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5.3.1 Disturbi alimentari

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Peter Forster & Bianca Buser

a cura di Daniela Rüegg

La versione precedente si trova sotto → Patologia metabolica e alimentare.

 

Valutazione del peso paginainizio.com Peso forma it.wikipedia Obesità pforster.ch

1.  Valutazione del peso corporeo


Rischio peso

vedi anche → Rischio peso

Lancet: Body-mass index and cause-specific mortality in 900 000 adults: collaborative analyses of 57 prospective studies The Lancet, Volume 373, Issue 9669, Pages 1083 - 1096, 28 March 2009

Una bibliografia di studi originali in merito si trova nell'esaudiente libro: WORM, Nicolai: Diätlos glücklich; Hallwag, Bern 1998

1.1  Valutazione

Il concetto di peso "normale" o "ideale" varia secondo culture, tempi e medici.
L'opinione pubblica nella società industrializzata postmoderna è:

  • Stipulata da "chierici dietologici" universitari e dalle loro logge di nutrizione, finanziate parzialmente dall'industria alimentare.
  • Applicata fedelmente da medici e paramedici dietologici nelle loro "terapie nutrizionali".
  • Divulgata dai mass-media e accettata inizialmente da noi tutti per poi essere registrata nei nostri cervelli.

Il consenso medico attuale determina un "body mass index" BMI (indice di massa corporea) oltre a 25 come "sovrappeso" e bisognoso di "terapia" o almeno di misure adatte (leggi: diete restrittive).
Gli studi epidemiologici invece dimostrano che un "sovrappeso" (BMI 27 ... 30) negli uomini e "adiposità" (BMI 30 ... 35) nelle donne minimizza la mortalità.

 

Questo contrasto tra razionalità di studi epidemiologici e "direttive mediche" / credenze pubbliche, disturbano parecchio il mio lavoro giornaliero di terapista e medico naturalista.

Persino i miei amici trovano la mia una posizione strana, in quanto controcorrente e secondo l'immagine che hanno di me, la interpretano dicendomi:

  • Perché ti piacciono le donne in carne (è vero, ma mi piacciono anche quelle esili).
  • Sei contro i chierici nutrizionisti americani e germanici che criticano le tue preferenze per dolciumi e cotechini (è anche vero perché non è di mio gradimento "la scienza" sussidiata dalle multinazionali alimentari).
  • Sei fobico verso i medici che hanno come ideale di corporatura, una corporatura snella, nervosa, ... (sarà anche vero, perché il medico farebbe meglio a curare le malattie, invece di inventarsele con strane classificazioni).
  • Sei intransigente con i dietologi paramedici che insegnano la giusta alimentazione (anche vero, perché stressano la gente che lavora, recitando il rosario dei chierici sopracitati e di solito hanno disertato le lezioni di fisiologia, epidemiologia e di evoluzione biologica. Cosa vuoi che sappiano loro di alimentazione!).
  • Sei avversario di politici e funzionari della sanità che sostengono queste idee irreali (sì, anche se ho una certa comprensione per loro, perché hanno seri problemi per finanziare l'AVS di una popolazione che continuamente aumenta di peso e vive più a lungo. Almeno i credenti, capaci di vivere "nella fede" muoiono prima).
  • Sei paranoico verso giornalisti e altri "pettegoli della nazione" che rimuginano instancabilmente le mode nutrizionali di cui sopra (in realtà mi fanno pena per la confusione nella quale devono vivere e senza strumenti per riordinarla).

La seguente tabella a sinistra indica la classificazione medica del peso e a destra gli effetti statistici del medesimo sulla mortalità:

BMI Sopravvivenza
(classificazione medica) Rischio (-anni)
sotto 18 (sottopeso) > -4
20..24.9 (peso normale) -1 ... 0
25..29.9 (sovrappeso) 0 ... -1
27..30 (sovrappeso) 0 ... -1
30..35 (adiposità -1 ... -5
30..40 (adiposità) -1 ... -8
oltre 40 (forte adiposità) > -8

Esempio: Angela 72kg/1.68m => 72/(1.68*1.68) = 72/2.82 = BMI 25.5 dovrebbe stressarsi notevolmente facendo dieta! Che idiozia! La mortalità di Angela relativa al peso è minima (rischio minimo tra BMI 21 ...28).

Esempio: Berta 65kg/1.65m => BMI 24.8
Secondo la formula di Broca ha il peso ideale e viene lodata dal suo medico. Con giusta ragione. La sua mortalità relazionata al peso è minima (rischio minimo tra BMI 21 ...28)

Esempio: Carlo 75kg/1.75m => BMI 24.5. Giudicato giustamente peso normale anche secondo Broca (rischio minimo tra BMI 21 ...28).


 

Fino ad ora ci siamo limitati a ragionamenti statistici / epidemiologici ma non è da sottovalutare la varietà individuale. In fondo è assurdo voler "normalizzare" un peso corporeo (anche se in funzione di ...).


Determinanti del peso
Il peso "stabile" o di referenza individuale è dato da diversi criteri:
  • Eredità genetica da parte di madre e padre (costituzione, ripartizione di tessuti muscolari e adiposi, caratteristiche metaboliche).
  • Eredità sociale di nutrizione in infanzia (formazione di preferenze nutrizionali, tessuti muscolari e adiposi, caratteristiche digestive).
  • Abitudini nutrizionali e attività fisica (adattamento al fabbisogno energetico e funzionale).
  • Carestie, digiuni e diete restrittive subite (memoria proteica e lipidica, mitosi di cellule adipose).
e tanti altri fattori come lo dimostra l'immagine a fianco.


◦⦆─────⦅◦

1.2  Formula di Broca

Usata fino a pochi anni fa dai nostri medici per determinare il peso ideale/normale. Usata ancora da alcuni medici di vecchio stampo, parte di giornalisti e gente comune:

Peso normale = altezza corporea in cm meno 100
"Peso ideale" = peso normale meno il 10%

Esempio: Peter: 1.76 m; Peso normale Broca: 76 kg; Peso ideale Broca: 76-7.6 = 68.4 kg.
Espresso in "body mass index" (indice di massa corporea) l'esempio corrisponde a:
BMI = 76/(1.76*1.76) = BMI 24.5 ritenuto come peso normale da un medico moderno (BMI 20 ... 24.9) e valutato rischio 0 per la sopravvivenza statistica.
Il peso "ideale" sarebbe invece di 68.4kg → 68/1.76*1.76 = BMI 22. Si tratterà di un ideale estetico e non biologico, perché il rischio di mortalità non aumenta.

 

1.3  Body Mass Index BMI

(Indice di massa corporea IMC)
Un altro "metro" è il BMI (Body Mass Index), usato da pochi anni da medici e dietologhi per classificare il peso di pazienti con:

IMC=BMI [kg/m2] = P [kg] / A2 [m2]

L'indice di massa corporea IMC oppure BMI → Body mass index è un indicatore biometrico calcolato in base al peso e al quadrato dell'altezza corporea. Il BMI si calcola con "peso in chili" diviso "altezza corporea in metri al quadrato".

Esempio: Peter 1.76 m; 76 kg
IMC=BMI = 76 / (1.76*1.76) = 76 / 3.1 = 24.5

  • Digitare i dati per peso e altezza nelle apposite caselle
  • <Calcola>
  • appare l'indice di massa corporea nella casella IMC
Calcolatrice Indice di massa corporea IMC
Indice di massa corporea IMC
Peso (kg) Altezza (cm)

IMC



La seguente tabellina aiuta a rilevare i dati senza calcolo.


IMC (BMI)
BMI Classificazione medica Rischio (-anni)
sotto 20 sottopeso sup. -1
20 ... 24.9 peso normale -1 ... 0
25 ... 29.9 sovrappeso 0 ... -1
30 ... 40 adiposità -1 ... -8
oltre 40 forte adiposità -1 sup. -8



Conclusione: pesi corporei tra BMI 20 ... 30 non aumentano la mortalità e sono quindi ideali biologici!

 


Mortalità e giro-vita
Se il girovita è maggiore del girofianchi aumenta la mortalità indipendentemente da altri criteri!

Esempio: Peter: A=1.76 m; P=76 kg; A2= 3.1; IMC =76/3.1 = 24.5
La "durata di vita" probabile diminuisce a partire da un BMI oltre 28 (corrispondente a 87 kg per Peter) o sotto un BMI di 21 (corrispondente a 65 kg per Peter).


Il prossimo passo è quello di controllare la distribuzione dei grassi di Peter misurando il girovita e i fianchi:
Girovita: 110 cm; Girofianchi: 103 cm;
e poi calcolando la relazione tra "girovita e girofianchi": HWR= 110/103 = 1.07 = +7%
La "durata di vita" probabile diminuisce se il girovita è più grande del girofianchi. Peter ha distribuito non idealmente i suoi grassi, anche se resta ancora entro un limite accettabile (+7%).
Gli sconsiglio di aumentare notevolmente di peso. Lo invito invece a muoversi più frequentemente, il che migliorerà anche la distribuzione dei lipidi oltre ad abbassare il rischio di malattie cardiache.

2.  Malnutrizioni

Malnutrizione in campo medico
è la conseguenza prolungata nel tempo, di difetti di nutrizione ovvero una diminuzione di assunzione o assorbimento di protidi, minerali vitamine o calorie.

E’ il risultato conseguito a causa di:

  • Inadeguata assunzione o anomala assimilazione delle calorie immesse nella circolazione del metabolismo, come ad esempio in seguito a diete dimagranti
  • Eccessivo dispendio energetico;
  • Alterato metabolismo genetico con annesse patologie intrinseche.

 

2.1  Malnutrizione medica

Sono trattati i seguenti argomenti:
Eziologia Rischi Sintomi Epidemiologia


Eziologia



Fra le cause più comuni vi sono alcune patologiche come le alterazioni mentali tipo depressione, o infezioni quali la tubercolosi, o neoplasie maligne o ancora cause nosocomiali come la nutrizione parenterale totale.

In determinati paesi nel mondo la malnutrizione è strettamente collegata alle condizioni socio-economiche del popolo, a cui si aggiunge spesso l'estrema giovinezza delle madri. Molti studi sono stati fatti cercando di determinare quali siano i fattori rischio che incidono sulla malnutrizione nei paesi africani, tutti risultano comunque collegati sempre alle condizioni di povertà del luogo e al grado di istruzione della madre.

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Rischi

La persona è a rischio malnutrizione se manifesta almeno uno di questi segni clinici:

  • Calo ponderale non intenzionale - > 10% del peso corporeo abituale in pochi mesi
  • Peso corporeo < 90% del peso ideale per l’altezza
  • Indice di massa corporea calcolata < 18,5

 
Sintomi

Fra i sintomi ritroviamo:

  • Generali:debolezza, anoressia, anemia, ulcerazioni, diarrea, pigmentazione cutanea, ipotrofia temporale e calo ponderale
  • Cute e similari: capelli fragili, facili ecchiminosi, rash a componente desquamativa alle estremità inferiori del corpo
  • Occhi: cecità notturna, secchezza, oftalmoplegia e macchie di Bitot;
  • Bocca: glossite, cheilosi, riduzione del senso del gusto, sanguinamento gengivale e flogosi.
  • Neurologiche: disorientamento, neuropatia periferica, atassia cerebellare, perdita del senso di posizione.

Gli esami eseguiti rivelano una ridotta albumina sierica e un elevato tempo di protrombina
In specifico possono trovarsi vari deficit a seconda del tipo di vitamina assente nella nutrizione del soggetto.

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Epidemiologia

Secondo Jean Ziegler (il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo per il 2000 a marzo 2008), nel 2006 la mortalità a causa di malnutrizione rappresentava il 58% della mortalità totale: "Nel mondo, circa 62 milioni di persone muoiono ogni anno per diverse cause combinate. Nel 2006, più di 36 milioni sono morte di fame o di malattie a causa di carenze di micronutrienti."

2.2  Malnutrizione salutistica

I salutisti dei paesi benestanti interpretano spesso "malnutrizione" come sovrapeso come lo dimostra il seguente citato:


"Il termine malnutrizione va inteso nel senso di cattiva nutrizione caratterizzata da eccessi alimentari non nel senso restrittivo usato generalmente come scarsa nutrizione.

Ippocrate diceva “il cibo sia la tua medicina” perché il cibo ha poteri notevoli sull’organismo: se ben dosato consente una vita il più possibile in salute compatibile con il patrimonio genetico e l’ambiente in cui si vive; se usato male, come sempre più frequentemente accade, può portare a degenerazione precoce dell’organismo sovraffaticato e sopraffatto da cibo in eccesso e di cattiva qualità.
Tutti gli automobilisti quando fanno benzina, si preoccupano di specificare quale carburante usare per la loro automobile, consapevoli che un carburante sbagliato può causare anche gravi danni al motore ma non si preoccupano di quello che loro stessi usano come carburante, cioè il cibo. Il nostro organismo è certamente molto di più di una serie di pezzi meccanici, ma se malnutrito si ingolfa e perde colpi."

L'argomentazione salutistica anzitutto evita di nominare criteri misurabili e si basa su una deduzione ad analogia. E non avendo criteri si discute a vanvera.

2.3  Malnutrizione e peso corporeo


Peso e mortalità

Paragonando le argomentazioni mediche e salutistiche si nota:

  • il parere medico non include il "sovrapeso" come rischio esistenziale
  • il parere salutistico non include il "sottopeso" come rischio esistenziale

Stando all'argomento è facile combinare le due argomentazioni: secondo il parere medico diventa "esistenzialmente pericoloso" a un BMI < 18.5 kg/m2 che epidemiologicamente corrisponde a una mortalità di 1.5 (50 % più alto della media mortalità M=1 della popolazione). Prendendo la stessa mortalità come criterio "esistenzialmente pericoloso" per il sovrapeso si arriva a un BMI > 45 kg/m2.

L'uso del peso come criterio per un sospetto medico di malnutrizione non è forse la migliore scelta. Un bravo medico considera ben altri sintomi per un sospetto, ma questi sintomi richiedono estese conoscenze di metabolismo umano e "occhio clinico" non riducibili in semplici dati.

2.4  Cause di squilibri nutrizionali

Da noi, le cause più frequenti di squilibri nutrizionali sono:

  • Povertà
  • Malnutrizione causata da disturbi psichici come diete restrittive, vegetarianismo, ortoressia, anoressia, bulimia, abuso di droghe, ...
  • Abuso di lassativi (p.es. aloe, senna, ... ), diuretici ed emetici (vomito) che impediscono un corretto assorbimento.
  • Aumentato fabbisogno in fasi della vita come gestazione, allattamento, infanzia, adolescenza e senescenza. Il fabbisogno individuale è comunque molto variabile. Durante l'allattamento aumenta ca. del 50%.
  • Malattie epatiche che causano dei disturbi metabolici e di immagazzinamento (specialmente delle liposolubili).
  • Malattie renali che causano dei disturbi metabolici di smaltimento e di recupero (delle idrosolubili).
  • Assorbimento intestinale difettoso causato da disturbi e malattie dell'apparato digerente come anemia perniciosa, celiachia, Mb. di Crohn, dispepsia e atonia digestiva, diarrea, costipazione.
  • Lesioni della flora intestinale (disbiosi intestinale) per infezioni intestinali o uso di antibiotici che impediscono un corretto assorbimento.

2.5  Tipi di malnutrizione

Sono trattati i seguenti argomenti:
Vitaminosi Mineralosi Squilibri in oligoelementi Proteinosi Lipidosi Glucidosi

Di solito la malnutrizione coinvolge una serie delle cinquanta sostanze necessarie per la sopravvivenza umana. È però possibile che mancano solo singole sostanze o sostanze di singoli gruppi. Perciò ha un senso trattare almeno i singoli gruppi. Gli effetti di mancanza o eccedenza di singole sostanze si trovano nelle tabelle sulle funzioni delle singole sostanze: → Sostanze nutritive umane.

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Vitaminosi

Fonti nutritive di: Vitamine

Notevoli quantità di vitamine si trovano in:

  • Uova
  • Frattaglie spec. fegato
  • Nocispeci
  • Lievito medicinale

Le vere e proprie avitaminosi (mancanza completa) si incontrano quasi esclusivamente in casi di carestie nei paesi del terzo mondo, mentre le ipovitaminosi e deficienze subcliniche si notano anche da noi. Oltre alle cause citate in "Cause di squilibri nutrizionali" per le vitamine si incontra spesso:

  • Uso di antagonisti vitaminici come p.es. derivati dal cumarino (anticoagulante) che inibiscono il riassorbimento cellulare di vitamina K (voluto per abbassare la coagulazione).

Le ipervitaminosi capitano per eccessiva somministrazione di integratori alimentari. Per le idrosulubili i limiti superiori sono di solito molto alti, perché sono eliminate in poco tempo con l'urina. Certi liposolubili, specialmente le vitamine A, D e K, essendo "immagazzinabili" possono accumularsi nell'organismo in quantità che creano serie patologie. Per questo motivo, per certi preparati del genere cche superano il fabbisogno giornaliero, è richiesta la ricetta medica.

Qualsiasi dei sovracitati criteri può essere un motivo di sospetto per una vitaminosi, che va poi chiarito con esami di laboratorio.

 

Mineralosi

Fonti nutritive di: Minerali

Notevoli quantità di Minerali si trovano in:

  • Nocispeci
  • Funghi
  • Latticini
  • Sale da cucina
  • Cioccolato

Entro determinati limiti quantitativi e temporanei per ogni singola sostanza, grazie a:

  • l'assorbimento selettivo intestinale.
  • I magazzini corporei.
  • L'escrezione misurata e selettiva dei reni.

In quanto regolatori, l'organismo riesce a compensare sia deficienze sia sovraccarichi di minerali. Oltre questi limiti (inferiori o superiori),si manifestano seri effetti patologici a livello biochimico e biofisico con conseguenze rilevanti nel funzionamento di tutti i meccanismi fisiologici.

Cause di mineralosi possono essere tutti gli stati elencati in "Cause di squilibri nutrizionali".
Stress emozionali e fisici così come stress da sovraccarico alimentare legati perlopiù al metabolismo proteico causano un aumento del fabbisogno di minerali per l'organismo.
Più spesso si riscontrano:

  • Iponatriemia: in sportivi che fanno competizione e in persone anziane che non curano o non riescono a curare l'equilibrio tra l'assunzione di sale e acqua. Rimedio: 1/2 cucchiao da tè di sale in ogni litro di bevanda. Consumo di brodo.
  • A volte deficienze di calcio in sportivi che fanno competizione e persone in terza età (Ca e P) afflitte da dolori cronici. Rimedio: 1'000mg di Ca.
  • ogni tanto deficienze di magnesio in sportivi di competizione e persone in terza età afflitte da patologie cardiache. Rimedio: 300mg di Mg.


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Squilibri in oligoelementi

Fonti nutritive di: Oligoelementi

Notevoli quantità di oligoelementi si trovano in:

  • Uova
  • Fiocchi d'avena
  • Frattaglie spec. fegato e reni
  • Cioccolato
  • Lievito medicinale

Le cause principali di squilibri di oligoelementi sono elencate sotto → "Cause di squilibri nutrizionali"

Siccome gli oligoelementi hanno delle funzioni vastissime e molto specializzate, la loro deficienza causa sintomi di ogni tipo, ma sindromi abbastanza caratteristiche per i singoli elementi (p.es. anemia, malavoglia, stancabilità, mancanza di concentrazione, ... per la mancanza di ferro: per via del limitato trasporto di ossigeno dai polmoni alle cellule per il catabolismo energetico).

Il sovraccarico della gran parte di oligoelementi (specie dei metalli) invece crea serie patologie sia di ordine funzionale (intossicazioni) che di ordine strutturale (p.es. ferro → emosiderosi: deposito di ferro con aberrazioni tessutali nei diversi organi come cirrosi epatica ...).

 

Diagnosi di squilibri in oligoelementi
In base a dei sospetti sintomatici si determina la concentrazione dell'elemento sospettato o dei suoi metaboliti nei liquidi corporei (sangue, siero, urina).

La determinazione sintomatica richiede notevoli conoscenze specializzati e sono raramente fatte in mancanza di personale. Si preferisce caso mai una determinazione di una gamma di elementi che è finanziariamente impegnativa e un campo di gran lucro per laboratori complementari e alternativi in nazioni e per persone (spesso ipocondriache) benestanti.

La versione a "buon mercato" tenta di rilevare dati dalla spettralanalisi dei capelli, il che è assolutamente non affidabile perchè subentrano elementi esterni (ambiente ecosmetici usati).

Più spesso si riscontrano:

  • deficienze di iodio in regioni dove il suolo è privo di questo minerale e in persone che consumano preferibilmente prodotti della loro regione. Rimedio: sale iodato
  • deficienze di ferro in persone strettamente vegetariane, con emorroidi sanguinanti o donne con forti e prolungate mestruazioni. Diagnosi: laboratorio. Rimedio: "Mele chiodate".

Somministrazione di oligoelementi
Gli oligoelementi sono di moda e vanno somministrati maggiormente come "integratori alimentari". Finora, diversi studi in largo stile hanno dimostrato nessun effetto statisticamente rilevante per nessuna patologia, probabilmente perchè sono applicate in dosi blande e senza discriminazione diagnostica razionale.

Oltre alla banale causa di malnutrizione per povertà o ideologia anche l'organismo può limitare l'assimilazione intestinale per buoni motivi. Il ferro p.es. è un ottimo substrato per malattie infettive. In regioni altamente infette o nelle ultime settimane di gravidanza, l'organismo riduce l'assunzione di ferro come "prevenzione naturale". Finché non si tratta di deficienze gravi, in questo caso la prescrizione di ferro è da ritenersi un errore medico.
Lo zinco, come altro esempio, è un ottimo substrato per diversi funghi e miceti. In caso di aumentato rischio (p.es. di aspergillosi), l'organismo riduce l'assimilazione di zinco nel tratto gastrointestinale per motivi più che buoni.

Una serie di oligoelementi possono essere rimedio in diverse patologie: p.es. Cr, Zn e Mn in caso di diabete. L'applicazione di oligoelementi in dosi terapeutiche richiede precise conoscenze.
I metalli sono molto affini all'ossidazione, per cui quasi tutti gli oligoelementi metallici (in dosi ragionate) sono potenti antiossidanti in quanto legano radicali liberi. Inoltre alcuni di loro (come lo zinco), essendo concorrenti di altri metalli pesanti altamente nocivi (come piombo, mercurio) servono (sempre in dosi ragionate) come disintossicanti, perché occupano i loro posti e fanno si che man mano essi vengono eliminati. Somministrati in forma di sali o ossidi, quasi tutti i metalli creano dei disturbi di digestione, perché queste forme sono tossiche. È quindi importante che nel preparato farmaceutico siano legati in forma organica (come ascorbato, orotato, aspartato, citrato, ...).

 

Proteinosi

Fonti nutritive di: Proteine

Notevoli quantità di proteine si trovano in:

  • Carni
  • Pesci
  • Formaggi, Latticini
  • Uova
  • Leguminosi

Queste deficienze sono rare Nei nostri paesi benestanti, queste deficienze sono rare e si incontrano quasi solo in persone anoressiche e gravemente tossicodipendenti nonchè in certe malattie elencate in "Cause di deficienze nutrizionali". Il sintomo guida è l'ascite (idroabdome) riscontrabile in persone sottopeso.

In gioventù, la scarsità di proteine nella dieta (anche non clinicamente manifeste) si esprime spesso con diminuita crescita ma anzitutto con un debole sviluppo dell'apparato osseo. Questo fatto si esprime In età avanzata, questo porta a una marcata inclinazione all'osteoporosi.

Durature ipoproteinosi si evolvono in → Cachessia e finiscono letale.

In determinate malattie renali c'è da evitare una iperproteinosi alimentare: i medici curanti indicheranno per queste persone delle precise diete terapeutiche che come "prevenzione" sono controindicate!
Certi rami salutistici consigliano precauzione da iperproteinosi. Non è razionale perché ci sono interi popoli che si nutrono quasi esclusivamente di proteine e grassi (eschimesi, masai) senza che si conoscano particolari patologie in merito.

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Lipidosi

Fonti nutritive di: Lipidi

Notevoli quantità di lipidi si trovano in:

  • Oli vegetali
  • Strutto, Burro
  • Formaggio duro
  • Salumeria, insaccati
  • Nocispeci
  • Pesce marittimo

Queste deficienze sono rare e presenti in malattie e disturbi descritti sotto "Cause di deficienze nutrizionali". Caso mai, delle estreme mancanze causano capelli fragili, secchi opachi. La mancanza di acidi grassi essenziali causa disguidi ormonali sessuali.

Certi rami salutistici consigliano precauzione da iperlipidosi. Non è motivata, perché ci sono interi popoli che si nutrono quasi esclusivamente di proteine e grassi (eschimesi, masai) senza che si conoscano particolari patologie in merito.


 

Glucidosi

Fonti nutritive di: Glucidi

Notevoli quantità di glucidi si trovano in:

  • Pane, pasta, piatti graminacei (granoturco, riso, miglio)
  • Ortaggi bulbosi (patate, ...)
  • Zucchero da cucina
  • Succhi di frutta
  • Bibite industriali

Non si conoscono bene i limiti inferiori e superiori dell'assunzione di glucidi dall' organismo umano per il semplice motivo che dei glucidi sono sintetizzabili dall' organismo sia a partire dai lipidi sia a partire dalle proteine (parzialmente funzionano anche dei processi inversi). "Glucidosi" è quindi un termine raramente usato in medicina.

Si stima che per l'organismo la gluconeogenesi non sia troppo impegnativa se riceve la quantità necessaria per il funzionamento di eritrociti e neuroni proprio come glucidi esogeni, il ché corrisponde a 120 ... 150 gr per giorno, corrispondente a 500 ... 600 kCal).

Di una nutrizione molto scarsa di glucidi si conosce la "gran voglia di dolci" dai racconti di popoli quasi carnivori come eschimesi, masai, ..., ma senza notevoli effetti patogeni. Da nutrizioni molto ricche di glucidi invece si sospetta che promuovino la formazione di diabete II senescente.

3.  Ortoressia

Ortoressia it.Wikipedia

Un ortoressico sostituisce i criteri biologici di gusto, olfatto, voglia, piacere, sete, appetito, ... con i criteri ideologici, religiosi, giuridici di giusto e sbagliato.

È un numero in crescita quello di persone megalomani e arroganti che sostengono che l'inventore della biologia abbia sbagliato tutto e che spetta loro dover correggere il tiro.

L'ortoressia (dal greco orthos -corretto- e orexis -appetito-) è una forma di attenzione eccessiva alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche. Può essere dovuta ad una paura, a volte maniacale, di ingrassare o di non essere in perfetta salute, e conduce proprio, di norma, a un risultato opposto con conseguenze negative sul sistema nervoso, avvertite con difficoltà dal soggetto colpito e in modo evidente da chi lo circonda.

È classificata come disturbo dell'alimentazione, ma non ancora ufficialmente riconosciuta dal mondo psichiatrico e quindi non ancora presente nel manuale americano. È stata descritta per la prima volta da Steve Bratman nel 1997, dietologo che si autodefinisce ex-ortoressico e che ha formulato un questionario allo scopo di identificare questa psicopatologia.

La psicoanalisi odierna tende a dare sempre più peso a questa forma di mania per le regole eccessive, rivolte in particolare al cibo, ritenendo che si stia diffondendo silenziosamente e coinvolga in maggior misura individui di sesso femminile.
Sono stati riconosciuti diversi livelli di ortoressia, a partire da forme più lievi e transitorie fino ad arrivare a situazioni quasi maniacali, ma non sono stati ancora catalogati in termini clinici.


 

Sono trattati i seguenti argomenti:
Sintomi e diagnosi Rischi di ortoressia

Sintomi e diagnosi


Secondo il seguente test ideato da Bratman, una risposta affermativa a più di 4 domande ci classifica all'inizio della patologia ortoressica, sino a un livello maniacale nel caso di tutte le risposte positive:

  1. Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
  2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
  3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
  4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
  5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
  6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
  7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
  8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
  9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
  10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto? ''

Rischi di ortoressia

I rischi dell'ortoressia sono le malnutrizioni latenti di tutti tipi: il nostro organismo psichicamente sano ci fa sapere tramite appetito, sete, voglia, disgusto, gusto, attrazione, ... cosa li serve al momento.

Queste regolazioni e impulsi sono gestiti dal "cervello enterale" una parte del sistema nervoso poco conosciuto, malgrado che è dotato di altre tanto cellule nervoso como la corteccia cerebrale e si dedica unicamente di nutrizione e metabolismo. Personalmente non mi fido di ragionamenti ideologici della corteccia bensì del "enterale" in questo merito.

L'esperienza terapeutica mi insegna, che chi tenta di sostituire il "cervello enterale" con il "cervello corticale" in materia di nutrizione andrà a finire in malnutrizione, perché non riesce a dedurre con la ragione il percorso temporaneo del fabbisogno di ca. 50 variabili di sostanze alimentari. E le credenze e superstizioni in merito sono controindicate anche basate su dati statistici, perché vorrei vedere la statistica che considera 50 variabili di un sistema.

4.  Bulimia, Anoressia

(anorexia nervosa, bulimia nervosa)

Anoressia it.Wikipedia Bulimiaweb.ticino.com Adiposità my-personaltrainer.it

L'anoressia è diagnosticata in base all'indice di massa corporea inferiore a 18.5 kg/m2. Con peso ancora calante intorno a 14 kg/m2 è letale.

In nazioni industrializzate è la forma più frequente di sottopeso. Sono colpite prevalentemente le ragazze dopo l'adolescenza; la bulimia colpisce prevalentemente fino a ca. 35 anni. Il tema è approfondito nella relazione Dietetica metabolica DT 2.


Come causa dell'anoressia si ipotizza una crisi nello sviluppo psichico. Come terapista, in presenza di un BMI sotto 22 con tendenza a diminuire, comincio ad approfondire la situazione come per esempio nel caso di Claudia, 19 anni, 60kg / 1.65m, che perde ogni mese ca. 1 kg.

Sintomi tipici che indicano quando c'è una tendenza all'anoressia:

  • Reazione di rifiuto del cibo (inappetenza).
  • Perdita di peso.
  • Mancanza di mestruazioni.
  • Pressione, polso e temperatura corporea in diminuzione.

Bulimia:
Fase di rifiuto del cibo alternata a fasi di estreme abbuffate con susseguente vomito o purga forzata. È spesso frutto di cure dimagranti e situazione molto frequente in professioni femminili che richiedono un'immagine estetica più sociale che fisiologica.

Terapia:
Psicoterapia specializzata, a volte per anni.

Per problemi che riguardano l'anoressia, bulimia (l'alimentazione in generale) il Cantone Ticino dispone di servizi con specialisti ai quali ci si può rivolgere:

  • Servizio medico pedagogico per i minorenni.
  • Servizio Psico-Sociale per gli adulti.
  • Locarno e Valli tel. 751 49 58
  • Bellinzona e Valli tel. 821 41 81
  • Lugano e luganese tel. 922 02 91
  • Biasca tel. 862 25 76
  • Mendrisio e Mendrisiotto tel. 646 83 93

(stessi numeri sia per pazienti minorenni che adulti):

N.B.: presso il Servizio Psico-Sociale di Mendrisio ci si può consultare con la signora Schmid che gestisce la biblioteca dove, in merito, sono reperibili vari testi di consultazione.

5.  Cachessia


La cachessia è una grave forma di deperimento organico, caratterizzata da progressivo deterioramento di tutte le funzioni metaboliche, con debolezza, anoressia e dimagrimento, con escavazione dei tratti somatici (facies cachettica).

Tale quadro può essere dovuto ad anoressia nervosa, malattie endocrine (per esempio cachessia pituitaria), a tumori maligni e a demenza.

La cachessia nel tumore è un processo passivo, dovuto all'azione depauperante del tumore nei confronti di proteine, lipidi, glucidi, purine, ma anche un processo attivo dovuto ad alcune sostanze anche di origine tumorale (per esempio TNF, tumor necrosis factor).


Adiposità

L'adiposità è valutata in base a "sentenze" riguardo il peso corporeo alle quali si arriva adottando criteri più o meno sensati. L'adiposità è molto raramente una "malattia" ma sopra certe misure diventa un "fattore rischio" per una lunga sopravivenza.


I nostri medici parlano di "sovrappeso" con un BMI tra 25 ... 30, di adiposità "di solito" quando il BMI è tra 30 ... 40, di adiposità estrema se il BMI supera i 40. Visto il numero elevato di medici e dietologi che abbiamo, molti di loro propongono delle cure dimagranti a partire di un BMI superiore a 25 indistintamente se si tratta di uomini o donne.
Secondo delle statistiche epidemiologiche il rischio è minimo tra un BMI tra 20 … 30 kg/m2
Quindi, secondo questi criteri l'obesità va trattata in uomini con un BMI nettamente superiore ai 30, in donne con un BMI nettamente superiore a 35. Il tema è approfondito nella relazione Dietetica metabolica DT 2.

Cause per l'obesità:


Cause per l'obesità

Le cause per l'obesità sono maggiormente squilibri ormonali stimolati dai più diversi fattori. Di conseguenza del cibo non energeticamente "sfruttato" viene depositato in forma di grasso:

  • Sotto il derma.
  • Dietro il peritoneo (rischio aumentato: girovita > fianchi).
  • Tra i muscoli.
  • Intorno ai reni e al cuore.
  • Ev. nel fegato.
  • Nelle donne, prevalentemente lateralmente alle cosce e dietro la nuca (depositi per allattamento di bambini durante carestie).

 
I lottatori "sumo" giapponesi (tutti con un BMI superiore al 40) godono di ottima salute e diventano anziani senza nessuno dei seguenti sintomi, che vengono spesso abbinati a sovrappeso e obesità, ma che, come studi recenti hanno dimostrato, sono piuttosto la conseguenza di mancanza di movimento:

  • Per via del lavoro eccessivo del cuore: mancanza di fiato, polso accelerato, edemi intorno alle caviglie.
  • Spesso ipertonia.
  • Giunture/legamenti sovraccarichi.
  • Spesso diabete e/o gotta.
  • Spesso aumento di trigliceridi e colesterolo ematico.

Terapie:


  • Cura psichica, cura della costipazione.
  • Bilancio energetico equilibrato per mantenere il peso.
  • Se le cure dimagranti risultano essere veramente "il minor male"; solo sotto il controllo di uno specialista in metabolismo.
  • A volte come sostegno servono → ric. C),D) E)
Nella foto un uomo alto 1.76cm, peso 130 kg, BM 44:
  • secondo il giudizio medico è "estremamente obeso" e bisognoso di terapie dimagranti;
  • secondo gli studi epidemiologici ha una mortalità aumentata (rischio ca. -9 anni);
  • secondo la mia valutazione è troppo grasso dietro il peritoneo (girovita superiore del girofianchi) e altamente bisognoso di movimento e di una nutrizione energetica equilibrata.


6.  Raccomandazioni dietetiche

È un campo dominato da "sacerdoti e credenti dietologici" medici, paramedici, giornalisti e dall'industria alimentare, basato su delle mode nutrizionali i cui paradigmi cambiano col cambiare di generazione:

  • A partire dal '55 ci si doveva nutrire prevalentemente di carne magra e verdura e i vegetariani sostituivano la carne con cereali e dolciumi.
  • A partire dal '75 i carboidrati diventarono obsoleti, specialmente lo zucchero e l'alcol, e ci si doveva nutrire di carne, grasso, verdura e surrogati dolciari; i vegetariani sostituirono i carboidrati con oli pressati a freddo.
  • A partire dal '95 i lipidi (grassi e oli) furono ritenuti nemici della salute e responsabili di "obesità" e improvvisamente i carboidrati vennero assolti e abbinati alla verdura, caldamente consigliati. La carne fu ritenuta "neutra", ma a condizione che fosse magra.

 
Io, come relatore di questa lezione, mi trovo in seria difficoltà per i seguenti motivi:

  • Come insegnante sono scettico riguardo le diete e mi baso su degli studi epidemiologici, invece che su delle trasmissioni televisive o il Readers Digest e mi sento vicino alla "Evidence based medicine".
  • In quanto naturopata mi interessano criteri come mortalità, qualità di vita, serenità (assenza di stress), fattibilità, successo e plausibilità terapeutica più che pareri di professori con chissà quali interessi.
  • Come cittadino razionale detesto la megalomania umana nel pretendere che milioni di anni di evoluzione fisiologica altamente sensata potrebbero essere ingannati da un paio di trucchi in nome di un ideale estetico o etico.
  • Mai mangiare contro voglia (solo perché è l'ora del pasto).
  • Mangiare sempre quando c'è appetito.
  • Prendersi almeno venti minuti per un pasto (servono per arrivare alla sensazione di sazietà).
  • Pane e acqua con il cibo, perché saziano e sono buoni.
  • Cucina mediterranea variata secondo la stagione.
  • Niente di "sano" o "giusto" o "consigliato".
  • Non abusare del cibo come surrogato o come rimedio per problemi socio-psico-somatici.
  • Evitare "pasti prefabbricati" perché contengono porcherie e spesso sono privi di "micronutrienti".
  • Frutta, verdura, legumi "di stagione".
  • "Crudità" con misura".

6.1  Quantità e composizione dei cibi


Donna Masai

L'organismo umano, in milioni di anni di evoluzione, si è perfezionato per vivere bene assumendo cibi molto diversi:

  • Gli eschimesi si nutrono quasi esclusivamente di carne e grasso.
  • I masai vivono ingerendo altissime dosi di grasso animale e carne e sono tutti alti e snelli.
  • Nel sud dell'India si mangia vegetariano, con molti carboidrati e oli vegetali.
  • Nel Mediterraneo la cucina è variata e gustosa.
  • In Giappone, la durata di vita è aumentata di scatto da quando i giapponesi hanno abbandonato i loro cibi tradizionali e si nutrono all'americana (grasso e dolce).


 
Esistono però innumerevoli tabelle e indicazioni per una nutrizione sana, con criteri di sano e malsano che cambiano ad ogni stagione giornalistica. I miei indicatori per una nutrizione "naturale" sono:

  • Alle nostre latitudini, con locali riscaldati e lavoro corporeo ridotto, ci servono ca. 2'300 ... 2'500 kCal giornaliere per il fabbisogno energetico (variabile secondo la persona).
  • La composizione "naturale" della nutrizione secondo me (da studi epidemiologici) è la seguente:
    • Carboidrati ca. 50% (calorico).
    • Grassi ca. 35% (calorico).
    • Proteine ca. 15% (calorico).

(I dietologi "ex cathedra" saranno allibiti!):

◦⦆─────⦅◦
Dimagrire, ...
diete restrittive, mantenimento del peso referenza

Per un organismo, il dimagrire è uno stress che non dimentica più. Farà di tutto per riacquistare il peso perso, perché lo interpreta come un pericolo esistenziale, una carestia. Chi tenta di ingannare questo meccanismo, incorrerà in brutti fallimenti perché tenta di ingannare processi biologici che stanno al di là della volontà e di altre belle invenzioni umane.

Dimagrire, a lungo aumenta il peso!


Certo che si può dimagrire, anche molto, ma è solamente una questione di tempo ( ca. due anni) fino a quando la realtà biologica ha la sua rivincita (e normalmente con un aumento di chili).

Come medico naturalista responsabile e cosciente del principio del "minor male" devo consigliare ai miei pazienti di non dimagrire, ma di mantenere il loro attuale "peso referenza", ereditario e determinato dalla propria storia. Ogni altro consiglio, oltre ad essere un'illusione, non potrebbe che essere negativo.
Il tema è approfondito nella relazione Dietetica metabolica DT 2.

  • È ottimo mantenere il peso di referenza attuale!
  • Eventualmente aumentandolo leggermente con il passare degli anni.

Le implicazioni terapeutiche sono notevoli e consistono maggiormente nello sradicare dalla convinzione del paziente innumerevoli dogmi nutrizionali. Non voglio entrare in merito: ogni bravo terapista deve fare questo lavoro dapprima per se stesso. Ma è un obiettivo terapeutico raggiungibile. A livello calorico è indispensabile determinare il fabbisogno energetico individuale del paziente. Per la composizione della dieta è meglio lasciar scegliere al paziente, secondo le proprie abitudini. Eventualmente bisogna controllare la parte "non calorica" e specialmente il minimo proteico (0.7 ... 1,8gr/kg di peso corporeo).
Se le diete restrittive fossero medicamenti, i loro inventori finirebbero tutti in galera per lesione (intenzionale o colposa) all'integrità del prossimo, perché:

Dimagrire mette in pericolo la salute!

  • Il metabolismo, costretto a servirsi del capitale proteico per soddisfare il fabbisogno energetico viene seriamente disturbato,. L'alto tasso di ammoniaca non solo rende acido tutto l'organismo, ma aumenta notevolmente i rischi tumorali e cirrotici nonché la gotta.
  • Dopo il primo disturbo, il metabolismo si adatta genialmente alla situazione cominciando ad ottimizzare l'assimilazione, l'assorbimento e lo sfruttamento delle poche sostanze messe a disposizione. Diventa economico in modo spaventoso, geniale, ma non a favore di chi digiuna. Per calmare il suo animo, fa si che nel cervello ci sia la produzione di sostanze "esilaranti" per pacificare un po' il povero affamato.
  • La digestione viene seriamente disturbata (specialmente la flora intestinale) per quantità e composizione insolita di cibi, fino a seri disturbi di assorbimento di "micronutrienti".
  • Abbassando la quantità del cibo diminuisce anche l'apporto di elettroliti, minerali, vitamine, oligoelementi, lipidi e aminoacidi essenziali (tutte sostanze non caloriche, ma indispensabili per il complesso funzionamento dell'organismo). Come conseguenza si osservano tutti i tipi di deficienze alimentari.
  • Lo stress (fisico) creato dalla dieta riduttiva, amplifica spaventosamente quasi tutti gli altri rischi di malattia.

Non intendo elencare le patologie collaterali del dimagrire perché sarebbe un'opera a sè.

Ci sono anche dei rari casi di obesità con BMI oltre 45 (p.es. uomo 160kg / 1.76m) con netta tendenza all'aumento, dove i rischi del peso potrebbero superare i rischi del dimagrire (principio del minor male).
Come medico naturalista "generale", non mi sentirei all'altezza di trattare un caso come questo di evidente disfunzione metabolica e non mi resta che sperare che il mio povero paziente trovi uno specialista in patologie metaboliche non indottrinato da stupidi concetti sociali.

7.  Allegati

7.1  Immagini


7.2  Impressum

3a edizione

da Patologia e terapie MmP Vol.II PT
Autori e relatori:
Peter Forster, medico naturista NVS, docente di "Materia medica Popolare" e terapista di tecniche corporee
Bianca Buser, terapista di tecniche corporee, aromaterapia e fitoterapia applicata.

Testo a cura di:

Consuelo Pini, Benedetta Ceresa, Mario Santoro

Impaginazione e stampa:

Laser, Fondazione Diamante, Lugano

Versione web:

Illustrazioni, collegamenti e cura di Daniela Rüegg

Cc by P. Forster & B. Buser nc-2.5-it
1a edizione 1996 2a edizione 2000 3a edizione 2010

7.3  Commenti

alla pagina PT / 5.3.1 Disturbi alimentari: ev. cliccare sul titolo per stilare un commento

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Ultima modifica: February 11, 2011, at 09:23 PM
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