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Disturbi mentali
1. PrologoIl termine mente è comunemente utilizzato per descrivere l'insieme delle funzioni superiori del cervello e, in particolare quelle di cui si può avere soggettivamente coscienza in diversi gradi, quali la personalità, il pensiero, la ragione, la memoria, l’intelligenza, la volontà e l’emozione. 1.1 Modelli mentaliSebbene molte speci animali condividano con l’uomo alcune di queste facoltà, il termine è di solito impiegato riguardo gli esseri umani. All'utilizzo in senso tecnico neurofisiologico si è anche affiancato un utilizzo di tipo metafisico. In tale prospettiva la Mente diventa qualche cosa di divino e per esempio, tale presunta entità sovrannaturale, nell’espressione "la mente di Dio", assume qualità pensanti che alludono a un mente superiore com'era il Dio di Spinoza.
1.2 Psicopatologia mentaleSono trattati i seguenti argomenti: 2. CognizioneCognizione it.Wikipedia ◊ Cognizione (psicologia) Google ◊ Le sensazioni sono percezioni degli organi dei sensi che vanno elaborate e usate dal cervello. Solo la minima parte degli stimoli sensoriali raggiunge il livello cosciente; tutti sono sfruttati in complicatissimi processi di autoregolazione nervosa, ormonale, immunitaria e basale inconsci e in buona parte anche sconosciuti. Il termine cognizione significa che una sensazione viene riconosciuta come tale, identificata (con l'ausilio dell'esperienza e della memoria) e localizzata (con l'ausilio della coscienza oggettiva). l'immaginazione è la capacità umana di "richiamare" ogni cognizione sensoriale alla memoria (visiva, uditiva, ... ). La capacità è individualmente più o meno sviluppata, ma quasi sempre meno nitida e povera di dettagli della cognizione immediata. Le cose immaginate non le viviamo come "reali", anche se si presentano contro la nostra volontà e possono essere terribili, perché ci derubano della libertà interna d'intento, ma non perché sono confuse con la realtà. Concezione è un riassunto sensato di cognizioni (e anche immaginazioni) in una sintesi superiore. Di un dipinto percepiamo come sensazioni delle macchie colorate, come cognizione uomini, bestie e alberi, come concezione la rappresentazione di una caccia. Sono trattati i seguenti argomenti: 2.1 Disturbi sensorialiOrgani di senso it.Wikipedia ◊ Sistema sensoriale indice MmP 17 ◊ Lettura labiale Sono sintomi di disturbi organici che riguardano gli organi dei sensi, nervi, centri sensitivi, corteccia cerebrale. Non sono trattati dalla psicopatologia ma dalle relative specialità della medicina e dal neurologo. È frequente invece che certi disturbi sensoriali causino dei disturbi psichici come la diffidenza e la "paranoia" , specialmente in caso di sordità. Forme come cecità psicogena, insensibilità nei catatonici, o ipersensibilità nei depressivi sono da classificare altrettanto come disturbi cognitivi.
L'esperienza ci insegna che la perdità di un senso permette al colpito di sviluppare gli altri sensi:
2.2 Disturbi cognitivi: sensibilitàSi capisce bene che della valanga di sensazioni che ci bombardano in continuazione (anche durante il sonno), una minima parte diventa "cognitiva, cosciente" (per scelta automatica o inconscia). Grazie all'attenzione che rivolgiamo a una piccola parte di queste sensazioni siamo capaci di realizzare un adattamento all'ambiente che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi. Disturbi cognitivi quantitativi sono quelli per cui la trasformazione da sensazione a attenzione è scarsa o troppo abbondante. Se la cognizione è esagerata si parla di "ipersensibilità" (in psichiatria remota anche di "debolezza irritata" o di irritabilità). Se la cognizione è ridotta si parla di "apatia", ma questa può essere anche disinteresse emotivo, noia.
Sono trattati i seguenti argomenti: Ipersensibilità cognitivaChi dedica troppa attenzione a troppe cose è cognitivamente ipersensibile, "nervoso" o "irritato". l'ipersensibilità cognitiva si incontra spesso combinata con l'ipervigilanza:
Iposensibilità cognitiva e apatiaApatia (psicologia) it.Wikipedia ◊ Chi "percepisce" poco è in apatia (indifferenza emotiva) o funziona a coscienza ridotta. Il trasognato o anche la persona stanca guida pericolosamente non solo perché gli manca la reazione pronta, ma anche perché percepisce poco. Iposensibilità è spesso un'espressione di coscienza ridotta. Raramente è una conseguenza di grande emozione psichica (percezione di lesioni mancanti in stati di panico). In apatia e stupore (paralisi) è meno impedita la percezione che la reazione ad essa (intento).
2.3 Disturbi cognitivi: illusioni, allucinazioniNon percependo il nostro ambiente "oggettivamente" ma "soggettivamente", la cognizione delle stesse cose può essere molto variabile, il che non è patologico e dipende più dalla vita emotiva che da quella cognitiva. Anche "anomalie di percezione" causate da intossicazioni, stati di eccitazione patologici o dalla sindrome delirante in questo contesto non le trattiamo poiché sono disturbi di sensazioni determinati organicamente. I più importanti disturbi cognitivi qualitativi sono le illusioni e le allucinazioni.
Sono trattati i seguenti argomenti: IllusioniIllusioni it.Wikipedia ◊ Bisogna considerare che in psicopatologia "illusione" ha un altro significato che nella lingua comune: le illusioni sono cognizioni ingannevoli provocate da un' erronea interpretazione delle sensazioni reali, spesso sotto l'influsso di fattori emotivi e di aspettative. Questo fatto è familiare a tutti. Carica emotiva e disturbi di coscienza le promuovono ulteriormente. Diventa patologico se questi inganni vengono mantenuti e ampliati contro ogni evidenza susseguente e diventano stati duraturi. Illusioni di questo tipo patologico si incontrano nella sindrome delirante, in trasognanza e in schizofrenia. AllucinazioniAllucinazioni it.Wikipedia ◊ Le allucinazioni sono cognizioni che si formano senza sensazione. Per il colpito sono "completamente reali", per gli altri "assurde". La maggior parte delle allucinazioni è uditiva, ma ne esistono anche di altri tipi. Allucinazioni a coscienza inalterata possono essere schizofreniche, da intossicazioni (droghe, allucinogeni, alcol), e da stati isterici (psicogeni) straordinari. Sono più acustiche che ottiche.
Sono trattati i seguenti argomenti: Allucinazioni e chimere("paranoie") Paranoia it.Wikipedia ◊ Viste dall'esterno, le deduzioni alle quali arriva il colpito sono completamente erronee, ma per lui invece sono plausibili e diventano di ferma convinzione. Ma queste chimere o "paranoie" sono un disturbo di "idee" non di cognizione. Impressione della realtàLe allucinazioni autentiche sono vissute dal colpito come una realtà: vengono da lui percepite esteriormente e sono localizzate (anche in una parte del proprio corpo). NitidezzaLe allucinazioni autentiche sono percepite come reali e localizzabili, ma non devono essere necessariamente chiare e nitide; si vede forse "un cane" ma non si può dire niente sulla razza, sul colore, sulla dimensione, sulla posizione. IntensitàAnche l'intensità dell'allucinazione può variare notevolmente da caso a caso. Valore affettivoAnche il valore affettivo può variare notevolmente da caso a caso: se toccano profondamente si chiamano "ego-vicine", se lasciano indifferenti "ego-distanti". Di solito le allucinazioni psicogene e schizofreniche sono piuttosto ego-vicine, mentre le organiche ego-distanti. Sembra anche una questione di esperienza: schizofrenici con lunga esperienza riescono spesso a scindere la realtà dalle loro allucinazioni mentre un consumatore saltuario di droga può trovarsi in completo panico o al culmine della felicità. Tipi di allucinazioni→ acustiche, visive, olfattive, gustative,tattili e propriocettive Allucinazione it.Wikipedia ◊ Può essere percepito come allucinazione tutto ciò che è classificabile come sensazione (BLEULER).
Le allucinazioni visive sono più rare e normalmente riservate ai pazienti con una coscienza impedita, come trasognati e deliranti. Le allucinazioni olfattive, gustative, tattili e propriocettive si incontrano nella sindrome delirante, ma anche in altre psichosi "organiche" e nella schizofrenia, spesso accompagnate da spiegazioni. Comportamento verso l'allucinatodi "normali" e terapisti Il tentativo di convincere l'allucinato della sua chimera non è solo inutile ma anche una noia per lui. Esprimere verbalmente o tramite il proprio comportamento il fatto che si ritiene la sua percezione reale per lui, ma non per gli altri, può essere di aiuto. La convinzione del terapista circa le allucinazioni determinerà ulteriormente il suo comportamento:
Allucinazioni e sogniLa differenza tra i sogni e le allucinazione è solo graduale. Entrambi sono "inganni" nel senso che non danno un diretto ritratto dell'ambiente. Per quanto riguarda il loro significato, dicono evidentemente qualcosa in forma simbolica sulla realtà inconscia e individuale dell'anima. La differenza graduale è che i sogni appaiono solo nel sonno (e vanno ricordati o meno) mentre chi soffre di allucinazioni, le deve subire anche in piena coscienza (JUNG). Sotto questo aspetto non si può evitare di affrontare con rispetto tutte le allucinazioni.
Allucinazioni religioseLe allucinazioni di contenuto religioso non si trovano solo nella storia delle religioni, (mistici e santi) ma anche nella quotidianità delle cliniche psichiatriche. Le loro stramberie, stranezze e banalità a volte si rivelano significative sotto l'aspetto simbolico. Raramente si diventa "complici", invece di temi talmente "grossi"per cui ci si deve chiedere se il paziente non è sofferente perché deve subire espressioni che hanno qualcosa di sovrumano.
PseudoallucinazioniPseudoallucinazioni si chiamano le percezioni (allucinazioni) che il paziente stesso valuta come anormali, irreali, ingannevoli, come l'intrusione di un sogno nella coscienza sveglia.
3. CoscienzaA seconda dell'ambito nel quale viene osservata, la Coscienza viene intesa nei seguenti modi:
Coscienza nel senso psichiatrico la classifichiamo ca. come segue: Molti psicologi chiamano questa parte il cosciente oggettivo, in contrasto con il cosciente proprio che ha come contenuto solo il sapere del cosciente di se stesso: il cosciente sa che c'è e si chiama anche autocoscienza o cosciente riflessivo. La coscienza non è una qualità costante della vita psichica: nel sonno non abbiamo la stessa coscienza che da svegli. Pensiamo di sapere parecchio della coscienza sveglia, dobbiamo ammettere che della coscienza del sonno sappiamo poco, e ancora meno di altri stati di coscienza, rilevabili in encefalogrammi. L'attenzione e la concentrazione sono variabili essenziali della coscienza e possiamo rivolgerle a diversi "oggetti" con un'intensità differente. È necessario poter rivolgere attenzione e concentrazione sui determinati "oggetti" (esterni o interni). Ad esempio ci serviamo della percezione per farci un'idea dell'ambiente, del ricordo; per crearci delle reminiscenze, della riflessione per progettare le prossime mosse ecc. Sono trattati i seguenti argomenti: 3.1 TerminologiaSono trattati i seguenti argomenti: Coscienza svegliaIn psicopatologia e psichiatria con coscienza "oggettiva" o sveglia si intende primordialmente:
AutocoscienzaCoscienza propria (di sé stesso).
Altri autori parlano di coscienza, vicenda, sentimento, relazione di sé stesso. Altri li chiamano i disturbi di contenuto della personalità o disturbi soggettivi di personalità.
3.2 Disturbi di coscienza svegliaAberrazioni rilevanti e/o durature e/o non motivate per circostanze passeggere di questi criteri si definiscono patologiche. Come disturbi quantitativi si intendono anzitutto aberrazioni della coscienza oggettiva, mentre aberrazioni di orientamento, attenzione e ragionamento si classificano piuttosto come qualitativi. Quasi tutti i disturbi di coscienza sveglia sono sintomi collaterali di malattie organiche. In rari casi la trasognanza può accompagnare la schizofrenia o avere delle cause prevalentemente psichiche. Può trattarsi di trasognanze psicogene, funzionali oppure isteriche. Sono trattati i seguenti argomenti: Disturbi quantitativiPrevalentemente di vigilanza. Sono trattati i seguenti argomenti: Stordimento, sonnolenzaNello stordimento il colpito reagisce in modo rallentato e lento a stimoli esterni, la riflessione è rallentata e fa fatica a tenere il filo del discorso visto che anche l'attenzione è diminuita. L'orientamento e il ragionamento rimangono intatti. Nella sonnolenza è leggermente impedito anche l'orientamento e variata anche la psicomotricità. Sonnolenza e stordimento sono fasi normali tra sonno e sveglia e in questo contesto naturalmente non patologiche.
Sopore, comaSopore si chiama lo stato dal quale un dormiente può essere svegliato solo con energici interventi e non si riesce a portarlo a coscienza chiara. In coma il paziente non lo si può svegliare, spesso sono anche diminuiti i riflessi vegetativi.
IpervigilanzaIn ipervigilanza la percezione è iperchiara e nitida, il pensiero facile e galleggiante, l'attenzione sovrastimolata fino alla tortura e all'ipersensibilità emotiva; non si riesce ad addormentarsi, anche se fisicamente si è esauriti. La sindrome di ipervigilanza è spesso accompagnatrice di avvelenamenti di droghe come la cocaina, le anfetamine ..., spesso definita come "allargamento del cosciente".
Disturbi qualitativiSi riferiscono a mutamenti della coscienza: orientamento, attenzione e ragionamento. Sono trattati i seguenti argomenti: Sindrome amenziale (confusione)Il termine si usa spesso anche per indicare un disturbo riflessivo, ma qui è inteso un disturbo di coscienza, di ragionamento e orientamento che causa poi una confusione mentale. Pazienti con questa sindrome possono essere molto svegli e anche emozionati. Non sono ragionevoli e spesso non orientati sul luogo, il tempo e loro stessi e percepiscono in modo impreciso o alterato il loro ambiente. Diventano incoerenti anche riflessivamente e si sentono spesso perplessi, incerti, minacciati in modo indeterminato.
Sindrome deliranteSindrome amenziale aggravata con irrequietudine motoria e facile spavento, con allucinazioni (normalmente ottiche) e idee fisse illusorie e fantastiche ma facilmente suggestionabili (questo manca in stati di trasognanza o in schizzofrenia).
Stati di trasognanzaIl cosciente è ridotto a poche idee, chimere, percezioni o allucinazioni, l'attenzione indirizzata esclusivamente a loro, tutto il resto rimane soggettivamente inesistente. Spesso cominciano "a scatto" e perdurano da poche ore fino a settimane, raramente mesi.
Pazienti disorientati perdono anche l'orientamento relativo a loro stessi, al luogo e al tempo. Possono diventare altamente emozionati, commettere atti di violenza non motivati, vagare a vuoto, essere apatici, cadere in stupore o beatitudine solenne.
3.3 Disturbi di autocoscienzaIl campo è poco approfondito e pieno di opinioni divergenti. Sono invece d'accordo quasi tutti che certi aspetti sui disturbi di coscienza propria sono specifici per gli stati di schizofrenia. Non è però una patologia che si incontra solo in casi di schizofrenia, ma anche in:
Sono trattati i seguenti argomenti:
Disturbi di attivitàPazienti con disturbi di attività della coscienza propria dicono p.es.:
Si noti che non si tratta di una mancanza della propria coscienza, ma di un disturbo di percezione dell'attività del proprio ego come soggetto di "qualcosa".
Disturbi di integritàCon questa definizione non si intende l'esperienza giornaliera di percepirsi contemporaneamente come "agente" e "vittima" e neanche l'ambivalenza di pulsioni o emozioni o ragionamenti contrastanti, ma l'autentica situazione "schizofrenica" (scissione di coscienza) di viversi come "due egos" o più frequentemente di sentire il proprio ego come scisso in due o più parti. Una paziente descriveva lo stato come "un pazzo film doppio", con una fatica disumana di vivere in due modi contemporaneamente "come si deve". In contrasto a stati di trasognanza, non sono impediti minimamente la vigilanza, l'orientamento, l'attenzione e il ragionamento ma manca l'elemento dell'amnesia.
Disturbi di identità o continuitàPazienti schizofrenici dichiarano spesso che da qualche tempo non sarebbero più loro ma qualcun altro. Non lo intendono come mutamento o evoluzione, ma come ricambio: riconoscono spesso "il vecchio" ma l'hanno perso o emarginato o gli è stato distrutto o intercambiato dall'esterno.
DepersonalizzazioneIl paziente non percepisce più bene la propria persona: si trova strano, ridicolo, non riconosce più bene la sua faccia o figura, non sente più appartenenza ai suoi affetti e scopi.
Disturbi di autonomia, espropriazioneSembra un sogno umano quello di far crollare la delimitazione tra se stesso e il mondo esterno: si cerca di realizzarlo nell'amore, nel misticismo, nell'estasi, in emozioni collettive e con degli stupefacenti. Chi cade accidentalmente in certe forme di schizofrenia, soffre una tortura difficilmente immaginabile. Si riconosce in una tovaglia o in un cane o vive il comportamento di un altro come proprio. La depersonalizzazione è completa e si parla del crollo della personalità o "espropriazione". Pare che questi disturbi siano piuttosto "funzionali", in quanto si conoscono tanti casi che si sono "rimessi a posto" da soli, il che lascia dedurre che non si tratta di disturbi organici degenerativi.
4. MemoriaMemoria (psicologia) it.Wikipedia ◊ Memoria (fisiologia) it.Wikipedia ◊ La memoria DeGiorgio: trattato ◊ Memoria (psicologia) Google ◊ In neuroscienza e in psicologia, la memoria è la capacità del cervello di conservare informazioni. Le fasi principali nell'elaborazione della memoria sono:
È pressoché impossibile parlare di anima o psiche senza citare direttamente o indirettamente la memoria:
KANT ha definito la memoria come ... capacità di ricordarsi volutamente del passato, ... . Si riferiva alla parte "cosciente" della memoria e questo punto di vista è limitato. HERING definiva invece (1870) ... la memoria come funzione generale di materia organizzata ... , e quindi in maggior parte al di là di cognizione e coscienza; un'idea che nell'epoca della genetica e degli ordinatori è diventata quasi banale. Sono trattati i seguenti argomenti: 4.1 TerminologiaSono trattati i seguenti argomenti: "Sedi" della memoriaCome è strutturata e come funziona questa capacità, non è noto ma solo ipotizzato. Non solo si trova nelle cellule nervose dell'organismo umano, ma probabilmente anche in altri tessuti ed è ancora largamente sconosciuta. È abbastanza certo, che come "filtro" per la memoria remota agisce l'ippocampo cervellare.
Estensioni della memoriaPer la psicopatologia descrittiva bastano pochi termini per caratterizzare la memoria:
Con il termine capacità riproduttiva si intende la capacità di portare al cosciente intenzionalmente dei contenuti mnemonici. Le mnemotecniche curano questa capacità.
Memoria, umore, affettivitàIn psicopatologia è anche importante il nesso tra memoria, umore e affettività. La capacità intenzionale di memorizzazione dipende notevolmente dall'umore momentaneo e dall'affetto verso il tema:
Memoria, ricordo, esperienzaNon solo la capacità di memorizzazione e la disponibilità al ricordo, ma anche gli "engrammi" stessi sono variabili in funzione delle emozioni coinvolte. Anche la capacità riproduttiva dipende da esse, come lo può confermare chiunque abbia sostenuto degli esami. Nell'ambito della psicopatologia è rilevante accentuare la mancante oggettività della memoria, risultante dalla sua dipendenza emotiva. I molteplici contenuti mnemonici non coscienti furono chiamati anche "memoria d'esperienza" (dalla psicologia del cosciente) e hanno degli effetti ponderanti su azioni, motivi, pensieri e obiettivi coscienti. Hanno una grande importanza in psicologia analitica (FREUD) e di profondità (JUNG) perché:
Riassunto delle definizioni
Disturbi della memoriaPer i disturbi di memoria sono usate le diverse classificazioni:
Il percorso funzionale della memoria è dal talamo → formazione ippocampale → corteccia prefrontale. Lesioni della corteccia prefrontale causano spesso disturbi della memoria. I disturbi mnemonici "recenti" e persistenti sono sempre sintomi di lesioni organiche cerebrali. Le amnesie sono spesso organiche, ma possono avere anche cause psichiche (specie se incomplete) e quindi reversibili.
Nelle forme patologiche si trovano spesso degli schizofrenici e ogni tanto dei depressi e maniaci.
4.2 Disturbi di memoria recenteSono trattati i seguenti argomenti: IpermnesieLa memoria remota fornisce "troppo materiale" al cosciente e inonda contro volontà il colpito. Capitano nei casi di delirio e sono ben distinti dalle allucinazioni.
Disturbi di memoria recenteSono trattati i seguenti argomenti: Svanimento mnemonicoLo "svanimento mnemonico " di senescenza non è patologico, ma un'evoluzione normale. Colpisce anzitutto la memoria recente e molto meno la memoria remota. Si ipotizza che sia causato dalla diminuzione di stimoli e sfide mentali ; si dice che allenamento e esercizio mentale mantengono la memoria abile fino nella senescenza.
Psicosindrome amnesticaDisturbi di memoria recente che causano rilevanti disturbi psichici come:
sono spesso causati da processi degenerativi cerebrali, più frequenti in età avanzata ma non necessariamente legati all'età, perché possono capitare in ogni momento della vita.
Confabulazione e perseveranzaSintomo di un disturbo serio di memoria recente: deficienze memorative vengono "riempite" con:
Spesso l'interlocutore non troppo attento non nota niente, perché il colpito ha sviluppato una grande bravura linguistica e comportamentale formale per coprire le deficienze mnemoniche e spesso anche intellettive.
Disturbi di memoria remota, demenzaLa demenza comincia sempre con la memoria recente e progredendo raggiunge tempi sempre più remoti fino al punto di dimenticarsi anche del proprio nome. Il termine "rimbambire" descrive bene questo processo di regressione memorativa. Si tratta di una specie di "amnesia progressiva" trattata dal medico e dal neurologo.
Sono trattati i seguenti argomenti: AmnesieAmnesia it.Wikipedia ◊ Deficienze mnemoniche esattamente delimitate a un tema, oppure un periodo di tempo. Sono frequenti in concomitanza con dei periodi o temi di cognizione disturbati come in occasione di traumi fisici o psichici. Normalmente sono organicamente determinate.
Amnesie retrogradeCerte amnesie si chiamano "retrograde", perché vanno oltre al periodo ricostruibile del trauma stesso. Viene "cancellato" anche un periodo precedente, cosa che rende difficile ogni tanto la ricostruzione di incidenti.
Amnesie emotiveAmnesie "funzionali" o psicogene" spesso non sono "complete" ma si conservano ancora dei resti diffusi. Possono essere causate da gravi traumi emotivi.
Scostamenti / rimozioniIn psicologia analitica: amnesie emotive perché il ricordo sarebbe insopportabile, "non è, perché non può essere". "Questo l'ho fatto" dice la memoria, "non posso averlo fatto" dice l'orgoglio. Alla fine cede la memoria NIETZSCHE
AgnosieAgnosia it.Wikipedia ◊ Deficienze di memoria per determinati contesti ben delimitati (sordità, cecità psichica), sono trattati di solito nella neurologia, ma possono essere interpretati come disturbi mnemonici.
4.3 Disturbi di memoria remotaLa memoria non riproduce fedelmente una realtà passata ma la lega alle emozioni remote quanto alle emozioni recenti. Il ricordo riproduce entrambe ed è alla base della valutazione, anche degli elementi che sono apparentemente "oggettivi". Così nel ricordo di due persone, la medesima situazione può essere valutata in modo estremamente diverso, senza che una delle due "menta". Fin qui, niente di patologico. Sono trattati i seguenti argomenti: Distorsione mnemonicaLa valutazione può "distorcere" gli eventi in modo rilevante fino al non più riconoscimento: un depresso grave, valuta il suo passato come un unico calvario, mentre un maniaco si ricorda delle banalissime situazioni come fossero eventi eroici.
Illusioni e allucinazioni mnemonicheLa distorsione mnemonica può raggiungere forme patologiche che appaiono all'esterno come pure "illusioni" o "allucinazioni" mnemoniche. Per il colpito invece diventano "storia reale".
Pseudologia fantasticaIn gravi forme di "menzogna patologica" (pseudologia fantastica), le storie raccontate (di vittimismo o eroismo) per desiderio di affermazione diventano realtà mnemonica e così fanno parte dell'identità della persona. Si distingue dalle illusioni e allucinazioni mnemoniche per l'estensione spesso su tutta la biografia.
4.4 Riproducibilità mnemonicaNon sono nettamente qualitativi o quantitativi in quanto mostrano un'inaffidabilità mnemonica: "ce l'ho sulla punta della lingua, ma non mi viene", o l'incapacità di riprodurre dei ricordi nell'emotività di un esame.
5. RiflessioneRiflessione (filosofia) it.Wikipedia ◊ Riflessione (psicologia) Google ◊ Non si può sapere cos'è la riflessione perché è soggetto della propria attività. Coinvolti nel discorso sono: percezione, memoria, esperienza, immaginazione, associazione, lingua, pensiero, parola, termine, paragone, combinazione, comprensione, giudizio, ordine, nesso, idea. La riflessione:
Sono trattati i seguenti argomenti: 5.1 TerminologiaSono trattati i seguenti argomenti:
AssociazioniConcatenamento relazionale di contenuti di memoria. Associazione it.Wikipedia ◊ Associazioni ordinarie e individuali:
provoca dei nessi molto individuali.
Le associazioni ordinarie hanno un forte nesso con il vissuto sociale e culturale di una persona (educazione e formazione, contesto sociale, valori trasmessi, ... ) mentre le associazioni individuali sono determinate dal vissuto e dalle esperienze personali. La distinzione è solo didattica: in una singola persona sono indecifrabilmente concatenate e spesso contrastanti e ambivalenti.
Riflessione associativa e orientataSi ipotizza che riflessione associativa e orientata si completano a vicenda: si può immaginare che l'associativo rileva la contemporaneità mentre l'orientato rileva la susseguenza.
Si può dimostrare che in persone orientate a destra le elaborazioni "contemporanee" avvengono prevalentemente nell' emisfero destro mentre le elaborazioni "sequenziali" avvengono nell' emisfero sinistro della corteccia cerebrale.
Riflessione associativa ImmaginazioneImmaginazione it.Wikipedia ◊ Rappresentazione mentale di percezioni remote, desiderate, temute, ... ma anche di concetti e idee astratte. Pensieri e riflessionePensiero it.Wikipedia ◊ I pensieri sono il materiale della riflessione e non devono essere necessariamente ricordi o immaginazioni concrete, ma anche loro rappresentanti come le parole o i termini e legati secondo le caratteristiche associative. In realtà sono indecifrabilmente mescolati. ParoleParola it.Wikipedia ◊ Costrutti fonetici o grafici legati per associazione ordinaria (persone della stessa lingua) a degli oggetti. L'immaginazione della parola stessa basta per definire mentalmente la situazione senza necessità di doversi immaginare anche l'oggetto. Pensieri astrattiPensiero it.Wikipedia ◊ Spesso i pensieri non si rivolgono più a oggetti o eventi concreti ma si affidano al fatto che, tramite le parole e i termini, si può "ricostruire" in ogni momento la rispettiva "realtà". Il pensiero astratto è frutto di una lunga formazione scolastica. Un bambino o un oligofrenico è incapace di capire un discorso astratto e anche la negazione di qualcosa di concreto che è già un'astrazione perchè implica l'immaginarsi il contrario dell'affermativo. Il pensiero astratto va spesso a scapito del pensiero concreto, perché nella formazione intellettuale si dedica poca attenzione all'integrazione tra i due ma si premia unicamente i progressi in deduzioni e induzioni astratte. In gergo si fa spesso la distinzione teorico ↔ pratico per discutere il tema astratto ↔ concreto Riflessione, lingua, linguaggioLingua (idioma it.Wikipedia ◊ Linguaggio it.Wikipedia ◊ Il pensiero astratto ha quasi esclusivamente a che fare con dei concetti e delle idee e non con degli oggetti. In questo senso, la lingua con le sue convenzioni strutturali e funzionali, diventa prima il substrato del pensiero astratto e poi eventualmente anche il suo veicolo di comunicazione. Il linguaggio è uno dei sistemi di segni adoperati nella normale comunicazione, tipicamente umano e dotato di caratteristiche del tutto peculiari. TerminiTerminologia it.Wikipedia ◊ I termini sono parole che non simbolizzano più un oggetto concreto ma un denominatore comune di tanti oggetti con diversissime proprietà. "Albero" è un simbolo per il denominatore comune di conifere, latifoglie, da frutta e da legname, bonsai e giganteschi, appena spuntati e millenari, ... Sintassi, logica, giudizioSintassi it.Wikipedia ◊ Logica it.Wikipedia ◊ Giudizio it.Wikipedia ◊ Pragmatica it.Wikipedia ◊ Empirico it.Wikipedia ◊ La sintassi determina le regole formali funzionali dell'uso linguistico in modo che chi parla si possa far intendere. L'inverso sembra invece meno vero; mia nonna diceva che intendersi non è una faccenda linguistica. La logica determina le regole formali del nesso tra i pensieri, non della validità del contenuto o della deduzione:
In realtà il nesso esiste tra età → benestante e età → calvizia.
Nota: Dati statistici sono correlazioni tra categorie che non permettono delle deduzioni immediate del tipo causa → effetto. Il giudizio in primo luogo è un impulso di accettazione o di rifiuto di un pensiero (affettivo). Termina un pensiero orientato per ritornare all'associativo. Per questo trovandoci davanti a pensieri orientati difficili o scomodi,giudichiamo spesso in modo aleatorio; così li evitiamo e li scostiamo.
Il giudizio cosciente invece
Spesso una "contraddizione di giudizi impulsivi" diventa la motivazione per una riflessione cosciente (se prima nel discorso non è stata postulata come definitiva e non si può più ritirarsi). Intelletto ↔ esperienzaParecchi giudizi coscienti dopo averli valutati e raggruppati portano a deduzioni (o induzioni) concettuali. La qualità riflessiva che chiamiamo intelletto è la capacità di intendere singoli pensieri nel loro significato, di paragonarli tra loro, di metterli in relazione ad altre idee e infine di integrarli in un contesto superiore mentale, nell'esperienza. Spesso invece si intende "esperienza" un guazzabuglio di stupidità remote.
Riflessione inconsciaAl contrario di ciò che può pensare il lettore, per cui ogni riflessione segue un filo cosciente di argomentazioni: la maggior parte delle mie riflessioni è inconscia e per mia grande fortuna: i risultati vengono ogni tanto a galla (cosciente) senza che io debba preoccuparmi della fatica della loro costruzione. Ognuno può farsi facilmente l'esperienza in merito praticando l'esercizio del Lasciar correre i pensieri. Ho comunque poco tempo per riflettere perché devo lavorare o impiegare meglio il mio tempo prezioso. 8>)__
Riflessione creativa o produttivaLa riflessione, di solito, "ri-flette" le eterne solite menate in modo reattivo. L'atto creativo o produttivo crea del nuovo, mai pensato, in un atto cosciente di riflessione. Ciò può essere il risultato di una combinazione di tentativi, oppure "accade" come un lampo, inspirazione o rivelazione. Come ci insegna l'esperienza nei millenni di cultura, la maggior parte delle volte si è trattato di una combinazione dell'una (transpirazione riproduttiva) con l'altra (ispirazione creativa). Valutazione del significato riflessivoIl giudizio orientato confronta il risultato del pensiero con
Spesso sono molto contrastanti tra di loro con dei seri effetti personali perché è una questione di potere se l'uno ha il sopravvento sull'altro. Tendenzialmente, il buon senso individuale è l'ultimo della classe:
5.2 Disturbi riflessivi formaliSono trattati i seguenti argomenti: Raptus riflessivoInterruzione di un pensiero per via di un altro pensiero, un'associazione, un evento o una forte emozione. Si perde il filo. Evento molto frequente, non patologico. Privazione riflessivaInterruzione all'improvviso di tutti i pensieri nel senso del vacuo. Viene percepita molto diversamente dalla mancanza di concentrazione o dalla distrazione. Ottenibile anche per ipnosi, aggeggi tecnici o esercizi di sbarramento o di guida del pensiero. Se combinato con illusioni o fissazioni diventa sintomo rilevante per sospetta schizofrenia. Riflessione ossessiva e vaganteDifficoltà di cambiare il pensiero da un argomento all'altro (ossessiva anche senza particolare interesse per il tema stesso) e pensieri che trattano i minimi dettagli senza differenziazione di rilevanza (vagante). La combinazione dei due in forma patologica si incontra soprattutto in pazienti con lesioni cerebrali e in certi casi di epilessia.
Riflessione fuggenteLa riflessione fuggente non riesce a trattare un argomento, ma salta di palo in frasca guidata da valanghe di associazioni. Essendo spesso sintomo di mania, la persona è di buon umore e ha un grande incentivo e parla quindi ad alta voce, veloce e senza interruzione (logorrea), spesso è anche "spiritoso" in modo cercato. Queste persone non percepiscono il disturbo come tale, ma sono convinti finalmente di riuscire a riflettere bene.
Riflessione inibitaLa riflessione inibita in un certo senso è il contrario della riflessione fuggente:
È un sintomo chiave della "depressione"il fatto che le riflessioni puntano sempre sugli stessi e pochi contenuti tristi o disperati. Le fissazioni depressive possono svilupparsi da questo sintomo, ma sono più disturbi formali che "materiali" o di contenuto riflessivo.
Riflessione storditaSe non riusciamo più a seguire il discorso di una persona nel senso che rimangono riconoscibili solo frammenti di idee senza associazioni immedesimabili, si parla di riflessione stordita. Può essere sintomo di schizofrenia. NeologismiNeologismo it.Wikipedia ◊ Se questo discorso "stordito" contiene grandi quantità di "parole" che non figurano in nessun dizionario (neologismi) e la struttura grammaticale deperisce, si parla di riflessione altamente stordita, spesso sintomo di schizofrenia acuta.
"Senso" nella riflessione schizofrenicaLa psichiatria remota definiva questo disturbo "insalata di parole" e dichiarava trattarsi di una malattia cerebrale. La psichiatria moderna è più differenziata, in quanto interpreta queste comunicazioni come disperato tentativo di esprimere qualcosa di straordinario (o percepito come straordinario) per il quale non bastano i soliti strumenti di vocabolario e grammatica.
5.3 Disturbi riflessivi materialiDisturbi riflessivi materiali patologici si incontrano:
Idee di sopravvalutazione sono un sintomo aspecifico per dei disturbi riflessivi materiali. Idee di vaneggiamento si incontrano:
Idee costrittive (fisse, coatte) nelle forme leggere sono quasi quotidiane,
Sono trattati i seguenti argomenti: Idee di sopravvalutazioneIdee di questo tipo non sono in sè sbagliate, ma prendono il sopravvento, disturbano continuamente il flusso regolare del pensiero, richiedono un'attenzione che non è oggettivamente giustificabile. Sono spesso connesse con uno zelo missionario di divulgazione. P. es.: Un vegetariano che propaga la sua idea con entusiasmo e impegno, non ha di certo un'idea di sopravvalutazione, se invece:
lo diventa, non perché l'idea è "sbagliata" ma perché riceve una carica emotiva eccessivamente esuberante. La maggior parte di "ideologie, verità assolute, presunzioni religiose, ... si basa su delle "idee di sopravvalutazione". Il "trucco seduttivo" è quello di paragonarle ad altre idee e argomentarle tra di loro. Rivelano (come la riflessione impulsiva) invece la loro perversità nei confronti di fatti reali ed esperienze. Come disse H. MARCUSE: "Non c'è nessuna idea, anche la più sacra, che giustifichi la tortura di una sola persona".
Idee costrittive (fisse, coatte)Sono delle idee riconosciute dal colpito stesso come sbagliate, prive di senso o nocive, ma c'è come una costrizione a pensarle e spesso ad agire in loro funzione. Spesso sono relate ad ansie e paure (emozioni costrittive, coatte), con attività coatte (costrittive) come il dover pulire in continuazione (azioni coatte), ma esistono anche immaginazioni coatte. Ognuno di noi (e per fortuna) ha dei rituali e delle abitudini che sono diventate "coatte". All'ammalato di costrizione manca la capacità di negare questo impulso, anche se lo riconosce chiaramente come nocivo e indirizzato contro se stesso.
Dipendenze riflessiveOgni dipendenza ha caratteristiche simili alle idee coatte, ma si distingue comunque da esse, perché la dipendenza raggiunge almeno in modo passeggero una soddisfazione che manca all'idea costrittiva fine a sé stessa.
Idee di vaneggiamento (paranoie)Le idee di vaneggiamento sono dei pensieri o giudizi erronei secondo il buon senso (paragonato all'evidenza dei fatti), e invece per il portatore non solo giusti, ma assolutamente vincolanti per tutti, sempre e ovunque. Non sono quindi accessibili al discorso e rimangono al solito incorreggibili.
Si chiamano anche paranoie. 6. IntelligenzaIntelligenza (psicologia) it.Wikipedia ◊ Intelligenza (psicologia) Google L'intelligenza è l'insieme di funzioni conoscitive, adattative e immaginative, generate dall'attività cerebrale dell'uomo e di alcuni animali. È anche definibile come la capacità di ragionare, apprendere, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio. Sebbene molti considerino il concetto di intelligenza in un ambito più ampio, molte scuole di psicologia considerano l'intelligenza come distinta da tratti della personalità come il carattere, la creatività o la saggezza. In contrasto alle definizioni remote, la psicologia moderna definisce l'intelligenza come:
Per me, e in altre parole, è la capacità di coordinare bene le proprie:
l'intelligenza viene misurata con dei test e riferita all'età. Questi test hanno una grande incidenza in diversi campi della psichiatria, anche se il discorso di cosa sia l'intelligenza rimane aperto e acceso. In psichiatria si sospetta che la maggior parte dei casi di oligofrenia (intelligenza ridotta) leggera e media grave siano ereditari, mentre le forme gravi sono lesioni cerebrali da prima infanzia. La demenza invece si ritiene causata da molteplici malattie degnerative, le cui conseguenze sono lesioni diffuse e croniche come di senescenza, arteriosclerosi, alcoolismo, epilessia, paralisi, ... Sono trattati i seguenti argomenti: 6.1 Oligofrenia(ipointelligenza) Oligofrenia sanihelp ◊ Le oligofrenie leggere e medie sono soprattutto ereditarie, mentre le forme gravi sono spesso effetto di lesioni cerebrali da prima infanzia. Sono trattati i seguenti argomenti: Ereditaria, innata, acquisitaEreditaria non significa solo "genetica" ma anche dovuta a lesioni nel grembo materno, durante il parto o a irregolarità durante i primi anni di vita che evitano un ordinario sviluppo intellettuale; siccome la causa non differenzia il quadro clinico, secondo la gravità sociale del disturbo si distingue in debilità, imbecillità e idiozia. Sono trattati i seguenti argomenti: DebilitàIntelligenza (psicologia) it.Wikipedia ◊ Il soggetto debile è in grado di seguire le classi normali delle elementari, ripetendo diverse classi. Ogni tanto ha bisogno di scuole speciali. Non è in grado di svolgere un mestiere autonomo. Se la struttura affettiva, di iniziativa e di pulsioni non lo inibiscono, è socialmente e professionalmente pienamente integrabile.
ImbecillitàLe capacità del soggetto imbecille non bastano per seguire una scuola ordinaria. Egli impara in scuole speciali le elementari basi di lettura, scrittura e calcolo, e non è di solito capace di applicarle autonomamente e di propria iniziativa. Nelle società industrializzate, questi "colpiti" si trovano spesso nei laboratori protetti, presso i loro parenti o in istituti psichiatrici.
IdioziaLa capacità intellettuale non basta per le istruzioni elementari di alfabetizzazione. Spesso i colpiti non parlano o lo fanno solo in modo telegrafico. Sono sempre bisognosi di cura, perché in loro mancano anche le funzioni elementari per l'autosufficienza.
Personalità oligofrenicaGli oligofrenici non hanno caratteristiche individuali o di personalità meno sviluppate di coloro che possiedono un maggior grado di intelletto. La vita con loro ci insegna quanto sovravvalutiamo l'intelletto come funzione mentale: molti di loro dispongono di capacità sovrasviluppate di memoria, musicalità, imitazione, pantomimica, differenziazione affettiva, sensibilità, umorismo. E molti di loro con queste doti sono capaci di crearsi più facilmente di noi delle condizioni tali da:
Ogni tanto mi pare che questo scopo sia raggiungibile non grazie alle capacità intellettive, ma al contrario nonostante queste. 6.2 DemenzaDemenza it.Wikipedia ◊ Deperimento progressivo di intelligenza causato da lesioni o degenerazioni cerebrali p.es. come conseguenza di:
6.3 IperintelligenzaNon è ritenuta patologica, bensì trattata con grande ammirazione sociale e oggi in scuole speciali.
7. Annessi7.1 Sitografiaalla pagina Disturbi mentali Links per dei singoli temi vedi sotto i singoli titoli sopraindicati! Google: Mente ◊ Cognizione ◊ Coscienza ◊ Memoria ◊ Riflessione ◊ Intelligenza MedPop: Psicopatologia e malattie psicosomatiche lucidi MmP 8.3 ◊ Gestione ormonale indice MmP 18 ◊ Gestione nervosa indice MmP 19 ◊ Regolazione vegetativa indice MmP 20 ◊ Psicoterapia con integratori alimentari indice PTIA ◊ Psicologia & Psicosomatica dispensa CSA: Mario Nurchis ◊ Patologia dello stress dispensa tutoria ◊ it.Wikipedia: Agnosia ◊ Allucinazione ◊ Allucinazioni ◊ Amnesia ◊ Apatia (psicologia) ◊ Associazione ◊ Braille ◊ Cognizione ◊ Coscienza ◊ Demenza ◊ Empirico ◊ Giudizio ◊ Illusioni ◊ Immaginazione ◊ Intelligenza (psicologia) ◊ Intelligenza (psicologia) ◊ Lingua (idioma ◊ Linguaggio ◊ Logica ◊ Memoria (fisiologia) ◊ Memoria (psicologia) ◊ Mente ◊ Neologismo ◊ Organi di senso ◊ Paranoia ◊ Parola ◊ Pensiero ◊ Pragmatica ◊ Riflessione (filosofia) ◊ Sintassi ◊ Terminologia ◊ 7.2 Bibliografia
7.3 Impressum
7.4 Commentialla pagina PTO / Disturbi mentali: cliccare sul titolo per scrivere un nuovo commento. |