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Disturbi alimentari

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cure dietetiche

Peter Forster & Maria A. Santese

in allestimento

a cura di D. Rüegg

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Sono trattati i seguenti argomenti:
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1.  Anoressia nervosa

Anoressia it.Wikipedia Anoressia Ospiti Med Pop

L'anoressia nervosa è, secondo la classificazione internazionale delle malattie (ICD), uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, insieme alla bulimia. Ciò che contraddistingue l'anoressia nervosa è il rifiuto di mangiare da parte della persona, con la paura ossessiva di ingrassare. Nelle forme più gravi possono svilupparsi malnutrizione, inedia, amenorrea ed emaciazione. Le sue origini nosografiche sono molto antiche. Coinvolge nella sua evoluzione funzioni psicologiche, neuroendocrine, ormonali e metaboliche.


1.1  Sintomatologia


I criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per una corretta diagnosi di anoressia nervosa sono:

  1. una magrezza estrema (non costituzionale ma volontaria), con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima ritenuta normale (anoressico è un soggetto con peso sotto l'85% di quello previsto in base all'età ed all' altezza e/o l'indice di massa corporea - BMI - inferiore a 18,5);
  2. una forte paura di ingrassare anche in presenza di evidente sottopeso
  3. una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa sia un'alterazione del vissuto corporeo, sia un'importanza eccessiva data al peso a scapito dell'autostima; o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche; il non essere soddisfatti del proprio corpo (costituisce il fattore di rischio più elevato)
  4. nei pazienti di sesso femminile, un'amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) da almeno tre cicli consecutivi dopo il menarca.

Il disagio psicologico può esprimersi attraverso l'ansia o la depressione, ma in ogni caso chiama in causa legami e modelli culturali.

Sono in corso studi per comprendere quali siano gli impatti di tali disturbi sui familiari dei soggetti colpiti dall'anoressia nervosa.


2.  Bulimia

Bulimia it.Wikipedia

La bulimia (dal greco boulimía, comp. di bôus 'bue' e limós 'fame'; propr. 'fame da bue') è un disturbo del comportamento alimentare.

2.1  Descrizione e generalità


Clinicamente la bulimia presenta episodi in cui il soggetto sente un bisogno compulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento.

L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento. È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%).Generalmente compare attorno ai 12-14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni).

Si distinguono due tipi di bulimia:

  • con condotte di eliminazione, che vede il soggetto ricorrere regolarmente a vomito autoindotto oppure all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
  • senza condotte di eliminazione, che vede il soggetto bulimico adottare regolarmente comportamenti compensatori inappropriati, ma non dedicarsi al vomito autoindotto o all'uso di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell'umore, stati d'ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente. Non vengono considerati episodi bulimici quei casi in cui vi è un'elevata assunzione di cibo saltuariamente e in contesti e situazioni particolari, né il continuo "spiluccare" durante la giornata.


2.2  Come riconoscere

Il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ne trova le caratteristiche in:

  • Ricorrenti abbuffate: dove per abbuffate si intende il mangiare in un determinato periodo di tempo, una quantità di cibo decisamente maggiore a quello che la maggior parte della popolazione mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Durante queste abbuffate si ha la sensazione di non poter controllare le proprie azioni (si sente di non riuscire a smettere di mangiare e a controllare cosa e quanto si sta mangiando).
  • Atti compensatori ricorrenti ed inappropriati: per evitare l'aumento di peso, vengono utilizzate tecniche come quella del vomito autoindotto (dita in gola), abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
  • Le abbuffate, assieme alle condotte compensatorie, devono manifestarsi mediamente almeno due volte la settimana per tre mesi.
  • Valutazione dell'autostima decisamente influenzata dalla forma e dal peso corporei.

2.3  Terapie

Per quanto concerne le terapie consigliate per la bulimia si fa riferimento a quelle impiegate per l'anoressia, tranne ovviamente per il regime alimentare. L'approccio terapeutico pluridisciplinare con l'ausilio dello psicoterapeuta, del neuropsichiatra, del nutrizionista, e spesso di altre figure diverse da caso a caso, è attualmente consigliato per contrastare tale patologia.

D'ausilio alle varie forme terapeutiche elencate si evidenzia spesso il ricorso ai gruppi di auto-mutuo-aiuto presenti attualmente anche all'interno di alcune strutture ospedaliere. ''


3.  Ortoressia

Ortoressia it.Wikipedia

Un ortoressico sostituisce i criteri biologici di gusto, olfatto, voglia, piacere, sete, appetito, ... con i criteri ideologici, religiosi, giuridici di giusto e sbagliato.

È un numero in crescita quello di persone megalomani e arroganti chesostengono che l'inventore della biologia abbia sbagliato tutto e che spetta loro dover correggere il tiro.

L'ortoressia (dal greco orthos -corretto- e orexis -appetito-) è una forma di attenzione eccessiva alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche. Può essere dovuta ad una paura, a volte maniacale, di ingrassare o di non essere in perfetta salute, e conduce proprio, di norma, a un risultato opposto con conseguenze negative sul sistema nervoso, avvertite con difficoltà dal soggetto colpito e in modo evidente da chi lo circonda.

È classificata come disturbo dell'alimentazione, ma non ancora ufficialmente riconosciuta dal mondo psichiatrico e quindi non ancora presente nel manuale americano. È stata descritta per la prima volta da Steve Bratman nel 1997, dietologo che si autodefinisce ex-ortoressico e che ha formulato un questionario allo scopo di identificare questa psicopatologia.

La psicoanalisi odierna tende a dare sempre più peso a questa forma di mania per le regole eccessive, rivolte in particolare al cibo, ritenendo che si stia diffondendo silenziosamente e coinvolga in maggior misura individui di sesso femminile. \\ Sono stati riconosciuti diversi livelli di ortoressia, a partire da forme più lievi e transitorie fino ad arrivare a situazioni quasi maniacali, ma non sono stati ancora catalogati in termini clinici.

3.1  Sintomi e diagnosi


Secondo il seguente test ideato da Bratman, una risposta affermativa a più di 4 domande ci classifica all'inizio della patologia ortoressica, sino a un livello maniacale nel caso di tutte le risposte positive:

  1. Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
  2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
  3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
  4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
  5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
  6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
  7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
  8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
  9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
  10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto? ''

4.  Obesità


4.1  Definizioni dell'obesità


Obesità con leggero
ipercorticosteroidismo
definizione medica
Si definisce obeso: un individuo la cui massa di tessuto adiposo eccessiva è in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste figurano le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni e la sindrome da apnea notturna.

Questa definizione è carente in quanto in realtà dei termini come eccessivo, in grado di essere causa ... non servono per essere discriminatori in senso medico e necessitano di criteri solidi.

Un criterio medico ben assodato è la mortalità: l'immagine allegata dimostra la mortalità in funzione della perdita di peso corporeo definito in BMI (Body mass index → Indice di massa corporea in kg/m2). Stabilire dei limiti è sempre unatto aleatorio, ma è razionale e di buon uso medico prendere come limite la mortalità media della popolazione (mortalità M=1).


Peso e mortalità

Statisticamente si raggiunge la minima mortalità a un BMI (Indice di massa corporeo = peso kg / altezza 2 m 2) di 25 kg/m 2. Con un BMI di 30 o di 18.5 si perde ca. un'anno di prospettiva di vita, con un BMI di 40 o di 17 si perde ca. 8 anni di vita (sempre in media statistica).

Ogni tentativo medico di regolazione del peso corporeo entro BMI 18.5 e 30 è ciarlataneria, indipendentemente se si tratta di una proposta universitaria o di un istituto di bellezza! Sono contro l'etica e puramente commerciali o ideologici degli interventi inutili, destinati a fallire e che portano alti rischi di effetti collaterali indesiderati come si vedrà in seguito.



4.2  Tentativi di diminuzione del peso

Di tentativi per diminuire di peso ce ne sono di quattro gruppi:

  • impianto di un parassita intestinale come una tenia con tutti gli effetti collaterali di "convivenza" con una tenia.
  • trattamenti medicamentosi con:
    • medicamenti adrenergici come cocaina o anfetamine che inevitabilmente finiscono in tossicodipendenza
    • medicamenti alteranti il metabolismo come la tirosina animale e lo iodio (anche con certe alghe) che a lungo portano all' ipertiroidismo (Mb di Basedow) con tutti i sintomi cardiaci e psichici inerenti
    • medicamenti inibitori di assorbimento intestinale di lipidi che riescono ad indurre una diminuzione di peso a lunga durata del 2 ... 5 % con effetti collaterali scomodi (incontinenza fecale)
  • interventi chirurgici (nastro gastrico) che a lungo riescono a stabilizzare il peso corporeo ma con effetti collaterali abbastanza scomodi e notevoli quote di "incidenti tardivi".
  • diete ipocaloriche che a lungo (ca. due anni) fanno aumentare tutte il peso corporeo di ca.il 2%.

Percorso del peso in cure ipocaloriche

Questo il riassunto di più di cento anni di tentativi e fallimenti in merito: approvato nel "Lancet" nel 2005.

Nonostante questo, le diete ipocaloriche, un vero pericolo propagandistico per la salute pubblica, figurano ancora tra i temi eterni di riviste di ogni genere e molti medici non le reputano un attacco alla loro deontologia, al contrario si fanno complici del "movimento snello".

È e rimane indiscusso che ogni persona ha il diritto sacrosanto di credere e di agire secondo le proprie convinzioni: ognuno si ammazza come vuole e ha il diritto intoccabile (habeas corpus).
Che un medico o un terapista " lo confermi nell'illusione a lungo frustrante di dimagrire e

  • lo sostiene in azioni del genere stressanti è antiterapeutiche
  • chiamando poi "terapia" queste mosse è impostura d'etichetta e contro ogni deontologia medica.


4.3  Mantenimento del peso corporeo

it.Wikipedia Obesità Med Pop Tutoria

Il peso corporeo varia leggermente nell'arco di un anno di qualche chilo e aumenta in media di qualche etto ogni anno di vita. Sbalzi di peso più ampi (impostati o involontari) in su o in giù sono sintomi da tenere d'occhio e da chiarire dal medico, perché possono essere indicatori di variazioni metaboliche seri.

Se il peso supera il limite della mortalità M=1 si può proporre al paziente le misure per mantenere l'attuale peso corporeo. In queste misure è importante di rilevare i seguenti punti:

  • si mangia quando si ha fame e non si mangia quando manca
  • prendersi tempo per il cibo o non mangiare
  • saziarsi è importante, meglio con pasti che saziano a lungo
  • evitare stati ipoglicemici

Il seguente pro memoria può aiutare in questo tentativo:

.pdf "Regole ... "

Regole per "obesi"

 

Prima di controllare il BMI e dargli troppa importanza, valutare la relazione della circonferenza*

  Evitare che subentri lo stimolo della  fame

Limitare il più possibile l'assunzione di pasti industrializzati

Evitare le regole nutritive dei salutisti

Non seguire mai delle diete dimagranti

Fidarsi dell'appetito, della voglia e del gusto momentaneo

Prendersi tutto il tempo necessario per gustare quello che si mangia

Rispettare i fatti fondamentali individuali*

Genetica, anatomia e fisiologia, metabolismo, gestazione, nascita, infezioni, disfunzioni ormonali, età, matrimonio, figli, ambiente psicosociale, disturbi psichici (mentali, emotivi, d'istinto e di pulsioni)

Adattare lo stile di vita*

Distress cronico, sonno, televisione, ansie, lampade al neon, schermi oscillanti, movimento

Non nutrirsi in modo ipercalorico*

Evitare ipoglicemia* e attacchi di fame

Rispettare densità calorica* e sazietà

Evitare l'assunzione di bibite dolci

Non usare surrogati di zucchero*

Consumare preferibilmente alimenti di stagione, della propria regione e prodotti con un criterio di qualità

Mangiare  variato

Non consultare mai tabelle caloriche

La vita è troppo bella per guastarla rompendosi le scatole con inutili calcoli di calorie






4.4  Terapie del "sovrapeso"

Le terapoe del "sovrapeso" sono un lavoro delicato per un naturopata: Al solito si tratta di un lavoro psicosociale che farebbero meglio gli operatori sociali del quel ramo. Visto che non se ne intendono o non lo ritengono di loro competenza tocca poi noi.

Il primo punto è di convincerli, che non si tratta (al solito) di un fatto medico ma di un puro atto di terrorismo sociale sostenuto da "talibani salutisti". Normalmente si riesce a fare questo con le argomentazioni e i dati razionali forniti nei capitoli antecedenti. Se non si riesce, bisogna spiegare che si si sente medico con il mestiere di curare la gente e non di proporre misure antiterapeutiche.

Il secondo punto è di renderli abili di difendersi contro il terrorismo sociale. Questo è più difficile, perché contro il parere pubblico non bastano al solito delle argomentazioni razionali. Certi pazienti sono però molti innovativi a trovare delle battute squalificanti, ironiche, sarcastiche e altre che rendono ridicoli i "talibani salutisti". Si impara ogni volta facendo questo lavoro con un cliente.

Se un paziente lo desidera, bisogna assisterlo di mantenere il peso attuale. Servono molto le regole cui sopra e una cauta elaborazione del testo Obesità.


5.  Allegati

5.1  Pagine nel gruppo Nutrizione

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description: Nutrizione, Uso della soia, uso, tradizionale, recente, Antinutritiva, Fertilizzante, terreni, olio, commestibile, Mangime, bestie economiche, nutrizione umana, medicina popolare, Peter Forster, Daniela Rüegg

5.2  Motori di ricerca

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