi tipicamente (a seconda della loro localizzazione) seguendo i tre quadri clinici descritti sopra. Approfondiamo in questa sede le sindromi cervicali nei loro principali aspetti caratteristici data la frequenza con la quale si manifestano nella popolazione.

Sindrome vertebrale cervicale
Rigidità e dolore alla nuca (ricordiamo che come visto sopra, spesso la sindrome vertebrale e pseudoradicolare sono associate).

Sindrome cervicale pseudoradicolare
Possiamo distinguere in:

  • sindrome cervicale superiore: dovuta ad una patologia da C1 a C3
  • sindrome cervicale inferiore: dovuta ad una patologia interessante i segmenti C4-C7

Sintomatologia della sindrome pseudoradicolare


Dolori causati da
Sindrome cervicale superiore

Sindrome cervicale superiore
Soggettivamente

  • Limitazione soggettiva della rotazione e della flessione ed estensione della colonna cervicale.
  • Cefalee occipitali legate ai movimenti e alla posizione della testa; si manifestano soprattutto al risveglio e sono unilaterali. Possono presentare fenomeni di irritazione simpatica come emicrania, neuronite vestibolare (infiammazioni nervo) con vertigini, insicurezza alla marcia; disturbi all'udito con fischi ed esame ORL normale; disturbi oculari (disturbi alla vista, dolori orbitali profondi, con esame oftalmologico normale).
  • Nausea: disturbi faringei (dolore alla deglutazione, sensazione di strangolamento e di bruciore, nevralgia facciale); disturbi psichici come stato depressivo e disturbi della concentrazione.

Oggettivamente

  • Limitazione della rotazione della testa e della flessione e dell'estensione.
  • Dolore alla pressione del punto d'emergenza del nervo di Arnold e sui muscoli paraventrali contratturati; dolore alla palpazione del processo transverso dell'atlante e del processo spinoso dell'epistrofeo.

Dolori causati da
Sindrome cervicale inferiore

Sindrome cervicale inferiore
Soggettivamente

  • Dolori alla nuca irradianti fino alla spalla, ev. tra le scapole, fino al gomito, all'avambraccio e spesso anche alla punta delle dita.
  • Uno- o bilaterali senza tragitto radicolare (vedi app. neurologico) hanno un carattere trafiggente e predominano la notte a letto, impedendo il sonno.
  • Limitazioni alla colonna cervicale, disestesie diffuse (sensazione di freddo, parestesie, dolori, ecc.) senza topografia neurologica.
  • Sensazione di gonfiore o reale gonfiore delle estremità con cianosi (in particolare alle mani).

Oggettivamente

  • Limitazione funzionale della colonna vertebrale.
  • Dolore alla pressione muscolare non solo nella regione della nuca, ma anche nella regione scapolare e alle braccia:
  • modificazione della pelle e del tessuto sottocutaneo (infiltrazione > tipo edema e pelle meno morbida). Iperidrosi possibile.
  • Esame neurologico normale!!!!


Sindrome cervicale radicolare per compressione
Questa sindrome è molto più rara a livello cervicale che a livello lombare. La diagnosi viene effettuata sulla base di un esame neurologico preciso (disturbi della sensibilità, disturbi ai riflessi, ecc.). Il livello della compressione deve essere precisato con l'elettromiografia e un esame neuroradiologico.

Sul piano clinico possiamo avere disturbi neurologici che precisano il livello della lesione come:

  • disturbi della sensibilità (dolori o ipoalgesia > diminuzione della sensibilità);
    • nella regione della spalla (C3-C4),
    • della faccia esterna del braccio e alla faccia radiale dell'avambraccio fino al pollice (C6),
    • sulla faccia esterna e posteriore del braccio e dell'avambraccio fino al secondo, terzo e quarto dito (C7),
    • sulla faccia posteriore del braccio e sulla faccia cubitale dell'avambraccio fino al quinto dito (C8).
  • Esame della motricità:
    • paresia o paralisi del diaframma (C3-C4);
    • disturbi all'innervazione del deltoide e del bicipite brachiale (C5);
    • paresia del bicipite e del supinatore lungo (C6);
    • paresia del tricipite, degli estensori del polso e delle dita ed ev. dei Mm. Flessori delle dita (C7);
    • atrofia oggettiva dei Mm. Intrinseci della mano, in particolare dell'eminenza tenar e ipotenar (C8).

Ernia discale cervicale
  • Disturbi ai riflessi:
    • riflesso bicipitale (C5-C6),
    • riflesso tricipitale (C7-C8).

Terapia
Può essere conservativa o chirurgica.

Attenzione
Le diagnosi differenziali sono numerose ed importanti quali:

  • "Dolori riferiti" in caso di patologia toracica o addominale.
  • Patologie neurologiche del SNC (come tumori, angiomi) o delle radici, (ad es. un neurinoma).
  • Sindromi particolari come una
    • periartrite scapolo-omerale con irradiazioni dolorose;
    • patologie del plesso brachiale e dei tronchi nervosi periferici;
    • disturbi circolatori (malattie arteriose occlusive;
    • compressioni arteriose: trombosi venosa del braccio).
  • Malattie ossee e muscolari.
  • Malattie psichiche.

E' quindi importante porre una diagnosi precisa prima di procedere a qualunque terapia.


3.  Patologia non traumatica del ginocchio

Terapia per patologie non traumatiche di articolazioni in medicina popolare / laica

Visto che gli squilibri in articolazioni sono l'effetto di squilibri muscolari, si tenta di correggere la geometria in modo che si equilibrano. Questo si fa con medicina manuale posturale come p.es. viene insegnato nel metodo di Rolfing o altre tecniche osteopatiche / biomeccaniche.

Si applica Ung. Consolidae con l'aggiunta di olii essenziali di rosmarino (circolazione locale), incenso (antiedematico) e garofano (localanestetico). Si aggiunge spesso DMSO2 (dimetilsulfossido) per favorire la riparazione (vedi Ung. Ricostruzione tessuto connettivo)

Contro eventuali infiammazioni sterili si usano enzimi proteolitici come WOBENZYM N® in fasi acute.

Per parare un'ulteriore decomposizione di sostanza cartilaginosa si usa gelatina medicinale animale come BIOGELA. 8<(_Peter



3.1  Lussazioni abituali della rotula


Rotula lussata

Ricordiamo che l'articolazione femoro-patellare non ha stabilità ossea intrinseca durante i primi 20-30° di flessione. La stabilità diventa effettiva solo dopo i 70-80° quando la rotula scivola dentro la scanalatura tra i condili.

La stabilità è assicurata dai muscoli e dai legamenti e, nelle posizione di flessione più importanti, dalla forma a V della rotula incastrata nella gola femorale.

L'inserzione del tendine rotuleo spesso molto esterna, genera una forte tendenza allo spostamento verso l'esterno della rotula quando il quadricipite si contrae o quando il ginocchio è in totale posizione estesa.

Esistono pure delle displasie dell'articolazione femoro-rotulea. In questi casi le faccette articolari della rotula troppo appiattite, si articolano con i condili femorali che non hanno una scanatura abbastanza profonda per mantenere la rotula ben centrata. Si instaura una instabilità e la rotula potrà spostarsi facilmente, spesso anche in seguito a minimi traumi. Clinica
La prima lussazione avviene di solo in seguito a una banale caduta. La rotula ritorna spesso a posto da sola con uno schiocco doloroso seguito da un versamento di durata variabile.
Dolore all'inserzione del legamento esterno.

Inquietudine del paziente quando spingiamo la rotula verso l'esterno,ha l'impressione che la rotula si sposta.
Tendine patellare inclinato verso l'esterno a partire dalla tuberosità anteriore della tibia.

Possibile posizione verso l'esterno della rotula.

Radiografia
Può essere normale.
Deformazione della supefricie della rotula e del femore (displasia).

Spostamento della rotula verso l'esterno sulle lastre in posizione assiale e in flessione.

Terapie
Secondo l gravità del quadro clinico (frequenza di lussazione, ecc.), presenza di segni di displasia (bambino):

  • Spostamento dell'inserzione del tendile della rotula verso l'interno.
  • Abbassamento dell'inserzione al fine di meglio posizionare la rotula nella scanalatura fomorale.
  • Ricostruzione dell'apparato estensore. Lo scopo è quello di offrire maggiore stabilità all'articolazione femoro-patellare.



3.2  Le sindromi di ipertensione patellare


Dolore al ginocchio

Questa sindrome è molto frequente e la troviamo nel 50% dei pazienti che si lamentano del loro ginocchio. E' caratterizzato da uno sbilanciamento della rotula che viene ad appoggiarsi sul bordo esterno della scanalatura femorale, ma senza spostamento.

Clinica
* Dolori sulla faccia anteriore del ginocchio. Assomiglia a un dolore meniscale.

  • Dolore alla pressione sulla parte esterna della rotula.
  • Pressione e percussione della rotula dolorosi.
  • Dolori all'estensione contro resistenza; all'inginocchiamento, in posizione seduta per troppo temp (segno del cinema e della macchina).
  • Dolori alla salita e soprattutto alla discesa delle scale.

Eziologia
Disequilibrio muscolare tra vasto e interno, displasia femoro-patellare; traumi (50% circa); idiopatica (10-20%).

Diagnosi
Essenzialmente radiologica, possibili segni precoci di artrosi femoro-patellare.

Terapia
Conservativa: 30-50% rispondono bene.

  • Riposo della rotula; allenamento del quadricipite; infiltrazioni locali.
  • Chirurgica: nei casi refrattari, con ricentraccio della rotula fino a patellectomia.

3.3  Condromalacia della rotula

Google images: Chondromalacia | Science photo library: Chondromalacia

Condromalacia rotulea

Si tratta di un processo degenerativo di eziologia incerta che tocca la cartilagine delle superfici articolari della rotula. Infatti possiamo osservare una fissurazione e un rammollimento di questa cartilagine che può progredire lentamente verso un'ulcerazione e un erosione completa delle superfici articolari che spariscono lasciando l'osso puro.
Spesso avviene dopo traumi minori o ripetuti della rotula.

Clinica
Appare nell'adolescente e nel giovane adulto, cedimento del ginocchio e versamenti recidivanti, dolori a livello della rotula che aumentano con ogni sovraccarico dell'articolazione femoro-patellare, rotula sensibile alla percussione e alla pressione e dolore all'estensione contro resistenza; spesso accompagnata da sindrome di iperpressione e lussazione.

La prognosi è incerta, la condromalacia presenta dei dolori che saranno persistenti nel ginocchio.

Trattamento
Diagnosi soprattutto aiutata da radiologia e scanner.

Correggere i difetti meccanici cercando di rientrare la rotula (fisioterapia, ecc.); ev. allontanamento della rotula dalla scanalatura femore; patellectomia e patelloplastia nei casi gravi.


4.  Malattie dei tendini e dei tessuti molli

Terapia per patologie dei tessuti molli delle articolazioni in medicina popolare / laica

  • Visto che si tratta al solito di processi infiammatori, la prima misura è di immobilizzare almeno parzialmente la giuntura dolent.
  • Contro le acute infiammazioni sterili si usano enzimi proteolitici come WOBENZYM N®.
  • Per sostenere la guarigione si applica Ung. Consolidae con l'aggiunta di olii essenziali di rosmarino (circolazione locale), incenso (antiedematico) e garofano (localanestetico). Si aggiunge spesso DMSO2 (dimetilsulfossido) per favorire la riparazione (vedi Ung. Ricostruzione tessuto connettivo)
  • Se ci sono dei squilibri nella posizione del articolazione e questi sono l'effetto di squilibri muscolari, si tenta di correggere la geometria in modo che si equilibrano. Questo si fa con medicina manuale posturale come p.es. viene insegnato nel metodo di Rolfing o altre tecniche osteopatiche / biomeccaniche. 8<(_Peter



4.1  Borsite

it.Wikipedia: Borsite | Science photo library: Bursitis

Si chiama borsite l'infiammazione di una borsa sierosa situata inforno ad un'articolazione: l'igroma è una varietà di borsite caratterizzata dal suo incistamento.

Descriviamo qui come esempi:


Borsite trocanterica

Borsite trocanterica o periatrite all'anca
E' più frequente nella donna. Il dolore è localizzato sulla faccia esterna dell'anca nella regione del grande trocantere, si irradia alla coscia e alla gamba. E' provocato ed esacerbato alla deambulazione e si attenua al riposo; può aumentare la notte in particolare quando il paziente si appoggia sul lato malato. La mobilità dell'anca è normale.

All'esame clinico il paziente presenta un dolore localizzato all'angolo posterosuperiore del trocantere e un dolore all'abduzione, contro resistenza della coscia.

La terapia consiste in antiinfiammatori orali ed ev. iniltrazioni locali.


Borsite cronica

Bursa oleacron

Borsite del gomito
E' un'infiammazione della borsa sierosa situata nella faccia posteriore del gomito.
Causa dolore vivo, che aumenta con l'appoggio e la pressione sul gomito. Sono presenti dei segni infiammatori locali: arrossamento, calore, tumefazione.

Sotto antinfiammatori la guarigione è rapida. Talvolta ha un'evoluzione cronica favorita da microtraumi professionali (tennista) e l'exeresi chirurgica è la regola.


4.2  Tendinite

it.Wikipedia: Sinovite | Google images: Tenosinovitis | Science photo library: Tenosinovitis | Science photo library: Tendinitis

La localizzazione sui tendini dei muscoli realizza quadri differenti:


Tendinite
achillea cronica
Tendinite di inserzione:
per es. epicondilite e tendinite achillea.
Tenosinovite:
quando la lesione risiede nella guaina sinoviale che facilita lo scivolamento di un tendine: tendosinovite del pollice, del polso, della caviglia.

Tendinite achillea di inserzione
Spesso favorita dall'attrito del tendine di Achille in una scarpa troppo stretta, può essere origine gottosa.

  • Causa dolori localizzati, talvolta diffusi che ostacolano la marcia, in particolare nel salire; la marcia sulla punta dei piedi è dolorosa.
  • La radiografia può essere normale o mostrare calcificazione a livello della borsa sierosa che separa il tendine di Achille dal calcagno.
  • La terapia comprende antinfiammatori e riposo. Talvolta infiltrazioni locali di cortisone.



Tenosinovite

Tenosinovite del pollice
E' molto frequente nelle donne dopo i 40 anni spesso in relazione con microtraumi professionali; presenta le seguenti caratteristiche:

  • Dolore iniziale, che si aggrava progressivamente, sulla faccia esterna del polso e sullo stiloide radiale.
  • E' inasprita da movimenti estensione ed abduzione del pollice e della pressione sullo stiloide radiale.
  • L'esame obiettivo rivela una tumefazione sotto-cutanea allungata verticalmente, dolente.

Le radiografie sono normali. L'evoluzione è spesso persistente, ma migliora con il trattamento medico che consiste in infiltrazioni di cortisonici e immobilizzazione locale.


4.3  Epicondilite

it.Wikipedia: Epicondilite | Science photo library: Epicondylitis

Epicondilite

L' epicondilite è dovuta a lesioni necrotiche e infiammatorie dei tendini dei muscoli che si inseriscono sull'epicondilo. E' più frequente nei giocatori di tennis, rappresentanti e viaggiatori di commercio e nei soggetti esposti alla ripetizione dei movimenti di estensione e di prono-supinazione dell'avambraccio.

Clinica
Il dolore è il sintomo principale; è localizzato nel gomito sull'epicondilo, sporgenza esterna dell'estremità inferiore dell'omero ed è esacerbato dalla pressione in questa regione:

  • si irradia spesso all'avambraccio e al braccio;
  • appare all'inizio dei movimenti di estensione e di prono-supinazione dell'avambraccio e ostacola gesti usuali come portare una valigia, stappare una bottiglia, girare una maniglia di una porta;
  • diminuisce o sparisce col riposo.

L'esame radiografico è generalmente normale. L'evoluzione sotto l'influenza del riposo e soprattutto di infiltrazioni locali di derivati del cortisone (in asepsi rigorosa) è abitualmente favorevole, ma le recidive non sono rare.


4.4  Periartrite scapolo - omerale

it.Wikipedia: Periartrite | Science photo library: Periarthritis

Periartrite intraarticolare

Periartrite estraarticolare I

Periartrite estraarticolare II

E' una delle affezioni più frequenti della spalla. L'origine può essere traumatica (frattura della testa omerale, lussazione della spalla), ma più spesso si instaura senza causa apparente. Raggruppa più quadri clinici ed è dovuta spesso a una lesione necrotica di un tendine della spalla (sottospinoso generalmente, cuffia dei rotatori) che lega l'omero ai muscoli della spalla.

Nelle forme più frequenti (che corrispondono a una lesione del tendine sottospinoso), il dolore è diffuso a tutta la spalla e alla faccia esterna del moncone; la sua intensità è variabile, ma le circostanze d'insorgenza sono caratteristiche:

  • nei movimenti della spalla, e in particolare nel pettinarsi e nello svestirsi;
  • esiste spesso un punto di recrudescenza notturno che sveglia il malato se ha compiuto un movimento involontario o brusco o si è appoggiato sulla spalla in causa.

La mobilità della spalla è spesso conservata, ma l'esame clinico rivela un punto dolente alla pressione sotto l'acromion e un dolore che appare ad una certa angolazione nell'abduzione della spalla (abduzione e rotazione esterna).

L'evoluzione è spesso favorevole, in qualche settimana dopo infiltrazioni locali di steroidi. Trattamento locale con il freddo in fase acuta e con il caldo in seguito. Esercizi della spalla senza provocare dolore.

L'evoluzione a lungo termine è difficile da prevedere; la crisi può restare isolata o recidivare a intervalli variabili.

Talvolta assistiamo alla rottura della cuffia dei rotato che:

  • causa la perdita dell'abduzione attiva della spalla anche se l'abduzione passiva è conservata;
  • si accompagna di un'immagine radiologica di risalita della testa omerale.

Talvolta abbiamo delle "poussée" di calcificazione, dolorosissime di un tendine o della borsa sotto acromiale. L'evoluzione può essere verso un blocco completo in seguito a periartropia della spalla per retrazione della capsula articolare, abitualmente reversibile in più mesi di fisioterapia intensa, altrimenti diventa necessario un intervento chirurgico.

Nel paziente giovane spesso è indicata la terapia chirurgica. Nel paziente anziano l'evoluzione è lenta che può portare alla rottura della cuffia dei rotatori.


Bianca Buser fecit


Allegati

5.            Allegati          


Biblio Anatomia?

5.1  Bibliografia

Libri di riferimento Patologia:
* Alan Stevens, James Lowe: Patologia, Casa Editrice Ambrosiana
per gli ineressati ad un approfondimento:
* G. Herold: Guida Pratica di Medicina Interna ed. Essebiemme.

Pagine correlate

5.2  Pagine correlate, Sitografia

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sul Web in Enciclopedia


5.3  Commenti, links

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5.4  Pagine CSA

Anatomia & Fisiologia Apparato circolatorio Apparato digerente Apparato locomotore Apparato respiratorio Apparato riproduttivo Basi chimiche della vita Concetti generali anatomici e fisiologici Dermatopatologia Farmacologia I tessuti Igiene Immagini articolazioni Immagini muscoli e muscolatura Immagini scheletro e ossa La cellula La pelle Legislazione sanitaria Lesioni e traumi del apparato muscoloscheletrico Malattie del sistema digerente Malattie del sistema muscoloscheletrico (locomotore) Malattie del sistema nervoso e del cervello Malattie del sistema ormonale Malattie del sistema respiratorio Malattie del sistema urinario Malattie dismetaboliche Malattie ossee Organi di senso Patologia del sistema circolatorio e del sangue Pronto soccorso Sistema escretore Sistema linfatico Sistema ormonale Anamnesi e Diagnostica Batteriologia Corso di studio assistito per Terapisti complementari: CSA CSA FTP Infiammazioni Introduzione allo studio delle malattie infettive Malattie del cuore Malattie del fegato, biliari e pancreas Malattie del sangue Malattie del sistema gastrointestinale Malattie infettive batteriche Malattie infettive parassitarie Malattie infettive virali e da prioni Micosi (malattie infettive fungine) Modelli di psicologia e psicosomatica Mutazioni cellulari Neoplasmi Patologia Circolatoria Patologia generale Patologia specifica Psicologia e Psicosomatica Sistema Linfatico S Sistema nervoso A&F SMAEB Appunti

5.5  Commentbox

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