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P. Forster & B. Buser ✝
a cura di Daniela Rüegg

Fonti: Malattie linfatiche Malattie immunitarie Patologia e terapie dello stress
AbbreviazioniAbbrev. | Cave! velenoso, non ingerire | Cave! legge sugli stupefacenti

c.m. → cucchiaio da minestra | c.t. → cucchiaio da tè | p.d. → per dì | pH → dimensione per acidità | min. → minuti | l → litri


Regolazione PNEI

Il sistema immunitario dei vertebrati e quindi dell'uomo, è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari sviluppatasi nel corso dell'evoluzione per difendere l'organismo da qualsiasi forma di insulto (chimico, traumatico, aberrante o infettivo) alla sua integrità, in più per decomporre dei detriti di tessuti.

Si trova in tutti tessuti epiteliali e connettivi (specialmente in quello lasso e sanguigno). I prodotti intermedi dei processi immunitari nel connettivo lasso sono raccolti dal sistema linfatico e vengono ulteriormente decomposti nei nodi linfatici fino a livello molecolare. I medesimi processi sono svolti con il sangue nella milza.
Il sistema immunitario è integrato negli altri sistemi di regolazione dell'organismo umano. La (psico)-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) è la disciplina che si occupa delle relazioni fra il funzionamento dei sistemi psichico, nervoso, endocrino e immunitario. La sua nascita si basa sui lavori di Hans Selye sullo stress degli anni trenta.
Sul finire del Novecento, le nuove acquisizioni nel campo delle neuroscienze e dell'immunologia, hanno consentito uno sviluppo della disciplina.

Questa pagina non riporta un ricettario specifico, ma un elenco di piante / sostanze con determinate proprietà terapeutiche immunitarie. I ricettari si trovano nei capitoli sulle patologie di specifici organi e sistemi:

1.  Immunomodulatori

Immunomodulatore it.Wikipedia


Regolazione di infiammazioni

Un immunomodulatore, chiamato anche immunoregolatore, è qualsiasi farmaco in grado di variare l'attività del sistema immunitario. Tale regolazione può essere negativa se l'agente farmacologico utilizzato, che in tal caso prende nome di immunosoppressore, deprime il sistema immunitario impedendone o limitandone la sua risposta, o in caso contrario l'immunomodulatore può essere positivo se ne aumenta o favorisce l'attività e prende nome di immunostimolante.

Gli ormoni fungono anche da immunomodulatori!


Essendo il sistema immunitario molto differenziato, questa classificazione generica non aiuta molto, in quanto le singole sostanze modulanti hanno degli effetti su diverse funzioni del sistema. P.es.:

  • un antistaminico sopprime la sintesi di istamine e modera così le reazioni dipendenti da questo messaggero come il prurito;
  • una vaccinazione contro il tetano stimola in ultimo la produzione di anticorpi contro un'infezione tetanica. Ma può creare un leggero disagio passeggero per via della stimolazione della catena immunitaria contro le infezioni;
  • l'uso di canapa può da una parte mitigare gli effetti iperreattivi di un disturbo autoimmunitario ma d'altronde non diminuisce le ev. infiammazioni coinvolte;
  • l'uso di un antinfiammatorio proteolitico come Interzym® aiuta il sistema immunitario a concludere presto un' infiammazione, senza però combattere un ev. infezione batterica a monte.

Nell'esempio illustrato per l'infiammazione si nota che in realtà si tratta di una complessa regolazione di fattori promoventi ed inibitori (il marcatore prevalente per l'attività del sistema immunitario). Gli immunomodulatori si "infilano" da qualche parte in questi circuiti provocando delle reazioni o inibitorie o promoventi.

1.1  Immunostimolanti

Immunostimolanti it.Wikipedia

Gli immunostimolanti sono molecole che promuovono la risposta immunitaria. In medicina vengono usati per la terapia delle malattie immunodeficienti o malattie che richiedono saltuariamente dei grandi sforzi immunitari. Esistono diversi tipi di farmaci immunostimolanti e si possono dividere nelle seguenti categorie:


Immunostimolazione e infiammazione

Come rimedi immunostimolanti complementari si usano:


I seguenti ormoni sono anche immunostimolanti: estrogeni, progesterone, aldosterone, parte di ormoni tissutali.


1.2  Immunosoppressori

Immunosoppressore it.Wikipedia


Immunosoppressione e infiammazione

Gli immunosoppressori sono molecole che inibiscono la risposta immunitaria. In medicina vengono usati per la terapia delle malattie autoimmuni e per prevenire il rigetto in seguito a un trapianto. Esistono diversi tipi di farmaci immunosoppressori e si possono dividere nelle seguenti categorie:

Come rimedi complementari talvolta si usano:

I seguenti ormoni sono anche degli immunosoppressori:
testosterone, ormoni surrenali (cortisone, adrenalina, noradrenalina), parte di ormoni tissutali.


2.  Fitorimedi anti-stress

Terapie dello stress MedPop Rimedi anti-stress secure.netsolhost.com Molecole anti-stress molecularlab.it


Lo stress è una sindrome di adattamento a degli stressori (sollecitazioni). Può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica.

Il distress cronico / abituale è il massimo immunesupressore "naturale". La frequente o continua liberazione di adrenalina, epinefrina e cortisone da parte dei surreni inibisce il buon funzionamento del sistema immunitario (immuno-suppressione).

È evidente che il distress cronico non si cura con delle pozioni, bensì evitando o eliminando più stressori possibili. Un buon aiuto in merito è descritto in Terapie dello stress. I rimedi citati possono regolare un pò il funzionamento del sistema neurovegetativo durante il tempo che ci si impiega per diminuire gli stressori.


3.  Rimedi immunitari

Rimedi fitoterapici it.Wikipedia

3.1  Infiammazioni (flogosi)

Infiammazione it.Wikipedia




L'infiammazione è un'espressione (sindrome: vari sintomi) di una reazione immunitaria (locale) che costituisce una risposta protettiva, seguente all'azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché avviare il processo riparativo.


Mediatori infiammatori

Una grande parte di mediatori immunitari sono anche mediatori infiammatori e inducono i relativi sintomi:

  1. arrossamento (rubor): aumentata irrorazione sanguigna
  2. gonfiore (tumor): l'aumentata permeabilità vasale aumenta il liquido interstiziale
  3. calore (calor):causata dall'aumentata irrorazione. La temperatura alzata accellera i processi immunitari mentre debilita la proliferazione di germi patogeni.
  4. dolore, bruciore, prurito (dolor): sensibilità di neuroni algici a certi mediatori infiammatori
  5. funzione impedita (functio laesa): causata dal dolore e/o gonfiore
Uno studio dimostra che le patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide possono essere curate inserendo dispositivi elettrici sul sistema nervoso periferico, e modulando attraverso di essi la trasmissione del processo infiammatorio.

Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo bio-elettronico impiantato chirurgicamente sul nervo vago, il nervo che dal tronco encefalico si irradia fino all’addome, coinvolto nella risposta infiammatoria. L’attività del generatore è stata poi controllata a distanza. L’accensione del dispositivo ha prodotto l’inibizione della produzione di citochine e una sostanziale attenuazione dei sintomi della malattia nei 18 partecipanti allo studio, anche in coloro che non avevano risposto al precedente trattamento farmacologico, inclusi i farmaci biologici.

... Here we show that an implantable vagus nerve-stimulating device in epilepsy patients inhibits peripheral blood production of TNF, IL-1β, and IL-6. ... www.pnas.org.

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3.2  Anaflogistici

Un anaflogistico attenua o elimina un'infiammazione, spesso in concomitanza analgesica e antipiretica.

Gli anaflogistici più noti sono i FANS (l'acronimo dell'espressione farmaci anti-infiammatori non steroidei). Individuano una classe di farmaci dall'effetto anti-infiammatorio, analgesico e antipiretico. Tali farmaci sono detti "analgesici periferici" e agiscono sul metabolismo dell'acido arachidonico e dell'acido eicosapentenoico, precursori di molecole coinvolte nel processo infiammatorio quali prostaglandine (PG), prostacicline (PC), trombossani (TX) e leucotrieni (LT).
I preparati più noti sono salicilati come Aspirina® , Diclofenac, Ibuprofene e Celecoxib. Le differenze nell'attività antinfiammatoria dei vari FANS sono modeste, ma vi possono essere considerevoli diversità nella risposta individuale del paziente. Il paracetamolo ha un effetto antinfiammatorio molto debole, mentre gli effetti analgesici e antipiretici sono notevoli.

Sono spesso usati anche preparati di cortisone sintetico (steroidei), simile al cortisolo, un ormone prodotto dai nostri surreni come anaflogistico e promovente catabolico. Si tratta di un immunesoppressore indicato sistemicamente in casi di iperreazioni immunitarie per limitato tempo (a lungo prevalgono poi gli effetti catabolici indesiderati).
Contro delle irritazioni dermiche e mucotiche si usano degli antistaminici.

 

Enzimi proteolitici: INTERZYM®
mg/compr.
Proprietà:
45
Bromelina
60
Papaina
50
Rutina
100
Pancreatina
24
Tripsina
1
Chimotripsina
anaflogistico X X X
antiedematico X X
antistaminico X
proteasico X X X X X
antitrombotico X X
ipotensivo X X
antiossidante X
amilasico X
lipasico X

In fitoterapia si utilizzano:

N.B. Un'infiammazione indica un forte impegno del sistema immunitario - normalmente giustificato da: infezioni, una mole straordinaria di detriti tessutali da smaltire continuamente o provocato da persistente dolore di origine neuropatica. (liberazione di sostanza P). Gli anaflogistici moderano il processo immunitario e questo è normalmente controindicato, salvo se si tratta di:

  • tipiche iperreazioni (come nelle allergie)
  • se una degenerazione tessutale perdura e amplifica l'infiammazione in un circolo vizioso (come p.es. in diverse forme artritiche)
  • se un dolore persistente per settimane e mesi (inizialmente non flogistico) provoca un'infiammazione tessutale.
    In questi casi sono più indicati dei rimedi che non sopprimono l'infiammazione ma la portano all'esaurimento (come p.es. gli enzimi proteolitici sistemici o la camomilla topica), oppure la troncano prima che scatti (come p.es. gli antistaminici).
  • in malattie autoimmuni e come prevenzione contro il rigetto di organi trapiantati si usano degli imunosoppressori specifici.

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3.3  Antipiretici

Antipiretico it.Wikipedia

La febbre o piressia è un segno clinico; si definisce come uno stato patologico temporaneo che comporta un'alterazione del sistema di termoregolazione ipotalamico e una conseguente elevazione della temperatura corporea al di sopra del valore considerato normale (circa 36.8 gradi Celsius per gli esseri umani in condizioni basali).
Si distingue dall'ipertermia che invece è uno stato dovuto a fattori esogeni che comporta l'aumento della temperatura corporea senza variazione della attività di termoregolazione.
Gli antipiretici sintetici più usati sono l'acido acetilsalicilico (aspirina, non in pediatria), il paracetamolo e l'ibuprofene (non in caso di asma).


Febbre infezione-indotto

In fitoterapia si ritengono antipiretici tutti i diaforetici, perchè l'aumentata sudorazione abbassa la temperatura corporea:

Un altro tipo di antipiretici invece influisce sulla regolazione della temperatura a livello del sistema nervoso centrale (ipotalamo). Sostanze del genere sono contenute in alcune droghe come la Cort.Chinae (chinina) e la lobelia (inflata).
In omeopatia sono ritenuti antipiretici i globuli di: Belladonna 5CH, Ferrum phosphoricum 7CH e Aconitum 5CH.

La febbre può essere indotta da numerosi processi patologici innescati da stimoli endogeni o esogeni. È immunostimolante (promotore di processi immunitari) e antinfettiva (inibizione di proliferazione di germi patogeni). Sono perciò antiterapeutiche le misure per "abbassare la febbre" senza necessità, perchè ostacolano i meccanismi innati di "autoriparazione".

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3.4  Germostatici / germicidi

Infezione it.Wikipedia

Germicidi / germostatici aiutano il sistema immunitario a distruggere dei germi o a neutralizzarli, impedendo la loro proliferazione. I loro detriti vengono poi smaltiti dal sistema immunitario. Alcune di queste sostanze stimolano inoltre delle funzioni del sistema immunitario (come p.es. la proliferazione di leucociti). In medicina accademica si usano questi termini sovrastanti solo per disinfettanti e antisettici.

Disinfettanti e antisettici sono germicidi o germostatici. Molti non possono essere utilizzati in sicurezza come medicazione a causa della loro corrosività o della loro tossicità, salvo in adatte concentrazioni / preparazioni come p.es.:



Oli essenziali ed effetti su germi e immunità

In fitoterapia si usano tante fitosostanze germostatiche / germicidi, che (essendo composte di tante sostanze,) agiscono contro vari tipi di germi. Quasi tutti gli oli essenziali hanno delle dirette capacità germostatiche o germicide. Ogni olio è specifico su uno o diversi dei seguenti tipi di germi:
parassiti (antiparassitari), miceti (fungicidi), protozoi (antiprotozoici), batteri (battericidi), virus (virostatici)
Con poche eccezioni si usano questi fitorimedi in modo topico (locale) e non sistemico (orale), p.es. in forma di inalazioni, diluiti in oli, unguenti con diversi costituenti, ... . Inoltre si usano raramente "singoli rimedi" ma si prepara una composizione galenica con diversi ingredienti complementari.

Sono trattati i seguenti temi:
Antimicotici Battericidi Virostatici

Antimicotici

Funghi patogeni umani Antimicotico it.Wikipedia Micosi MedPop


Riproduzione di miceti

Un antimicotico o antifungino è un farmaco capace di inibire la crescita degli organismi fungini, quali lieviti e ife (micelio → spore). Le sostanze sintetiche più usate sono:

Cure antimicotiche

  • Ai funghi piace un ambiente caldo e umido, su un substrato alcalino (p.es. d'estate, piedi ben lavati con sapone in calze di fibra sintetica in scarpe chiuse );
  • detestano un substrato oleoso, ambiente secco e piuttosto acido e salato;
  • le spore si propagano grattandosi e con la biancheria e sono eliminabili solo a temperatura superiore ai 75°C (lavaggio, stiratura);
  • i fungicidi eliminano il micelio e i funghi, ma non le spore che hanno un periodo di germinazione di ca. 2 settimane. La cura deve quindi proseguire per almeno 3 settimane (per garantire che vengano colpiti anche gli ultimi germogli prima che si formino nuove spore).

Fungicidi dermici biologici sono:


Battericidi


Batteri salivari

Si definisce antibiotico una sostanza prodotta da un microrganismo, capace di ucciderne altri.
Il termine, nell'uso comune, indica un farmaco di origine naturale (antibiotico in senso stretto) o di sintesi (chemioterapico), in grado di rallentare o fermare la proliferazione dei batteri. Gli antibiotici si distinguono pertanto in batteriostatici (cioè bloccano la riproduzione del batterio, impedendone la scissione) e battericidi (cioè uccidono direttamente il microrganismo).
Gli "antibiotici" non hanno effetto contro i virus ( ... ) nè contro miceti, protozoi o parassiti (sarebbe quindi più giusto chiamarli antibatterici invece di "antibiotici").

Gli antibiotici di deduzione "naturale" hanno un effetto per pochi decenni, dopodiché i batteri sviluppano dei ceppi resistenti a questo antibiotico.

I battericidi fitoterapici inibiscono la proliferazione dei batteri, in parte direttamente perchè sono citotossici, in parte tramite la stimolazione delle difese immunitarie come per esempio:

Praticamente tutti gli oli essenziali e tutte le sostanze astringenti sono battericidi o antisettici dermici e mucotici.
I battericidi fitoterapici non hanno mai indotto dei ceppi di batteri resistenti (probabilmente perchè i fitorimedi sono composti da molte sostanze batteroattive).

Virostatici

Virus patogeni umani Antivirale it.Wikipedia


Herpes virus

I farmaci antivirali sono una categoria di chemioterapici attivi contro infezioni causate dai virus. In particolare, la loro azione si manifesta in vari stadi della replicazione virale. Hanno sia azione profilattica sia terapeutica verso malattie virali.
Spesso è possibile intervenire preventivamente mediante profilassi con vaccini o sieri; questo è un vantaggio, poiché nel momento in cui si riconoscono i sintomi, i virus sono così numerosi che i farmaci possono avere effetti non immediati. I farmaci sono considerati efficaci se interferiscono con la replicazione virale senza modificare le normali funzioni cellulari; poiché i virus sono parassiti intracellulari obbligati.
Le vaccinazioni antivirali (preventive) più noti sono:

I farmaci antivirali sono pochi:

I virostatici fitoterapici inibiscono la proliferazione virale:

  • iperico, liquirizia in applicazioni sistemiche.
  • in applicazione topica, Aeth.: thuja (verruche), melissa (herpes), melaleuca, lavanda, eucalipto, mirto; (diluiti a 5 ... 10% in un olio commestibile)
  • Spesso si aggiungono all'applicazione topica una dose di 2x1gr di L-Lisina (Burgerstein) orale, perchè questo aminoacido crea un substrato tessutale ostile per tutti virus.

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3.5  Antiallergici


Allergia it.Wikipedia Allergie Dr.Sansone Allergia Ricettario allergico MedPop

L'allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini. I medicamenti più usati in merito sono:
Desensibilizzazione, Antistaminici, Cortisonici (topici e sistemici), Sodio cromoglicato (dedotto da Ammi Visnaga), Salbutamolo, Montelukast (Leucotrieni), Omalizumab (Anticorpi monoclonali)

I fitoterapici per allergie ed intolleranze sono trattati in capitoli specifici:

  • Allergie dermiche e mucotiche
    Un ricettario antiallergico si trova sotto Ricettario Allergie.
  • Allergie alimentari
    La maggior parte delle cosidette allergie alimentari sono in verità delle Intolleranze alimentari le quali si diagnosticano con una dieta di eliminazione e si curano evitando gli alimenti intollerati.


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3.6  Anti - autoimmunitari

Malattia autoimmune it.Wikipedia


Cellule tonde microgliali
attaccano oligodendrociti
ramificati (sclerosi multipla)

Con malattia autoimmune, in medicina, si indica l'alterazione del sistema immunitario che dà origine a risposte immuni anomale o autoimmuni, cioè dirette contro componenti dell'organismo umano in grado di determinare un'alterazione funzionale o anatomica del distretto colpito.
Il concetto di malattia autoimmune infatti non coincide con quello di reazione autoimmune, dato che quest'ultimo fenomeno biologico è in realtà estremamente frequente nell'ambito delle normali funzioni di difesa assolte dal sistema immunitario. L'elemento distintivo della malattia autoimmune è l'incapacità del sistema immunitario di spegnere i processi diretti contro l'organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa.

Terapie: Generalmente si somministrano (come palliativi) corticosteroidi, altri antinfiammatori e/o immunosoppressori.

Come terapia complementare si usano enzimi proteolitici come antinfiammatori (p.es. INTERZYM®) per minimizzare gli effetti collaterali di corticosteroidi o FANS sistemici a lunga durata. Inoltre si evitano rimedi o misure immunostimolanti e si tenta possibilmente di rinforzare i tessuti lesi con degli integratori alimentari (p.es. in sclerosi multipla: oli ω6 e ω3 in proporzione 2:1).

4.  Rimedi linfatici


Organi linfatici

Il sistema circolatorio linfatico o, più semplicemente, sistema linfatico è un sistema di drenaggio a una via che trasporta i fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al torrente circolatorio presente in tutti i mammiferi. La sua principale funzione è il trasporto di proteine, liquidi e lipidi (specialmente per i vasi drenanti l'intestino) dall'interstizio al sistema circolatorio sanguigno, ma presenta anche ruoli di filtraggio e nella risposta immunitaria favorendo l'arrivo di antigeni agli organi linfoidi periferici per innescare i meccanismi immunitari.


I rimedi per gli organi e le disfunzioni linfatiche sono trattati nel capitolo Ricettario linfatico


5.  Vaccinazioni

Vaccinazione it.Wikipedia Vaccinazioni per bambini MedPop


La vaccinazione è un metodo immunostimolante specifico. Nella forma attiva (preventiva) si simula un'infezione con degli specifici germi inattivati (o di loro frammenti), cioè non in grado di proliferare. Il sistema immunitario mette di conseguenza in moto la normale reazione immunitaria contro questo presunto germe, producendo specifici anticorpi e cellule "di memoria" contro di esso.

L'immunizzazione impiega 2 ... 3 settimane per formare le specifiche plasmacellule di memoria.
In caso di una susseguente infezione con germi virulenti, la risposta immunitaria dura solo poche ore.

La vaccinazione passiva o terapeutica si esegue invece con degli anticorpi specifici "prefabbricati" (monoclonali, se disponibili). Hanno il vantaggio di agire in poche ore, ma non danno un'immunizzazione duratura, perchè non si formano plasmacellule specifiche di memoria.

Le vaccinazioni rappresentano il fattore più importante riguardo una prevenzione sanitaria moderna. Gli effetti protettivi si aggirano tra il 90 ... 100% per le seguenti gravi infezioni:

Il vaiolo, un'infezione spesso mortale e sfigurante per le cicatrici è stato sradicato globalmente (entro 1975) grazie alla specifica vaccinazione e gli impegni dell'OMS.

Delle vaccinazioni contro la maggior parte di enteroviri, contro epatite C, tubercolosi, sifilide, gonorrea e malattie plasmodiche come la malaria non sono ancora disponibili. Questo perchè i relativi virus hanno una grande capacità di modificare la loro superficie e di renderla così "intoccabile" per gli anticorpi di un precedente vaccino.


Un approccio promettente è dato dalle vaccinazioni contro determinate malattie tumorali.
Da un paziente afflitto da una malattia tumorale si prelevano delle cellule dendritiche immature e dei campioni di tessuto tumorale. Da questo tessuto si isolano delle proteine caratteristiche per il tumore (antigeni). Poi si caricano le cellule dendritiche (viventi) con gli antigeni e si tengono in cultura le cellule finché sono mature (e presentano degli anticorpi antitumorali sulle loro superfici). Si inietta poi questa pozione al paziente, sperando nelle capacità del suo sistema immunitario di iniziare e proseguire le misure per neutralizzare nuove cellule tumorali. → Dendritische Zelle: Klinische Bedeutung (vaccinazione contro neoplasie con cellule dendritiche modificate)



In terapia complementare si usa un tipo di desensibilizzazione allergica servendosi di una goccia del proprio sangue, diluita in soluzione fisiologica e iniettata sottocutanea. L'effetto lo si spiega con il fatto che il sistema immunitario interpreta gli anticorpi (causa dell'allergia) come antigeni, producendo anticorpi contro di loro (anticorpo susseguente diretto verso anticorpo precedente). Il vantaggio è che non bisogna identificare lo specifico antigene (come bisogna fare nella desensibilizzazione classica).

Un altro approccio è il consumo di miele della propria regione, perché contiene minime dosi di pollini regionali desensibilizzanti (i bambini adorano questa cura).

6.  Allegati

6.1  Pagine correlate

AF 4.20 Sistema immunitario
MN 4.7.2 Immunità umana
PT 4.6 Malattie immunitarie
Ricettari magistrali: Rimedi immunitari ↑
AF 4.19 Sistema linfatico
PT 4.5 Malattie linfatiche
Ricettari magistrali: Ricettario linfatico

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6.2  Immagini


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6.3  Nozioni fitoterapiche


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