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1.2 Elementi di oncologia

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Categoria: Enciclopedia Patologia Terapia Oncologia

Il presente testo è stato revisionato, illustrato e linkato da Daniela Rüegg in base alla
dispensa Elementi di oncologia

Scritti correlati:

CSA: Neoplasmi Dispensa CSA MmP: Oncologia Lucidi MmP Oncologia it.Wikipedia

1.  Sinopsi

Sono trattati i seguenti temi:
Basi e concetti, diagnosi tumorale, terapie di tumori, modelli terapeutici complementari e terapie naturopatiche.


Cellule tumore al seno

Cellula carcinoma al seno

Cellule leucemiche
nel sangue

Cellule immunitarie "killer"
attaccano cellula cancerosa





2.  Basi e concetti naturopatici e clinici.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Concetto naturopatico di tumori Concetto clinico di tumori

2.1  Concetto naturopatico di tumori


Respirazione cellulare

I naturopati partono prevalentemente da un modello multifattoriale con diversi disturbi funzionali e deficienze nell'organismo del paziente quali:

  • deficienze del sistema immunitario
  • disturbi ormonali
  • disturbi elettrolitici e di oligoelementi
  • deficienze di vitamine
  • disturbi nell'economia calorica
  • disturbi d'equilibrio acido-base
  • disturbi di "disintossicazione" e defecazione
  • disturbi digestivi intestinali
  • disturbi di respirazione cellulare
  • disturbi "psico-mentali-spirituali".


2.2  Concetto clinico di tumori

Classificazione di tumori


Crescita tessutale neoplastica




Sono trattati i seguenti argomenti:
Tumori benigni Tumori maligni Tumori semimaligni


Tumori benigni

I tumori benigni crescono lentamente e sono ben delimitati dal tessuto vicino. Possono scostare il tessuto adiacente, ma non lo invadono. Non creano metastasi.

Se si escludono i problemi dovuti all'effetto di massa del tumore stesso, ma ad eccezione dei tumori benigni del cervello che a secondo della loro massa e localizzazione possono compromettere funzioni vitali, normalmente questi tumori non sono letali.

I tumori benigni sono:


Angioma
  • adenoma: ghiandole
  • polipi: mucose
  • fibromi: tessuto connettivo
  • lipomi: tessuto lipidico
  • miomi: tessuto muscolare
  • osteomi: tessuto osseo
  • condroma: tessuto cartilagineo
  • angioma: tessuto di vasi sanguigni.



Tumori maligni


Sarcoma

I tumori maligni si sviluppano velocemente, non sono ben delimitati verso il tessuto circostante invadendolo, possono diffondersi attraverso i vasi sanguigni e linfatici e formare metastasi (tumori secondari in organi lontani). L'integrità del paziente viene seriamente lesa fino alla cachessia (deperimento con estrema magrezza e perdita delle forze) e la morte.

Tumori maligni sono:

  • carcinoma: epitelio
  • sarcoma: mesenchima.



Tumori semimaligni


Basalioma

Sono localmente invasivi, ma non formano metastasi, come p.es. il basalioma.


Caratteristiche della cellula cancerogena

(rispetto a una "sana")


Cellula cancerogena
aggredita da linfociti

Cellula sana
  • Grandezza e forma dei nuclei variabili
  • membrana non sferica
  • plasma e organuli più variati
  • aumentato metabolismo energetico
  • rate di proliferazione aumentata
  • rate apoptosi (suicidio cellulare) diminuita.


Patogenesi


Dopo un'ipotesi di Pott (1775) sui cancerogeni e una di Ramazzini (1700) sui fattori di rischio, nel 1949 i due pareri si unirono in un modello che spiega le modalità e le cause possibili dello sviluppo di un tumore.

All'origine si pensa che ci sia un'interazione tra i fattori cancerogeni e il materiale genetico delle cellule, in modo che la procreazione della cellula consiste in una mutazione della cellula stessa (funziona diversamente). L'inizio può essere un singolo evento, che non basta però per permettere alla mutazione di procrearsi rapidamente e di invadere. Per questo si pensa sia necessario un "promotore" continuamente presente che favorisca lo smisurato ripetersi delle mutazioni.

Il modello lascia aperte diverse domande come, ad esempio, quelle che riguardano le condizioni genetiche per la sopravvivenza di mutanti o il ruolo del sistema immunitario di neutralizzare quest'ultimi.

Si pensa che i tumori abbiano una durata di latenza che varia da 10 ai 20 anni. Questo concetto è in contrasto con l'esistenza dei tumori infantili.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Promotori e fattori a rischio Cancerogeni e nascita dei tumori

Cancerogeni e nascita dei tumori


aflatossina

Sono molti i fattori cancerogeni conosciuti:

  • agenti chimici come gli idrocarburi policiclici prodotti da processi di combustione incompleti
  • amine aromatici, nitrosamine, amianto con fumo, arsenico
  • tossine di diversi miceti come aflatossine (muffa di noci)
  • cancerogeni fisici come raggi ionizzanti, ultravioletti, implantati
  • cancerogeni virali.



Promotori e fattori a rischio

Si sa poco e si specula molto; "di moda" sono gli episomi (sostanza genetica di virus in forma di un libero anello di DNA nel nucleo della cellula) che dovrebbero permettere al tumore di diventare invasivo.

Come fattori "a rischio" si cita spesso il fumo (moltiplicatore 15 ... 20) per neoplasmi di polmoni, laringe, esofago, stomaco, la "nutrizione" (ma non è chiaro quale e in che misura promuove e che tipi di neoplasmi) nonché lo stress (moltiplicatore 10 ... 20) per le diverse forme di pressoché tutti i neoplasmi.

Sono note diverse sostanze specifiche cancerogene e condizioni "mutagini" che aumentano i rischi.

Nonostante l'importanza preventiva e di sanità pubblica della conoscenza dei fattori rischio (e di diagnostica) ho la forte impressione, che le centinaia di miliardi di dollari investiti negli ultimi 50 anni nella ricerca del cancro hanno reso risultati terapeutici deludenti. Ogni tanto penso che la moda medica di trattare rischi distrae solo dal brutto fatto di essere incapaci di curare.


3.  Diagnostica tumorale

Sono trattati i seguenti argomenti:
Diagnostica clinica Diagnostica tumorale complementare

La diagnosi di tumori è diventata un elemento importante di economia clinica e medica. È in tanti casi discutibile la relazione tra impegno ed effetto.

3.1  Diagnostica clinica


Tomografia assiale

Ricerca del tumore tramite:

  • ultrasuoni
  • radiografie
  • risonanza magnetica
  • endoscopia
  • isotopi radioattivi (medicina nucleare)
  • tomografia assiale computerizzata (TAC).

Quando c'è un sospetto, in certi casi si procede a una biopsia (con ago o operazione) e si cerca la verifica con analisi di laboratorio, tramite:

  • marcatori diretti o indiretti di tumori e/o
  • disturbi funzionali organici (chimica clinica, ematologia).

Vi sono anche "markers" = (indizi, marcatori) tumorali, in genere proteine prodotte dal tumore, che si possono rilevare nel sangue. Sono esami per la maggior parte aspecifici, che vanno usati in un contesto clinico. Raramente indirizzano verso una diagnosi (eccezione per fetoproteina nel caso di carcinoma epatico), ma sono di utilità nel follow-up (monitoraggio) del paziente durante e dopo la chemioterapia.


3.2  Diagnostica complementare

  • Microscopia citoplasmatica a campo scuro.
  • Procedure di essicazione/cristallizzazione del sangue.
  • Procedure bioelettriche/biorisonanza.
  • Radioestesia, diagnostica dell'occhio.
  • Procedure biochimiche.
  • Stati immunologici.

Lo stato immunologico determina la composizione della popolazione di cellule immunoattive. L'esperto in materia riesce:

  • a dedurre l'attuale attività e coinvolgimento dei diversi "riparti" del sistema immunitario
  • a intervenire applicando determinate sostanze per stimolare la produzione di certe subpopolazioni
  • a controllare l'esito di interventi.

Anche queste analisi sono impegnative visto che durante una terapia bisognerebbe farle abbastanza frequentemente, permettendo una buona gestione della terapia.

Tipo di cellula classif. CD Ambito norma
Leucociti tot. 4'000 - 9'000
Granulociti tot. 2'000 - 5'600
Macrociti -fagi CD14* .15* 140 - 800
Linfociti tot. 1'000 - 3'600
cellule B CD19* 50 - 500
cellule T CD3* 800 - 2'600
cellule T helper CD4* 400 - 1'800
cellule T suppressor CD8* 250 -1'200
cellule T attivate HLA DR+ 30 - 230
cellule T iL2-esprimente CD26+ <200
cellule natural killer 50 - 600
celllule killer linfocin. att. LAK 20-200

Nelle cure tumorali complementari, a richiesta ci orientiamo verso il sistema immunitario "riparto tumorcontrollo" e ci serviamo quindi di questa diagnostica per programmare le misure e controllarne l'esito. Questo, se gli oncologi o il medico di condotta collaborano, perché la prescrizione a carico delle casse malati è monopolizzata. Altrimenti il privato deve pagare ca. 300.- Fr. per l'analisi di ogni prelievo.


4.  Terapie dei tumori

Sono trattati i seguenti argomenti:
Terapie cliniche Terapie complementari

Clinicamente si trattano i tumori:

  • chirurgicamente
  • con farmaci (chemioterapia)
  • con raggi ionizzanti (radioterapia).

Spesso i tumori si trattano anche con una combinazione di queste terapie, sempre nel tentativo di "sradicare" il tessuto mutato. Poco si fa invece per rendere difficile la procreazione del tessuto e per fortificare i meccanismi di autodifesa dell'organismo.

4.1  Terapie cliniche

Sono trattati i seguenti argomenti:
La chirurgia La chemioterapia La radioterapia Le arti cliniche

  • Distruzione di cellule aberrate con sostanze chimiche (chemioterapia), con raggi ionizzanti (radioterapia) e interventi chirurgici
  • come prevenzione diverse misure farmacologiche (es. terapie ormonali)
  • come coadiuvanti psicoterapie specializzate (oncopsicoterapia, psiconcologia).

La chirurgia

Essa tenta di asportare in modo più completo possibile il tessuto infetto, cosa non facile:

  • vista la difficoltà di trovarlo nel corpo e poi
  • di distinguere quello malato da quello sano.

Se c'è un dubbio di propagazione si devono anche asportare i nodi linfatici, che drenano la zona. In più si deve garantire il funzionamento degli organi ridotti (p.es. intestino) e prevedere un risultato esteticamente accettabile (p.es. mammella).

Asportando i tumori localizzati, la maggior parte di massa tumorale, la "sopravvivenza 5 anni" aumenta del 10 ... 20% rispetto un "non trattamento" secondo il tipo del tumore, la grandezza ed eventualmente metastasi.


La chemioterapia

Essa tenta di avvelenare le cellule tumorali senza ledere troppo quelle sane. Si tiene in considerazione il fatto che le cellule tumorali sono leggermente più sensibili a certi agenti tossici delle cellule "normali". Cosa altrettanto difficile è il dosaggio, che deve essere "sicuramente" letale per le cellule tumorali, ma non per il paziente.

La "sopravvivenza 5 anni" aumenta 1 ... 5%, o molto di più se combinata con terapie complementari, perché spesso la clinica dimette questi pazienti in stati cachessici pietosi e con serie deficienze immunitarie. Così noi naturopati abbiamo il nobile compito di combattere effetti collaterali, curare diete e integratori alimentari di riconvalescenza, ripristinare flore mucotiche e riattivare funzioni immunitarie.


La radioterapia


Radioterapia

Anch'essa tiene in considerazione il fatto che le cellule tumorali sono più sensibili ai raggi ionizzanti (e al calore da essi sviluppato) delle cellule "normali".

Difficile è stabilire la dose di raggi, con quale intermittenza somministrarli e su quale area di tessuto, per evitare gravi ustioni.

La "sopravvivenza 5 anni" aumenta 5 ... 10%. Del resto per le terapie complementari vale (in misura meno drammatica) quello che è detto sotto "chemioterapia" tenendo conto delle ustioni e degli effetti tardivi (bruciore, prurito, ... )


Le arti cliniche

Si occupano:

  • della cura dei pazienti spesso gravemente lesi sistematicamente e organicamente
  • delle cure palliative dagli effetti collaterali
  • della prevenzione (specialmente per quanto riguarda i tumori ormone-dipendenti)
  • della diagnostica e del controllo accurato.

Visto che le cliniche sono poco dotate di esperti e strumenti per cure complementari, i medici di condotta spesso "tagliati fuori" dagli specialisti oncologi e le casse non disposte a spendere soldi in merito, questo settore è diventato vergognoso (salvo rare eccezioni).


4.2  Terapie complementari

Sono trattati i seguenti argomenti:
Naturopatiche coadiuvanti Oncologia antroposofica

Esse non possono e non vogliono concorrere con quelle cliniche. Vedono il loro contributo piuttosto in modo complementare, cercando di:

  • preparare ed accompagnare il cliente per e durante le terapie cliniche
  • effettuare una terapia complementare "postclinica"
  • prevenire le recidive.

L'idea sarebbe quella di fornire all'organismo gli strumenti per auto difendersi e di preparare un terreno sfavorevole al tumore, piuttosto che voler "sradicare le cellule tumorali".


Naturopatiche coadiuvanti / complementari

  • Basate sul rinforzo del sistema immunitario con diverse sostanze da Se, Zn, estratto della ghiandola del timo, echinacea, phytolacca.
  • Basate su antiradicali come la Vitamina C, compl. Vit. B, Vit. E e tante altre
  • diverse proposte dietetiche, ambientali e comportamentali (es. antistress)
  • "oncopsicoterapie" come il libro dei Simonton e programmi antistress
  • diverse tecniche di terapie corporee (riflessologia, Feldenkrais, Alexander, osteopatia craniosacrale e altri)

Dr. Feldenkrais
  • palliative per rendere più sopportabili gli effetti collaterali di terapie cliniche (es.fitoterapia, aromaterapia, ... ).
  • Proposte di diverse medicine di altre culture (tibetana, indiana, cinese ... )
  • cliniche e medici alternativi di diverso tipo con metodi come p.es. ipertermia
  • scoperte e credenze di singoli naturopati difficilmente valutabili e riproducibili.


Oncologia antroposofica

Farmacologia originale in base al vischio, oncopsicoterapia e terapie espressionistiche secondo R. Steiner applicate da medici antroposofici specializzati ev. in clinica specializzata (Ita Wegmann-Klinik, Arlesheim).


5.  Modelli terapeutici complementari

Sono trattati i seguenti argomenti:
Modelli naturopatici Matrice extracellulare Immunologia tumorale Biochimica tumorale

5.1  Modelli naturopatici


Diversi modelli e "approcci" si intercettano. Ogni "scuola" mette il peso sulla sua parte ritenuta importante. Non è nè distinto nè ben chiarito in diversi meccanismi, se è l'alterazione fisiologica a causare il tessuto tumorale o viceversa.



5.2  Matrice extracellulare


Sistema della matrice extracellulare
(regolazione umorale)

Liquidi e strutture extracellulari coinvolti nei processi tessutali. Substrato principale della difesa immunitaria.


5.3  Immunologia tumorale


funzioni della risposta immunitaria

Meccanismi di difesa contro cellule tumorali. Difesa immunocellulare:


5.4  Biochimica tumorale


Il modello biochimico focalizza i processi chimici / fisici che promuovono mutazioni cancerogene di cloni cellulari.


6.  Terapie complementari di tumori


Terapie tumorali cliniche & complementari



6.1  Sinottica di terapie complementari


Terapie antitumorali complementari




6.2  Vischio

R. Steiner ha proposto, nel 1920, preparati di vischio per la cura di tumori. La sua collega, Ita Wegmann, ha realizzato il progetto nella sua clinica di Arlesheim (Basilea Campagna).

Preparati
Il più noto della WELEDA, ISCADOR per applicazione s.c. Diversi tipi secondo l'albero "oste".


ISCADOR® (Weleda)

Contenuti (clic)

In parte in diluzione omeopatica fino D7 (1:10 milioni, potenziato 7 volte)

L'applicazione richiede l'accompagnamento di un medico o di un naturopata istruito.

La seguente tabella mostra alcune sostanze contenute in estratti di vischio e il loro effetto su cellule tumorali e immunitarie:


6.3  Peptidi di timo


THYM-UVOCAL®

I peptidi di timo a partire dal 1922 (Merck, Hoffmann-La Roche) sono usati per aumentare la resistenza contro le infezioni. Il loro uso è quasi sparito dopo la seconda guerra mondiale a causa dell'introduzione degli antibiotici.

In naturopatia sono ancora usati per gli "squilibri" del sistema immunitario (allergie, reumatologia, autoimmunitarie e terapie complementari tumorali)

La seguente tabella presenta alcune sostanze contenute in preparati di timo (p.es. THYM-UVOCAL) e il loro effetto sul sistema immunitario.

Peptidi Peso mol. (D) Effeti immunobiologici
HTH-alfa ormone omeostatico del timo 15'000 Compensa l'immunodeficienza del timo, azione sull'endoccrino, effetti radioprottetivi
HTH-beta 16'000
Protimosina alfa1 12'000 precursore di timosina alfa1
THF Thymic Humoral Factor 3'400 maturazione intralinfica di cellule linfoidi
Timosina alfa1 3'100 ↑ maturazione e differenziazione di timociti; ↑ produzione di linfokini in macrofaghi, stimola la sintesi di interferoni
Timosina alfa7 2'500 attivazione di cellule T suppressori
Timosina beta4 5'000 stimola l'attività fagocitaria di macrofagi
Timopoietina II 5'600 maturazione protimociti → timociti; stimola linfociti T helper
Timulina FTS 1'000 induce differenziazione di cellule T nello stadio prolinfocitico
Timopentina- pentapeptide 680 inibisce linfociti T suppressor

Esistono preparati "freschi" per iniezioni i-m., s.c. e i.v. e delle pastiglie.


6.4  Peptidi di organi


NEY-Tumorin®

I peptidi di milza/fegato (p.es. FACTOR AF2) sono usati da naturopati prevalentemente durante le radio-/chemioterapie, perchè aumentano la sopportabilità di queste terapie e diminuiscono il rischio di recidive.

Le proprietà generali sono:

  • immunostimolante specifico e non specifico monociti/macrofagi
  • protezione radiologica e del parenchima epatico
  • inibitorio cellule maligne
  • nessuna tossicità.

Un preparato spesso usato: NEY-Tumorin, iniezione i.m. e i.v.


6.5  Terapia ortomolecolare


Sostanze ortomolecolari

Careimmun®


La terapia ortomolecolare ha tre aspetti diversi:

  • garantire un rifornimento adeguato di biomolecole in caso di carenza latente e/o passeggera causata da malnutrizione, stress, carico ambientale, riconvalescenza
  • sostituire Vitamine (A, C, E, K, alcune del gruppo B) e acidi lipidici essenziali distrutti da terapie aggressive e sostenere il catabolismo di tossine provenienti dal tumore con aminoacidi (p.es. Methionin, BURGERSTEIN), Selenio, Gluthation
  • effetti diretti su certe forme tumorali (p.es. A, B3, Gluthation) o proprietà immunomodulatorie di sostanze come Vit. B1, B2, B6, C, Biotina, acido alfa-liponico, Selenio e Zinco.

Un ottimo preparato del genere è CAREIMMUN® della ditta biosyn


6.6  Terapia sistemica enzimatica


Wobe-Mucos®

John Beard 1911 ha proposto l'uso di enzimi animali contro i tumori. Problematica nella miscela di enzimi animali (pancreas) e di piante (ananas, papaya) con sostanze vasoprotettive (rutina).

Impiego recente:

  • reumatologia, autoimmunitarie: MULSAL, WOBENZYM, BROMELAIN* infiammazioni croniche: PHLOGENZYM, BROMELAIN
  • tumorali: WOBE-MUGOS, WOBENZYM.

Gli enzimi proteolitici usati nella terapia di tumori hanno i seguenti effetti:

  • sopprimono la formazione di molecole di adesione (meccanismo di metastasi)
  • sopprimono la capacità delle cellule tumorali di "mascherarsi" con fibrine (WRBA) o acido ialuronico* stimolano il sistema immunitario umorale e cellulare (attività fagocitica, produzione IL1, livello immunocomplessi soppressivi)
  • anti-edemigeni
  • inibitore di aggregazione trombociti. Cave! 3 giorni prima di un'operazione interrompere la somministrazione.



6.7  Ipertermia

Le cellule tumorali sono un pò più sensibili alle temperature alte rispetto alle cellule normali; l'alta temperatura si usa per distruggere le cellule cancerogene.

Ipertermia attiva
iniezione di sostanze che generano febbre. Difficile da dosare e da controllare, perché le reazioni sono individuali.
Ipertermia passiva
riscaldamento del corpo a 41°C in un apparecchio e poi surriscaldamento della zona tumorale a 42° ... 43°C.

Pare che oltre all'effetto diretto sulle cellule tumorali ci siano anche effetti immunologici, molecolari e biofisici propensi alla terapia antitumorale.


6.8  Psicologia tumorale

Nella struttura "psicospirituale" di pazienti tumorali si incontra spesso una struttura di valori dominata dalla triade "sacrificio-armonia-colpa":


  • conosco tante persone con questa struttura che non hanno tumori
  • conosco cani con tumori che non soffrono di questa "ideologia".

Nel lavoro psiconcologico può servire come modello quello di scoprire "valori propri inconsci" patogeni. Ci servono però anche lavori comportamentali (risorse di autostima e autoregolazione) oltre a "strategie di combattimento / accettazione mentale".


Accompagnamento psico-socio-spirituale

Durante una terapia tumorale ritengo importante un accompagnamento "psico-socio-spirituale" professionale, perché sono notevolmente scombussolati l'identità, le relazioni e i ruoli sociali del paziente oltre allo stress organico che deve subire nel medesimo tempo.

Come introduzione al tema di "psicooncologia" servono le opere di

  • SIMONTON CANCER CENTRE ITALIA CUR.: TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE PER GUARIRE, Ed. NOMINA
  • Stierlin Helm, Ronald Grossarth-Maticek: Krebsrisiken. Überlebenschancen Carl-Auer-Systeme Verlag

7.  Annessi

7.1  Impressum

3a edizione 2009: a cura di Daniela Rüegg
2a edizione 2002: a cura di Mario Santoro
1a edizione 1999: Autore: P. Forster a cura di Bianca Buser, Benedetta Ceresa


7.2  Diapositive

Galleria / Dia-Show

Diapositive
Smetti


7.3  Bibliografia fonti

Testi usati e raccomandabili:

  • Pianezza, M.: Cancro oltre la chemioterapia, Edizioni Raphael, 1998
Richiede un pò di conoscenze fisiologiche, biochimiche e immunitarie. Contiene una esauriente bibliografia.
  • Kuno M. D.: Krebs in der Naturheikunde, Pflaum 2002
Richiede conoscenze naturopatiche. Discute i concetti e le applicazioni terapeutiche.
  • Hobohm: Wegweiser zur Krebsheilung, Edizioni Irisiana, 2000
Presentazione e valutazione di terapie complementari anche per non professionisti.
  • Grossarth-Maticek R.: ''Systemische Epidemiologie ..., de Gruyter, 1999
Descrive prevalentemente fattori rischio comportamentali e relative prevenzioni "razionali".

7.4  Commenti

Peter16 July 2009, 11:13

Test

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Ultima modifica: March 20, 2010, at 03:11 PM
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