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Dente, Gengiva, Saliva, Flora


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Dente e Dentifrici

1.  Il dente


Il dente consiste in una corona di smalto e una radice di dentina. La radice è cava (polpa) e contiene le strutture per l'approvvigionamento (arterie) e lo smaltimento (vene) delle sostanze necessarie alla sua crescita e soppravvivenza, nonché i nervi per l'informazione e un epitelio che produce la dentina.

Lo smalto è molto duro (ca. 5 Mohs) in quanto formato per il 96% da composti di calcio (essenzialmente idrossiapatite) e solo per il restante 4% da fibre organiche, non contiene cellule e vi sono presenti solo minime tracce di acqua. Può così resistere al carico masticatorio e grazie all'elasticità della dentina sottostante non si frattura facilmente. È solubile negli acidi.

 


Le radici dei denti sono ancorate nelle ossa della mandibola e della mascella tramite una lamella sincondrotica (cemento) e sono coperte dal tessuto gengivale mucotico, mentre le corone sono libere per permettere la masticazione.

La dentina (o avorio) è prodotta dagli odontoblasti della polpa. Si tratta di un materiale poroso di colore giallognolo composto per il 65% di materiale inorganico, per il 22% di materiale organico e per il 13% di acqua. È molto più tenera dello smalto (ca. 3 Mohs). Lo strato di dentina funge da ammortizzatore e da sostegno alla corona del dente.

Lo smalto, ma specialmente la dentina (come tutti i minerali calcari) sono solubili in acidi di ogni tipo. Il nemico naturale del dente è quindi un ambiente acidulato o acido.

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2.  Tessuti di sostegno

I tessuti di sostegno del dente sono le gonfosi (cemento) situate tra dentina e osso e le gengive tra smalto e osso. La gengiva è un tessuto molle che circonda i denti e ricopre il processo alveolare.

È di colore rosa corallo, opaca e compatta. Si estende dal margine gengivale libero, connesso alla corona dentale, fino alla giunzione mucogengivale, dove continua con la mucosa alveolare, che appare lassa e scura e ricopre il pavimento orale. Si divide in:

  • gengiva libera: è la parte di tessuto che circonda il dente, anche detta gengiva marginale, mentre prende il nome di gengiva interdentale negli spazi tra due denti adiacenti, dove forma la papilla interdentale. Il margine gengivale è spesso arrotondato, così da formare un piccolo solco (fisiologicamente profondo al massimo 2mm) chiamato solco gengivale.

 

  • gengiva aderente: si estende a corona dal solco gengivale che delimita la gengiva libera ed è situata all'altezza della giunzione amelo-cementizia del dente (ovvero la zona del dente dove finisce la corona dentale superficialmente ricoperta di smalto ed inizia la radice dentale ricoperta di cemento); apicalmente la gengiva aderente termina a livello della linea mucogengivale, continuando poi con la mucosa alveolare.

La sua superficie presenta generalmente piccole depressioni superficiali che le conferiscono un aspetto caratteristico, a buccia d'arancia. È ancorata al cemento e all'osso alveolare con fasci fibrosi, così da risultare immobile rispetto al tessuto sottostante.

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3.  Saliva


L'ambiente di smalto, gengiva e mucosa alveolare è costituito dalla saliva, biotopo di una ricca flora boccale.

La saliva è un liquido secreto dalle ghiandole salivari situate nella cavità orale. Le tre coppie di ghiandole salivari sono le parotidi a secrezione sierosa pura, le sottomandibolari e le sottolinguali a secrezione mista, prevalentemente sierosa per le prime e mucosa per le seconde.

Giornalmente vengono secreti approssimativamente 1'500 ml (1.5 litri) di saliva non in modo omogeneo: in condizioni normali la produzione è di circa 20ml/h, sotto stimolazione può arrivare a 250 ml/h, durante il sonno invece diventa quasi nulla.
Sia la secrezione totale che la composizione di secrezione mucosa e serosa sono notevolmente individuali e geneticamente determinate.

La saliva è composta da:

  • acqua 98%
  • elettroliti come bicarbonato, potassio, cloruro, sodio, fosfato, calcio, magnesio
  • muco composto da glicosaminoglicani e glicoproteine
  • composti antibatterici come perossidasi e immunoglobuline A
  • enzimi come a-amilasi, lisozima (antibatterico), lipasi, fosfatasi acida, lattoperossidasi, superossido dismutasi, aldeide deidrogenasi
  • cellule umane e batteriche
  • altre sostanze come pepsina

Essa svolge le funzioni di:

  • Solvente: dovuta alla componente sierosa ricca di acqua.
  • Umettante: esercitata dalla componente mucosa che umette il bolo alimentare al fine di evitare, al suo passaggio,lacerazioni all'epitelio boccale ed esofageo.
  • Antibatterica: la presenza di lisozima, ione tiocianato e anticorpi permettono di opporsi alla vita e alla crescita di batteri che vengono introdotti all'interno della cavità orale. Proteggono inoltre dai batteri infettivi mantenendo l'omeostasi della flora boccale.
  • Digestiva: la presenza di ptialina (un α-amilasi capace di scindere i legami ammidi).

L'acidità della saliva durante la secrezione a riposo si trova tra pH 6,5 und 6,9, dopo una stimolazione aumenta a ca. 7,0 fino 7,2. In media è quasi neutrale (pH 7) per evitare la demineralizzazione del dente. In più il notevole contenuto della saliva in Ca2+ promuove una leggera e continua remineralizzazione del dente, finché l'ambiente non diventa acido.

3.1  Re- e demineralizzazione del dente

La de- e remineralizzazione del dente,in condizioni regolari, si trova in un sottile equilibrio e dipende delle variazioni e del valore medio dell'acidità della saliva.


Remineralizzazione

Acidità

Demineralizzazione

L'acidità della saliva viene alterata dai cibi e dalle bibite che consumiamo e per esattezza per la de- e remineralizzazione dei denti gioca un ruolo molto importante l'acidità del sottile e viscoso "biofilm" di → flora che copre i denti e la mucosa boccale.

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4.  Flora boccale

La flora boccale o meglio le società di microorganismi che popolano il cavo boccale è composta da centinaia di tipi batterici e di lieviti, ma anche di miceti e virus.

Flora boccale
In condizioni "normali" sono commensali e vivono tra di loro in sottile equilibrio. Formano un efficace recinto contro la colonializzazione (adesione) di germi patogeni provenienti da alimenti; quest'ultimi attraverso la saliva vengono convogliati nello stomaco dove sono "neutralizzati" grazie alla grande acidità stomacida. Pare che la flora vari parecchio secondo la regione in cui si vive, secondo fattori individuali e secondo le abitudini alimentari.



B. Streptococcus mutans
La maggior parte della flora boccale commensale consiste in vari tipi di Streptococchi, seguiti da Granulicatella adiacens e famiglie più rare come ad esempio Actinobacillus actinomycetemcomitans, Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythensis, Fusobacterium nucleatum, Prevotella intermedia, Campylobacter orale, Eikenella corrodens, Treponema denticola, Gemella haemolysans, ...

 


Demineralizzazione
batterica

Bifidobacterium
dentium

Esemplari frequenti della flora boccale sono lo Streptococcus mutans e il Bifidobacterium dentium che usano come nutrimento zuccheri semplici e li trasformano in acido lattico. L'acido lattico, come tutti gli acidi, è un solvente per i minerali calcari (in questo contesto, di smalto e dentina) che si depositano sul dente sotto forma di tartaro. Essendo molto duro, appiccicato al dente e poroso, il tartaro forma una "tana" per la flora e specialmente per streptococcus mutans. Quindi questo può invadere lo smalto, la dentina e bucare i denti: si parla così di carie.

Ma non solo gli zuccheri partecipano a questo meccanismo: anche resti di amidi alimentari vengono trasformati dalla a-amilase ptialina nella saliva in zuccheri semplici, nutrimento per il streptococcus mutans che li trasforma in acido lattico.

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5.  Omeostasi minerale


Omeostasi di minerali

L'omeostasi tra demineralizzazione e remineralizzazione del dente si raggiunge tenendo in equilibrio:

  • l'acidità boccale
  • la proliferazione di streptococcus mutans nella placca (biofilm dentale, flora boccale).

Il metodo più pratico per mantenere questo stato di cose consiste nel:

  • risciacquarsi la bocca con un sorso d'acqua di rubinetto dopo aver consumato un cibo o una bibita acida e/o dolce
  • lavarsi i denti almeno una volta al giorno per allontanare resti di amidi e zuccheri: così i batteri di streptococcus mutans non hanno più nutrimento.

Se non si riesce a fare questo, dopo un pò di tempo

  • si forma uno sottile strato di tartaro che può togliere solo il dentista o la sua igienista
  • e se non lo si fa si forma la carie → invasione nel dente: buco dentale.






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Page last modified on January 16, 2010, at 01:08 PM