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5) Dermatologia ➅: Mucosa

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Autrice: Bianca Buser


Trachea

Cura, illustrazioni, collegamenti:
Daniela Rüegg

1.  Mucosa respiratoria

(ripasso)

Apprendistato galenica: Respirazione Mucosa respiratoria lucidi MmP 10.3


La mucosa respiratoria è una costruzione assai complessa con le funzioni principali di:

• pulire
• umidificare
• riscaldare
l'aria inspirata.


cilie

trachea

fagocita

Per pulire l'aria serve il muco che trattiene aerosoli e viene prodotto da cellule "imbuto". Il muco (assieme con le particelle incastrate) viene continuamente trasportato verso la glottide dalle ciglia flagellanti dell'epitelio.
Nel muco migrano pure delle cellule immunitarie (fagociti) che divorano i germi prima che possano propagarsi.

1.1  Infezioni delle vie respiratorie superiori


Laringite

Tali infezioni vengono denominate in base al nome della struttura coinvolta :

  • Rinite - infiammazione della mucosa delle fosse nasali;
  • Faringite - infiammazione della faringe;
  • Laringite - infiammazione della mucosa della laringe.
  • Rinosinosite cronica - infiammazione della mucosa nasale e dei seni paranasali

Le infezioni del naso, della gola e dei polmoni sono stati patologici che rispondono molto bene al trattamento con gli oli essenziali.
L'inalazione, infatti, è un metodo molto efficace per sfruttarne le proprietà, in quanto anche se una volta giunta nei bronchi la maggior parte sarà esalata direttamente dai polmoni, essi causano comunque un aumento della secrezione bronchiale (come reazione di difesa) che è benefica per molte affezioni respiratorie". L'inalazione consente agli oli di entrare in circolo ancor più rapidamente che mediante l'applicazione orale. Inoltre, moltissimi oli essenziali assorbiti dallo stomaco, vengono successivamente escreti attraverso i polmoni, e soltanto in piccola parte attraverso le urine.

  • Espettoranti per catarro, sinusite, tosse, bronchite, ecc.: timo, eucalipto, pino, mirra, sandalo;
  • Antispasmodici per coliche: tosse secca, pertosse, asma: camomilla, bergamotto, cipresso;
  • Agenti balsamici per raffreddori, colpi di freddo, congestioni: benzoino, incenso, mirra;
  • Antisettici per influenza, raffreddore, mal di gola, tonsillite, gengivite: salvia, timo, eucalipto, melaleuca, pino, chiodo di garofano.

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1.2  Rinopatie

MedPopWiki: Rinite Apprendistato Galenica Respirazione: Rinite allergica Wikipedia: Rinite Wikipedia: Rinopatia cronica Wikipedia: Rinite vasomotoria

Soffrite di "naso chiuso" e siete continuamente "raffreddati"? Probabilmente non ve ne preoccupate perché non è un disturbo nè grave nè pericoloso. Ciò nonostante è una situazione decisamente fastidiosa! Questa condizione è nota, nella terminologia medica, con il nome di RINITE e le forme più note sono:

  • raffreddore comune (riniti infettive virali e batteriche);
  • "febbre da fieno" ed altre riniti allergiche stagionali.

Però ve ne sono di altri tipi:

  • riniti pseudoallergiche(associate a eccessivi fagociti mucotici);
  • riniti idiopatiche non allergiche (rinite vasomotoria o vasomotorica)
  • altri tipi (iatrogene, ormonali, da cause meccaniche).

Infezione: tramite goccioline (es. starnuto) o per contatto diretto (es. stringersi la mano).
Germe: di solito sono rinoviri; ne sono conosciuti più di 50 tipi con scarsa possibilità di immunizzazione.
Sintomi: starnuto, solletico in gola, tosse irritativa, aumento di secrezione nasale. 


Sono trattati i seguenti argomenti:
Rinite Faringite Laringite Rinosinusite Geum urbanum

Rinite


Rinite

Il naso rappresenta la principale porta d'ingresso dell'aria nell'organismo. Il suo ruolo è triplice: riscaldare l'aria, grazie alla sua notevole vascolarizzazione, umidificarla, mediante la presenza di muco, e infine filtrarla. In questo contesto, è esposto a numerose aggressioni provenienti dall'atmosfera (agenti infettivi, inquinamento, pollini e altri allergeni, climatizzazione ecc.), che potrebbero provocare una rinite.
Le rinopatie assumono varie forme, come la sensazione di ostruzione nasale, il naso che cola, l'inaridimento della mucosa o gli starnuti. A seconda delle cause, la medicina tradizionale si avvale, per via orale o locale, di antistaminici per l'allergia, vasocostrittori per il naso chiuso o antisettici per evitare o combattere le infezioni.
Quand'è possibile, è sempre meglio optare per una cura con i rimedi popolari, eventualmente in aggiunta ad un trattamento preesistente.

Faringite

MedPop Foglietto illustrativo: Faringite


faringite

Infiammazione della faringe che necessita di controllo medico se tende a recidivare o a diventare cronica.

Laringite


Laringite

Il termine "laringite" indica un'infiammazione acuta della laringe, che può essere causata da un'infezione, come nel caso di raffreddore, tosse o mal di gola, da un'irritazione meccanica provocata da sforzi di voce o dall'inalazione di particelle irritanti; l'aria eccessivamente secca, dovuta al riscaldamento centralizzato e all'aria condizionata, può peggiorare ulteriormente la situazione. Inoltre, dal momento che le corde vocali si trovano nella laringe, una delle complicazioni più tipiche della laringite è rappresenta dalla raucedine o dalla perdita completa della voce; la laringite associata al raffreddore è aggravata dal fatto che l'aria viene inalata attraverso la bocca perché il naso è bloccato.

I suffumigi sono molto efficaci in questa situazione perché il vapore rende più facile la respirazione e contribuisce a lenire l'infiammazione; ovviamente, l'aggiunta di oli essenziali adeguati può aumentare considerevolmente l'efficacia dell'inalazione.

Nota: La laringite non dura solitamente più di qualche giorno, ma se i sintomi persistono, potrebbe essere dovuta a cause più gravi e quindi è consigliabile consultare prontamente un medico.


Rinosinusite cronica

Cos'è?
Si tratta di un processo infiammatorio che interessa le mucose del naso e dei seni paranasali. Alcuni pazienti hanno un'allergia a Micofiti (Aspergillo, ecc.) ma nella maggioranza dei casi non ci sono cause dimostrabili.
La rinosinusite è spesso preceduta da un raffreddore o, per chi soffre perché a contatto con irritanti ambientali, da una rinite allergica.
A causa dell’edema conseguente si chiudono gli orifizi di comunicazione tra il naso ed i seni e il muco che si accumula al loro interno può infettarsi.

Come si manifesta?

  • lieve gonfiore facciale (palpebre; regione laterale del naso);
  • ostruzione nasale e difficoltà respiratorie;
  • secrezioni catarrali dense e che colano in gola;
  • più raramente cefalea, febbricola, stanchezza e alito cattivo

Come si previene la rinosinusite?
Esistono delle semplici precauzioni e trattamenti che evitano che un raffreddore o una crisi allergica si complichino con una rinosinusite:

  • l'uso per un breve periodo di decongestionanti orali o sotto forma di spray nasali
  • applicare una goccia di essenza di rosmarino ai lati dei lobi del naso
  • soffiarsi delicatamente il naso un lato per volta
  • evitare i viaggi aerei, le salite rapide in montagna e le immersioni per evitare brusche modificazioni della pressione atmosferica che contribuiscono al blocco dei seni paranasali
  • curare con antistaminici (Oleum o semi di Nigellae sativa), o altre terapie antistaminiche e decongestionanti prescritte dal proprio medico di fiducia.

Come si cura?

  • Terapie inalatorie quali inalazioni a getto, aerosol (germostatico)
  • Docce nasali (ammorbidente muco): nessuno sa con certezza perché la terapia salina riduca i sintomi della rinosinosite cronica;si ipotizza che ammorbidisca il muco e lo renda più facile da rimuovere. I sottili peli che ricoprono la superficie delle cellule nasali non sempre funzionano bene e, di conseguenza, possono fallire nel rimuovere il muco. La soluzione salina potrebbe aiutarli a lavorare più efficacemente. Oppure, più semplicemente, potrebbe facilitare il lavaggio dal naso da batteri, virus e materiale allergenico.
  • Spray nasali (ricostituenti mucotici e antiinfiammatori)
Rp.: Rinopatie
Extr.Rhiz. Geum urbanum ricostituente mucotico
Extr.Flor. Chamom.matr. antiinfiammatorio
Idrolato Lavanda germostatico
Acqua salata aa ad 30 costituente
D.in spruzzatore nasale S. spruzzare nel naso ogni ora.

Serve per rinopatie come p.es. rinite vasomotoria (il rhiz. caryophyllatum è un potente ricostituente in caso di aberrazioni funzionali della mucosa in genere).
Non serve per riniti allergiche, pseudoallergiche o infettive.
Abbreviazioni


Geum urbanum L.


Carofillata

Rhiz. Caryophyllatum → CARIOFILLATA

Famiglia: Rosaceae

Nome volgare: Cariofillata, Erba benedetta, Garofanaia, Ambretta selvatica

Etimologia: Geum deriva dal greco geno = che genera un piacevole profumo, riferentesi al gradevole odore di chiodo di garofano, della sua radice. Il nome specifico urbanum fa riferimento all’habitat della pianta che si sviluppa frequentemente nei pressi di abitazioni.

La cariofillata chiamata anche erba benedetta, é una pianta umile, fragile, che si trova ai margini dei sentieri e delle stradine di campagna.

Morfologia
Pianta erbacea vivace, ricoperta di peli rigidi, con un corto, duro, ruvido e robusto rizoma, contornato da radichette bruno-chiare dal quale si diparte il fusto eretto alto fino a 60 cm.
La rosetta basale è formata da foglie con corto picciolo e irregolarmente pennate con la fogliolina terminale più grande delle altre ma tutte di forma ovale e dentate.
Le foglie cauline, sessili, sono costituite da tre foglioline oppure da una sola foglia divisa in tre lobi.
L’infiorescenza apicale variamente ramificata costituita da fiori caduchi, profumati, ermafroditi, grandi sino a 2 cm con 5 sepali triangolari e 5 petali giallo-oro, giallo-pallido.
I frutti sono una massa di acheni ricoperti da peli patenti, di colore rosso-scuro, ciascuno dei quali terminante con una spina ricurva, simile ad un amo.

Distribuzione – Habitat – fioritura
In Italia è ampiamente diffusa dal mare alla zona montana (fino a 1600m) dove cresce nei boschi, nelle macchie, nei muri e in genere in luoghi freschi e ombrosi.
Fiorisce da Maggio a Luglio.

Proprietà e indicazioni
Il rizoma e, in minor misura le radici e le foglie, contengono un'abbondante quantità di tannini. I tannini conferiscono alla pianta proprietà astringenti (per le mucose) e antinfiammatorie.
Applicata locale sotto forma di spray nasali e gargarismi o di sciacqui contribuisce a disinfiammare, disinfettare e curare le mucose del naso (e bocca) e anche dei genitali.

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1.3  Patologie di raffreddamento e influenzali

Galenica apprendistato: Respirazione - Influenza MedPopWiki|Vaccinazioni: Vaccinazione e influenza

Si fa spesso confusione tra influenza e raffreddore / raffreddamento. Semplicisticamente riniti, raffreddamento, glossiti, tosse, bronchiti, polmoniti, faringiti e diverse malattie intestinali vengono catalogati come "influenza".

Le definizioni sono invece:

  • Il raffreddore comune, o più semplicemente raffreddore, è una rinofaringite acuta virale causata per la maggioranza dei casi dagli antigeni del Picornaviridae virus. È un'affezione infettiva, generalmente non grave, delle prime vie respiratorie e in particolare del naso e della gola. I sintomi del raffreddore comune comprendono starnuti, produzione abbondante di muco, congestione nasale; catarro e mal di gola; tosse; mal di testa; sensazione di stanchezza. Si tratta della malattia umana più comune; infetta gli adulti in media 2-4 volte l'anno e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l'anno. In talune popolazioni, non è raro incontrare tassi di infezione superiore a 3 all'anno per persona. Bambini e genitori, oltre al personale scolastico, presentano un rischio di infezione più elevato, forse a causa della elevata densità di popolazione delle scuole e della facilità di trasmissione tra membri della stessa famiglia.
  • Il raffreddore comune è distinto dall'influenza, che è un'infezione virale più seria del tratto respiratorio, caratterizzata dall'insorgenza di ulteriori sintomi quali un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari. Per quanto il raffreddore comune in sé non sia generalmente rischioso per la vita del paziente, le sue complicazioni (quali la polmonite) possono esserlo.
  • L'influenza è una malattia contagiosa causata da virus RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae. È caratterizzata da sintomi sistemici (febbre non sempre presente, malessere generale, cefalea e dolori osteomuscolari e respiratori, tosse, faringodinia) comuni a molte altre malattie virali. L'esordio è generalmente brusco e improvviso e la febbre dura 3-4 giorni.

Grazie a questa confusione tutti i componenti della sanitocrazia si fanno le "palle d'oro".


Le condizioni meteorologiche cambiano molto velocemente, soprattutto in questi mesi. Basta qualche giornata di pioggia per far sì che i gradi del termometro scendano.... i primi freddi, le prime umidità ed è subito fatto buscarsi un bel raffreddore. La stagione fredda è caratterizzata da un forte aumento delle patologie influenzali e da raffreddamento, non imputabili tanto al freddo in sé, quanto alla permanenza prolungata in ambienti chiusi che favorisce il contagio, soprattutto se le difese immunitarie sono indebolite.

Che fare ?

La soluzione più semplice, non la più piacevole: è aspettare che passi! Le malattie da raffreddamento, con i loro sintomi tipici, passano per lo più nell'arco di una settimana. Trattandosi di patologie tipicamente virali, non è possibile accelerarne la guarigione.
Se non esistono problemi particolari di salute, di solito non vengono prescritte cure particolari salvo i rimedi "fai da te" qui descritti.

Che cosa è il raffreddore ?

MedPopWiki: Apparato respiratorio Rimedi naturopatici

Spesso si parla erroneamente di "influenza"; in realtà bisogna distinguere la vera influenza dal raffreddamento.
Il raffreddore è un'infezione virale acuta che si manifesta a livello delle vie respiratorie superiori, molto frequente ma di solito benigna.
Tutto sommato mettiamolo nel calderone delle malattie di normale "routine". Arriva, lo curiamo, ci infastidisce, passa. Quasi sempre va a finire bene!
I sintomi sono simili all'influenza (però al solito afebbrile, spesso mal di testa, raramente dolori articolari, eventualmente tosse e mal di gola), ma quelli dell'influenza, per le specificità dei virus coinvolti, risultano ben più marcati e fastidiosi e sono spesso accompagnati da bronchiti e persino polmoniti.


Che cosa è l'infuenza?

Wikipedia: Influenza Wikipedia: Virus

Chi ha già avuto modo di sperimentare la "vera" influenza, non rischia più di confonderla con un banale stato influenzale da raffreddamento.


L'influenza è una malattia virale acuta e violenta dell'apparato respiratorio, che solitamente si manifesta d'inverno sotto forma di epidemia. Molto contagiosa, si trasmette con le micro-goccioline di saliva che espelliamo parlando, respirando e soprattutto starnutendo. Dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, la brusca comparsa dell'influenza è caratterizzata da:

  • stanchezza;
  • brividi ripetuti;
  • ev. febbre;
  • cefalea più o meno intensa;
  • dolori muscolari (alla nuca, alla schiena e alle membra);
  • indolenzimento in tutto il corpo.

Questi sintomi sono spesso associati ad un'infiammazione rinofaringea e talvolta anche a problemi gastrointestinali.
La persona infetta è contagiosa fin dal giorno precedente la comparsa dei sintomi e per circa quattro giorni potrebbe infettare sia i familiari che i colleghi di lavoro.

L'influenza non deve essere curata con gli antibiotici perché questi non sono attivi contro i virus. Gli antibiotici potranno essere prescritti solo quando c'è una complicazione batterica, per esempio otite, sinusite o polmonite.

Impatto economico e sociale


Vaccinazione

L'influenza causa dei costi diretti conseguenti alla perdita di produttività e all'aumento dei trattamenti medici e farmacologici, senza dimenticare i costi causati dalle misure preventive. Infatti, le assenze dai posti di lavoro aumentano sensibilmente!

Più gravi sono le conseguenze sociali: un'influenza di "media" gravità costa mondialmente la vita a ca. 500'000 persone. L'influenza "spagnola" tra 1918 e 1920 faceva 70'000'000 di morti.
Sono colpiti i più deboli di una società: bambini, anziani, ammalati, emarginati, sottonutriti (attualmente un sesto → 17% della popolazione mondiale) e persone con un debole sistema immunitario e muoiono spesso di polmonite.

2.  Fai da te e i rimedi della nonna

Vi segnaliamo qui una serie di consigli e rimedi della nonna da affiancare o sostituire, a scelta e a seconda del problema, alle cure tradizionali.

2.1  Come prevenire raffreddore / influenza

Apprendistato galenica: Cure casalinghe respiratorie


Virus influenzale

I virus influenzali si diffondono per via aerea attraverso le particelle emesse dagli ammalati e sospese nell'aria per contatto diretto (da mano a mano) o indiretto (con oggetti contaminati come le maniglie delle porte): da qui l'importanza di

  • coprirsi la bocca quando si starnutisce;
  • lavarsi regolarmente le mani;
  • in locali chiusi serve la nebulizzazione di sostanze virostatiche come le essenze di: Lavanda, Eucalipto, Melaleuca, diluite al 2% in spirito da ardere o in un preparato disinfettante alcolico come lo Sterillium®;
  • altre misure preventive consistono nello stimolare il sistema immunitario e nel rinforzare le mucose respiratorie con relativi fitoterapici

Mani pulite

Igiene CSA: Igiene delle mani Igiene CSA: Lavarsi le mani


La persistenza dei virus influenzali sulla superficie degli oggetti (specialmente maniglie e mani) e la loro trasmissione tramite contatto hanno portato a dimostrare l'efficacia del lavaggio delle mani con la tintura di iodio come importante prevenzione.

Se il lavaggio delle mani con tintura di iodio, per ovvi motivi, non è attuabile nella pratica quotidiana, sicuramente l'atto semplice del lavarsi le mani con il sapone costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione delle infezioni respiratorie, come la sindrome influenzale. Visto che quest'ultimo metodo è anche piuttosto economico, rappresenta sicuramente un intervento preventivo di prima scelta.

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2.2  Alimentazione per raffreddati e influenzati


Vitamine in alimenti

Minerali in alimenti

L'alimentazione dev'essere leggera, gustosa e speziata (per prevenire l'inappetenza) e contenere abbondantemente liquidi e zuccheri.

Di primordiale importanza - per compensare il sudore e per mantenere un buon equilibrio idroelettrolitico - è l'assunzione di brodi e, per prevenire ipoglicemie create dall'inappetenza l'assunzione di zuccheri contenuti in frutta.

Finché c'è inappetenza, consigliamo vivamente almeno un uovo al giorno per garantire l'apporto minimo indispensabile di vitamine e oli essenziali non contenuti in frutta e verdura.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Brodo Spezie Frutta

Brodo vegetale "Profumi dell'orto"

(creazione di Caterina)
Naturalmente si possono anche usare brodi animali o dadi, ma sono meno gustosi.

Verdure


Esempio: Ingredienti
500 g carote
500 g cipolle
250 g basilico
250 g prezzemolo
250 g sedano
400 g sale
100 g aglio
500 ml olio di girasole
oppure d'oliva
Una miscela equilibrata di varie qualità di verdura, particolarmente indicata per insaporire brodi e minestre, ma anche per dare un tocco speciale alle pietanze a base di patate, riso, carne e pesce.

Preparazione
E' un'ottima miscela di verdure per condire crostini di pomodoro, pizze e altre specialità mediterranee.

Procedimento:

  • lavare e asciugare tutti gli ingredienti;
  • tritare poco alla volta tutte le verdure;
  • mescolare le verdure tritate con il sale e l'olio;
  • lasciare riposare in un contenitore di vetro con il tritato di verdure / sale / olio, coperto da un telo che permette di respirare per 2 giorni (perché fermenti);
  • mescolare ogni tanto gli ingredienti (durante i 2 giorni di riposo);
  • mettere gli ingredienti nei vasetti di vetro sterilizzati;
  • conservare al fresco o in frigorifero;
  • una volta aperto il vasetto, coprire sempre con un po' d'olio (per evitare la muffa).

Spezie: Odori dell'orto ed erbe officinali


Erbe aromatiche
  • Chiamiamo erbe aromatiche quelle erbe che contengono particolari sostanze che danno sapore e profumo a cibi e bevande.
  • Chiamiamo invece officinali quelle erbe che, grazie a principi contenuti in una o più delle loro parti, possono essere utilizzate nella cura di particolari patologie.

Conservazione
Se raccogliamo erbe per l'uso immediato e quindi le impieghiamo fresche non sono necessarie particolari cure: basta lavarle e asciugarle (meglio sempre in acqua fredda per non guastarne le caratteristiche, soprattutto del profumo).


Se invece raccogliamo erbe per farle essiccare è necessario usare una maggiore cura:

  • le raccoglieremo a metà mattina quando la rugiada della notte è asciugata ma il sole non è ancora troppo caldo,
  • oppure verso sera quando il sole non è più caldo.

Questo per averle asciutte ma non avvizzite e quindi nelle condizioni migliori per essere predisposte all'essiccazione senza perdere gusto e profumo.

Il peggior nemico delle erbe da conservare secche è l'umidità, sia nella fase di raccolta ed essiccazione (erbe bagnate ammuffiscono mentre seccano), sia in quella di conservazione (erbe non perfettamente secche chiuse in vetro fermentano).

Per conservare gli "odori" a volte si creano composti con olio o aceto: entrambi devono essere di primissima qualità e soprattutto freschissimi.


Preparazione
Se non lo si ritiene indispensabile è bene non lavare con acqua le erbe aromatiche e officinali, sia per non bagnarle troppo e dover poi attendere che asciughino (con il rischio che asciughino male), sia soprattutto per non diminuire le proprietà aromatiche e officinali. La pulitura va fatta con uno strofinaccio inumidito passato delicatamente.

Per non danneggiare le erbe è bene essiccarle in locali o sotto portici asciutti, ombrosi e aerati; il sole infatti secca in fretta ma diminuisce le proprietà tipiche dell'erba.

Il tempo necessario per l'essicatura varia da erba a erba e da parte a parte (foglia, fiore, radice): sapremo che il processo è compiuto quando la pianticella sarà fragile e si sgretolerà appena la tocchiamo. Questo è il momento di invasarla.

Molte erbe si conservano benissimo sott'olio (come per esempio il prezzemolo o il basilico ecc.). Se poi mescoliamo più erbe e le lasciamo per un certo periodo a macerare in un buon olio extra vergine d'oliva o di girasole otterremo un condimento gustoso e profumato.

Lo stesso procedimento si usa per aromatizzare l'aceto.


Vasetti di conservazione
Il modo migliore per conservare le erbe essiccate è di metterle in vasetti di vetro con tappo a tenuta oppure in sacchetti di tela che lasciano traspirare (in questo modo in cucina si può gustare il loro profumo).

Per gli oli e gli aceti aromatizzati si utilizzeranno bottiglie di vetro con tappo in sughero o a vite in modo da poterli conservare a piacere.
Per conservare a lungo sia le erbe secche sia gli oli e gli aceti aromatizzati è bene riporli in luogo fresco, aerato e buio.


Utensili necessari
Per preparare le erbe da essiccare occorrono pochi utensili:

  • caraffe graduate;
  • colini;
  • coltelli;
  • cucchiai di legno;
  • frullatore;
  • grattugia;
  • mezzaluna;
  • pentole in acciaio o smaltate;
  • terrine.


Frutta


La frutta e i suoi succhi sono anzitutto ottimi fornitori di acqua e fruttosio (uno zucchero che viene lentamente assorbito e quindi alza poco la glicemia). Se è fresca, contiene rilevanti tassi di vitamina C; i frutti gialli e rossi contengono anche betacarotene; gli agrumi, dei bioflavonoidi e rilevanti tassi di minerali (specialmente mela e pera) secondo il terreno di crescita.

Tra i rimedi di stagione più tradizionali, non bisogna dimenticare le proprietà fluidificanti (mucodiluenti) delle pere e mele cotte. La ricetta della nonna, in questo caso, consiglia di prepararle con l'aggiunta di miele che favorisce la fluidificazione del catarro. Questo caldo rimedio può anche servire a calmare le crisi di tosse e la raucedine.

Utili per l'apporto di vitamina C, sono sia i limoni che le arance. I limoni da alcuni sono considerati anche depurativi tanto da consigliarne un consumo elevato. Fatto sicuro e accertato è che la vitamina C, disponibile a tavola grazie ai limoni, costituisce un complemento utilissimo dell'alimentazione e aumenta le difese dell'organismo: infatti il limone, spremuto a freddo sui cibi, facilita l'assorbimento del ferro dagli altri alimenti che ne sono ricchi (cavoli, spinaci, carni rosse) potenziando quindi le difese naturali contro il raffreddore, mal di gola e tosse.

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2.3  Rimedi e cure antiraffreddore / -influenza

Apprendistato galenica: Cure casalinghe respiratorie

Anche con poca febbre conviene osservare le seguenti regole:

  • riposo: nessun sforzo fisico
  • tentare di sudare: aiutano i diaforetici
  • mantenere l'equilibrio idroelettrolitico: aiutano i brodi
  • alimentazione leggera con frutta a piacere
  • tentare di contagiare il meno possibile i prossimi,

permettono all'organismo di autoripararsi entro un tempo utile.

I diaforetici aumentano la sudorazione:
Tiglio Camomilla Verbascum Sambuco Cannella Menta piperita Rad. Angelicae archangelica Hb. Mentha pulegium Hb. Eupatorii.
Sono usati in malattie infettive e infiammazioni croniche e specialmente come antipiretici.

Sono trattati i seguenti argomenti:
I liquidi Oli essenziali nelle patologie influenzali Piante medicinali

I liquidi

In caso di febbre il corpo ha più necessità di liquidi e di sali (Na, K) e quindi sarebbe opportuno bere molto. Se quando il malato si alza ha dei capogiri, sarebbe indicato

  • fargli bere un brodino o aggiungere del sale ai cibi per il mantenimento dell'equilibrio idroelettrolitico;
  • per quello dei glucidi invece, si dovrebbero assumere dei succhi di frutta (mela, arancia) e bere tè addolcito.
  • in caso di sudorazione / febbre ad ogni bibita va aggiunto un cucchiao da tè di sale da cucina (equilibrio idroelettrolitico)

Brodo di pollo


Le virtù del tradizionale brodo di pollo sono collegate al calore che crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate e ad un effetto fluidificante su muco e catarro.

Da uno studio pubblicato sulla rivista Chest a queste proprietà si somma un'attività antinfiammatoria intrinseca:

  • nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario.
  • Il brodo di pollo caldo, attraverso l'aroma percepito dalle narici o attraverso un meccanismo collegato al gusto, sembra possedere una sostanza supplementare che incrementa la velocità di fluidificazione del muco nasale.
  • L'aggiunta di spezie e in particolare di peperoncino - in virtù delle proprietà vasodilatatrici di quest'ultimo - rende solitamente ancora più efficace questo antico rimedio della nonna.

Preparazione

  • Mettere il pollo in una pentola con acqua fredda;
  • portare ad ebollizione;
  • lasciare bollire alcuni minuti;
  • schiumare;
  • aggiungere le verdure e il sale;
  • cuocere per circa 30-40 minuti a fuoco medio-basso.


Oli essenziali nelle patologie influenzali

Gli oli essenziali sono "antibiotici naturali" per ecellenza, le piante li producono proprio come difese contro microorganismi. Certi come la lavanda, la melaleuca, abete, pino, eucalipto, rosmarino ... hanno anche delle doti antivirali.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Influenza Raffreddore Infiammazioni

Influenza

Fate un bagno caldo con l'aggiunta di 20 gocce di olio essenziale di melaleuca, rosmarino, lavanda. Prima del bagno, frizionatevi con olio vegetale e l'aggiunta di un paio di gocce di olio essenziale di lavanda.

Raffreddore

  • Annusate da un fazzoletto olio essenziale di rosmarino;
  • applicate una goccia di olio eterico di rosmarino nelle falde dei lati dei lobi del naso e sotto il naso;
  • fate un bagno caldo con l'aggiunta di poche gocce d'olio essenziale di melaleuca, lavanda, eucalipto, pino, rosmarino e timo a un olio vettore (qualsiasi olio anche quello di girasole) e mettetevi a letto a sudare;
  • frizionate petto e seni nasali con olio vegetale con l'aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di rosmarino, eucalipto, pino e/o niaouli. In periodi di epidemie, usate questa miscela anche in via preventiva.

Infiammazioni

Applicate compresse con un panno bagnato in acqua tiepido-fresca e qualche goccia di olio essenziale di camomilla, lavanda, menta, rosa, legno di rosa, salvia sclarea, eucalipto.


Piante medicinali

nelle malattie da raffreddamento

Le piante indicate sono numerose. La più nota è sicuramente l'echinacea purpurea (Echinacea purpurea). Ce ne sono comunque altre, per esempio, che agiscono su vari fronti: l'echinacea stimola il sistema immunitario, mentre la camomilla esplica un'azione antibatterica e antinfiammatoria. Secondo il loro spettro d'azione, alcune piante si utilizzano soprattutto a scopo preventivo (per esempio l'echinacea), altre invece in presenza di sintomi acuti. Combinandole, i loro effetti si integrano. La loro efficacia è ottimale per curare il raffreddore fin dai primi sintomi, nonché in caso di predisposizione alle infezioni o di infiammazione leggera. Più il trattamento è precoce, migliori sono i risultati.

Echinacea angustifolia


Echinacea purpurea

Sia che si tratti di prevenire che di curare il raffreddore e le malattie da raffreddamento, da diversi decenni una pianta si è imposta su tutte: l'echinacea.
I suoi costituenti attivi ritenuti attualmente responsabili delle proprietà antivirali e immunostimolanti sono molteplici ed è considerata la regina nel combattere le malattie da raffreddamento.
Nota agli Indiani d'America, fa la sua vera comparsa nella farmacopea europea solo nel XX secolo. Come prevenzione, per ottenere l'effetto auspicato, va assunta per un periodo sufficientemente lungo (almeno otto settimane).Grazie alla sua azione immunostimolante viene utilizzata anche per contrastare altre infezioni e stati infiammatori, in particolare le infezioni delle vie urinarie.

Immunostimolate infezioni virali


Babtisia
Rp.: Immunostimolante
Tinct. Echinacea 45 immunostimolante
Tinct. Eleuterococco 30 attività immunostimolante (sia fisico sia psichico)
Tinct. Babtisia ad 100 virostatico
D.S. Ingerire prima o dopo i pasti da 1...2 ml alla volta fino a 5 volte al giorno con un po' d'acqua.

Abbreviazioni


Cannella


Cannella

La corteccia della cannella di Ceylon viene utilizzata in cucina e anche per la preparazione di grog antinfluenzali insieme a chiodi di garofano, (ingrediente tradizionale del vin brulé). E' presente in farmacopea perchè è ricca di un prezioso olio essenziale, di tanninini e mucillagini, per cui dotata di notevole attività antimicrobica e antisettica. In Oriente la cannella viene usata da migliaia di anni per un ampio spettro di disturbi, tra cui raffreddore, influenza e come stimolante generale
(cardiaco, circolatorio, respiratorio).

Preparazione vino alla cannella

Rp.: vino alla cannella
Pulv. Cannella ceylon gr 30
Vino tipo Malaga, Marsala litro 1
m.f. Macerare 15 dì D.S. somministrarlo alla dose di un bicchierino da liquore dopo i pasti principali.

Abbreviazioni

Consiglio: per ottimizzare gli effetti potete scegliere di mescolare la cannella con i chiodi di garofano e prendere, come si suol dire, due piccioni con una fava; ma per i dosaggi rivolgetevi a un erborista o a un esperto.


Chiodo di garofano


Chiodi di garofano

Il chiodo di garofano, parte della pianta utilizzata prevalentemente in cucina, entra nella composizione delle spezie alimentari e anche in medicina. I chiodi di garofano sono ricchi del principio attivo (90% eugenolo), potente anestetico (usato puro in odontoiatria), antimicrobico contro batteri, antiinfiammatorio e analgesico. Pure indicati per le affezioni del cavo orale e come rimedio antiinfluenzale.

Decotto antiinfluenzale
Mettere 1-2 chiodi di garofano con un frammento di cannella in 200 ml di acqua (meglio in vino rosso). Coprire la pentola. Portare ad ebollizione e far bollire per 2-3 minuti. Lasciare in infusione per 20 minuti, filtrare, aggiungere il succo di mezzo limone ed un cucchiaio di miele. La dose consigliate è due-tre tazze al giorno.


Fruct. rosa canina (cynobasti)


Rosa canina

La parte erboristicamente più interessante di questa pianta è costituita dai falsi frutti, la cui parte interna ha le proverbiali proprietà pruriginose, mentre quella esterna ha un elevato interesse alimentare: essa viene usata per ottenere conserve e marmellate e rappresenta una ricca fonte di vitamine, in particolare la C. La rosa canina è: antiinfiammatoria, vitaminizzate e astringente.
MedPop: Preparazione dei rimedi: Marmellate

Macerato vinoso

Rp.: Vino Cynobasti
Bac.Pulv. Rosa canina gr 4 (Cynobastus)
Vino d'uva ml 100
m.f. a macero per 10 giorni D.S. Bere a bicchierini.

Abbreviazioni


Gelatina di bacche di rosa canina

Ingredienti
1 kg di bacche di rosa canina
1 kg di zucchero semolato
80 cl di acqua

  • Lavate e asciugate le bacche, quindi tagliatele longitudinalmente e svuotatele dei semi usando un cucchiaino;
  • mettetele in una casseruola e copritele con l'acqua. Cuocetele a fuoco vivo per 20 minuti mescolando in continuazione;
  • togliete il composto dal fuoco e passatelo nel passaverdura;
  • amalgamate con lo zucchero la purea ottenuta e rimette il composto sul fuoco;
  • una volta raggiunto il bollore, fate cuocere il composto per altri 15 minuti, mescolando in continuazione fino a ottenere la consistenza tipica della gelatina.

Tempo di preparazione: 1 ora e 45 minuti

Da consumarsi: entro 2 anni

Il segreto
Fate attenzione alla scelta delle bacche di rosa canina: si devono raccogliere frutti freschi, di colore rosso arancio, con la pelle liscia e morbidi al tatto. I frutti duri o raggrinziti non vanno bene per ottenere una gelatina di qualità.

3.  Mucosa genitale/urinaria


Mucosa vaginale


3.1  Infezioni fungine vaginali


Infezione fungina

Sono trattati i seguenti argomenti:
Candida albicans Prevenzione delle infezioni fungine Candidosi vaginali

Candida albicans

agente della candidosi: PATOGENO (all'infuori del tratto gastrointestinale)

Micosi, Infezioni fungine CSA: Candida albicans

È un microorganismo che possiede geneticamente un fattore che, quando espresso, causa malattia.
Quando i patogeni intervengono in quantità elevata o quando intercorrono malattie (diabete, malattie generali debilitanti) o terapie (antibiotici, immunosoppressori) che alterano l'equilibrio dell'ambiente vaginale insorge un'infezione sostenuta da uno o più agenti.


Candida albicans

Infezione dovuta a un fungo microscopico (Candida albicans) che può svilupparsi ovunque a livello della pelle, delle unghie, delle mucose della bocca e dei bronchi, ma soprattutto nella regione vaginale.
La Candida albicans, un organismo simile al lievito, è presente in tutti noi, probabilmente fin dalla nascita. Di solito viene tenuta sotto controllo dai batteri "buoni" presenti nell'intestino e quindi non ci rendiamo conto della sua esistenza. I problemi insorgono solo quando il fungo si produce in quantità eccessiva fino a diffondersi al di fuori dall'intestino e ciò avviene solitamente in seguito a una cura a base di antibiotici che eliminano, oltre ai germi nocivi, parte delle benefica flora intestinale. Le conseguenze più comuni della proliferazione della candida sono il mughetto, che colpisce il cavo orale, e la candidiasi, che può interessare il cavo orale, la vagina e il tratto gastrointestinale.
Nei casi peggiori può provocare nausea, mal ti testa, depressione, affaticamento anomalo e diversi altri disturbi.


Prevenzione delle infezioni fungine

Una flora vaginale sana aiuta a prevenire le infezioni da fungo (tipicamente la candida, causa delle candidosi vaginali) e altre possibili patologie. Squilibri della flora possono essere causati anche da sbilanci o disturbi ormonali, da stress fisici o psicologici ma pure da eccessiva igiene intima con prodotti non idonei o troppo aggressivi. L'abitudine di urinare nei venti minuti dopo un rapporto sessuale permettono di liberare l'uretra da batteri della flora vaginale ed evitare infezioni interne come la cistite.


Candidosi vaginali

La candidosi è un'infezione della membrana mucotica causata da miceti del genere Candida albicans, nome generico che serve a designare le malattie provocate della specie Candida: affezioni locali, quali mughetto o altre manifestazioni mucotiche, cutanee, intestinali o polmonari. L'infezione può colpire il cavo orale (soprattutto nei bambini piccoli e nei pazienti sieropositivi), la vagina e il tratto gastrointestinale, specialmente in seguito a un ciclo di antibiotici, perché i farmaci sopprimono, oltre ai batteri nocivi, anche un gran numer di batteri "buoni" dell'intestino.

Gli organismi del genere candida sono innocui in condizioni normali, perché la flora intestinale fa in modo che non si moltiplichino tanto da divenire infettivi.
Il trattamento con gli oli essenziali consiste in applicazioni locali e bagni a base di melaleuca, lavanda, mirra, benzoae, in combinazione; tutte queste essenze sono dotate di una spiccata azione fungicida. In caso di candidiasi orale, consigliamo di applicare localmente della tintura di mirra e salvia.

Durante il trattamento con gli oli essenziali, è consigliabile assumere fermenti lattici in pastiglia e mangiare yogurt fresco in abbondanza, per aiutare il ripristino della flora intestinale.
Il trattamento con gli oli essenziali e i fermenti lattici deve essere continuato per un certo periodo, anche dopo la scomparsa dei sintomi. Di solito, per stabilizzare la proliferazione dei miceti, occorre proseguire la cura per tre, sei mesi perché se questa viene interrotta troppo presto, i sintomi possono ricomparire facilmente.

Spesso la candidosi e la cistite compaiono a fasi alterne innescando un ciclo doloroso e debilitante, perché gli antibiotici prescritti per la cistite sopprimono gli organismi benefici che aiutano a tenere sotto controllo i miceti della candida. Per risolvere il problema della cistite e per spezzare questo circolo vizioso, consigliamo di utilizzare gli oli essenziali, se necessario insieme agli antibiotici, di assumere fermenti lattici in pastiglie e di mangiare molto yogurt naturale.

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3.2  Cistite

Che cosa è la cistite


La cistite è uno stato infiammatorio acuto o cronico della vescica. E' una malattia infettiva tipicamente femminile, tanto che all'anno ne sono colpite tre donne su dieci. Il motivo di questa maggiore predilezione per la donna sembra essere legato alla particolare conformazione anatomico del suo basso tratto urinario. La brevità dell'uretra femminile (struttura che mette in comunicazione la vescica con l'esterno) e la sua prossimità con la vagina ed il retto sembra infatti che predispongano ad una più facile contaminazione dell'urina da parte il più delle volte di batteri ma talvolta, anche se sporadicamente, da parte di funghi e virus".

Però, nonostante sia un disturbo che preferisce le donne, può capitare, anche se in casi sporadici, che questo malessere colpisca neonati o uomini (generalmente affetti da prostatite).

"Dalle ultime ricerche in materia è emerso che il disturbo dipende anche da una predisposizione genetica", ci spiega il Dr. Fernando Jermini, primario di urologia presso l'Ospedale Civico di Lugano, "colpisce generalmente nell'età fertile (3-4%) o dopo la menopausa (20-30%), mentre le ragazze più giovani sono raramente colpite (1%) da questa patologia.''


Cause


Cistite

La causa delle cistiti ricorrenti va ricercata nel serbatoio batterico costituito dalla flora fecale (microrganismi gram-negativi). Questi batteri, normalmente presenti nelle feci, in particolari circostanze, possono infettare le basse vie urinarie determinando un quadro cistitico. Tra questi, quello più frequentemente responsabile della cistite, è l'Escherichia coli (80% dei casi). Normalmente nel soggetto sano la vescica e tutte le altre vie urinarie sono sterili. Il meccanismo di infezione più frequente nella cistite recidivante della donna è quello "ascendente", rappresentato dal passaggio di batteri patogeni dalla zona peri-uretrale all'uretra e quindi alla vescica. Si tratta di un processo a tappe dove i germi provenienti dall'intestino colonizzano la vagina e la mucosa uretrale per poi dare origine al fenomeno infettivo vescicale. Sembra comunque che la maggiore suscettibilità di alcune donne alle cistiti recidivanti vada ricercata in fattori predisponenti di origine genetica, che aumenterebbero le possibilità di adesione dei batteri alla parete vescicale. Questo spiegherebbe perché solo alcune donne sviluppano tale malattia, mentre quasi tutte sono esposte ad una o più possibili cause scatenanti.


Fattori di rischio

  • l'età (la menopausa);
  • un prolasso uterino o vescicale;
  • il trauma meccanico rappresentato dai rapporti sessuali favorisce la risalita della flora patogena nell'uretra;
  • l'uso del diaframma e delle creme spermicide può provocare alterazioni del pH vaginale e quindi della normale flora batterica della vagina;
  • rare malformazioni dell'uretra;
  • sclerosi multipla, diabete, para-tetraplegia, ecc.
  • terapia cortisonica prolungata, chemioterapia


Come si riconoscono i sintomi?

Riconoscere i sintomi è facile:

  • stimolo improvviso e frequente di urinare (talvolta imperioso);
  • percezione di incompleto svuotamento della vescica;
  • intenso bruciore e difficoltà nella minzione;
  • senso di pesantezza al basso ventre;
  • sensazione dolorosa nella regione sovrapubica;
  • urine torbide e maleodoranti;
  • ematuria; urine più o meno rosse per la presenza di sangue (circa un caso su tre).

Nota: La presenza di febbre e brividi indica invece uno stato più avanzato che interessa anche il rene. In presenza di questi sintomi è necessario recarsi dal medico curante che eseguirà un semplice esame delle urine per escludere altre patologie.
E' importante inoltre valutare se si tratta di episodi sporadici o frequenti, ossia se la cistite si presenta una volta l'anno o se è recidivante.


Prevenzioni fondamentali

  • pulirsi sempre in direzione vaginale => anale;
  • urinare sempre prima e dopo un rapporto sessuale perché dopo il rapporto c'è una momentanea distorsione delle pareti dell'uretra che può trascinare con sè batteri;
  • non trattenere l'urina per troppo tempo, svuotare regolarmente e completamente la vescica;
  • non indossare jeans o pantaloni tropo stretti: facilitano l'annidamento dei batteri;
  • non abusare di detergenti intimi: possono alterare il pH e abbassare le difese dell'organismo;

Esami urinari

MedPop Malattie renali e urinarie: Test dell'urina Combur 10 Cistiti e uretriti


COMBUR-Test 10

Gli esami urinari basilari sono facilmente eseguibili anche da un terapeuta, un esperto o una persona semplicemente interessata ad apprendere questa materia. Basta avere a disposizione le "strisce urinarie" p.es. il COMBUR-Test 10.

Dopo aver brevemente inserito nell'urina fresca la striscia, si leggono i valori secondo le variazione di colori e si fanno le crocette nella tabella come da link: MedPop Malattie renali e urinarie: Cistiti e uretriti

Cure per la cistite

Cistite (non complicata)


Mirtillo rosso

Nel caso di una cistite è sicuramente importante:

  • una buona idratazione (più di due litri di acqua in 24 ore) che diluisca la carica batterica presente nella vescica;
  • svuotare in maniera completa la vescica ogni tre ore circa;
  • assumere il mirtillo rosso fresco, secco, sotto forma di compresse o di sciroppo (contrasta l'effetto dei batteri)

Cistite

In caso di cistite è indicata l'assunzione dell'essenza di sandalo. Il sandalo viene utilizzato in India da secoli, sia come profumo e incenso sia nella medicina tradizionale ayurvedica, soprattutto per il suo potente effetto antisettico sulle vie urinarie: infatti è stato impiegato per almeno 2500 anni nella cura di varie infezioni dell'apparato urinario. Se non avete una minima esperienza in medicina, non utilizzate questo rimedio senza le dovute conocescenze e istruzioni. Per esempio, l'essenza di sandalo non è mai da ingerire in caso in cui la persona soffre, ad esempio, di disturbi ai reni o in caso di altri controindicazioni.


Sandalo
Rp.: Cistite
Aeth. Sandalo 10 antisettico, antispasmodico, rigenerante delle mucose, risaldante
D.D. Ingerire con una zolletta di zucchero o con un po' di iogurt prima o dopo i pasti:

Durante la prima settimana: 3 volte al giorno 5 gocce;
durante la seconda settimana: 3 volte al giorno 3 gocce;
durante le due ultime settimane: 3 volte al giorno 1 goccia.
Abbreviazioni


Prevenzione in caso di cistiti recidive: ingerire una goccia di olio eterico di sandalo per 3 settimane.


Sandalo

Santalum album L. Santalaceae


Legno di sandalo

L'albero del sandalo, originario delle Indie orientali, fornisce un legno particolarmente ricco di resine e olio essenziale ricco in sesquiterpenici, ritenuto un potente disinfettante urinario.

Cistite recidiva, prevenzione: Ingerire giornalmente una goccia di olio eterico di sandalo su uno zuccherino o nello yogurt.

Controindicazioni
  • Gastriti
  • ulcera peptica
  • glomurelonefriti
  • insufficienza renale
  • ipersensibilità accertata verso uno o più componenti,
Interazioni: non note


Germicida urogenitale topico

in caso di cistite recidiva e come preventivo
Per evitare il più possibile la contaminazione di batteri, dovuti al passaggio di materiale fecale dall'intestino alle vie urinarie, alle volte proponiamo un antimicotico. Quest'ultimo è un olio da spalmare giornalmente sulla regione della vagina fino all'ano e da metterne anche un paio di gocce sul salva-slip.


Oenotherae b.
Rp.: Germicida urogenitale
Aeth. Melaleucae 1.0
Aeth. Lavandulae 1.0
Aeth. Myrrhae 0.5
Aeth. Benzoae 0.5
Aeth. Chamomillae 0.1
Ol. Nigelae sat. 10
Ol. Oenotherae b. ad 30
D.S. Applicare poche gocce da 1... 3 volte al giorno sulle zone infettate in direzione vaginale => anale.

Tutto ciò serve a disinfettare e combattere i microorganismi che non sono desiderati in quella regione del corpo (nell'intestino invece potrebbero essere utili).
Abbreviazioni



Terapia farmacologica

Per quanto riguarda la terapia farmacologica va valutato innanzitutto lo stato di gravità dell'infezione. In caso di cistite non complicata è sufficiente una cura antibiotica di tre giorni, mentre se la cistite è recidivante si consiglia una profilassi con una compressa di antibiotico a basso dosaggio tutte le sere e per alcuni mesi. Se a causa dei rapporti sessuali è recidivante, assumere una compressa dopo ogni rapporto.

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3.3  Vescica iperattiva


Si tratta di un'iperattività del muscolo vescicale con conseguenze più o meno marcate sulla minzione (svuotamente della vescica) e sulla qualità della vita. Ogni tanto è difficile distinguere iperattività e incontinenza vescicale: serve la scheda a fianco. Spesso c'è anche confusione con la → Cistite: infezione urinaria che va curata diversamente.

L'iperreattività vescicale induce sintomi quali minzioni frequenti durante la giornata o anche la notte, bisogno urgente e irrefrenabile di urinare e talvolta fuoriuscita incontrollata di urina.

In Europa la vescica iperattiva ha una prevalenza del 16,6% tra gli ultraquarantenni. Per venire in aiuto a queste persone la cui qualità della vita talvolta risulta fortemente compromessa, medici e fisioterapisti propongono diverse misure, a carattere farmacologico e non:

  • Visto che non si tratta di una malattia ma di un banale fastidio, la prevenzione consiste nel munirsi di un proteggi slip.
  • Nei "pazienti" motivati la rieducazione del pavimento pelvico può dare risultati soddisfacenti.
  • I farmaci più utilizzati (per ovvi motivi c'è un farmaco per tutte le banalità) sono i cosiddetti anticolinergici (p.es. Buscopan®, Belladonna, ...), di solito somministrati quotidianamente per via orale. Da qualche tempo questi farmaci sono disponibili anche sotto forma di cerotti cutanei (sono sufficienti due applicazioni la settimana).
  • nella medicina popolare fitoterapica si usano sostanze più mirate e con trascurabili effetti collaterali come contenuti in Humulus lupulus, Rhois aromat. e Sabal serrul.

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3.4  Fitofarmaci per l'apparato genitale

MedPopWiki: Fitoterapia genitale MedPopWiki Fitofarmaci per l'apparato genitale: Tabella riassuntiva

Sono trattati i seguenti argomenti:
Candidosi vaginali Candidosi pene Flora vaginale Mughetto Utili sintomi e segni

Candidosi vaginali


Melaleuca
Rp.: Candidosi vaginale
Aeth. Melaleucae alt. 2 fungicida
Aeth. Lavandulae 1 germicida, disinfettante
Aeth. Myrrhae 0.5 fungicida, fissatore
Aeth. Benzoae 0.2 fissatore
Ol. sem Oenotherae ad 30 olio vettore
m.f Oleum D.S.Mettere da 3-5 gocce su un *mini-tampax alla mattina e alla sera per la durata di 3 settimane; oppure 20 gocce su una benda igienica.

Il maschio si cura contemporaneamente, spalmando sul glande, mattina e sera, 1 goccia di olio essenziale di lavanda.'''
Abbreviazioni



Triticum aestivum
Rp.: Ovuli fungicidi
Aeth. Melaleuca alt. ml 2 antibiotico
Aeth. Lavanduale ml 1 antibiotico
Aeth. Myrrhae gtte VIII fungicida
Oleum Tritici ad ml 30 fungostatico (vit. E)
Mass. supp. q..s. ad 100 costituente
m.f.supp. XX.D.S.1 supposta vaginale ogni sera per la durata di 3 settimane.

Abbreviazioni



Mirra
Rp.: Antimicotico vaginale
Aeth. Melaleucae ml 2 antibiotico
Aeth. Lavandulae ml 1 antibiotico
Aeth. Myrrhae gtte VIII fungicida
Oleum Tritici ad ml 30 fungostatico (vit. E)
m.f.gtt. II ... V D.S.mettere da 2 ... 5 gocce su un tampax 2 volte al giorno (mattina e sera) per la durata di tre settimane

Abbreviazioni


Trattare per 3 settimane anche il partner, altrimenti subentra una nuova infezione! Ricordarsi che i miceti non si propagano su un substrato oleoso e acidulato, mentre crescono bene su un substrato alcalinico (sapone). Le spore impiegano ca. 2 settimane per germogliare e si conservano bene fino a 70°C di temperatura anche nella biancheria intima. Una flora vaginale naturale li tiene sotto controllo (specialmente batt. Doederlein e Lactobacilli).

Candidosi pene


Candida
Rp.: Candidosi pene
Aeth. Melaleuca 10 antibiotico
D.S. mattina e sera 1 gtt. sul glande, spalmare. Per almeno 3 settimane.

Abbreviazioni



Trattare per 3 settimane anche la partner, altrimenti subentra una nuova infezione!

Flora vaginale

Wikipedia: Flora vaginale MedPopWiki Fitoterapia Vaginale: Gardnerella MedPopWiki Fitoterapia genitale: Lactocacillus Döderlein


Gardnerella

La flora vaginale è principalmente composto di:

  • Gardnerella vaginalis
  • Lactobacillus species
  • Lactobacillus acidophilus (Döderlein)

The normal flora of humans: University of Wisconsin


La Gardnerella è un battere ordinario della flora vaginale. Dopo interventi antibiotici e / o in un ambiente basico (sapone) può procrearsi smisuratamente e sopprimere altri germi della flora, provocando un odore di "pesce".

Ricostruzione flora vaginale


Kefir

Il rimedio è quello di ripristinare la naturale flora vaginale:

  • igiene intima con aggiunta di (pochissimo) acido lattico (p.es. Molkosan®)
  • applicare Lactobacillus (contenuto in iogurt o kefir) oppure
  • ev. ovuli vaginali con Lactobacillus acidophilus Döderlein (farmacia).


Mughetto


Mughetto

Patina biancastra che compare sulla lingua e sulle mucose della bocca, più frequentemente nei neonati ma talvolta anche negli adulti sottoposti a prolungate cure a base di antibiotici.


Utili sintomi e segni

MedPopWikiInfezioni genitali: Candidosi MedPopWiki Malattie e terapie genitali: Infezioni

Che potrebbero servivi come traccia per un primo orientamento verso i propri disturbi, contribuendo a un miglior dialogo con il medico di Medicina Generale e/o con lo specialista, dialogo e diagnostica che ha valore insostituibile.

Infezione da fungo ''tipo lievito" (candida albicans) del cavo orale, lingua, vulva, vagina e glande: si manifesta specialmente se lo stato del sistema immunitario è debole.

Sintomi: strato biancastro, perdite biancastre femminili (leucorrea), prurito, caduta epidermide/mucosa, emorragie.
Infezione: anche tramite contatto sessuale.

Suggerimento: si può curare facendo sciacqui di acqua e bicarbonato (un cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio in 1 litro d'acqua). Notevoli benefici si ottengono anche grazie a un decotto di foglie di salvia: far bollire per 10 minuti 100 g di foglie secche in 1 litro d'acqua; filtrare, utilizzare per sciacqui tre volte al giorno.

4.  Preparazioni galeniche

4.1  Curarsi con le compresse di rafano


L'esperta MAYA THUELER, nel suo libro: Curarsi con gli impacchi; red edizioni, ISBN 88-7031-670-X, spiega con grande competenza e chiarezza come far uso di questa terapia naturale.


Sono trattati i seguenti argomenti:
Il rafano La compressa sul collo Altre possibilità di applicazione


Il rafano

Per via della sua radice carnosa commestibile, il rafano (Raphanus sativus) viene facilmente coltivato anche negli orti domestici. In cucina viene utilizzato come contorno o come aroma nelle salse; possiede però anche proprietà terapeutiche. Come i semi di senape, anche la radice del rafano contiene ''olio allilico'; esso gli conferisce il caratteristico sapore piccante, quello che ci fa venire "le lacrime agli occhi". A primavera o in autunno la radice del rafano viene estratta dalla terra e conservata nella sabbia.

Effetti: L'olio allilico contenuto nel rafano, rubefacente, produce un forte aumento della circolazione superficiale. Perciò, quando il rafano entra in contatto con la pelle in un tempo che varia da pochi secondi a qualche minuto, provoca un pizzicore caldo e bruciante, accompagnato dall'arrossamento della pelle e da un aumento della temperatura superficiale.

Indicazioni:


Sinusite mascellare

Il rafano è particolarmente indicato, per esempio, per i seguenti disturbi:

  • Sinusite frontale.
  • Sinusite mascellare.
  • Cistite.

Per curare i disturbi della testa, le compresse di rafano vanno applicate sul collo; in caso di cistite, invece, direttamente sulla vescica.

Precauzioni:

  • Rispettate con precisione il tempo di applicazione indicato in seguito e, se necessario, controllare la reazione cutanea; infatti, se il rafano viene lasciato sulla pelle troppo a lungo può provocare ustioni.
  • Non utilizzare il rafano come compressa sul naso e sulla fronte. Non è affatto necessario, e se per caso parte di questa sostanza dovesse entrare nell'occhio, le conseguenze potrebbero essere serie. Se preferite applicare le compresse sul naso o sulla fronte, sceglietele a base di altri ingredienti (per esempio, semi di lino).


La compressa sul collo

L'applicazione del rafano in forma di compressa sul collo si è dimostrata molto efficace in caso di sinusite: ha una rapida azione mucolitica (che si esplica generalmente nell'arco di poche ore). E' utile anche in caso di mal di testa, che così trattato tende a diminuire o a scomparire del tutto. Una compressa sul collo è efficace in caso di disturbi che interessano la regione del capo per via del riflesso vasomotorio degli organi interni.

Occorrente

  • Una garza o un fazzoletto sottile.
  • Un pezzo di radice di rafano fresca, con la buccia.
  • Una grattugia.
  • Un piatto.
  • Eventuale cerotto a nastro.
  • Olio di calendula o cosmetico.
  • Eventuale asciugamano di spugna.

In genere, nei supermercati, il rafano si trova quasi tutto l'anno. Se conservato in frigorifero, avvolto in un panno umido e chiuso in un sacchetto di plastica, si mantiene almeno per una settimana
E' anche possibile surgelarlo (mettete la radice intera in un sacchetto per congelatore).
In questo caso lo si può grattugiare ancora congelato.

Preparazione


Grattugiate la radice piccante e distribuitela sulla garza formando uno strato dello spessore di un dito per una superficie di circa 8x12 cm. Chiudete il pacchetto sovrapponendo i lembi della garza e sigillandoli eventualmente con il cerotto a nastro. Ora chiedete alla persona di rilassarsi e appoggiatele il cuscinetto sul collo; eventualmente copritelo con un asciugamano di spugna, in modo che il vapore esalato non entri negli occhi.

Tempo di applicazione: La prima volta lascerete in posizione la compressa al massimo 4 minuti. Se viene ben tollerata, potete in seguito aumentare la durata dell'applicazione fino a raggiungere i 10 minuti.
Dopo aver rimosso la compressa, distribuite un po' d'olio per il corpo (olio di calendula o altro) sulla parte arrossata, e fate rimanere il paziente in ambiente chiuso almeno un quarto d'ora. Se necessario potete ripetere l'applicazione, ma solo quando l'arrossamento sarà passato del tutto. Diversamente, potete applicare una compressa di semi di lino.

Mal di testa: Il bruciante pizzicore che si avverte sulla pelle del collo non dovrebbe essere spiacevole, ma andrebbe già percepito come un sollievo, e dovrebbe soppiantare a poco a poco il mal di testa. Dopo l'applicazione è particolarmente importante riposare (senza ''lavorare di cervello"), altrimenti si corre il rischio che il mal di testa ritorni subito.

Altre possibilità di applicazione

Con cautela, potete anche inalare il rafano, o assumerlo come alimento; per esempio, accompagnandolo con formaggio fresco o mela (ma attenzione consumatene pochissimo, perché é molto piccante!).

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4.2  Altri metodi per l'uso degli oli essenziali

MedPopWiki: Sinusite/Inalazione

Troverete sicuramente il vostro metodo preferito per curarvi le patologie influenzali. Nel caso delle malattie di raffreddamento potete usare la miscela di essenze: MedPopWiki: Sinusite/Inalazione

Essenze usate per evaporazione e nebulizzazione

  • Essenze per le vie respiratorie: Cedro, Eucalipto, Ginepro, Incenso, Lavanda, Limone, Melaleuca, Mirto, Pino marittimo, Rosmarino, Salvia.
  • Essenze per disinfettare l'aria: Cannella, Chiodo di Garofano, Eucalipto, Incenso, Lavanda, Limone, Rosmarino.


Suffumigi


I suffumigi sono un metodo antichissimo, adottato da secoli come disinfettanti di locali. Di solito si usano:

  • delle resine come incenso, mirra, ... o
  • legni oleosi como sandalo, paciuli, ...
  • foglie fresche di rosmarino, alloro, abete, pino, ...

Metterli in un colino o in una bacinella sopra una fiamma in modo che sprigionino fumo, oppure metterli direttamente su un pezzetto di carbone.


Al giorno d'oggi si chiamano "suffumigi" anche delle inalazioni vaporose o aerosoliche.


Inalazione umida


Le inalazioni sono utili per curare le malattie da raffreddamento, la sinusite, la tosse. Versate dell'acqua bollente in un recipiente piuttosto capiente e un numero di gocce di olio essenziale variabile tra le 3 e le 7 gocce. Con un ampio asciugamano sulla testa, respirate profondamente il vapore che sale dal recipiente almeno per 5 minuti consecutivi, tenendo gli occhi chiusi. In fase acuta si possono ripetere le inalazioni due-tre volte al giorno. Si può anche usare un apparecchio per le inalazioni vero e proprio. Le essenze indicate sono: melaleuca, rosmarino, eucalipto, incenso, camomilla romana, cedro, ginepro, issopo, limone, mirto, niaouli, pino marittimo, salvia, timo (per l'olio essenziale di timo non più di 2 gocce).

Attenzione però: non sempre gli oli essenziali sono adatti a chi soffre d'asma.
Se la persona soffre di asma, raffreddore da fieno o di altre forme allergiche, è necessarie sorvegliarla attentamente durante il trattamento, e in questo caso l'inalazione non dovrebbe durare più di 30 secondi, soprattutto le prime volte. Se non si verificano reazioni indesiderate, sarà possibile prolungare la seconda inalazione, qualche ora dopo, a un minuto, e gradualmente aumentare fino a 3 o 5 minuti.


Inalazione secca

Mettete da 6 a 10 gocce di olio essenziale su un fazzoletto e inspirate profondamente. Gli oli consigliati sono gli stessi elencati per le inalazioni a vapore. Questo secondo metodo è più indicato per gli asmatici, perché il vapore caldo potrebbe provocare loro attacchi d'asma. In automobile questo sistema così semplice può essere utile, oltre che per liberare il naso, anche per riprendersi (a dipendenza delle essenze utilizzate) dalla stanchezza.


Apparecchio aerosol


Aerosol

E' appositamente studiato per l'uso terapeutico. Per nebulizzare finemente gli oli essenziali nell'aria si avvale dell'elettricità. E' particolarmente indicato per la cura delle malattie da raffreddamento, la bronchite e l'asma, ma anche per la disinfezione dei locali. Si usano da 2 a 6 gocce di oli essenziali per ogni seduta. In fase di malattia acuta l'apparecchio dovrà essere acceso più volte al giorno, per otto-dieci minuti. Alcuni modelli possono essere programmati automaticamente a intervalli regolabili.


Lampada per aromi


Una lampada per aromi è un recipiente in ceramica, vetro, porcellana o metallo che viene riscaldato con una candela. Il vapore che ne sale trasporta le molecole di profumo in tutto il locale. Il numero di gocce di essenza da mettere nella lampada dipende dalla grandezza dell'ambiente e dall'intensità dell'essenza stessa e varia in genere da 5 a 10 gocce.
Cominciate con profumazioni singole o miscele già pronte e osservatene gli effetti.


Conca profumata

Mettere in un recipiente un po' di acqua e alcune gocce di olio essenziale, quindi ponetelo su una fonte di calore, ad esempio sul calorifero. L'acqua non deve diventare troppo calda, altrimenti gli oli essenziali si alterano e perdono le loro proprietà.


Sauna

Con gli oli essenziali puri si possono preparare prodotti che favoriscono l'effetto disintossicante tipico della sauna. Mettete circa 5 gocce di un solo olio essenziale (rosmarino o eucalipto) o di una miscela di oli in una vaschetta d'acqua, che verserete sulle pietre roventi della sauna.
Si raccomanda di non versare mai gli oli essenziali puri direttamente sulla fonte di calore, perché sono infiammabili.


Issopo
Rp.: Preparato per sauna finlandese
Aeth. Eucalipto gtte IV raffreddore, sinusite
Aeth. Limone gtte VI malattie infettive, raffreddore, mal di gola
Aeth. Cedro gtte VIII antisettico, indicato per le malattie respiratorie
Aeth. Lavanda gtte II disinfezione dell'aria
Aeth. Issopo gtte II asma, tosse, bronchite,
Aeth. Rosmarino gtte II raffreddore, sinusite

Abbreviazioni


Nota: ovviamente i bambini devono essere sorvegliati attentamente per tutta la durata di qualsiasi trattamento.

5.  Vari

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5.1  Trattato sulla vitamina C


vitamina C

La vitamina C (acido ascorbico) è una sostanza indispensabile nel metabolismo di piante e mammiferi e salvo l'uomo, le scimmie e i criceti (persero i relativi geni nell'arco dell'evoluzione) che devono assumerlo tramite il cibo, tutti gli altri sono in grado di sintetizzarla a partire dall' idrogeno e dall'ossigeno. Il fabbisogno giornaliero per l'uomo è di almeno 60 mg.

Troviamo il maggior contenuto di vitamina C :

  • nei cibi pre-fabbricati (industrializzati) come componente dei conservanti;
  • in tutti i tessuti dei mammiferi, il cui corpo la produce naturalmente
    per essere poi metabolizzata (contrariamente a noi che dobbiamo avere un apporto esterno)
    • nel prosciutto cotto (che ne ha il contenuto maggiore)
    • in tutte le altre carni
  • in tutta la frutta e verdura in varie dosi

Stranamente nelle tabelle alimentari non figura la vitamina C nelle carni o peggio ancora, è dichiarato con "0" che è un netto falsificato.

Vitamina C nel trattamento del raffreddore

Wikipedia: Acido ascorbico

La vitamina C ha una grande fama come prevenzione delle malattie infettive anche se dagli studi scientifici non risulta avere una tale proprietà ( in dosi massicce che superano i 1'000 mg è solo un mite lassativo)


Acido ascorbico

La vitamina C è sicuramente la più famosa delle vitamine e l'acido ascorbico è stato proclamato per il suo effetto protettivo nonché per la cura del raffreddore comune. L'azione preventiva con la vitamina C (acido ascorbico) nel trattamento delle malattie infettive, sembrava diminuire l'intensità nonché la durata del raffreddore o dell'influenza.

Le prove derivate dagli studi sulla somministrazione di vitamina C nella prevenzione e nel trattamento del raffreddore evidenziano che la sua regolare assunzione non riduce la probabilità di contrarre il disturbo, fatta eccezione per dei soggetti debilitati o esposti a brevi periodi di esercizio fisico intenso e a temperature molto basse (maratoneti e sciatori).

E'praticamente assodato che negli individui con un basso approvvigionamento di vitamina C (alimentazione povera di questa sostanza o cattiva assimilazione), si riscontra una carenza nel giro di poche settimane; il che comporta una maggior predisposizione alle infezioni, sintomo che si riscontrava un tempo nei malati di scorbuto. I fattori che aumentano il fabbisogno di acido ascorbico sono lo stress, condizioni climatiche estreme, assunzioni di vari farmaci e contraccettivi orali.

Alte dosi di vitamina C, assunte dopo l'esordio dei sintomi, non riducono nè la durata nè la gravità della sintomatologia da raffreddamento o influenza.

Carenza di vitamina C

Nelle nostre regioni una carenza di vitamina C (acido ascorbico) è rarissima. Si riscontra ogni tanto in persone tossicodipendenti, alcoliste, anoressiche e persone con malattie di malassorbimento intestinale.
Il fabbisogno giornaliero è di ca. 60 mg: contenuto in una mela, un'arancia o in altra frutta leggermente acida.
Per scopi terapeutici (mite lassativo o prevenzione di infezioni banali) si usano dosi ca. venti volte più alte (intorno a 1'000mg).

Se la vostra è un'alimentazione povera in vitamina C, potete acquistare in farmacia una confezione di acido ascorbico, in polvere sfusa, notevolmente più economica.
L'acido ascorbico, che si scioglie in acqua, lo si può aggiungere anche a una bevanda calda.

Bella questa, l' ho trovata sul sito:


"Vitamina C ? o Bot..."
Mettiamo di avere qualche decina di migliaia di euro da investire in due-tre anni.
Banca Intesa ha in questi giorni rilanciato una sua obbligazione dal nome: Vitamina C.
Bisogna tenere il titolo per due anni, ed è difficile sbarazzarsene prima; gira solo nel circuito Banca Intesa San Paolo.
Offre un rendimento lordo medio annuo del 3,9% circa, tassazione al 12%... per ora.

La proposta dell'impiegato della banca non mi convince; forse in una fase di tassi crescenti ci farei un pensierino ma è meglio prendere titoli di stato; sono indecisa anche perché se prendo titoli di stato devo aprire un conto titoli con relative spese. Che ne pensate?
Conto arancio è immobile."

Arancia

Wikipedia: arancio (Citrus × sinensis)
Il fabbisogno giornaliero in acido ascorbico è piuttosto basso: 60mg al giorno.
Assumere quantità maggiori non serve a nulla, il corpo non trattiene la vitamina C in eccesso. Quindi, assumendo le compresse di vitamina C si "butta nel cesso" (letteralmente) un bel po' di vit. C, della quale il nostro organismo si disfa per via renale. Una bella arancia matura al giorno è sufficiente a coprire il fabbisogno individuale di vitamina C. Non vediamo nessun altro motivo per acquistare e assumere vitamina C.
Una spremuta (non filtrata) di due arance fa lo stesso.

Fonti alimentari di vitamina C

Alcuni alimenti comuni offrono un certo grado di protezione dall'assalto dei virus influenzali. Solitamente non è necessario alcun apporto di vitamina C, in quanto è presente in molti alimenti freschi.


Fave

Alimento Vit. C (mg/100g)
Acerola 1300-1700
Ananas 17
Broccoli 110
Cavoletti di Bruxelles 81
Cocomero 8
Fave fresche crude 33
Fegato/Rene 10-40
Finocchi crudi 12
Fragole/Clementine 54
Kiwi 85
Lattuga 59
Limoni/Arance 50
Mandarini 42


Rucola

Peperoncini piccanti 229
Peperoncini rossi e gialli 166
Peperoni crudi 151
Peperoni verdi 127
Piselli freschi crudi 32
Piselli surgelati 30
Pomodori da insalata 21
Pomodori maturi 25
Pomodori San Marzano 24
Pompelmo 40
Rosa Canina 1250
Rughetta o rucola 110
Succo di arance 44
Succo di limoni 43

Attenzione: se comperate frutta della grande distribuzione, per lo più raccolta molto acerba e "maturata" in cella, le probabilita' di trovare quantità decenti di vitamina C sono irrisorie. Se comperate frutta e verdura giunte a maturazione direttamente sul posto e le mangiate fresche contengono più vitamine di quelle proposte dalla grande distribuzione.
La vitamina C è presente in alcuni alimenti, insieme a bioflavonoidi, soprattutto nei vegetali a foglia verde, peperoni, pomodori, kiwi e negli agrumi, particolarmente concentrata nel frutto di ciliegia amazzonica, nell'acerola, e nella rosa canina. La vitamina può perdersi nel caso in cui questi alimenti vengano tenuti all'aria per molto tempo o dentro contenitori di metallo (es: rame). La cottura può comportare perdita di vitamina (in taluni casi fino al 75%); tale fenomeno può essere ridotto adottando una cottura che sia il più possibile rapida ed in poca acqua.

Va da sè che quando si parla di profilassi o di terapia con un nutriente, bisogna ricorrere a dosi nettamente superiori a quelle sufficienti a soddisfare il fabbisogno medio.

Verdura

La verdura contiene soprattutto acqua, carboidrati e un po' di proteine. Molte verdure contengono rilevanti dosi di vitamina C e/o A, certe anche Fe o Ca finché non sono stracotte e finché si consuma anche l'acqua di cottura.

Le patate contengono soprattutto carboidrati, un po' di proteine e fibre e dosi rilevanti di vitamina C; sempre finché non sono stracotte.

Il cavolo in tutte le sue varianti appartenenti alla famiglia delle crucifere - verza, cavolo bianco, rosso e cappuccio - contiene minerali come il ferro, sali minerali e vitamine (in particolare C) che agiscono potenziando gli enzimi protettivi e i processi di difesa anti-virus dell'organismo. Le virtù benefiche del cavolo possono essere sfruttate anche grazie al suo succo o utilizzandone le foglie. Un'attenzione particolare va posta alle modalità di cottura delle crucifere che non devono essere scaldate troppo a lungo e a temperature elevate per non danneggiare i nutrienti protettivi.


Rafano

Il rafano in cucina viene utilizzato come contorno o come aroma nelle salse. Le radici gialle esternamente e bianche all'interno, sono molto apprezzate dai buongustai per il sapore piccante, quasi acre, che ricorda quello della senape.
La medicina lo utilizza per trattare le infezioni delle vie urinarie, le affezioni dell'apparato respiratorio e come stimolante per i processi digestivi e diuretici. Noi il rafano lo consigliamo per le sue proprietà antisettiche ed espettoranti e quindi indicato per fluidificare ed eliminare il catarro.
Preparazione: grattugiate un rafano e lasciate riposare per alcune ore con tanto zucchero candito oppure miele. Il succo che ne deriva viene poi ingerito a cucchiai".
Da assumersi generalmente prima dei pasti in dosi giornaliere di solito non superiori ai 2-4 grammi di rafano puro (abbiamo fatto una prova raddoppiando le dosi giornaliere ed è sopportabilissimo. Quindi ognuno dovrà provare per trovare il dosaggio personale). Comunque, un abuso di rafano puro può provocare fenomeni irritativi e vesciche.

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5.2  Raccolta di erbe medicinali in ottobre

Calendario completo: .html .pdf .php             Ottobre: .html .pdf

6.  Allegati e annessi

6.1  Impressum

Autrice: Bianca Buser ✝ a cura di D. Rüegg & P. Forster

6.2  Commenti

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