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Apparato digerente

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Autrice: Bianca Buser Dispensa: Dr. med. Adriano Sassi, CH-6944 Cureglia
Illustrazioni, collegamenti: P.Forster Categoria: CSA, Anatomia, Fisiologia, Digerente

Componenti del apparato digerente

L' apparato digerente serve ad ingerire e a trasformare i cibi in sostanze assorbibili e quindi trasformabili nelle sostanze proprie del nostro corpo.

Digestione
riduzione degli alimenti in particelle assorbibili (cioè aminoacidi, monosaccaridi e acidi grassi).
Assorbimento
passaggio delle sostanze nutritive dal lume intestinale al sangue.

1.  Gli alimenti


Alimenti

Essi possono essere di origine:

  • animale: carne, uova, latte formaggio, grasso, pesce...
  • vegetale: cereali, verdura, frutta, zucchero, oli vegetali...
  • minerale: sali minerali, acqua.

I compiti delle sostanze nutritive sono:

  • fornire energia sia calorica che meccanica. Alimenti che danno energia sono gli zuccheri (e gli amidi) e i grassi, solo in un secondo luogo le proteine, che vengono ossidati con l'ossigeno e liberano così energia.
  • costruire l'organismo o sostituire le parti consumate (la pelle che si desquama, capelli e unghie che crescono, l'epitelio intestinale che viene consumato, le cellule sanguigne che si distruggono...).
    Qui vengono utilizzate soprattutto le proteine e solo in parte i grassi e gli zuccheri.
  • regolazione del metabolismo: vitamine, sali minerali e acqua.



1.1  Sostanze alimentari


Acqua
Acqua
è il mezzo di trasporto per ogni reazione nel corpo. Il nostro corpo contiene il 60-65% di acqua e la perdita del 15% dei liquidi trova la morte. Noi perdiamo l'acqua dai reni (urina), dai polmoni (vapore), dalla pelle (sudore) e dall' intestino (feci). Il fabbisogno quotidiano é di circa 2,5 - 3 litri al giorno, coperto in parte con le bevande e in parte coi cibi.



Sale
Sali minerali
il sodio (Na) si trova soprattutto nel liquidi extracellulari e nel sangue, il potassio (K) si trova soprattutto nel liquido intracellulare (cioè nelle cellule). Il calcio (Ca) serve soprattutto nella costruzione delle ossa e dei denti, e la regolazione dei processi elettrici nell'organismo. Il ferro (Fe) per la costruzione dell'emoglobina e per altri enzimi respiratori. Altri sali servono in misura molto più piccola per degli enzimi (rame, zinco, cobaldo...).



Albumina
Proteine
sono soprattutto sostanze "costruttive", per il ricambio e la costruzione di sostanza corporea. Contengono sempre Carbonio (C), Idrogeno (H), Ossigeno (O) e Azoto (N), e spesso anche Zolfo (S) e Fosforo (P). Sono molecole molto grandi e complesse, costituite di polipeptidi (peptoni) che a loro volta sono fatti di aminoacidi. Il fabbisogno minimo di proteine é di circa 1g/kg di peso corporeo.
Le proteine sono molecole molto lunghe, costituite di aminoacidi attaccati gli un agli altri, Di aminoacidi ve ne sono 21 differenti (come le lettere dell'alfabeto). Le proteine sono catene di migliaia di aminoacidi o perlomeno di centinaia. Catene corte (decine) si chiamo peptoni. Essendovi infinite combinazioni possibili dei vari aminoacidi nelle diverse lunghezze, ogni organismo vivente ha le sue personali e specifiche proteine che nessun altro essere vivente produce. La produzione delle nostre proteine sottostà al controllo del nostro patrimonio genetico. In pratica vi sono i gemelli monoovulari che producono le stesse proteine possedendo lo stesso identico patrimonio genetico.
Le proteine sono le sostanze che costruiscono l'organismo e vengono dette perciò sostanze costruttive o anaboliche.



Fruttosio

Glucosio
Carboidrati
sono costituiti di Carbonio, e Idrogeno e Ossigeno in proporzione 2 a 1 come nell'acqua. Si distinguono i Monosaccaridi (glucosio, fruttosio, galattosio) dai Disaccaridi (maltosio, lattosio, saccarosio) e dai Polisaccaridi (amido e glicogeno). L'amido (con la cellulosa) é di tipico polisaccaride vegetale, il glicogeno é il polisaccaride animale, immagazzinato nei muscoli.
Zuccheri (carboidrati, ammidi):
Se n=1 di parla di monosaccaridi. I monosaccaridi più comuni sono il glucosio, il fruttosio e il galattosio. Essi si differenziano tra di loro solo nella struttura della molecola.
Se n=2 si parla di disaccaridi. In pratica si tratta di due monosaccaridi legati tra loro. I più comuni sono il maltosio (glucosio + glucosio), il saccarosio (glucosio + fruttosio) e il lattosio (glucosio + galattosio).
Quando n= numero molto grande abbiamo i polisaccaridi. Questi sono composti sempre di glucosio che però può essere legato in 3 modi diversi. Abbiamo così 3 polisaccaridi differenti.
L' amido (vegetale): contenuto in tutti i farinacei, patate, ecc. Possiamo digerirlo e utilizzarlo in modo completo.
Il glicogeno (animale)
é lo zucchero di riserva del tessuto animale, specie nel fegato e nei muscoli. Pure esso é per noi digeribile.
La cellulosa (vegetale)
utilizzata dai vegetali per costruire la parete delle cellule. Per noi é completamente non digeribile (fibre vegetali).
Altri zuccheri sono più rari e nell'alimentazione non giocano un ruolo rilevante.



Trigliceride
Grassi
i grassi sono tipiche sostanze di riserva. Hanno il valore energetico più alto di tutte le sostanze nutritive. Si dividono in grassi e oli.
Sono molecole composte da una molecola di glicerina e tre di acidi grassi (=trigliceridi). Sono sostanze puramente energetiche come gli zuccheri, ma entrano pure nella composizione della membrana cellulare e contengono il massimo numero di calorie per unità di peso sono la tipica sostanza di riserva dell'organismo, nel tessuto grasso.



β-carotene => vitamina A
Vitamine
sono particolari sostanze che noi non possiamo costruire e di cui abbiamo bisogno in piccolissime quantità per il funzionamento giusto dei nostri enzimi. Se mancano, gli enzimi non possono lavorare in modo appropriato e insorgono le malattie di carenza vitaminica.



2.  Metabolismo


Metabolismo
Anabolismo
è tutto l'insieme di meccanismi che portano alla costruzione di sostanza corporea.
Catabolismo
é tutto l'insieme di tutti i processi di distruzione della sostanza corporea.
Il valore calorico
degli alimenti lo si misura in calorie. Una kilocaloria é quella quantità di calore necessarie ad innalzare la temperatura di un litro di acqua da 14,5°C a 15,5°C.
1 g di carboidrati dà 4,1 kcal
1 g di grassi dà 9,3 kcal
1 g di proteine dà 4,1 kcal
La quantità minima di calorie per permettere le funzioni vitali del corpo (a riposo quindi) é di ca. 1700 kcal per una persona di 70 kg. Con il lavoro bisogna aggiungere una quantità di calore in rapporto allo sforzo. Un lavoro leggero richiede 2500 kcal, uno pesante può arrivare a 4-5000.
Enzimi
sono sostanze chimiche particolari che in piccolissime quantità favoriscono delle reazioni chimiche che senza di loro sarebbero molto lente o molto difficili. Sono specifici, favoriscono cioè solo una ben determinata reazione.

3.  Anatomia dell'apparato digerente


Componenti dell'apparto digerente

Le parti dell'apparato digerenti sono le seguenti:

  • bocca: masticazione
  • esofago: trasporto nell'addome
  • stomaco: mescolamento, denaturazione, inizio della digestione
  • duodeno: digestione
  • ileo (tenue): fine digestione e assorbimento
  • colon e retto: assorbimento dell'acqua ed eliminazione dei residui

Queste parti formano il tubo digerente. Esternamente al tubo digerente vi sono poi altra ghiandole che concorrono alla digestione:

  • fegato e cistifellea: serconono la bile
  • il pancreas: produce il succo pancreatico

Tutto il tubo digerente a partire dallo stomaco è rivestito da un "involucro" che si chiama peritoneo nel quale viaggiano i vasi sanguigni e linmfatici e i nervi che forniscono il tubo digerente (peritoneo viscerale).La parete interna dello stomaco é pure rivestita del peritoneo parietale.


3.1  Bocca


Cavità orale

Delimitata anteriormente dalle labbra, sui lati delle guance, sopra dal palato duro e molle che la separano dalla cavità nasale. Posteriormente si passa nella faringe. La bocca internamente é rivestita di epitelio piatto pluristratificato non corneo. Organi importanti nella bocca sono i denti e la lingua. Fuori dalla bocca ma in comunicazione con essa troviamo le ghiandole salivari.

La lingua: é un organo puramente muscolare la cui superficie é disseminata di papille gustative di vario tipo. Ha un enorme sensibilità al tatto e alla temperatura. Il senso del gusto é situato in vari punti della lingua ed é molto rudimentale: si limita alla distinzione di dolce, amaro, acido e salato. Le distinzioni fini di sapori e aromi vengono invece registrate tramite l'olfatto.


Denti

Funzioni delle lingua sono: mescolare e spingere il cibo tra i denti ed infine nella faringe, controllarlo col tatto, la temperatura e il gusto, l'allontanare resti di cibo tra i denti o nella bocca, la funzione di pompa nel succhiare ed infine l'articolazione della parola.

I denti: sono gli organi della masticazione. Si dividono in 4 tipi:

  • gli incisivi, con la funzione di tagliare
  • i canini , con funzione di strappare
  • i premolari e i molari, con la funzione di tritare e macinare

Nella dentatura di latte un quarto di dentatura é composto da 2 incisivi, 1 canino e 2 molari. Nella dentatura permanente abbiamo 2 incisivi, 1 canino, 2 premolari e 3 molari (il terzo può mancare).

Le ghiandole salivari: sono tre paia e si dividono in:

  • parotidi: si trovano davanti e sotto alle orecchie. Il nervo facciale passa attraverso di esse. Sono le più grandi e quelle che producono più saliva. Il condotto salivare della parotide sbocca vicino ai 2. molare superiore.

Ghiandole salivari
  • submandibolari: si trovano sotto l'angolo della mandibola
  • Sublinguali: come dice il nome si trovano sotto la lingua.

Le parotidi producono saliva molto liquida, submandibolari e sublinguali invece saliva con un alto contenuto di muco. La produzione di saliva é di circa 1-1,5 l. al giorno. La saliva contiene muco (per rendere scivoloso il boccone) e ptialina (=alfa-amilasi), un enzima che serve a dividere l'amido in maltosio.

Le tonsille: fanno parte del sistema linfatico. Sono degli organi che si trovano all'entrata della faringe, sui lati. Contengono moltissimi linfociti, che escono man mano nel cavo orale. Hanno una funzione immunologica.


3.2  Faringe


Deglutizione

La faringe é i punto d'incrocio fra le vie respiratorie e quelle digestive. Comunica verso l'alto con la cavità nasale, davanti con la bocca e in basso con l'esofago (dietro) e la laringe (davanti). Verso la laringe vi é l' epiglottide''' che funziona da chiusura quando si deglutisce.
E' rivestita, come la bocca, di epitelio piatto pluristratificato senza strato corneo.


3.3  Esofago


Esofago

Mette in comunicazione la faringe con lo stomaco. E' un tubo rivestito internamente di epitelio piatto pluristratificato non corneo, di lunghezza ca. 25 cm. Nella parete vi sono due strati di muscolatura liscia, uno trasversale (internamente) e uno longitudinale (esternamente), che con contrazioni ritmiche (peristalsi) fanno proseguire il boccone verso lo stomaco. Questo schema si ripeterà durante tutto il tubo digerente. L'esofago passa attraverso il diaframma e attraverso il cardias entra nello stomaco.


3.4  Stomaco


Anatomia gastrica

E' una espansione a forma di sacco del tubo digerente, situata nell'alto addome a sinistra (epigastrio epocondrio sin.) tra fegato e milza. La tunica muscolare dello stomaco é a tre strati, contrariamente a tutto il tubo digerente che ne ha due. La tunica mucosa all'interno é molto spessa e a pieghe e contiene cellule di tre tipi, e precisamente:
* cellule che secernono muco, che protegge la parete dello stomaco dall'azione dei succhi digestivi

  • cellule che secernono la pepsina, enzima che inizia la digestione delle proteine
  • cellule che secernono HCI e fattore intrinseco (un fattore che permette l'assorbimento della Vit. B12).

L'HCI serve a denaturare le proteine e ad attivare la pepsina, che può lavorare bene solo ad un pH di 1,5-2,5. Inoltre provvede alla disinfezione del cibo uccidendo la maggior parte dei microbi che possono esser contenuti in esso.

Alla sua estremità distale lo stomaco é chiuso da uno sfintere a muscolatura liscia che si chiama piloro. Quando il cibo nello stomaco é stato sufficientemente rimescolato, acidificato e le proteine sono state sufficientemente decomposte in peptoni (chimo), il piloro si apre e tramite contrazioni peristaltiche piccole porzioni di chimo passano nel duodeno. La secrezione e la peristalsi dello stomaco sottostanno e stimoli nervosi, ormonali e meccanici.


3.5  Duodeno e ileo


Intestino tenue

L'intestino tenue si divide in tre parti senza un confine ben preciso tra di loro. Il duodeno rappresenta i primi 20-25 cm di intestino. I restanti 3,5-4m. sono chiamati digiuno (primo pezzo) e ileo (ultimo pezzo).

Duodeno

In esso sfociano i prodotti di due ghiandole importantissime per la digestione: il succo biliare, prodotto dal fegato e immagazzinato dalla cistifellea, e il succo pancreatico prodotto dal pancreas.

Il duodeno ha una forma di C circonda in pratica il pancreas. A circa metà vi é lo sbocco del coledoco e del dotto pancreatico, uniti nella Papilla di Vater che funziona da piccola valvola.


Parete intestinale

Il coledoco trasporta il succo biliare o bile che contiene:

  • acidi biliari (emulsionano i grassi)
  • NaBic che neutralizza l'HCI

Il dotto pancreatico trasporta il succo pancreatico che contiene:

  • alfa-amilasi (decompone gli amidi in disaccaridi)
  • ''lipasi (scompone i grassi in acidi grassi e glicerina)
  • tripsina e chimotripsina (scompongono i peptoni in peptoni più corti).

Duodeno e digiuno stesso secernono poi le varie disaccaridasi (maltasi, lattasi, ecc.) che scompongono i disaccaridi in monosaccaridi e le varie proteasi che scompongono i peptoni in aminoacidi semplici.

Digiuno, ileo

La parete dell'intestino tenue si compone pure di una tunica avventizia (esterna), di una muscolare liscia (con muscolatura longitudinale e circolare), e di una intima, che forma l'organo di assorbimento. La tunica intima é fatta a pieghe sulle quali vi sono piccole formazioni a forma di dito ca. 1 mm, chiamate villi intestinali che sono organelli veri e propri di assorbimento. Tutta questa formazione a pieche e villi serve ad aumentare il più possibile la superficie di assorbimento.


Differenze strutturali
nell'intestino tenue

Tutto l'interno della tunica intima, e quindi i villi, sono rivestiti di un epitelio cilindrico particolare, che assorbe le sostanze nutritive e le fa passare nei vasi sanguigni e linfatici sottostanti: gli aminoacidi e gli zuccheri passano nei capillari sanguigni, gli acidi grassi nel sistema linfatico (vedi fisiologia).

La tunica muscolare, tramite contrazioni ritmiche (peristalsi), fa man mano procedere lungo l'intestino il cibo, che a questo punto si chiama chilo.

Nell'ultima parte di ileo viene assorbita la Vitamina B12 dopo esser stata legata al fattore intrinseco.
Infine il chilo, esaurito, lascia l'intestino tenue entrando nel colon (intestino crasso) attraverso la valvola ileo-ciecale.

Tutto l'intestino tenue ed anche il colon sono rivestiti esternamente dal peritoneo che é una membrana attraverso la quale giungono i vasi sanguigni a rifornire l'intestino stesso, e a cui gli intestini sono "sospesi" nell'assome.


3.6  Colon (intestino crasso)


Intestino crasso

Il chilo, dopo il riassorbimento di tutte le sostanze nutritive, passa nel colon attraverso la valvola ileo-ciecale.

Il colon si divide in 5 parti:

  • il cieco: ö la parte iniziale (a fondo cieco) che al termine porta l' appendice. L'appendice é un rimasuglio di cieco ed ha una funzione immunologica scaricando numerosi linfociti nel lume intestinale.
  • il colon ascendente, va fino alla curva epatica, sotto il fegato.
  • il trasverso: corre nell'alto addome, più o meno orizzontalmente.
  • il discendente: scende lungo il fianco sinistro dalla curva lienale (presso la milza) fino alla fossa iliaca sinistra.
  • il sigma: si trova nella fossa iliaca sinistra e fa una doppia curva.

Lungo il colon, rivestito anch'esso di epitelio cilindrico, avvengono 2 cose:

  1. riassorbimento dell'acqua fino al consolidamento delle feci
  2. poichè il colon contiene molti batteri che decompongono la cellulosa e che producono Vitamina K, avviene anche un assorbimento di quest'ultima.
    Infine le feci vengono raccolte nel retto.



3.7  Retto


Radiografia di
intestino crasso e retto

Ultimo pezzo di intestino lungo ca. 20 cm. Svolge il ruolo di magazzino delle feci in attesa che queste vengano scaricate all'esterno attraverso l' ano.
L'ultimo pezzo di retto é rivestito nella sua parte mucosa da una fitta rete di vene (plesso emorroidale) che se si dilatano formano le emorroidi.
L'ano viene tenuto chiuso dal muscolo che forma lo sfintere anale.

Le feci sono composte da:

  • cellulosa
  • batteri, perlopiù anaerobi
  • altre scorie (fibre muscolari non digerite, pochi grassi, ecc.)



4.  Organi fuori dal tubo digerente


4.1  Pancreas


Pancreas

Il pancreas é una piccola ghiandola lunga una quindicina di cm che si trova attaccata alla parte addominale posteriore, sotto la parte interiore dello stomaco e all'interno della C duodenale. Han una duplice funzione, endocrina ed esocrina. Nella sua funzione esocrina secerne il succo pancreatico che viene fatto fluire nel duodeno attraverso il dotto pancreatico e l'ampolla di Vater. Contiene enzimi che provvedono alla decomposizione di amidi, grassi e proteine (vedi fisiologia).

Nella funzione endocrina il pancreas secerne insulina e glucagone direttamente nel sangue per la regolazione dello zucchero > glucosio (vedi ormoni e sistema ormonale).


4.2  Fegato

Fegato: appunti Nathalie Steib

E’ la ghiandola più grande del corpo. Peso circa 1,5 kg. Si trova nella cavità addominale a destra in alto subito sotto il diaframma (occupa l’ipocondrio destro e parte dell’epigastrio).
E’ suddiviso da solchi e dal legamento falciforme in due lobi principali: lobo sinistro (1/6 di tutto il fegato) e lobo destro (consta di 3 parti: lobo dx, lobo caudato e lobo quadrato).
La superficie esterna è rivestita da una membrana sierosa le cui pieghe e legamenti mantengono l’organo aderente al diaframma. Sotto la sierosa vi è una tunica fibrosa (strato connettivo) chiamato capsula di Glisson, che forma l’impalcatura di sostegno e partecipa con i piccoli vasi sanguigni alla suddivisione dei lobi in numerosissimi lobuli epatici che sono le unità di lavoro a livello della struttura microscopica del fegato.

Il lobulo è un piccolo cilindro e sezione esagonale o pentagonale, alto ca. 2 mm e con un diametro di ca. 1 mm. Al centro del lobulo vi è la vena centrolobulare che raccoglie il sangue che scorre nei sinusoidi (capillari) epatici, che trasportano il sangue proveniente dalla periferia perimetrale del lobulo in cui vi sono diversi condotti ad ogni angolo (dell’esagono o pentagono):

  • branche o arteriole dell’arteria epatica (=> ossigeno per gli epatociti)
  • branche o venule della vena porta (=>il sangue ricco proveniente dagli intestini)
  • dotti biliari (=> non entrano in contatto con il sangue e portano via la bile)

Quindi il sangue proveniente dall’arteria epatica e dalla vena porta entra nei lobuli epatici, attraversa i sinusoidi (capillari lobulari) e sfocia nella vena centrolobulare. Dai sinusoidi, gli epatociti riceveranno ossigeno dal sangue arterioso, mentre “ispezioneranno” il sangue proveniente dal sistema portale (vena porta) per la rimozione dal circolo sanguigno di batteri, globuli rossi deteriorati e altre particelle estranee e per assorbire e disintossicare possibili tossine presenti nel sangue => rendendole innocue ed espellendole attraverso la bile. Gli epatociti inoltre metabolizzano e immagazzinano diverse sostanze tra le quali il Fe, vitamine (A, B12, D) e altri nutrienti e sono impegnati nella produzione di importanti proteine del sangue (albumine, proteine , fibrinogeno) oltre che avere un ruolo fondamentale in numerose e importanti fasi del metabolismo delle proteine, grassi e carboidrati.
Dalle vene centrolobulari il sangue passa alle vene epatiche che scaricano il sangue nella vena cava inferiore.

Il terzo condotto, elencato in precedenza, presente ad ogni angolo periferico del lobulo è il dotto biliare (o colangiolo) che porta via la bile prodotta dagli epatociti del lobulo. Le stesse membrane plasmatiche degli epatociti formano dei condottini, più che capillari biliari, che convogliano la bile e la fanno fluire verso la periferia per sfociare nei dotti biliari, quindi in direzione opposta del sangue (che va verso il centro).

Questi dotti si uniscono poi agli altri dotti andando a formare due condotti più grandi che emergono dalla superficie inferiore del fegato come dotti epatici destro e sinistro. Questi due dotti si uniranno poi un unico dotto epatico.
Al di fuori del fegato, nel dotto epatico confluisce il dotto cistico (condotto escretore della cistifellea) e andando così a formare il dotto coledoco che sfocia nel duodeno dove verrà riversata la bile.

La bile quindi è un prodotto del metabolismo epatico e contiene molte sostanze di scarto oltre ai sali biliari e bicarbonato di sodio, pigmenti biliari (derivati dal processo di eliminazione/distruzione dei globuli rossi deteriorati=> es. bilirubina) e colesterolo. E’ una sostanza che serve per la digestione nel duodeno: emulsiona i grassi, aiuta a neutralizzare l’acidità del succo gastrico e impedisce la putrefazione del contenuto intestinale e favorisce i movimenti peristaltici dell’intestino.

E' la più grande ghiandola del nostro corpo; la sua massa é di ca. 1,2-1,5 kg. Si trova nella parte superiore destra dell'addome, sotto l'arcata costale (ipocondio destro). E' collegata al duodeno attraverso le vie biliari.


Fegato

La struttura microscopica del fegato é composta di lobuli che sono le sue unità di lavoro (come il nefrone per il rene).

Per la struttura del fegato vedi il disegno nel libro di riferimento. Il sangue e la bile circolano in due sistemi totalmente separati. La bile in pratica é il prodotto del metabolismo epatico e contiene molte sostanze di scarto oltre agli acidi biliari e al NaBic che servono per la digestione.

Le vie biliari sono composte da:

  1. i dotti epatici destro e sinistro (dai lobi ds. e sin. del fegato) che si uniscono nel
  2. dotto cistico, che dall'epatico comune porta la bile alla cistifellea e viceversa
  3. la cistifellea, che serve da magazzino per la bile, e in cui essa viene concentrata.
  4. dal coledoco, che porta la bile dal cistico e dall'epatico comune al duodeno, congiungendosi alla fine col dotto pancreatico.

Cistifellae e condotti biliari

Nel fegato i dotti epatici si ramificano nei capillari che vanno a prendere da ogni lobulo la bile. Essa scende poi attraverso gli epatici e il cistico nella cistifellea, dove viene immagazzinata fino al prossimo pasto. Durante la digestione, e specie con pasti con tanti grassi, la cistifellea si contrae ed espelle la bile nel coledoco e nel duodeno. Tutte le vie biliari hanno nella parte della muscolatura liscia che con movimenti peristaltici fa procedere la bile nella direzione voluta.

Il sangue arriva al fegato attraverso l'arteria epatica (sangue arterioso ricco di ossigeno) e soprattuto la vena porta, che reca il sangue proveniente dagli intestini e carico delle sostanze nutritive assorbite (zuccheri e aminoacidi). Nei lobuli questo sangue viene filtrato, le sostanze elaborate, ed infine il sangue esce dai lobuli attraverso le vene centrali e va nella vena epatica che andrà a sfociare nella cava inferiore. In pratica quello epatico è un sistema capillare che viene dopo quello intestinale.


Funzioni del fegato


Microscopia del fegato

Si possono dividere in funzioni digestive, metaboliche e circolatorie-sanguigne.

  1. funzioni metaboliche:
    1. formazione di glicogeno e suo immagazzinamento
    2. formazione di molte proteine (albumine, ecc.)
    3. distruzione finale di proteine e formazione di urea dall'ammoniaca
    4. disintossicazione rendendo solubili nell'acqua sostanze che non lo sono o espellendole attraverso la bile
  2. circolatorie-sanguigne:
    1. riserva di globuli rossi e bianchi
    2. ematopoiesi (specie nel feto)
    3. emolisi di vecchi Ec e riutilizzazione dell'Hb con produzione di bilirubina
    4. stoccaggio del Fe e della Vitamina B 12, K e B in genere
    5. produzione di fattori di coagulazione (fibrigeno, protrombina...)
  3. digestive:
    1. produzione degli acidi biliari partendo dal colesterolo

La bilirubina é una sostanza di scarto proveniente dalla demolizione della Hb.

Il fegato la rende solubile e la espelle attraverso la bile.

Le cellule epatiche producono poi una quantità di enzimi varfi (GOT, GPT, γGT, fosfatasi alcalina, GLDH, LAP, ecc.) che si misurano nel sangue.


5.  La milza


Milza

Commento

È molto strano di trovare la milza nell'apparato digerente. Lo sposterei nel sistema linfatico / immunitario. 8<|_Peter

La milza si trova nella parte alta posteriore e sinistra dell'addome, sotto la parte sinistra del diaframma. E' un po' più grande di un rene.

Si tratta di un organo linfatico nelle sue funzioni, ma legato al sistema della vena porta per quanto riguarda la circolazione sanguigna.

Riceve il sangue dalla arteria lienale (ramo del tronco celiaco che esce direttamente dall'aorta) mentre la vena lienale va a sfociare nella vena porta. Ha una funzione di filtro del sangue e di riserva di globuli rossi e bianchi. Toglie dalla circolazione e distrugge i globuli rossi vecchi o difettati, immagazzina Fe, produce linfociti e anticorpi. Poichè le sue funzioni sono svolte anche dal fegato, midollo osseo e ghiandole linfatiche è un organo non indispensabile alla vita.


Bianca Buser fecit


6.  Tavole di Martini 25


dir Uni Trieste

Sommario visuale: anatomia umana per studenti
Fonti: Martini & Timmons, Edises 2003
Università di Trieste

Cliccando su un immagine, si vede una versione leggibile. Per stampare il file, conviene di caricarlo sul proprio ordinatore (cliccando su .pdf). Per lo studio è indispensabile il testo integrale (vedi Bibliografia).



Componenti
 apparato digerente
 

Struttura
 canale digerente
 

Peristalsi
 e segmentazione
 

comportamento
 del peritoneo
 

Sviluppo dell'
 apparato digerente I
 

Sviluppo dell'
 apparato digerente II
 

Cavità orale
 
 

Ghiandole salivari
 
 

Denti
 
 

Deglutizione
 
 

Esofago
 
 

Stomaco
 
 

Anatomia gastrica
 
 

Cavità pelvica
 
 

Anatomia microscopica
 dello stomaco
 

Intestino tenue
 
 

Parete intestinale
 
 

Differenze strutturali
 dell'intestino tenue
 

Intestino crasso
 
 

Radiografia
 dell'intestino crasso
 

Parete dell'
 intestino crasso
 

Anatomia del fegato
 
 

Microscopia
 del fegato
 

Cistifellea e condotti
 
 

Pancreas
 
 



7.            Allegati          


BiblioAnatomia

7.1  Bibliografia

7.2  Bibliografia

Libri di riferimento:
* ANATOMIA & FISIOLOGIA di Gary A. Thibodeau e Kevin T. Patton, CASA EDITRICE AMBROSIANA, ISBN 88-408-0977-5
* come approfondimento: Martini F. M. & Timmons M. S.: Anatomia umana. Con CD-ROM; Edises 2 ed., 886 p., ill., 2003; € 98,00

* come introduzione: Monfroni L.; Pavanati Bettoni C. Elementi di biologia attiva, Casa Editrice Signorelli - Milano
Libri di riferimento Patologia:
* Alan Stevens, James Lowe: Patologia, Casa Editrice Ambrosiana
per gli ineressati ad un approfondimento:
* G. Herold: Guida Pratica di Medicina Interna ed. Essebiemme.


7.3  Pagine correlate, Sitografia

CSA: Apparato digerente

Pagine correlate CSA: Digerente

MmP, MedPop: Digestione, Digerente

MmP MedPop
MedPopWiki | Indici / Digestione

Diversi Medicina popolare: Digestione

Costruzione e funzionamento digestivo Lucidi MmP 11.0 Malattie infiammatorie e infezioni intestinali Lucidi MmP 11.1 Meccanismi digestivi Lucidi MmP 11.2 Disturbi e degenerazioni digestive Lucidi MmP 11.3 Fabbisogno nutritivo Lucidi MmP 11.4 Dietetica elementare Seminari, Tutoria: indici Alimentazione Seminari, Tutoria: indice

Wiki, SPL: Enterologia, Digestione

Gastroenterologia it.Wikipedia Digestione it.Wikipedia Gastroenterology Wikimedia Commons: Category digestion, digestive Science photo library spl

CSA, Patologia

Il Suo Browser non riesce a far vedere il link. Lo trova sotto HeaderPatologia

7.4  Commenti, links

alla pagina CSA / Apparato digerente

7.5  Pagine CSA

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7.6  Commentbox

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