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Disturbi di volontà

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Categoria: Enciclopedia Patologia Terapia Psicologia

Il presente testo è stato revisionato, illustrato e linkato da Daniela Rüegg in base alla dispensa PTO 3

Volontà è solo una parola spesso idealizzata in detti come volontà ferrea. Spesso si usa anche nel senso di assertività o asserzione e quindi come capacità di di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni.

Gli attributi positivistici che si abbina al solito alla parola non sono giustificate: tutti i psicotici maniacali hanno una volontà ferrea come lo dimostrano gli esempi da Hitler a Stalin, da MaoTseDong a CheGuevara. Conviene quindi di valutare la volontà di una persona in misura delle proprie opere tralasciate: Matteo 7,16: Dai loro frutti li riconoscerete.

1.  Prefazione

Volontà it.Wikipedia Il mondo come volontà e rappresentazione it.Wikipedia


Modello usato

Il volere porta essenzialmente alla capacità decisionale e realizzativa di reagire a pulsioni, cognizioni o di agire secondo immaginazioni:

  • Valutando prospettivamente l'importanza e l'urgenza di:
    • piacere-disagio del complesso "istintivo" ("battista", "Es" di Freud/Groddeck) verso
    • giusto-ingiusto del complesso "culturale" ("vaticano", "Ueber-Ich" di Freud) verso
    • utile-futile dell'interesse personale ("Io", "Ich" di Freud)
  • tenendo in considerazione le attuali condizioni di incentivo (spinta, energia psicofisica),
  • facendo i conti degli strumenti, "tempo e materiale" per la realizzazione (risorse),
  • e prevedendo, accettando le conseguenze e gli effetti collaterali,indesiderati, prevedibili o temuti.

Tutto questo ci è raramente noto perché si tratta di "automatismi decisionali", conclusi spesso in frazioni di secondi anche per abitudine. Secondo me, questa "capacità decisionale" è solo in parte dipendente da eredità genetiche, ma si evolve in modo particolare dalle "eredità sociali" (modelli, osservazione, istruzione, allenamento), in concomitanza con lo sviluppo delle altre capacità mentali e la formazione di pulsioni culturali.

Schopenhauer nella sua opera principale Il mondo come volontà e rappresentazione ha dichiarato i gemelli volontà / rappresentazione come condizione di qualsiasi opers umana.

La volontà e le adiacenti funzioni sono impedite dalla maggior parte di malattie psichiche ma in larga misura delle diverse forme di distress cronico: un disturbo generalizzato della gestione umana.

2.  Coordinazione di pulsioni


Volere, intenti, volontà si basano essenzialmente su decisioni riguardanti dei fatti e pulsioni egoistiche, biologiche e sociali normalmente contrastanti (tra utile, dilettevole e giusto).

Osservando bene alcune persone, si notano enormi varietà riguardo questo "meccanismo decisionale", con prevalenze, valutazioni e sfumature molto individuali: anche se l'esito della mossa è continuamente frustrante, abbiamo l'inclinazione ad usare a ripetizione sempre gli stessi schemi decisivi-intenzionali. Ci si chiede poi, in quali circostanze ha avuto successo e cosa l'ha fatta diventare un'abitudine a persistere in modo controproducente anche in circostanze completamente diverse. Spesso i nostri comportamenti non sembrano molto distanti dai "riflessi di addestramento" delle bestie.
Per un animale la coordinazione e la sincronizzazione di pulsioni è più semplice, perché:

  • non deve rispettare quelle di genere culturale,
  • ha però anche lui dei conflitti e contrasti tra istinti vitali (e certi anche gerarchici).

Si pretende che le bestie "decidano" meno, ma soddisfino l'impulso momentaneamente più forte con dei meccanismi d'istinto finalizzato, di appetenza o con semplici riflessi, situazione permettendo. La "regolazione" sarebbe "di specie", perché chi sbaglia troppo muore e non può procreare. Sono molto probabili anche i meccanismi di apprendimento (il cane che si è bruciato teme il fuoco).

In molte situazioni banali mi augurerei di essere capace della scelta "momentaneamente più ardita" invece di crearmi tante complicazioni, basate su norme e convenzioni, credenze e convinzioni (diventate inconsce da molto tempo).

Riassumendo: "l'intento" è soprattutto un lavoro gestionale e dispositivo dinamico, con il quale (in senso strategico, tattico e operativo), devo garantire a lungo il mio funzionamento:


  • biologico,
  • sociale,
  • relazionale,
  • culturale,
  • mantenendo la mia esistenza nell'insieme serena.

Malauguratamente, tutte e cinque le condizioni devono essere mantenute. Se ciò dura a lungo, fallisco anche solo in una:

  • Mi uccido.
  • Amici e compagni mi abbandonano.
  • Vengo socialmente emarginato.
  • Mi stresso al punto tale di ammalarmi seriamente e cronicamente, causando una sindrome di adattamento ed esaurimento fisico o nervoso.

Studiando la precedente lista (frammentaria) di pulsioni/bisogni umani si capisce che la loro quantità, qualità, ambivalenza e concorrenza pongono enormi problemi di coordinazione dinamica (sequenziale), se il tentativo è di pacificare per un pò l'uno, per poi dedicarsi al prossimo più urgente e così via (temo non in eterno).
Forse abbiamo trovato così "il senso della vita" o almeno un utile compito.

Ogni tanto è faticoso, lo ammetto, ma raramente mi stanca a lungo, perché è un compito affascinante e talmente complesso che stuzzica sempre di nuovo il mio povero "ingegno umano" e mi salva così dalla noia mortale.

3.  Immaginazioni, rappresentazioni

Rappresentazione it.Wikipedia Immaginazione it.Wikipedia


L' immaginazione è, in generale, la capacità o il processo di produrre immagini mentali e idee.
Nell'uso comune del termine ciò comprende sia immagini mentali nuove, non precedentemente acquisite con l'esperienza, sia immagini che siano il frutto della rielaborazione di ricordi. Essa è, quindi, la facoltà creativa presente negli uomini.

In filosofia e psicologia rappresentazione è un'immagine mentale, comunque distinta dall'immagine mnestica (ricordo), un'idea, un pensiero che compaia nella mente di un soggetto.

Immaginazione e/o rappresentazione sono condizioni necessarie non sufficienti per una volontà. Persone in situazioni di immaginazioni scarse hanno quindi difficoltà di crearsi una volontà.

4.  Risorse, potere e volontà

Risorse umane it.Wikipedia Capitale_umano it.Wikipedia Potere it.Wikipedia



Le risorse e il loro uso economico giocano un ruolo centrale per la realizzazione di un intento, se mancano o non sono "organizzabili, la "volontà" rimane un desiderio.

Si tratta poi di risorse siano interne individuali come intelligenza, costanza, insistenza ed esterne di condizioni sociali come tempo e materiale.

Persone che sopravalutano le loro risorse arrischiano dei continui fallimenti nei loro tentativi di realizzare i loro intenti. Si nota spesso in "megalomani".

Persone che sottovalutano le loro risorse arrischiano delle frustrazioni perché indirizzano la loro volontà su mete mediocri e si pentano poi. Si nota spesso in persone ultraprudenti.

Il potere

  • In termini giuridici si potrebbe definirlo come la capacità, la facoltà ovvero l'autorità di agire, esercitata per fini personali o collettivi.
  • Nelle altre accezioni il potere riguarda sostanzialmente la capacità di influenzare i comportamenti di individui e di gruppi umani.

Il potere fa parte delle risorse individuali in misura che la volontà coinvolge altri individui o gruppi.

5.  Incentivi, bisogni e volontà

Bisogno it.Wikipedia


Lo sviluppo di una volontà tra tante pulsioni contrastanti richiede un'incentiva proveniente da forte motivazioni e una sviluppata "energia vitale". In condizioni mancanti di queste premesse è forse ancora possibile di sviluppare un desiderio ma sicuramente non la costanza di realizzarlo.

D'altronde conosciamo tutti delle persone motivabili per tutto con grande "forza vitale" (entusiasmo) che non concludono mai una perché le manca la costanza realizzativa per terminare un'opera.

6.  Realizzazione e volontà


La realizzazione di un'opera è o può essere la manifestazione di una volontà duratura.

Questo non richiede solo

  • una grande costanza nel perseguire una volontà ma
  • parecchie doti
    • organizzative tra volontà e necessità contrastanti,
    • di discriminazione di importanza e urgenza e di
  • economicità nell'impiego delle risorse interne ed esterne momentaneamente disponibili.

Inoltre conosciamo tutti degli esempi di persone

  • che si fissano su un'unico obiettivo che fallisce, perché perdono d'occhio le esigenze quotidiane oppure
  • altre persone che si disperdono in innumerevoli progetti non concludendo uno.

Tutte due lasciano danni collaterali emotivi e materiali a volte non indifferenti.

7.  Disturbi di volontà e stress


Substrato gestionale umano

La difficoltà di scelta o decisione non è una malattia, ma una condizione umana e una nobile sfida. Come terapista mi capita spesso di trovarmi di fronte a delle persone (molto a disagio e stressate al massimo) che semplicemente non hanno imparato a gestire la loro vita nel limite delle loro possibilità e risorse.

Tentano in continuazione di:

  • Modificare quello che non è di loro competenza (biologica, relazionale, sociale, culturale).
  • Di non mutare quello che invece sarebbe di loro responsabilità, capacità e risorse.
  • Evitare di differenziare l'uno dall'altro.

(scusami Marco Aurelio: ho profanato la tua preghiera).

Si sono "scelti" condizioni, stile e tenore di vita più grandi o più piccoli di loro in quanto:

  • I loro valori e le loro aspettative non corrispondono alle esigenze (troppo o troppo poco).
  • Non sono adatti gli incentivi, gli intenti e le risorse per condurla ( troppo o troppo poco).
  • Non hanno nessuna intenzione di attrezzarsi dei necessari strumenti e di imparare l'arte di vivere in senso intimo, relazionale, professionale, sociale e di interesse culturale.

Per fare un esempio stupido: ho incontrato "alti dirigenti" incapaci di organizzare il loro tempo."Terapeuticamente" per poterli "curare",serviva loro l'insegnamento di come tenere un'agenda.
Trovandosi a lungo in condizioni di vita "ingestibili" (incapacità di soddisfare le esigenze emotive primordiali) le funzioni, sia psichiche che organiche sono disturbate, sfociando poi in malattia o disturbo organico, psicosomatico o psichico e solo da qui in avanti si può parlare di "patologia". In questo caso non si tratta poi più di disturbi "gestionali di intento", ma di solito dei correlati disturbi affettivi a livello psichico e i sintomi vegetativi a livello somatico. Simili condizioni portano a lungo a distress cronico e portato in avanti al sindrome di "Burn Out"

7.1  Patologia dello stress

Abbiamo dedicato una pagina specifica a questo tema che si trova sotto:
Patologia dello stress

Indice:

7.2  Cura del distress cronico

Abbiamo dedicato una pagina specifica a questo tema che si trova sotto:
Terapie dello stress

Indice:

8.  Disturbi di volontà in malattie psichiche

La psicoterapia scolastica ritiene "malattie psichiche le seguenti:

  • Coazione (mentali, emotive, attività).
  • Dipendenza.
  • Schizofrenia.
  • Gravi depressioni.

È evidente che nel contesto di queste malattie si trovano anche gravi aberrazioni di intento e di volontà; almeno questo si nota marcatamente durante la terapia. Dall' ammalato invece questo disturbo è al solito percepito come "collaterale".

Sono trattati i seguenti argomenti:
... coazione (fisse, manie) ... dipendenza ... schizofrenia ... depressioni gravi



8.1  ... coazione (fisse, manie)

Disturbo bipolare it.Wikipedia Fissazione (psichiatria) it.Wikipedia


I disturbi più gravi del volere si riscontrano in forme di coazione, sia del tipo mentale come fissazioni che del tipo affettivo o sentimentale, come nelle "manie". L'ammalato di coazione soffre (a chiara autopercezione) perché non può volere come intende, ma è costretto a riflettere, sentire o agire come deve.



8.2  ... dipendenza

Dipendenza it.Wikipedia


Anche il dipendente, come l'ammalato di coazione, non può più agire come vuole: vive la scissione del suo volere come impotenza del "proprio volere" contro un altro "estraneo" più forte. In confronto all'ammalato di coazione ha il vantaggio che almeno per poco tempo riesce a soddisfare la sua "passione".



8.3  ... schizofrenia

Schizofrenia it.Wikipedia


Siccome la sindrome di coazione è anche una "paralisi dell'ego", questo disturbo lo si incontra frequentemente anche negli ammalati di ego o di personalità: gli schizofrenici. Questi si lamentano ogni tanto che non dispongono più di volontà, perché "vuoti" o perché costretti dall'esterno a riflettere, sentire e agire.



8.4  ... depressioni gravi

Depressione (malattia) it.Wikipedia


In pazienti depressivi, la grave deficienza di incentivo non contempla più l'energia psicofisica di decidere o di scegliere; ogni intenzione è paralizzata.

9.  Annessi

9.1  Sitografia

alla pagina Disturbi di volontà

Links per dei singoli temi vedi sotto i singoli titoli sopraindicati!

Google:
Volontà Motivazione in psicologia Bisogni Immaginazione

Conferenze MedPop:

it.Wikipedia:


9.2  Bibliografia

  • BARZ, Helmut: Psychopathologie und ihre psychologischen Grundlagen, Verlag Hans Huber, Frauenfeld 1997
  • SCHNEIDER, Kurt: Klinische Psychopathologie, Stuttgart 1971
  • JASPERS, Karl: Allgemeine Psychopathologie, Berlin 1965
  • FALABELLA MARIANGELA: ABC DELLA PSICOPATOLOGIA. ESPLORAZIONE, INDIVIDUAZIONE E CURA DEI DISTURBI MENTALI, MA. GI. 2005
  • BELLODI LAURA: PSICOPATOLOGIA FUNZIONALE. ELSEVIER MASSON 2005
  • SIMS ANDREW: INTRODUZIONE ALLA PSICOPATOLOGIA DESCRITTIVA CORTINA RAFFAELLO 2004
  • FREUD SIGMUND: PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA NEWTON COMPTON 2007
  • Psicopatologia e-books
  • Volontà e-books

9.3  Impressum

3a edizione 2009: a cura di Daniela Rüegg
2a edizione 2002: a cura di Mario Santoro
1a edizione 1999: Autore: P. Forster a cura di Bianca Buser, Benedetta Ceresa

9.4  Commenti

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Nota: Di seguito all'installazione di "SnowLeopard" possono apparire su diverse pagine dei commenti del tipo "Warning: ..." (in cima e/o in fondo della pagina). Non ho ancora trovato la causa, ma mi sto scervellando. Per il lavoro di redazione non ha fortunatamente delle conseguenze. Peter

Warning: strftime() [function.strftime]: It is not safe to rely on the system's timezone settings. You are *required* to use the date.timezone setting or the date_default_timezone_set() function. In case you used any of those methods and you are still getting this warning, you most likely misspelled the timezone identifier. We selected 'Europe/Berlin' for 'CET/1.0/no DST' instead in /Users/admin/Sites/pmwiki/pmwiki.php(762) : eval()'d code on line 1
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Pagina creata il , ultima modifica June 30, 2009, at 06:21 AM