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Neoplasmi

Appunti CSA 2006: Terapisti complementari HOME   .php    .html   .pdf ↓    cartella
Autrice: Bianca Buser Relatori: Dott.essa C. Gutti e Dr. A Bernasconi Categoria: CSA, Patologia, PatGen


1.  LA NEOPLASIA


Rischi tumorali

Neoplasia significa letteralmente "nuova crescita", massa anomala originatasi da una crescita cellulare incontrallata.

L'origine del tumore o cancerogenesi è l'insieme di alterazioni che toccano più geni.

Gli agenti mutageni vanno ad agire a livello del DNA replicativi, per questo i tumori interessano soprattutto le cellule che hanno un alto indice replicativi (cell.epiteliali, endotelio, cel.del sangue) e meno le cellule nervose.

  • Donna 30% tumore della mammella.
  • Uomo 30% tumore della prostata.

Divisione di cellula cancerosa

Sulla base poi dell'identificazione di questi fattori di rischio e delle informazioni sperimentali in modelli animali si è stabilito che la cancerogenese è un processo a più tappe, spesso in un periodo di molti anni:

  1. Iniziazione: avviene un evento che altera il genoma (danni genetici non letali).
  2. Promozione: ha luogo un evento che provoca la proliferazione delle cellule trasformate, che dà origine al tumore
  3. Progressione: avvengono nuove mutazioni genetiche, con lo sviluppo di sottocloni di cellule neoplastiche.



1.1  Cancerogeni


Derivati di benzolo (aromatici)

Trattiamo ora alcuni "iniziatori" del processo neoplastico:
1. I cancerogeni chimici come:

  1. Idrocarburi policiclici trovati nel catrame, sono tra i potenti agenti del fumo delle sigarette, responsabili del cancro al polmone
  2. Le amine aromatiche che si incontrano soprattuto per esposizione industriale (nella gomma o nei coloranti) si concentrano per escrezione nelle vie urinarie.

Radiazioni ionizzanti

2. L'irraggiamento è una potente causa di trasformazione neoplastica.

  1. E' ben documentato che la frequenza delle neoplasie aumenta dopo irradiazione a seguito di un danno diretto del DNA, che produce mutazioni.
  2. L'esposizione diretta a radiazioni ionizzanti (RX p.es.) aumenta il rischio di tumori del midollo osseo e della cute nelle aree irradiate.
  3. L'esposizione a materiale radioattivo presente nell'ambiente è un processo più complesso, dato che il tipo di tumore è correlato con il tipo di esposizione e con la possibilità di incorporazione del materiale radioattivo nei tessuti corporei. Per esempio:

  • L'inalazione di polvere o gas radioattivi aumenta il rischio di carcinoma al polmone.
  • L'incorporazione di metalli radioattivi nell'osso aumenta il rischio di tumori del midollo osseo e dell'osso.
  1. I raggi UV della luce solare sono sorgente di radiazioni spesso trascurata, che è tra le principali cause delle neoplasie. La luce solare aumenta il rischio di sviluppare molti tipi di tumore maligno della cute.

Raggi ultravioletti

3. Agenti biologici quali gli ormoni giocano un ruolo nella crescita tumorale:

  1. Gli estrogeni stimolano la proliferazione del tessuto dell'endometrio e della mammella e possono predisporre allo sviluppo di carcinomi della mammella e dell'endometrio. Alcuni tumori dipendono da ormoni per poter continuare la crescita.
    • Ad.es. i carcinomi della mammella che esprimono recettori agli estrogeni possono essere trattati con farmaci anti-estrogeni, che spesso causano regressione della neoplasia.

V. papillomae
  • Ad.es. i carcinomi della prostata possono essere trattati rimuovendo ogni stimolazione da testosterone mediante orchiectomia, o con la somministrazine di estrogeni.
  1. Solo pochi virus sono implicati nelle neoplasie (Papillomavirus per il carcinoma del collo uterino; virus dell'epatite B, ecc. (vedi Fig. 6.22 pagg 99 del libro di riferimento).

Nitrati ?

4. Molti fattori dietetici sono implicati nella neoplasia, ma il loro ruolo è incerto.

  • Ad.es. una dieta ricca in grasso si associa a un rischio di sviluppare carcinoma della mammella o del colon più alto di quello di diete povere di grasso.
  • Una dieta povera in fibra si associa a un'incidenza di carcinoma del colon più elevata rispetto a quella di diete ricche in fibra.
  • Elevati livelli di nitriti e di nitrati nella dieta si associano con un aumento del rischio di sviluppare carcinoma dello stomaco.



1.2  Condizioni Pre - neoplastiche


Iperplasia endometriale

Le condizioni pre-neoplaschiche sono malattie associate con un più elevato rischio di sviluppare tumori. Certe malattie non-neoplastiche possono comportare un maggior rischio di un successivo sviluppo di neoplasie, e sono quindi dette condizioni pre-neoplastiche.

L'iperplasia è una di queste condizioni; l'iperplasia dell'endometrio e l'iperplasia dell'epitelio dei lubuli e dei dotti della mammella predispongono allo sviluppo di carcinomi. In alcuni casi, un aumento cronico della proliferazione di cellule provoca displasia, che poi progredisce a carcinoma. Per es.:

  • La gastrite cronica predispone allo sviluppo di carcinoma dello stomaco.
  • La colice cronica predispone allo sviluppo di un carcinoma del colon.
  • La cirrosi epatica predispone allo sviluppo di un carcinoma del fegato.

Progressione dalla displasia alla neoplasia (pag. 89 Fig. 6.14 vedi libro di riferimento).


2.  NEOPLASIA BENIGNA E MALIGNA

Ci sono due principali forme di neoplasia:
benigne e maligne (Fig. 6.5. pag. 82 del libro di riferimento).


Sviluppo neoplasmatico

Alla Fig. 6.1 pag. 80 si rappresentano gli eventi nella trasformazione neoplastica
Caratterischie delle neoplasie benigne
Differenze tra tumori benigni e maligni
tabella 6.5. pag. 82 del libro di riferimento

2.1  Diffusione delle neoplasie

attraverso quattro vie principali

  1. Invasione locale: la modalità di diffusione più comune di un tumore maligno è la crescita diretta nei tessuti adiacenti. I tumori possono diffondersi anche seguendo piani naturali, ad esenpio lungo i nervi.
  2. Diffusione linfatica: le cellule neoplastiche frequentemente si diffondono lungo i vasi linfatici e sono portate ai linfonodi locali, dove si sviluppano in forma di tumori secondari.
  3. Diffusione vascolare: le cellule tumorali possono diffondersi attraverso le vene che drenano il tumore porta. Le cellule che penetrano nel sistema della cava danno con maggior frequenza a metastasi nel polmone, nel midollo osseo, nel cervellol e nella ghiandola surrenale.
  4. Diffusione transcelomatica: tumori primari della cavità celomatica o del torace possono diffondersi attraverso gli spazi celomatici, quali le cavità peritoneale e pleurica, disseminando cellule che migrano sulla superficie di altri organi. (pag. 84 Fig. 6.7 del libro di riferimento).

3.  ALCUNE DEFINIZIONI IMPORTANTI

del vocabolario legato alle neoplasie:

Tumore primitivo
luogo del tumore di origine

Metastasi linfonodali
della mammella
Metastatizzazione
la più pericolosa caratteristica del tumore maligno è che le sue cellule possono distaccarsi dal tumore primitivo e muoversi fino a giungere in altre parti del corpo, e lì crescere come masse separate dal tumore. Le masse separate così prodotte sono dette metastati o tumori secondari. Come accade con i tumori maligni primitivi, le metastasi crescono a spese dei tessuti locali e abitualmente li distruggono.
La velocità di crescita
di un tumore dipende da molti fattori:
* la proporzione di cellule che sono nel ciclo di riproduzione cellulare rispetto a quella di cedllule che si sono differenziate.
* La mortalità delle cellule del tumore. Le cellule del tumore sono particolarmente suscettibili al processo di morte cellulare per apoptosi.
* L'adeguatezza dell'apprto di nutrimento al tumore, portato dallo stroma (tessuto di sosegno) indotto dal tumore stesso.

4.  CLINICA

(vedi pag. 87 del libro di riferimento)

Sia i tumori maligni che i tumori benigni possono causare morte. Oggi molti tumori possono essere curati con l'aiuto di:

  • diagnosi precoce (prevenzione)
  • terapie efficaci quali la chirurgia, la riodioterapia, la chemioterapia, le terapie ormonali.

Tuttavia i tumori maligni, una volta disseminato, sono una causa di morte molto importante nei paesi occidentali.
Essi possono cusare morte per molti motivi:

  • cachessia e sviluppo di malnutrizione per effetto della diffusione della metastasi;
  • oppure morte secondari per complicazioni quale una polmonite, obliterazione di organi o sistemi vitali sia da parte del tumore primitivo, sia di una metastasi.

Moltissimi tumori benigni si comportano in maniera relativamente innocente, e non provocano rischio di vita. Tuttavia sebbene i principali problemi posti dalla presenza della massa siano risolvibili con la resezione chirurgica, la localizzazione del tumore può essere fattore assai importante per la prognosi (p.es. un tumore del tronco encefalico può portare rapidamente a morte per la criticità della sede).


4.1  Nomenclatura e classificazione dei tumori

Il nome dei tumore deve fornire informazioni sull'orgine e sul probabile comportamento biologico (benigno o maligno). Sfortunatamente, come in altri settori della medicina, la classificazione e la nomenclatura dei tumori si sono evolute in molti anni e sono piene di incoerenze.
Non è infrequente che una neoplasia abbia molti sinonimi.

Tessuto di origineBenignoMalignoEsempi
EpitelialePapillomiCarcinomi* carcinoma a cellule squamose
* carcinoma a cellule di transizione
* carcinoma epatocellulare
* carcinoma squamoso della laringe
Epitelio ghiandolareAdenomiAdenocarcinomi* adenocarcinoma della prostata
* adenocarcinoma della mammella
FibrosoFibromaFibrosarcoma 
OssoOsteomaOsteosarcoma 
CartilagineCondromaCondrosarcoma 
AdiposoLipomaLiposarcoma 
Muscolo liscioLeiomiomaLeiomiosarcoma 
Muscolo scheletricoRabdomiomaRabdomiosarcoma 

Commento tabella:
In alto abbiamo riassunto la nomenclatura per i tumori di orgine epiteliale (sfondo grigio).
Più sotto invece i tumori costituiti da tessuti mesenchimali (cellule di sostegno, muscoli).


Carcinoma epatico

Adenocarcinoma

Fibromi uterini

Condrosarcoma sinoviale

Osteosarcoma

Lipoma

Leiomioma facciale

Rabdomioma laringeale

Le neoplasie che non rientrano né tra quelle di origine epiteliale, né tra quelle mesenchimali sono indicate dal nome del tessuto di origine. Le principali categorie sono:

Linfomi


Linfoma

Tumori del sistema linfoide costituiti da linfociti e variano di malignità da forme a crescita lenta a forme assai aggressive.

Melanoma maligno


Melanoma

Tumori ad alta malignità, derivano dai melanociti e spesso sono identificabili per la presenza di melanina.

Leucemie


Leucemia mieloide

I tumori derivano da elementi emopoietici del midollo che circolano nel sangue.

  • A = Acuta
  • L = Linfoide
  • C = Cronico
  • M = Mieloide
  • L = Leucemia


Tumori embrionali

Un gruppo di tumori maligni frequenti nell'infanzia, derivati da tessuti blastici embrionali primitivi; i più comuni sono il nefroblastoma del rene e i neuroblastomi della midollare del surrene.

Gliomi


Glioma

Tumori derivati dai tessuti di sostegno non nervosi del cervello. Possono essere benigni o maligni.
P. es. l'astrocitoma e l'oligodenroglioma.

Tumori a cellule germinali

Sono tumori derivati dalle cellule germinali delle gonadi, ma possono originare, raramente, in sedi extradonadiche.

Teratomi


Teratoma
sacrococcigeale

Un tipo di tumori di cellulle che si defferenzia a formare elementi di tutti e tre gli strati delle cellule germinali embriologiche: ectoderma, endoderma, mesoderma. I teratomi possono essere benigni o maligni e, pur interessando le gonadi, nei giovani possono manifestarsi anche in sedi extragonadiche, in particolare nel sacro e nel mediastino.

Tumori neuroendocrini

I tumori delle cellule neuroendocrine secernono ormoni. Per es. il carcinoma midollare della tiroide, insulinoma, prolattinoma, ...

Amartomi

Sono crescite eccessive di tessuto non neoplastico normalmente presente nel luogo in questione. Anche se si tratta di anomalie di sviluppo piuttosto che di vere neoplasie gli amatomi sono spesso indicati tra i tumori apparendo come masse localizzate di tessuto. Per es.: emangiomi, nevi melanocititici,...

Coristomi

Sono crescite eccessive di tessuto non neopastico normalmente non presente nel luogo in questione. Pur essendo anomalie di sviluppo piuttosto che vere neoplasie, al pari degli amartomi sono spesso inclusi tra i tumori apparendo come masse localizzate di tessuto.

Tumori denominati con eponimi

Sarcoma di EwingTumore maligno dell'osso riscontrabile nell'età adolescenziale
Malattia di HodgkingProliferazione maligna dei tessuti linfonodi
Sarcoma di KaposiTumore maligno del muscolo striato
Linfoma di BurkittUna forma di linfoma causato da linfociti B

La percentuale di sopravvivenza a molti tumori è cresciuta in questi ultimi 20 anni per effetto dei progressi e della maggior disponibilità della terapia.
Le strategie di prevenzione dipendono in larga misura dall'eliminazione dei fattori causali, che sono ormai stati identificati dagli studi epidemiologici.
Le strategie per il riconoscimento dipendono dal controllo periodico delle popolazioni per la presenza di forme di neoplasia in uno stadio precoce dello sviluppo, ad esempio nel carcinoma della mammella. (Fig. 6.24 del libro di riferimento). Sedi più frequenti delle neoplasie maligne, ordinate secondo la loro incidenza annuale.


4.2  Previsioni sul comportamento del tumore

Dopo tutto quanto descritto sopra è importante sapere che le valutazioni seguenti offrono indicazioni importanti sul progabile comportamento futuro della neoplasia:

  • l'analsisi del grado di differenziazione (graduazione) e delle modalità del tumore (abbiamo visto sopra il no di mitosi, di differenziazione, ...)
  • la constatazione dello stadio di diffusione (stadiazione)

4.3  Stadiazione di un carcinoma


Stadiazione di una neoplasia prostatica

con il sistema TNM -TUMORE/NODI/METASTATI- (Fig. 6.13 p.88 del libro di riferimento)

Neoplasia in situ (Fig. 6.14 pag. 89 del libro di riferimento)
Anche se una neoplasia epiteliale può mostrare gli aspetti citologici della malignità, essa può non risultare invasiva all'esame istologico.
Neoplasia di questo tipo sono osservate con maggior frequenza con i tumori epiteliali, ad esempio l'epitelio squamoso della cervice, la cute, la mammella.....

La diagnosi di tumore allo stadio di neoplasia in situ è chiaramente importante dato che, se trascurata, la lesione diviene invasiva, mentre una diagnosi e una terapia precoci, a questo stadio non invasivo, portano spesso a guarigione definitiva.


4.4  Trattamento della neoplasia

Per quanto riguarda i tumori benigni, la terapia comprende l'asportazione chirurgica dove possibile con conseguente guarigione.
Come avrete potuto intuire dalla presentazione delle neoplasie maligne, si tratta quì di malattie molto complesse e soprattutto con una gran varietà nel suo interno.
Da questo deriva che la cura è molto complessa. Ogni singola neoplasia reagirà diversamente a un agente terapeutico specifico a seconda del tipo di cellule neoplastiche implicate nella proliferazione.

  • ormonoterapia
  • immunoterapia

Chemioterapia: che provocano la morte di cellule neoplastiche (ad altro tasso di mitosi e di riproduzione), ma purtroppo non solo (anche altre cellule ad alto tasso di riproduzione, epiteliali o del sangue p. es., possono essere eliminate. Da qui l'importanto degli effetti collaterali in una terapia anti-tumorale).
In certi tumori la chemioterapia è associata alla radioterapia e/oo alla chirurgia.


4.5  Risposta immunitaria contro i tumori


Macrofagi attaccano cellula tumorale

L'immunimità antitumorale si verifica a livello dei linfonodi. In effetti la trasformazione tumorale deriva da alterazioni genetiche che possono determinare l'espressione di Antigeni di superficie che sono riconosciuti come "non-self" dal sistema immunitario.

  1. Antigeni tumore specifici: solo presenti sulle cellule tumorali.
  2. Antigeni tumore-associati: sono presenti su cell. tumorali e su cell. normali: tra gli antigeni tumorali troviamo proteine che venivano prodotte durante la fase di sviluppo e che si riattivano "improvvisamente". Ad esempio:
    • ormoni
    • antigeni oncofetali (CEA: prodotto nel tess.embr. intestino, pancreas, fegato)
    • proteine specifiche (PSA)
    • mucine e altre glicoproteine (CA-125; CA 19-9; CA 15-3) (alfa FP)
    • isoenzimi

Molti di questi antigeni sono utilizati correntemente nella pratica medica per la diagnosi e la sorveglianza di un tumore.


4.6  Diagnosi di neoplasia


Mammografia con focolaio neoplastico

La diagnosi di neoplasia è basata sulla ricerca clinica, su analisi di immagini, e su prove di laboratorio che, infine, richiedono l'esame istologico del tessuto sospetto.
E' ormai abituale che i servizi oncologici lavorino in comune, e che la diagnosi patologica sia posta dopo una consultazione dettagliata sugli aspetti clinici e di diagnostica per immagini.
La precisione diagnostica è particolarmente importante dato che i regimi di chemioterapia oggi sono strettamente specifici per ogni tipo di neoplasia.
Ci sono diverse tecniche per ottenere tessuto da una lesione sospetta neoplastica.
(Fig. 6.26-27 dl libro di riferimento) Metodi per ottenere cellule per l'esame citologico e tecniche per il prelevamento di campioni di tessuto per biobsia.

Sempre più frequente la diagnosi di tumori solidi profondi viene fatta con aspirzaione di cellule mediante un ago sottile introdotto nel tumore sotto contro radiologico.


5.  Pagine correlate, Sitografia


6.  Commenti

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6.1  Pagine CSA

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