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Disturbi e malattie geriatriche

Autore: Peter Forster Categoria: Menopausa, Andropausa, Gerontologia, Geriatria,

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in allestimento

La geriatria è la branca della medicina che si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie degli anziani. De Mauro



1.  Disturbi menopausali

Il meccanismo della menopausa, eventuali disturbi e le loro cure sono trattati sulla pagina Menopausa:



2.  Disturbi andropausali

Il meccanismo dell'andropausa, eventuali disturbi e le loro cure sono trattati sulla pagina Andropausa. Altre indicazioni si trovano sulla pagina Gerontologia



3.  Degenerazioni dermatiche

In età avanzata:

  • La pelle diventa secca, sottile e perde elasticità.
  • La pigmentazione cambia
  • I capelli si diradano



3.1  Prevenzione


Gianluca Cecere: Rughe

Misure igieniche e preventive:

  • Evitare "l'invecchiamento artificiale" della pelle, cioè
    • evitare troppo sole,
    • niente solarium e
    • niente cure dimagranti.
  • Promuovere il ringiovimento aumentando un pò di peso (il grasso sottocutaneo diminuisce le rughe)
  • Stare spesso all'aperto (passeggiate all'aria fresca),
  • Poco stress.
  • Cura della pelle con oli nutritivi (di semi) e protettivi (ceramidi come Jojoba, cera d'api).
  • In caso di sudore bere in abbondanza e ingerire un pò di sale.
  • Un'alimentazione di alta qualità: gustosa, variata, nostrana, di stagione (non prefabbricata e non secondo criteri salutistici)



3.2  Patologie dermatiche


Malattie dermiche: alimentari deficienti

Un altro conto sono variazioni dermiche "patologiche" in età come:

  • Pelle callosa
  • Pelle molto secca
  • Pelle squamosa, forfora
  • Eczemi
  • Psoriasi
  • Dermatiti seborreiche
  • Arrossamenti a macchie
  • Pelle irritata, infiammata
  • Capillari dilatati rossi
  • Pelle pallida, grigiastra

È meglio mostrarli al dermatologo per avere una diagnosi certa. Spesso sono anche sintomi di deficienze vitaminiche, minerali o di olii essenziali (come si vede nella tabella accanto.

Dei rimedi dal tesoro della Medicina popolare si trovano, inserendo nella casella del seguente motore di ricerca Google parole d'interesse (p.es. ricetta capillari) e poi cliccando su <Vai>: vengono riportati tutti testi in Enciclopedia che contengono la parola ricetta e la parola capillari con il titolo e due righe di contesto. Cliccando su un titolo si raggiunge lo scritto interessato.
Google
sul Web in Enciclopedia



3.3  Rimedi popolari per la cura della pelle

Ricettario galenico magistrale

Rp.: Cura dermica
Ol. Ulivae 25 acidi grassi
Ol. Jojobae 25 ceramida
Granul. Lecitinae 10 emulgatore
Aeth. preferiti gtt. XX odore
  m.f. a bagno Maria e formare soluzione oleosa => 1)
Idrolato Lavandulae 50 germicida
Succ. Limonis 5 acidulante
Sale 3
  m.f. soluzione acquosa => 2)
  adde soluzione oleosa 1) a gocce a soluzione acquosa => 2) m.f. emulsione
  D.S. spalmare sulla pelle dopo la doccia. Abbreviazioni

Lavandosi si toglie alla pelle la protezione naturale contro acqua, abrasioni e germi. Questo strato è formato di:

Una pelle anziana impiega parecchio tempo per ricostruire questo strato, perché le ghiandole sebacee e sudorifere sono degenerate (specie se in persone esili lo strato sottodermico lipidico è diventato sottile).

Per fortuna è facile imitare questa combinazione con mezzi delle arti culinarie:

  • gli acidi grassi con un olio di semi qualsiasi (ulivo, girasole, nigella, enotera, ...)
  • le ceramide con olio di jojoba, cera d'api (o come surrogato la vaselina)
  • gli acidi organici p.es. con un pò di succo di limone o di acido lattico
  • i sali con una presa di sale da cucina
  • l'acqua con un idrolato di piante (rosa, lavanda, ...)
  • gli emulgatori con un pò di lecitina

Se vi preparate un'emulsione con questi ingredienti, avete una "cura dermica" qualitativamente migliore di tutti cosmetici, con la differenza che costerà ca. un decimo e non contiene nessuna sostanza sintetica. Di fianco trovate una ricetta elaborata dalla Squadra di Galenica.

  • Altre ricette e indicazioni si trovano nel ricettario del corso Materia medica popolare: Ricettario dermico.



3.4  Proposte dell' industria cosmetica e salutistica

Complesso antiossidante:
Vitamina C: 0.5…2 gr.
Vitamina E: 200…400 mg.
Betacarotene
(Provitamina A):
15 mg.
L-Cisteina: 0.5…1.5 gr.
Coenzima Q10: 30…100 mg.
Metionina: 50 mg.
Selenio: 50…100 mcg.
Zinco: 15 mg.
Manganese: 5…7.5 mg.
Complesso vitamina B:
Proteine basso molecolari: 10…20 gr.
Olio di enotera 2…4 caps
Olio di pesce 2... 4 caps.
Acidi grassi essenziali: 1…2 cucchiai da minestra al giorno

Come prevenzione sono propagate anzitutto prodotti cosmetici e integratori alimentari:

  • Si può spendere molto per mantenere la pelle elastica e sana con prodottti cosmetici ma con scarse probabilità di successo.
  • I produttori di integratori alimentari propongono le sostanze elencate a fianco non solo per disturbi dermici ma anche per la prevenzione di vari altri disturbi in età avanzata:

I cosmetici e gli integratori alimentari sono superflui se ci si attinge alle misure igieniche elencate all'inizio e forse aggiungendo un preparato per la cura della pelle.



4.  Disturbi del tratto digestivo

4.1  Denti, gengive e salivazione

La masticazione e la salivazione sono importanti preparativi alla digestione. Con l'età:

  • i denti vengono consumati da abrasioni meccaniche e zuccheri che sono trasformati dalla flora boccale in acidi aggressivi per lo smalto e promuovono la formazione di colonie cariotiche,
  • il tessuto gengivale regredisce e spesso si formano delle "tasche" che indeboliscono l'ancoraggio dentale e sono uno substrato ideale per colonie di batteri che attaccano i denti.
  • la salivazione e quindi la produzione di amilosi (enzimi che dividono amidi in zuccheri) e il continuo "lavaggio" dei denti diminuisce. Questo complica la digestione e lede ulteriormente i denti.

Alcuni di questi fattori (come la resistenza dello smalto e l'ancoraggio dei denti) sono maggiormente determinati geneticamente, altri dipendono più dalle abitudini dietetiche e dei comportamenti igienici, altri sono semplici degenerazioni dell'età.

È chiaro che l'igiene dentaria e il regolare consulto del dentista sono ottime misure preventive. Lo scopo è quello di mantenersi una buona masticazione (prima di criteri estetici e discutibili sostituzione di amalgama).

Gengiviti

Le gengiviti sono infiammazioni infettive delle gengive che a lungo andare fanno perdere i denti. All'inizio serve fare risciacqui con la pozione accanto.

Ricettario galenico magistrale

Rp. Gengivite
Aeth. Methae pip. 0.5 anestetico
Aeth. Myrrhae 0.5 fungicide
Aeth. Limonis 0.5 battericide
Aeth. Melaleuca alt. 2 germicide
Tinct. Salviae ad 50 curativo
D.S. Diluire poche gocce in acqua tiepida e risciacquare la bocca 2 ... 3 volte al dì.

Ricettario galenico magistrale

Rp. Cura Gengive
Ol.coct. Flos f. Cannabis 5 distensivo
Extr. Hippocastani 2 adstringente
Aeth. Myrrhae 1 fungicide
Aeth. Caryophylli 1 anestetico
Aeth. Lavandulae 1 germicide
Aeth. Menthae pip. 0.2 Corrigens
D.S. Penellare 2 ... 3 volte al dì sulle zone interessate


Quando si sono già formate delle saccule infettive non bastano più i risciaqui, perché il loro effetto è troppo breve. Molto spesso serve una cura a base oleosa come descritto accanto, schifosa, che richiede pazienza e costanza ma che è parecchio efficace.

Altre ricette si trovano nel ricettario Foglietti illustrativi:



4.2  Digestione

Ricettario galenico magistrale

Carminativo
Normalmente è di grande aiuto un miscuglio di 4 spezie "carminative" (semi):

  • Anice
  • Finocchio
  • Cumino
  • Cardamome

masticando ogni qualche ora una presa tra i pasti.

Con l’avanzare dell’età il numero delle ghiandole del tratto gastrointestinale (stomaco, fegato, pancreas, intestino) diminuiscono. Spesso le rimanenti bastano per digerire ancora bene, in altri casi si presentano sintomi di dispepsia e dismotilità intestinale come:

  • essere subito sazio
  • impressione di continua "pienezza"
  • dolori epigastrici e retrosternali
  • frequente nausea
  • rigurgiti acidi

Ricettario galenico magistrale

Rp. Dispepsia, Dismotilità intestinale
Tinct. Iberis amara 20 ↑ motilità
Tinct. Angelicae radix gastrotonico
Tinct. Matricariae flos spasmolitico
Tinct. Chelidonii herba epatico
Tinct. Silybi marianum fruct. epatico
Tinct. Mentae piperitae folium anestetico
Tinct. Liquiritae radix peptotonico
Tinct. Carvi fructus carminativo
Tinct. Melissae folium aa ad 100 sedativo
D.S. 3 x dì 20 gtt.

Spesso, per evitarli, aiutano semplici abitudini dietetiche come:

  • pasti gustosi, ben e variatamente speziati (stimolano le ghiandole), frequenti, ma non troppo abbondanti (facilitano la digestione);
  • cibi ben digeribili, prevalentemente cotti e con modeste quantità di fibre (facilitano la digestione)
  • prima, con o dopo ogni pasto qualcosa di amaro come oliva, cicoria, caffè, ... (stimolano la formazione di bile da parte del fegato).

Un preparato eccellente per casi medio gravi è IBEROGAST®, una tintura secondo la seguente ricetta:

La ricetta è nel medesimo tempo una raccolta di piante, usate in medicina popolare in svariate composizioni per disturbi digestivi.

Altre ricette si trovano nel ricettario del corso Materia medica popolare MmP: Ricettario apparato digestivo.



5.  Disturbi di minzione

5.1  Incontinenza, vescica irritabile


Incontinenza, irritabilità

L'incontinenza urinaria è un frequente disturbo femminile: in media una donna su quattro ne soffre, specialmente durante la menopausa.

L'incontinenza (spesso femminile) è dovuto alla „concorrenza“ in ambito di intestino cieco, utero e vescica, combinato o con

  • debolezza di Mm.sfinteri, fondo bacino e tessuto connettivo e/o
  • disturbi neurovegetativi motori del fondo bacino

Spesso le due forme sono combinate.

Ricettario galenico magistrale

Rp.: Vescica irritabile
Tinct. Sabal serrul. 50 Dist. vescica
Tinct. Rhois aromat. 25 Tonico sfintere
Tinct. Humulus lupuli ad 100 Vagotonico
D.S. ingerire 3 ... 6 ml (pipette) al dì diluito in acqua tiepida


Ricettario galenico magistrale

Rp.: Incontinenza urinaria
Tinct. Equiseti 50 Diuretico
Tinct. Rhois aromat. 25 Tonico sfintere
Tinct. Agrimoniae ad 100 Spasmolitico
D.S. ingerire 2 ... 8 ml (pipette) nel corso della giornata o alla sera diluito in acqua tiepida


La tabellina sovrastante permette di differenziare le due forme e dà dei consigli / rimedi. In casi seri si consulti il ginecologo / urologo o meglio il medico di condotta.


La prevalenza per il disturbo femminile è dato dal fatto che l'utero può spingere verso la vescica e l'uretere (più corto di quello maschile) non ha più la forza di trattenere l'urina.

Le cure della medicina accademica sono limitatissime e hanno un successo tra il 5 ... 10% e non è chiaro se il successo dipenda da guarigione spontanea. (Lancet)

I rimedi della medicina popolare sono più efficaci: basato sulle nostre esperienze stimiamo un successo intorno al 50%.


5.2  Prostataiperplasia

Anzitutto è da chiarire se si tratta di una forma benigna (urologo). Più volte danno sollievo dei rimedi che contengono sitosterine come:

  • Semi di zucca
  • Sabal serrulata
  • Urtica dioica
  • Polline di segale.

Sul mercato ci sono parecchi preparati come PROSTATONIN® (Pharmaton), ZystoFink® (Fink), ZystoUrgenin® (Madaus), CERNILTON® (Stratmann), ... .



6.  Terapia dell'osteoporosi


Struttura ossea

Traduzione: Marina Gut-Ramelli

Osteoporosi oppure osteopenia:
diminuzione del tessuto osseo con perdita del tessuto di sostegno e connettivo (minerale e proteico).

Precursore: Tracce per la terapia dell'osteoporosi




6.1  Fattori a rischio per l'osteoporosi


Età e massa ossea

La diminuzione di massa ossea è un processo biologico nel corso dell'età: nei primi 5 anni dopo la menopausa, il volume osseo femminile si riduce del 30%, arrivate a 70 anni si riduce a ca. 50%. Per gli uomini il processo è meno marcato: comincia prima e va più lentamente, ma a 70 anni è quasi pareggiato a quello femminile.

È evidente che più "robusta" è l'ossatura tra i 20 e i 40 anni, più a lungo resiste a fratture anche se per i processi biologici dell'età la massa ossea è diminuita a 70% o anche sotto il 50%. Più un'ossatura adulta è debole (per dei fattori genetici, di crescità e di stile di vita), più presto si presenta il rischio di fratture anche in seguito a modesti traumi.


Degenerazione ossea con l'età

La degenerazione ossea non è una malattia ma una normale conseguenza del passare degli anni, anche se molti medici stimolano il terrore della malattia osteoporotica, chissà per quali motivi. Consigliano poi delle cure che forse avrebbero avuto senso 50 anni prima, quando la crescita ossea era ancora in piena evoluzione.

Ci sono comunque una serie di fattori che promuovono la decomposizione ossea e/o inibiscono la crescita. La seguente tabellina dà un riassunto di fattori negativi.

(incidenza: donne di razza bianca > 65 anni ca. 15%: ogni sesta donna)

Malnutrizione (proteica, minerale)
Razza bianca e asiatica Inattività
Genetica: da anamnesi familiare Tabagismo (antagonismo estrogenico)
Statura piccola e snella Alcolismo (malnutrizione proteica / minerale)
Biondo, Lentiggini Anoressia nervosa, ortoressia, diete dimagranti
Donne postmenopausali (deficienza di estrogeni) Ipercalciuria (pH basso, acido)
Vita prevalentemente sedentaria Ipertiroidismo. Iperparatiroidismo
Pochi sforzi fisici duraturi Ipercorticosteroidismo (Mb. di Cushing)
Ipogonadismo (sottoproduzione ormonale)



6.2  Prevenzione dell'osteoporosi

La prevenzione dell'osteoporisi avviene o meno durante la fase giovanile della vita. La formazione di un'ossatura robusta è quasi un'assicurazione contro l'osteoporosi in età avanzata.

Secondo le "Linee guida" per la prevenzione dell'osteoporosi del Ministero della Salute Italiana sono da tener presenti le seguenti osservazioni:

  • L’osteoporosi si può definire come un disordine delle ossa scheletriche caratterizzato dalla compromissione della robustezza dell’osso che predispone ad un aumento del rischio di frattura e questo ne è l'aspetto più importante soprattutto per l’alto numero dei casi colpiti nella popolazione adulta (1,2,3).
  • Il ruolo esatto dell'osteoporosi nell'etiologia delle fratture deve peraltro ancora essere determinato con precisione. Infatti la resistenza dell’osso ai traumi riflette l’integrazione tra due fattori: la densità ossea e la qualità ossea.
    • La densità ossea è espressa in grammi di minerale per area ed è determinata, in ogni individuo, dal picco di massa ossea raggiunto e dalla quantità di osso perso.
    • La qualità dell’osso fa riferimento complessivamente all’architettura, al turnover, alla somma dei danni sofferti e alla mineralizzazione (3).

E’ oggi ampiamente accettato che l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea che accade con l’avanzare dell’età. Un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta. Nello sviluppo dell’osteoporosi una crescita ossea sub-ottimale nelle prime fasi della vita deve così essere considerata importante tanto quanto la perdita di massa ossea che si verifica in età adulta(4-7).

Ottimizzare la salute dell’osso è quindi un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine. Agire sui fattori che influenzano la salute dell’osso a tutte le età è essenziale per prevenire l’osteoporosi e le possibili fratture conseguenti.

Nell'anziano vi sono fattori aggiuntivi che contribuiscono significativamente all'aumento di incidenza di eventi fratturativi, quali le cadute più frequenti associate a scarse reazioni protettive (8). Deve essere fatta una distinzione tra i fattori di rischio che portano all’alterazione del metabolismo e della resistenza dell’osso ed i fattori di rischio immediatamente legati alla frattura (es. i traumi di varia entità).

Gli interventi in questo campo sono necessari visto che l’osteoporosi e le fratture femorali, vertebrali, ecc, sono una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana ed hanno un impatto notevole anche in termini di costi sociali.



6.3  Diagnosi differenziale


Osteomalacia

Una diagnosi differenziale fatta a regola d'arte si basa sulla risposta alle molteplici domande del tipo:

  • perché gli osteoblasti lavorano poco?
  • perché gli osteoclasti lavorano troppo?
  • è a posto il metabolismo di calcio, fosforo e proteine?
  • come sono ripartiti gli sforzi fisici e il tempo passato alla luce del giorno?
  • si tratta piuttosto di mancanze proteiche (impalcatura) o di minerali?
  • si tratta di un'osteoporosi primaria oppure di conseguenze di malattie o disturbi a monte (osteoporosi secondaria)?

e così via.

Osteomalacia

affezione scheletrica, per lo più a carico della colonna vertebrale e del bacino, caratterizzata da rammollimento osseo. Mancano i minerali, mentre la struttura proteica è intatta.



6.4  Obiettivi del trattamento

  1. Controllo del dolore
  2. Stabilizzazione della degenerazione e tentativo di ricostruzione tramite:
    1. Sostegno dei fattori positivi
    2. Esclusione dei fattori negativi
    3. Introduzione di sostanze mancanti
    4. Ristabilimento dell'equilibrio ormonale
    5. ev. medicazione con promotori della crescita ossea
  3. ev. riattazione ossea



6.5  Controllo del dolore


Dolore

In uno stadio avanzato procedere al controllo del dolore per diminuire lo stress:

  • massaggiare sulle parti dolenti:
    • 10% Aeth. Menthae piperita in Ol. Flos Cannabis (rinfrescante) oppure
    • 10% Aeth. Cariophyllae in Ol. Flos Cannabis (riscaldante)
  • Tè o tintura di valeriana, Guajak, Piscidia, Hypericum
  • se si sviluppano processi infiammatori: anaflogistici come WOBENZYM N® o ASSALIX®




6.6  Stabilizzazione della degenerazione

e tentativo di ricostruzione ossea

Sostegno dei fattori positivi


Regolazione metabolismo osseo
  • tendenzialmente alimentazione proteica (min. 1.5 gr/kg) specificatamente uova, carne, pesce, leguminacee. Ai vegetariani (o quasi) consiglio la sostituzione con integratori alimentari come Burgerstein Protein®, ...
  • accentuazione di alimenti ricchi dei minerali: calcio, vitamina D e magnesio, specificatamente prodotti lattici come latte, joghurt, formaggi. Chi non sopporta prodotti lattici sostituisca con integratori alimentari come Burgerstein Dolomit®, Halibut®, ...
  • terapia di movimento leggera, che non causi dolori
  • lavoro corporeo regolare con lo scopo di ottenere un rilassamento dei muscoli senza dolore con l'utilizzo di olio o balsamo di canapa con aggiunta di olio eterico di finocchio, geranio, rosa, cera d'api
  • luce sulla pelle: almeno mezz'ora alla luce del giorno
  • olio di enotera per via orale (equilibrio ormonale)


Esclusione dei fattori negativi

  • il fattore più negativo è l'eliminazione di grandi quantità di calcio (in presenza di ambiente acido) attraverso l'urina: controllo rigoroso del pH dell'urina ed eventualmente regolazione su un pH di circa 6,8 ad es. con BASICA®, ... . La misurazione del pH urinario è una misurazione abbastanza "infedele". In caso di sospetti si fa controllare (dal medico) la calciuria, che è un criterio molto più affidabile.
  • evitare ambienti freddi, umidi e senza luce.
  • riconoscere ed evitare fattori di stress

Introduzione di sostanze mancanti

  • gelatina (animale) dal macellaio o ad es. GELAFORM® (che stimola nel medesimo tempo la rigenerazione cartilaginoso). Chi fa fatica a ingerirlo usa delle proteine alimentari sostitutive p.es. Burgerstein Protein®
  • calcio, fosforo, ev. vitamina D, magnesio, vitamina C e del complesso B, come p.es. DECALCIT®.

Ristabilimento dell'equilibrio ormonale

  • per rilevanti disturbi menopausali: ormoni prescritti dal medico,
  • rimedi vegetali simili agli ormoni gonadotropi come quelli che si trovano ad esempio nel luppolo, finocchio, nell'agnus castus, nel trifoglio (vedi anche ricette). Ci sono moltissimi rimedi vegetali confezionati.
  • Tutte le leguminacee (anche la soia) sono alimenti vegetali che contengono fitoormoni in rilevanti dosi

Medicazione con promotori della crescita ossea

È prescritta dal medico, normalmente con bifosfonati.



6.7  Riattamento osseo

Con la Vertebroplastica percutanea, un metodo chirurgico, esiste da pochi anni un metodo per rinforzare delle vertebre osteoporotiche: in anestesia locale viene iniettato nelle vertebre un "cemento plastico" che le rinforza.



7.  Sitografia

Osteoporosi




8.  Commenti

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