PT 5.3.2 Disturbi del metabolismo lipidico

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Patologia metabolica:   Disturbi alimentari   Disturbi lipidici   Disturbi glucidici
Disturbi urici   Vitaminosi   Mineralosi   Disturbi in oligoelementi   Ricettario metabolico
Peter Forster & Bianca Buser
a cura di Daniela Rüegg

La versione precedente si trova sotto → Patologia metabolica e alimentare.

Pagine correlate: Metabolismo MmP 12 Fisiologia nutrizione & metabolismo Dietetica Terapie alimendtari

Lipidi it.Wikipedia Metabolismo dei lipidi it.Wikipedia Lipidi nel sangue swissheart.ch Colesterolo it.wikipedia Infarto it.wikipedia Iperlipidemia schering-plough.it Ipolipidemia msd-italia.it

Per capire il seguito consiglio di consultare il capitolo Trasporto dei lipidi della dispensa Nutrizione e metabolismo.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Iperlipidemia Ipolipidemia Lipidemie sanitarie (iperlipoproteinemia)

1.  Iperlipidemia

Aumentati valori di lipidi ematici:

Cause:
Nelle forme essenziali si sospetta un innato disturbo del metabolismo lipidico, nelle forme secondarie si accusano fattori come:

 


Xantelasma

Sintomi:

Spesso si nota anche obesità e/o fegato ingrossato ma non è da escluderne la causalità.

Complicazioni:
Rischio aumentato di aterosclerosi con ipertensione, infarto cardiaco, apoplessia e circolazione periferica impedita.

Terapie:
Non conoscendo bene le cause, ci si basa sull'apparenza proponendo:

Non oserei mai fare proposte simili a quelle sopracitate a un mio paziente; inoltre a chi si appresta a dare gli esami in naturopatia consiglio di evitare di considerare quanto scritto sopra.
Personalmente tento di capire le caratteristiche del metabolismo individuale del mio paziente, partendo dal funzionamento del fegato e dall'elaborazione di "micronutrienti". Con rimedi del genere si riesce spesso a migliorare la situazione. Normalmente l'olio di pesce e l'acido nicotico (B3) normalizzano le iperlipidemie.

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1.1  Forme di iperlipidemia

Aumentato tasso di lipidi nel sangue, causa di disturbi metabolici da lipidi. I noduli contengono lipoproteine.

Xantelasmi: Depositi piatti di lipoproteine prevalentemente intorno agli occhi (spesso senza un aumento dei valori ematici di lipidi).

Xantomi sui tendini delle mani: Spostabili e indolori sui tendini estensori delle dita.
 


Xantomi sul tendine d'Achille: Spesso disturbo innato del metabolismo lipidico


(sin da bambino)

Anello corneale: Deposito di lipidi circolare o segmentale nella cornea.
 


(arcus lipoides cornae, aura senilis)

Nei bambini l'anello corneale è spesso un innato disturbo del metabolismo lipidico; in senescenza, anche senza valori lipidici ematici aumentati.

2.  Ipolipidemia

Bassi valori di lipidi ematici; innato e raro difetto metabolico oppure malnutrizione lipidica:
Sintomi: crescita rallentata, astenia, disturbi nervosi ev. disturbi ormonali e sintomi di deficienze in vitamine liposolubili.

3.  Lipidemie sanitarie (Colesterolemie)

Le lipoproteinemie (come ad esempio la ipercolesterolemia) di solito non rappresentano una malattia, ma un fattore rischio causato da un disturbo metabolico (scambio di lipidi nell'organismo), ma più frequentemente da criteri di valutazione aleatorie da parte di funzionari sanitocratici preventivi.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Lipidemie e popolazioni "Colesterolo" medico Rischi d'infarto e di altre occlusioni vasali Discorso sulla "colesterolemia"

3.1  Lipidemie e popolazioni

Le lipidemie mediane di una popolazione dipendono del paese dove vive un popolo (chissà per quali motivi). Malgrado dei valori relativamente alzati di colesterolemia in Italia e in Francia, il numero di decessi cardiovascolari in questi paesi è minore che nei paesi con valori colesterolemici sia più bassi che più alti (chissà per quali motivi).

La logica formale direbbe, che allora non c`è un'evidente correlazione tra decessi cardiovascolari e colesterolemia, mentre la sanito-logia tira tutt'altre conclusioni (per me misteriose). La bio-logia avrebbe certamente una spiegazione plausibile, ma quanto mi è noto, nessuno ci è ancora arrivato.



Colesterolemia e stress

Misurando p.es. la colesterolemia totale di una popolazione (sana e non medicata con delle statine) ed elaborandola statisticamente, ci si arriva a una curva di Gauss inclinata verso i valori più alti (una mediana spostata del ca. 10% verso la media aritmetica), come lo dimostra l'immagine.

In medicina era una volta buon'uso, di determinare i limiti di valori di laboratorio nei margini in quali stavano 97% (± due deviazioni standard) di persone sane non medicate.

Nella sanitocrazia preventiva queste regole non fanno stato: al punto che i limiti di colesterolemia includono ancora ca. la metà della popolazione, mentre l'altra metà è dichiarato "a rischio" e soggetto di medicazioni (costosi a spese pubbliche) e fantasiosi consigli che diminuiscono nel miglior caso la qualità di vita (e di conseguenza lo stress che aumenta la colesterolemia) e al peggiore portano a sindromi di malnutrizione (Ipolipidemia) e di ansia - classici effetti nocebici.


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3.2  "Colesterolo" medico

Metabolismo del colesterolo Conversione mmol/l <=> mg/dl hexal

Quando un medico o un profano parla di "colesterolo" non intende colesterolo ma micelle lipoproteiche. Il colesterolo è invece una sostanza ben definita con la formula bruta C27H45OH.


"Colesterolo medico" Col.

Colesterolo

← Il "colesterolo" inteso dal medico è in realtà la massa di micelle lipoproteiche che circolano nel sangue in mg/dl (Germania, Italia, ...) oppure in mmol/l (Svizzera, ...).

Chimicamente il colesterolo è invece una molecola di un lipido steroideo. →


Il "colesterolo medico" sono delle particelle organiche, responsabili del trasporto di lipidi, una funzione elementare di ogni organismo.
Queste particelle contengono (tra lipidi e proteine) anche del colesterolo (chimico), una molecola importante per la costruzione di membrane cellulari e ormoni steroidei. Viene sintetizzato dall'organismo secondo il suo fabbisogno e smaltito come sali biliari dal fegato nell'intestino, dove svolge un'ulteriore funzione come emulsionante di lipidi alimentari.


Valori di referenza "colesterolo"

Essendo la "ipercolesterolemia" → iperlipoproteinemia non una malattia ma un fattore rischio, è abbastanza aleatorio fissarne i limiti. In un simile caso si usa di solito il criterio della minima mortalità (valore medio statistico ± 2 deviazione standard).
In questo caso i medici usano dei valori con criteri non immedesimabili che in confronto ai valori di "minima mortalità" sono parecchio sfasati. Nel diagramma a fianco si trovano tutti e due gli ambiti.

"Colesterolemia" →
Lipoproteinemia
min. mass.
mg/dl mmol/l mg/dl mmol/l
Raccomandazione medica 130 3.3 225 5.8
Minima mortalità uomini ♂ 190 4.9 235 6.1
Minima mortalità donne ♀ 210 5.5 255 6.6

Esempio: ♀ 50 anni: laboratorio Col.Tot. = 6.1 mmol/l (3.3 ... 5.8)
deduzione del medico: colesterolo troppo alto, aumentato rischio cardiovascolare, ev. medicazione
deduzione razionale: minima mortalità ♀ tra 5.5 ... 6.6 mmol/l: a posto! (da controllare ancora la relazione HDL / LDL).



Variazioni Col.

I valori di laboratorio sono da valutare con le pinze: naturalmente, dopo un pasto, le micelle lipidoproteiche in circolazione aumentano e devono passare 5 ... 7 ore finché si trovino al minimo (richiesto per la referenza).

Esempio: ♂ 55 anni Col.tot. 5.9mmol/l misurato alle 10.00. Ha fatto una piccola colazione alle 7.00 e uno spuntino alle 9,00dimenticandosi che doveva presentarsi a digiuno; la laborantina non ha verificato.
deduzione razionale: il valore a digiuno sarebbe stato probabilmente intorno a 5.5mmol/l.
deduzione del medico: leggermente alto (>5.8) da tenere sotto controllo

Un valore "troppo alto di colesterolo" da solo non incide sul rischio: bisogna determinare anche l'HDL. Finché il valore del HDL raggiunge almeno ¼ del "Colesterolo totale" non c'è un aumentato rischio di mortalità, indipendente del valore del "Col.tot.".

HDL > 0.25 * Col.tot. → rischio irrilevante
HDL < 0.25 * Col.tot. → aumentato rischio di mortalità

Esempio: ♀ 67 anni Col.tot.=7.1mmol/l HDL=2.0mmol/l → 2.0/7.1=0.28 =28%
deduzione del medico: Col.tot molto sopra 5.8mmol/l → medicazione preventiva
deduzione razionale: HDL > 25% del Col.tot. → rischio non aumentato malgrado il Col.tot. sia oltre il limite


Valutazione di rischi colesterolemici

Da quando i medici non curano più le malattie ma si dedicano ai "fattori rischio" (difficilmente quantificabili), ci siamo lasciati prendere della psicosi delle "misure preventive" (ancora meno valutabili) ma comunque care e di dubbioso efficacia.

Una popolazione sana maschile senza correzioni farmacologiche di lipidemia ha più frequentemente dei valori colesterolemici tra 6 ... 6.8 mmol/l (230 ... 260 mg/dl). Malauguratamente per le donne ci sono meno dati disponibili, ma sembra che i valori siano più alti. Di compenso anche i valori del HDL (hight density lipoproteins - particelle con meno colesterolo chimico) sono aumentati rispetto agli uomini.

L'esperienza medica insegna, che non importa tanto il valore colesterolemico per il rischio di mortalità individuale, ma la relazione tra "colesterolo medico" e HDL: finché il valore del HDL è superiore di 25% del valore del colesterolo pare che non ci sia alcun rischio.

Il correlato tra colesterolemia e fattore rischio è tanto debole, che si può chiedere (per motivi metodologici) se faccia senso; malgrado questo fatto:
Secondo dei (rari) dati statistici affidabili,

A Lei la scelta: se intende optare per:

l'ambito è tra 4 ... 7 mmol/l. Personalmente sono contento, se i miei valori a digiuno si trovano tra 5.2 ... 6.2 mmol/l.

Correzioni di colesterolemia

Una superstizione popolare (e medica) largamente divulgata è, che il colesterolo alimentare aumenti la colesterolemia. Non è il caso.
L'organismo riesce ad assorbire anche del colesterolo (chimico) dagli alimenti, ma non lo fa, finche la propria produzione basta per le sue esigenze. L'ammontare di "colesterolo medico" nel sangue (colesterolemia) è dato dalle esigenze momentanee per il trasporto di lipidi e da caratteristiche individuali genetiche.
Nota: Lo studio VERA (Verbundstudie Ernährungserhebung und Risikofaktoren Analytik) ha dimostrato già nel 1998, che l'alimentazione non ha nessuna correlazione con la colesterolemia.

Ci sono delle sostanze che abbassano leggermente la colesterolemia, ma più importante, migliorano la relazione tra HDL e Col. Si tratta di 1 gr di olio di pesce o 50 mg di acido nicotinico (o 100 mg di niacina) al giorno. In casi rilevanti, si prendono anche tutte due. Personalmente preferisco una fetta di lardo al mattino, che fa ca. lo stesso effetto ma è anche gustoso.


Olio di pesce

Lardo

Acido nicotinico (vit.B3)

Resa di statine

Ci sono dei casi che richiedono delle statine (medicamenti sintetici per abbassare il Col.), ma incontro raramente di questi casi tra i miei pazienti, anche se diversi di loro si medicano così su consiglio del loro medico curante. Finché non hanno troppi effetti collaterali non intervengo: inutile di voler curare delle paranoie sociali.

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3.3  Rischi d'infarto e di altre occlusioni vasali

Infarto


Emboli & Trombi
Alcune occlusioni arteriose sono causate da aterosclerosi e in merito circolano varie ipotesi. È appurato che:
La supposizione che nei tempi moderni l'aumento della mortalità in malattie cardiovascolari sia dovuta a una "nutrizione sbagliata e allo stress" è ridicola: se la gente raggiunge il doppio dell'età di una volta e non muore più di infezione è logico che aumentano le degenerazioni dovute all'età.



Sono note e ipotizzate molte correlazioni tra svariati fattori di stile di vita e aterosclerosi, ma delle correlazioni statistiche non sono delle interdipendenze causali.

Esempio: Le donne giapponesi essendo basse di statura portano scarpe piccole; inoltre sono meno colpite dal cancro al seno delle donne europee. Volendo si può arrivare a una correlazione tra grandezza di scarpe e incidenza di tumore al seno. Però non penso che qualcuno deduca da questo fatto che la causa di un tumore al seno dipenda dal numero di scarpa indossata.

Evito di citare i pareri sulle cause dell'aterosclerosi, ma il "colesterolo medico" non sembra il solo fattore per una verifica. Sembrano altrettanto importanti il medio tasso di CRP (C-reactive protein → un indicatore di microinfiammazioni sistemiche) e un tasso alto di omocisteina.


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3.4  Discorso sulla "colesterolemia"

Il tema è approfondito nella relazione Metabolismo MmP 12 e in it.Wikipedia Colesterolo

Negli ultimi anni è da constatare una psicosi sanitocratica concernente i "valori ideali" del colesterolo ematico, raffinata negli ultimi anni con la distinzione di laboratorio in LDL, HDL e VHDL * lipidi. Questa psicosi ha portato ad una vera fobia di certi clinici che è in netto contrasto con le osservazioni più ampie:



Uno dei miei colleghi spiega il fatto di correlazione negativa, colesterolo/disordini cardiovascolari, con l'abitudine degli italiani e dei francesi di consumare pane e acqua con i loro pasti e complicati ragionamenti metabolici susseguenti.

La correlazine vegetariano/colesterolo alto è plausibile: visto che in media le cellule del corpo sintetizzano ca. la metà del colesterolo usato per la costruzione delle membrane cellulari e l'altra metà viene ingerita con grassi animali,l'organismo dei vegetariani "colesterolici" sintetizza in eccesso il colesterolo per garantire una omeostasi fondamentale per la sopravvivenza cellulare.

Gli internisti fobici riguardo il colesterolo e anche parecchi dei miei colleghi, come pure gli azionisti delle fabbriche di margarina e apostoli/missionari di ideologie dietetiche, consigliano di evitare grassi animali. I poveri pazienti, ignari delle conseguenze, riducono o evitano anzitutto il consumo di latte, burro, panna, formaggio, yoghurt ... e dopo breve tempo con questa dieta si possono notare i primi sintomi dei disturbi del metabolismo osseo e ogni tanto anche anemia (mancanza di diversi minerali, Vit. A, D, B12). Se capita poi nelle mani di un malformato "terapista di Schüssler" che tenta di curare una deficienza materiale a livelli "energetici" con diluizione/dinamizzazione di minerali D6 ... D20. Il povero paziente diventa così "acido di rabbia", pisciando anche i resti dei suoi già scarsi minerali e andrà a finire come osteoporotico.

In realtà il metabolismo lipidico è molto più complesso. Nel sangue, i diversi valori di colesterolo e trigliceridi di vario tipo sono indicatori, ma per cosa? Il nesso tra colesterolo e malattie cardiache non fu mai dimostrato, l'equilibrio tra trigliceridi di diversa densità è difficile da interpretare. Un indicatore veramente selettivo per l'aterosclerosi sarebbe l'omocisteina, ma viene raramente rilevato.

 

L'internista ipercauto inoltre dispone di armi più potenti (riduttori di lipidi), che sono una grazia per l'umanità per casi veramente patologici, ma nelle mani di un ipersensibilizzato possono creare degli effetti collaterali più rischiosi che una "leggera iperlipidemia":

La naturopatia usa prevalentemente aglio e olio di merluzzo contro le iperlipidemie. Personalmente preferisco l'aglio ursino al posto dell'aglio (perché inodore ).
Se la "colesterolemia" è veramente alta (sopra i 7 mmol/l) mi servo di 1gr di olio di pesce omega-3 ed ev. di vitamina B3 (in forma di acido nicotinico).


Personalmente guardo evidentemente tutti questi "indicatori" e "fattori rischio" e mi faccio le mie idee assieme a molte altre osservazioni. Ma non sono malattie e quindi non le curo. Se ho dei dubbi sulle vere malattie cardiovascolari, o disordini epatici, o metabolici, approfondisco e curo queste ma non gli "indicatori".

Per il metabolismo lipidico epatico p.e ho fatto ottime esperienze con un composto di carciofo, dente di leone e aglio ursino come aperitivo .→ ric. F). Personalmente come aperitivo bevo un Cynar.

La terapia ortomolecolare offre una larga gamma di "micronutrienti" per "correggere" meccanismi metabolici "al limite", ma questo richiede, oltre alle conoscenze specifiche e metaboliche, anche un notevole studio sulle esigenze individuali del paziente e non è risolvibile con un paio di ricette standardizzate.

P. Forster 1995

4.  Allegati

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4.1  Immagini


4.2  Impressum

3a edizione

da Patologia e terapie MmP Vol.II PT
Autori e relatori:
Peter Forster, medico naturista NVS, docente di "Materia medica Popolare" e terapista di tecniche corporee
Bianca Buser, terapista di tecniche corporee, aromaterapia e fitoterapia applicata.

Testo a cura di:

Consuelo Pini, Benedetta Ceresa, Mario Santoro

Impaginazione e stampa:

Laser, Fondazione Diamante, Lugano

Versione web:

Illustrazioni, collegamenti e cura di Daniela Rüegg

Cc by P. Forster & B. Buser nc-2.5-it
1a edizione 1996 2a edizione 2000 3a edizione 2010

4.3  Commenti

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4.4  Indice PT Patologia e Terapie:

❄ 2.1 Patologia e terapie dermiche ❄ Dispense MmP: Patologia & Terapie 0.1 Patologia generale ♨ 0.1.1 Mutazioni cellulari ♨ 0.1.2 #Mutazioni tessutali 0.1.2.1 Infiammazioni ♨ 0.1.2.2 Neoplasmi ♨ 0.2 #Malattie umane FTP 2 0.3 #Introduzione alla psicopatologia PTO 3 0.4 Fitoricettario popolare ♨ 0.5 #Terapia ortomolecolare PTO 4 0.6 #Dietetica DT 1.1 Malattie infettive 1.2 Elementi di oncologia 2.1.1 Malattie e cure dermiche 2.1.1 Malattie e cure dermiche ↔ 2.1.2 Fitoterapia dermica 2.1.2 Fitoterapia dermica ↔ 2.2 Malattie scheletriche 2.3 Malattie delle articolazioni 2.4 Malattie muscolari 2.5 Postura e movimento 2.5.8 Distensione schiena: esercizio 3.1 Malattie del sistema nervoso 3.1.1 Diagnostica nervosa 3.1.2 Malattie del sistema nervoso centrale 3.1.3 Malattie di nervi periferici 3.1.4 Disturbi neurovegetativi 3.2 Malattie degli organi dei sensi 3.2.1 Malattie dell'occhio 3.2.2 Malattie dell'orecchio 3.3 Disturbi endocrini / ormonali 4.1 Disordini del sangue 4.2 Malattie cardiache 4.3 Malattie vascolari 4.4 Crollo circolatorio (choc) 4.5 Malattie linfatiche 4.6 Malattie immunitarie 4.7 Patologia & Terapie dello stress 5.1 Malattie respiratorie 5.2 Apparato digerente 5.2.1 Bocca - esofago - stomaco 5.2.2 Intestino - infezioni - parassiti 5.2.3 Fegato - cistifellea - pancreas 5.3 Patologia metabolica e alimentare 5.3.1 Disturbi alimentari 5.3.3 Disturbi glucidici 5.3.4 Disturbi urici 5.3.5 Vitaminosi 5.3.6 Mineralosi 5.3.7 Disturbi in oligoelementi 5.3.8 Ricettario metabolico 5.3.9 Proteinosi 5.4 Malattie urinarie / renali 5.5 Disturbi idroelettrolitici 5.6 Disturbi acido-alcalinici 6 Patologia procreativa 6.1 Malattie e terapie genitali 6.1.1 Infezioni genitali e malattie veneree 6.1.2 Disordini dell'apparato genitale femminile 6.1.3 Disordini dell'apparato genitale maschile 6.1.4 Fitofarmaci per l'apparato genitale femminile 6.1.5 Fitoterapia genitale 6.1.5a Immagini ricette: Malattie genitali 6.2 Crescita e sviluppo 6.2.1 Gioventù 6.2.2 Età avanzata 6.3 Patologia genetica : Terapie regolative basali Modulo/Titolo PT 3.2.1.2.6 Malattie delle palpebre Ricettario ormonale / endocrino Sabbiera patologia

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Ultima modifica: November 28, 2011, at 08:33 PM