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Disturbi metabolici

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cure dietetiche

Peter Forster & Maria A. Santese

in allestimento

a cura di D. Rüegg

Metabolismo umano

È evidente che delle malattie e disturbi metabolici vanno affrontati anche con misure dietetiche, che possono essere di grande aiuto ma non guariscono mai la malattia a monte.


Trasporto e metabolismo di sostanze

Per interferire in modo responsabile ci vuole solide conoscenze non solo di dietetica ma anche di processi metabolici e della patofisiologia delle determinate malattie: se no si arrischia di peggiorare la situazione. È antiterapeutico di dare "consigli generali" proprio in caso di concreti disturbi.

Nei seguenti capitoli ho tentato di chiarire le caratteristiche dei singoli disturbi e di rendere razionale, differenziato e concreto le relativa misure dietetiche.

I diversi passi dal catabolismo intestinale fino all'escrezione dei residui sembrano di essere difficili a immaginare e sono una indispensabile premessa per discutere con competenza dei processi metabolici non solo a livello intermediario della cellula ma durante tutto il percorso. L'immagine accanto ripete le diverse tappe e la relativa terminologia.


Sono trattati i seguenti argomenti:
Diabete mellito Ipoglicemia reattiva Istaminosi centrali Artrite urica (gotta)



1.  Diabete mellito?

In questo paragrafo si parla solo del diabete adulto, quindi non insulino dipendente.

1.1  Diagnosi e cause


Misurazione della glicemia

Il diabete si diagnostica misurando più volte la glicemia in condizioni ben definite. Dettagli vedi → qui.

Per il diabete I giovanile si sospetta: disposizione genetica, lesioni virali delle beta-cellule del pancreas o processi autoimmunitari.

Per il diabete II di senescenza come cause o aggravanti si ipotizzano diversi fattori:

  • predisposizione genetica di debole produzione insulinica e/o scarsa tolleranza al glucosio in tutte le età
  • età avanzata che diminuisce ancora i due fattori "cruciali" (insulina, tolleranza) combinato con:
    • diversi disturbi ormonali come Mb. di Basedow, Acromegalia, Feocromocitoma, medicazione prolungata con corticosteroidi,
    • incidenti come traumi cranici, intossicazione CO, narcosi ad inalazione, infarto cardiaco recente, choc e malattie come tumori al cervello, meningite, ...
    • abnormità di produzione adrenalinica o steroidi (inibiscono la produzione di insulina) in seguito a stati di ansia abituale e sindrome di distress cronico.
    • abnormità di alimentazione come bulimia, compensazioni di frustrazioni emotive, fissazioni orali causati da disturbi psichici / mentali
    • mancanza di attività fisica
    • abitudini alimentari che si basano su un regime prevalentemente carboidratico e/o sono ipercaloriche (sindrome metabolica)
    • fattori irrilevabili / sconosciuti

Naturalmente questi fattori peggiorano la situazione anche in caso di diabete I giovanile.

Nota: Come terapista consulente è nostro compito quello di individuare le cause per diagnosi differenziale e di farci un quadro del singolo paziente prima di proporre delle eventuali misure. "Sparare sentenze" tipo " ... si muove poco." o "... mangi la metà", oltre a ciarlataneria dimostrano anche un rapporto con il paziente antiterapeutico e avverso all'etica medica. Inoltre c'è da discutere con il paziente la valutazione di impegni proposti in relazione a un presumibile effetto misurabile e/o psichico. Non facendo così, ci sarà solo frustrazione per entrambi.


1.2  Consulenza e pedagogia diabetica


La consulenza e la pedagogia naturopatica in merito deve contenere (in linea di massima e adattato cautamente al singolo paziente) i seguenti punti: comportamentali:

1) usare l'apparato locomotore in modo che spesso il polso si alza sopra 0.6 ... 0.7 * (220-età): aumentare l'uso di acidi grassi al posto del glucosio per scopi energetici. Scarica così la circolazione sanguigna di glucidi (diminuisce la glicemia)

2) lo stress aumenta la glicemia (tramite l'asse catecolamine↑ e glucocorticoidi↑ → insulina↓). Vedi capitolo Stress e rilassamento?

3) Alimentazione

  • Consumo di glucidi:
    • consumare almeno 100 e non più di 150 gr di glucidi al giorno: è la dose che gli eritrociti hanno bisogno per il trasporto dell' ossigeno e il sistema nervoso per la gestione immediata dell'organismo
    • preferibilmente con fruttosio e "amidi lenti" (p.es. pasta): perché evitano sbalzi di glicemia (amidi lenti) e il carico ematico con glucosio (fruttosio). Gli sbalzi sono psichicamente noiosi e stressanti: irrequietudine, sudore freddo, attacchi di panico, ...
  • Proteine tra 1.2 ... 1.5 gr/kg: piuttosto in alte dosi
  • combinate con lipidi che saziano, tolgono a lungo l'appetito e coprono il fabbisogno energetico (totale ca. 30 kCal/kg): preferibilmente combinati con glucidi e/o proteine
  • Controllo alimentare: usare le tabelle per l'indice glicemico per tenere a bada gli sbalzi glicemici

4) ev. aggiungere integratori alimentari adatti come il lievito medicinale, vitamina B3, Cr, Mn e Zn (tutte contenuti nel lievito).

5) tenere sotto controllo (misurare e annotare) regolarmente la glicemia: a breve si sviluppa un sesto senso controllando i motivi delle variazioni

6) far controllare regolarmente la "memoria glicemica" dal medico: è un ottimo controllo del comportamento dietetico a lungo termine.


1.3  Alimentazione in Iperglicemie


Dieta diabetica

E' lampante e plausibile (salvo per dietologhi e diabetologhi) di:

  • Limitare l'assunzione di carboidrati al minimo indispensabile (100 … 150 gr/dì corrispondente a 400 ... 600 kCal/dì).
  • Limitare il consumo di alcol possibilmente a 10 ... 20 gr/dì (1 … 2 dl di vino oppure 2 ... 4 dl di birra corrispondente 70 ... 150 kCal/ dì)
  • Coprire il fabbisogno calorico oltre ai ca. 400 .... 600 kCal con proteine e lipidi
  • Possibilmente 5 piccoli pasti al dì (invece di 3 grandi)
  • Niente cure dimagranti (stressano e quindi peggiorano l'iperglicemia) e non servono a lungo, anzi!
  • Tentare di mantenere l'attuale peso corporeo
  • Usare carboidrati "lenti" di digestione e "poveri" di glucosio (indice glicemico medio e basso come pasta, fruttosio, …) per soddisfare le esigenze carboidratiche
  • usare integratori alimentari e medicamenti che promuovono la tolleranza al glucosio (lievito medicinale, preparati di cromo, …)
  • possibilmente non usare medicamenti che stimolano la produzione insulinica.

Cave! Queste regole sono in contrasto (in parte all'opposto) con le indicazioni nutritive delle associazioni Svizzere di diabetici, dietologhi e diabetologhi e questo dato di fatto è basato sulle statistiche epidemiologiche, dei razionali metabolici e sugli ultimi consigli di enti Statunitensi in merito.


1.4  Cura di diabete II: esempio

regime alimentare e attività fisica

Esempio: diabete II di senescenza: uomo 67 anni, 1.78 m; 83 kg; BMI=27; modesta attività fisica. Beve vino a pranzo e birra a cena. Modesta iperglicemia (6.2 mmol/l a digiuno, 12 mmol/l dopo un esteso pranzo carboidratico.

1) Regime alimentare quantitativo

  • Esigenza calorica: 30 kCal/kg&dì * 83 kg = 2'500 kCal/dì
  • Carboidrati: limitare a 150 gr/dì corrispondente a 600 kCal/dì
  • Alcol: limitare a 1 bicchiere (1 dl) di vino a pranzo e 1 bicchiere (2dl) di birra la sera corrispondente a 20 gr di alcol, corrispondente a 150 kCal/dì
  • Proteine min. 1.5 gr/kg&dì corrispondente a 125 gr (500 kCal/dì) e lipidi min. 1 gr/kg&dì corrispondente a 80 gr/dì (700 kCal/dì).
  • Rimanente fabbisogno calorico: 2'500-(600+150+500+700)= 2'500-1950= 550 kCal/dì sono da coprire prevalentemente con proteine e lipidi (p.es. altri 30 gr = 270 kCal di lipidi e altri 70 gr = 280 kCal di proteine).
Totali esempio gr/dì kCal/dì %
Carboidrati 150 600 24
Proteine 150 600 24
Lipidi 110 970 38
Alcol 20 140 6
vari (fibre, acidi org.) 200 8
Totale 2'500 100

Alimentazione diabetica

2) Regime alimentare qualitativo

  • Prevalentemente carboidrati con "indice glicemico" basso (vedi tabelle)
  • Proteine vegetali (nocispeci, leguminacee, …), latticini (specialmente formaggi), uova, carne volatili, pesci
  • Lipidi animali a catena corte (burro, lardo) e vegetali pressati a freddo con alto contenuto di omega-9 (p.es. olio d'oliva C18:1)
  • sufficentemente (qualche grammo per dì) di oli linolici (omega-3), e linolenici (omega-6).

3) Attività fisica

  • almeno 20 minuti al giorno a polso 0.6 ... 0.7 * (220-età). Polso 100 corrisponde a 10 battiti in 6 secondi. Controllare con l'orologio da polso palpando la carotide.

La maggior parte del diabete II di senescenza si riesce a tenere sotto controllo senza medicazione, seguendo le indicazioni per attività fisica, regime alimentare e integratori alimentari citate sopra. Dove oltre a questo sono necessari dei medicamenti, il dosaggio di quest'ultimi rimane almeno contenuto.

4) Integratori alimentari

  • Gli elementi e le sostanze alimentari in gioco per regolare la tolleranza al glucosio sono principalmente Cr, Zn, Mn e vitamina B3.
  • L'integratore alimentare per eccellenza è il lievito medicinale in dosi da 1/2 … 2 cucchiai da minestra al dì. Può essere aggiunto a brodi, succhi o pasti. Questo perché contiene "di natura" Cr legato a tre molecole di vitamina B3 (glucose tollerance factor GTF) oltre a decenti quantità di Zn e Mn.
  • Per il viaggio o per chi non sopporta il lievito medicinale, c'è un prodotto che contiene 220 µg di Cr in forma GTF per capsula. Malauguratamente sono difficilmente reperibili in Svizzera. Inoltre servono aggiunte di Zn e Mn.
  • Per chi ha difficoltà anche con questo, c'è un prodotto Svizzero (ZIMACHROM) che contiene i tre elementi, ma in forma minerale. Bisogna aggiungere almeno 50 gr di acido nicotinico o 150 mg di nicotinamido (vitamina B3) per avere una certa garanzia per la sintetizzazione anabolica di GTF → "Glucose tolerance factor").

5) Medicamenti

  • Se è necessario per una deficienza insulinica, il medico provvede medicazione, dosi, istruzioni, …
  • medicamenti che aumentano ulteriormente la tolleranza al glucosio sono altretanto somministrate e dosate dal medico
  • di solito sconsiglio medicamenti che stimolano la sintesi insulinica, perché migliorano la situazione per poco tempo per poi peggiorarla


1.5  Conseguenze di diabete trascurato


Gangrena

La glicemia media elevata crea a lungo angiopatie (lesioni capillari) Di solito si manifestano nelle gambe con neuropatie grazie al mancante nutrimento di nervi periferici (insensibilità, infezioni, fino a gangrene). Seguono retinopatie (disturbi visivi) e infine nefropatie (lesioni dei reni).

La chetonuria è uno stato acuto molto temuto (escrezione smisurata di chetoni con latente insufficenza renale, riconoscibile da leggero "odore di mele" dell'urina) e choc iperglicemico. Anche lo choc ipoglicemico capita dopo l'iniezione di dosi troppo alte di insulina.

La migliore prevenzione agli effetti iperglicemici è una cauta cura della glicemia stessa con regolari controlli ematici e urinari, un'alimentazione rispettosa della malattia e la somministrazione regolare di integratori alimentari e se necessario medicamenti dosati individualmente e secondo le circostanze. Questo richiede un alto grado di istruzione e partecipazione del paziente.

In secondo luogo proponiamo spesso misure preventive contro angiopatie siano locali (cura di gambe, occhi) sia sistemici (cura di vasi sanguigni con integratori alimentari e rimedi naturopatici).


1.6  Cura di danni diabetici

L'effetto collaterale (di conseguenza) del diabete è costituito dalle angiopatie:

Cure sistemiche
A livello sistemico si curano con gli stessi rimedi come per le lipidemie: infatti le lipidemie sono spesso un effetto di diabete di senescenza. Molte volte alla medicazione si aggiunge vitamina B3, olio di pesce e fosfolipidi usati come cura preventiva contro l'arteriosclerosi (vedi il capitolo specifico).

Ricettario galenico magistrale: Preventivo gangrena

Rp.: Preventivo gangrena
Ol. Hypericis nervino
Ol. Calendulae dermatico
Ol. Arnicae aa 30 microcircolazione
Aeth. Lavandulae 5 antibiotico
Aeth. Chamomillae 5 antiinfiammatorio
D.S. spalmare 1 ... 3 volte al dì su piedi e gambe.

Abbreviazioni

Cure topiche

  • Insensibilità di piedi e gambe: spesso serve la costante applicazione del preparato oleico accanto.
  • Infezioni malcurabili, prevenzione gangrena: evitare infezioni micetiche, cura di piedi e unghie e disinfezione / cicatrizzazione con Aeth. Lavendulae
  • Cure degli occhi: giornalmente compresse con idrolato di rosa
  • Cura di nefropatie: nessun rimedio naturopatico noto



1.7  Contesti didattici

In questo paragrafo si parla solo del diabete adulto, quindi non insulino dipendente.

Ritengo di grande importanza di farsi un'idea circa il metabolismo energetico prima di parlare con competenza su un disturbo metabolico come il 'diabete mellito II di senescenza. Dei consigli malfatti possono ledere irriversibilmente il paziente coinvolto. Questo è ingiustificabile per il terapeuta con argomenti di "benevolenza": siamo responsabile per quello che combiniamo e non per le intenzioni!

Conviene quidi assimilare gli argomenti sul metabolismo di lipidi, glucidi ed energetico per poter capire e non solo sapere e credere i seguenti consigli sul diabete. In più, perché il diabete è una malattia da gestire dal paziente e non dal medico. L'istruzione del paziente è quindi di grande importanza: è lui che deve capire le conseguenze di tutte le sue mosse dietetiche per potersi regolare con cognizione di causa, occhio e senza stress (che aumenta la glicemia).
I relativi argomenti si trovano sotto → Sostanze nutritive umaneGlucidi e Lipidi

Le basi elementari didattiche di approccio al diabete sono trattate di seguito.


Trasporto e metabolismo di glucidi


Regolazione glicemica

Zuccheri e amidi digeribili dell'alimentazione vengono decomposti nell'apparato digestivo in semplici zuccheri assimilabili (glucosio, fruttosio, galattosio, ribosio). Con l'aiuto di ioni di Na+ passano le cellule epiteliche del tenue e dei capillari sanguigni. Sono distribuiti ovunque nell'organismo e migrano nell'interstizio.

Quando la concentrazione sanguigna di glucosio supera un certo livello, il pancreas produce un ormone: insulina che va altrettanto ripartito dal sangue e migra altrettanto nell'interstizio.


Metabolismo glucidi / lipidi

Le cellule (tutte!) dispongono di "saracinesche glucidiche" che in presenza di insulina aprono e lasciano passare il glucosio nel loro interno dove viene elaborato a scopi di scorte glicogene, acidi grassi C 16:0, strutturali (proteoglicani), energetici e altri (funzionali). Il processo richiede ca. un'ora fino nel sangue e un'altra ora fino nelle cellule.

Quando la glicemia si abbassa, il pancreas secerne un altro ormone: il glucagone che stimola le cellule (specialmente del fegato) a produrre glucosio (da glicogene, acidi grasssi e proteine). In caso di ipoglicemia, le cellule esportano glucosio nell'interstizio da dove migra nel sangue. Così avviene l'omeostasi glicemica.

Un terzo ormone: l'somatostatina serve come "ammortizzatore di risposta": evita delle reazioni troppo brusche di insulina e glucagone e regola perciò la sensibilità del delicato circuito di regolazione.

Nota. In questo circuito regolativo è coinvolto unicamente il glucosio e non gli altri zuccheri come ribosio, fruttosio e galattosio. Non influiscono quindi direttamene nè la glicemia nè la regolazione glucidica. Possono avere una loro importanza, ma solo dopo essere stati biochimicamente trasformati in glucosio ed essendo stato esportati dalle cellule nella circolazione sanguigna.


Glicemia

Concentrazione di glucidi nel sangue

La glicemia varia normalmente da < 5.5 mmol/l a digiuno fino a < 11.1 mmol/l un ora dopo un pasto glucidico per poi tornare verso < 5.5 mmol/l dopo un'altra ora.


Percorso glicemico

I diabetici hanno, già a digiuno, delle glicemie > 6.5; raggiungono un' ora dopo un pasto glucidico > 11.1 per tornare poi lentamente verso 7. Alla lunga questo stato è pericoloso: l'alta concentrazione glucidica è "tossica" per i capillari e li lede al punto, che l'approvigionamento dei tessuti (specialmente periferici) non è più garantito. In glicemie sopra i 12 si fanno sentire anche sintomi mentali che possono raggiungere il coma diabetico iperglicemico.

Gli ipoglicemici reattivi (spesso persone asteniche e sottonutrite) hanno già a digiuno dei valori glicemici bassi (p.es. < 4,5). Dopo un pasto glucidico raggiungono svelto valori sopra i 10 che però cadono in un poco tempo sotto i 5. Ciò crea parecchi disturbi mentali come avarità per dolci, freddo, disturbi respiratori, panico, …. In casi estremi va fino al coma ipoglicemico.


Diabetes mellitus


Epidemiologia diabetica

Il diabete non è prevalentemente una malattia di popoli benestanti come lo fa vedere la cartina accanto. Il diabete mellito è una iporeattività del metabolismo all'assunzione di glucosio in maniera che il glucosio digerito circola nel sangue per troppo tempo a concentrazioni troppo alte. Questo fatto crea a lungo delle

  • alterazioni patologiche di vasi capillari e
  • di seguito neuropatie (insensibilità di nervi),
  • retinopatie (degenerazione dell'occhio) e
  • nefropatie (degenerazione dei reni).

Forme diabetiche

Le cause per questo comportamento possono essere la diminuita produzione di insulina nel pancreas (diabete I giovanile) o la ridotta capacità di cellule di assorbire glucosio (diabete II di senescenza) che con il tempo lede anche la capacità di produrre insulina.

Il diabete II richiede anzitutto un regime alimentare con l'assunzione di poco glucosio (alla volta e per giornata) e misure che aumentano la tolleranza al glucosio (Cr, Zn, Mn).
Il diabete I (e II in forme progressive) richiede inoltre la somministrazione (iniezione) di insulina



Indice glicemico di alimenti

Indice glicemico it.Wikipedia Indice glicemico my-personaltrainer. indice glicemico Mm P

Chi ha disturbi di metabolismo glicemico dovrebbe interessarsi a come un alimento influisce la glicemia. Le seguenti tabelle dell'indice glicemico fanno esattamento questo. Il glucosio serve come referenza e ha il valore 100, il pane ha un valore intorno 75, lo zucchero intorno 70, riso tra 60 e 90, la frutta tra 40 e 60, la pasta intorno 40, il fruttosio di 23, formaggi, uova, carne, pesce, volatili intorno 10, oli e burro sotto i 5.


Indici glicemici

Si vede che ci sono enormi differenze di glicemia in funzione della composizione in carboidrati e della preparazione degli alimenti. E' evidente che persone con disturbi di metabolismo glucidico dovrebbero regolare la loro dieta:

  • minimo indispensabile di carboidrati (ca. 150 gr per dì) il resto in lipidi e proteine
  • carboidrati ripartiti sulla giornata (p.es. 5 volte 30 grammi)
  • usare piuttosto carboidrati miti e lenti (più pasta di pane, più fruttosio che saccarosio). Per queste persone "la frutta" non è molto sana e pane e miele (IG 76) sono da consumare con cautela!

È bene introdurre un elemento di valutazione come l’indice glicemico degli alimenti, cioè la proprietà che ha il cibo di innalzare più o meno velocemente la glicemia, indipendentemente o quasi dalla quantità di zuccheri che contiene. Tanto più è elevato tale indice tanto più velocemente innalza la glicemia e quindi l’alimento è da evitare..

La seguente tabellina mostra “l’indice glucosio” che riguardano diversi alimenti. Un indice alto significa che i carboidrati contenuti nell’alimento si trasferiscono molto rapidamente nel sangue (ordine di grandezza decine di minuti in forma di glucusio), mentre un indice basso significa che ciò avviene lentamente (ordine di grandezza ore). Per un’infiammazione tipo Mb. di Crohn significa che la somministrazione di alimenti con indice glucosio basso garantisce un rifornimento lento e costante di glucosio nel sangue ed evita un’elaborazione “a scatto” dei carboidrati da parte di enzimi e flora intestinale. In merito si può imparare tanto dai diabetici perché si servono del medesimo meccanismo gestendo un altro disturbo.

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Sembrano forse curiosi due fatti:

  • La pasta ha un indice basso mentre il pane (fatto dello stesso frumento ne ha uno altissimo): la pasta è fatta di “semolina” che nel tratto gastrointestinale si decompone molto più lentamente della finissima farina del pane.
  • Il saccarosio dello zucchero di rape o canna da cucina come quello del miele hanno un indice altissimo mentre il fruttosio (apparentemente uguale, salvo il prezzo) ne ha uno basso: la trasformazione di fruttosio in glucosio impegna parecchio di più gli enzimi carboidrolitici del tratto gastrointestinale rispetto a quella del saccarosio.



2.  Ipoglicemia reattiva?

oppure ipoglicemia regolatoria o postprandiale

Ipoglicemia it.Wikipedia

Ipoglicemia it.Wikipedia

L'Ipoglicemia è uno stato fisiologico nel quale la concentrazione del glucosio nel sangue (glicemia) si abbassa a meno di ca. 4 mmol/l. È accompagnato di sintomi come irrequietudine, sudore freddo, ... e in valori ancora più bassi porta al coma. È temuta da sportivi di competizione e di diabetici dopo alte dosi di insulina.

L'ipoglicemia reattiva è quella che può manifestarsi con tempistica variabile in conseguenza all'assunzione di zuccheri o cibi glucidici.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Sintomi e diagnosi Patofisiologia Diagnosi differenziale Cure dietetiche


2.1  Sintomi e diagnosi

Si riscontrano spesso sintomi di tendenza depressiva, attacchi di panico, ansia/nervosismo uniti a caratteristiche fisiologiche come esaurimento/debolezza, pressione e temperatura bassa. Anche sintomi come i seguenti:
  • frequente debolezza
  • sfinimento dopo breve sforzo
  • facili scombussolamenti
  • frequente mancanza di concentrazione
  • frequente impressione di svenimento
  • frequente nervosismo occulto o manifesto
  • irascibilità occulta o manifesta
  • frequente ansia e paura
  • frequente depressione e malinconia
  • frequente smemoratezza
  • frequenti vertigini
  • frequente tremore cronico
  • palpitazione cardiaca
  • ogni tanto impressione di “scuro davanti gli occhi”
  • pressione tendenzialmente bassa
  • temperatura tendenzialmente bassa
  • attacchi di sudore (freddo).

Percorso glicemico

Volendo, l’ipoglicemia si può misurare facendo un test di tolleranza al glucosio:

  • Si misura la glicemia a digiuno.
  • Poi si consumano 75 gr di glucosio sciolto in acqua e
  • si misura la glicemia ogni 1/2 ora. Il risultato è una curva che dimostra oltre ai livelli “assoluti” anche i gradienti (velocità di salita e abbassamento).

Questa curva illustra perfettamente la reazione metabolica alla somministrazione di glucosio.Questo metodo è molto istruttivo, ma essendo impegnativo e scomodo, normalmente non lo si fa (anche il medico non clinico). È un peccato che neppure gli psichiatri non lo facciano in caso di sintomologie come sopra elencate. Ma non lo fanno neanche per nessun effetto ormonale che crea spesso disturbi mentali.

Ogni tanto si scopre l'ipoglicemia reattiva facendo un → anamnesi ortomolecolare.



2.2  Patofisiologia


Ipoglicemia

Metabolismo glucosio

L'ipoglicemia reattiva è una iperreattività ai “segnali” del glucosio (insulina del pancreas) che fa abbassare “a picco” la glicemia dopo un pasto glucidico. In compenso reagisce lentamente la risposta al glucagone (che dovrebbe mobilizzare un minimo di glucosio). Così, ca. due ore (o meno) dopo un pasto il paziente ha seri problemi mentali (curva rossa) ed ev. anche fisici che tenta di correggere con uno spuntino glucidico (curva verde).



2.3  Diagnosi differenziale

È evidente che un'ipoglicemia reattiva sospetta va approfondita con diagnosi differenziale per escludere o includere e seguenti fattori:

  • Ipoglicemia alimentare ("Dumping syndrome" [2] o "Sindrome da accelerato svuotamento gastrico") Dovuta a disturbi conseguenti a un'operazione all'apparato digerente,come :
    • Una fondoplicazione per la terapia del riflusso gastroesofageo
    • Sindrome da scarico dopo una gastrectomia
    • Sindrome da viscere corto
    • Può esservi, in rari casi,anche un disturbo idiopatico della motilità gastrointestinale.
Nell'ipoglicemia alimentare, il cibo ingerito viene rilasciato nel duodeno troppo in fretta rispetto ai tempi fisiologici; questo causa un'abnorme secrezione di insulina, e quindi, ipoglicemia.
Si distinguono una "early dumping syndrome", quando i sintomi si manifestano dopo circa mezz'ora dopo il pasto, e una "late dumping syndrome", quando si manifestano nell'arco delle restanti cinque ore successive al pasto.
  • Stato di prediabete: Stato iniziale di un diabete mellito di tipo II caratterizzato da una sintomatologia di tipo adrenergico 4-5 ore dopo i pasti, con forte abbassamento della glicemia dopo una fase iniziale di iperglicemia [3].
  • Ipoglicemia dovuta a cause ormonali (ad esempio, ipotiroidismo)
  • Gastrite causata da Helicobacter pylori: Alcuni risultati suggeriscono che la gastrite da Helicobacter pylori può contruibuire all'insorgenza di ipoglicemia postprandiale.
  • Deficienze enzimatiche congenite: caratteristiche della prima o della seconda infanzia:
    • Intolleranza ereditaria al fruttosio
    • Galattosemia
    • Ipersensibilità alla leucina dall'infanzia.
  • spesso si incontrano ipoglicemia in persone con disturbi nutrizionali psichici come ortoressia, anoressia, bulimia o tossicodipendenti e alcolisti
  • Ipoglicemia reattiva idiopatica o funzionale

È evidente che secondo il risultato della diagnosi differenziale va per prima cosa affrontato il disturbo che causa il problema. Solo poi, con adattate misure di comportamento alimentare si tenta di mitigare il disturbo come descritto di seguito.


2.4  Cure dietetiche

I seguenti consigli funzionano e sono senza effetti collaterali non solo per ipoglicemici ma anche per tutti diabetici: tipo I e tipo II, perché mitigano gli sbalzi glicemici per:

  • miglioramento della tolleranza al glucosio
  • misure dietetiche che evitano eccessi di glucosio nel sangue e la seguente regolazione brusca su livelli troppo bassi

Lievito medicinale
Saccharomyces cervisiae

L’approccio terapeutico consiste in quattro misure basilari:

  • spiegare al paziente il meccanismo, in modo che riesca a capire il perché dei suoi disagi. Altrimenti pensa di diventare matto;
  • migliorare la tolleranza al glucosio con del lievito medicinale oppure con un integratore alimentare contenente Cr, Zn, Mn, B3 (avvicina il valore a digiuno a 5.5 mmol/l);
  • istruire sull’indice glicemico, cioè sugli alimentari che danno una reazione brusca e breve o lenta ed estesa sulla glicemia;
  • garantire che si abitui a farsi una bella scorta prima del lungo digiuno notturno (cena abbondante lipidoproteica).

Zimachrom®
Zn & Ma & Cr

Dietetica:

  • Non è indispensabile fare un'analisi alimentare, anche se ogni tanto conviene per ev. correggere perversità salutistiche (pro memoria: glucidi 100…200! gr: proteine 1…2 gr/kg: lipidi 1…2 gr/kg)
  • Una persona che si nutre equilibratamente, in modo variato e non prevalentemente con pasti industrializzati non deve cambiare le sue abitudini alimentari.
  • Importante è far capire che non bisogna evitare “glucidi veloci”: basta che in nessun pasto (anche a merenda) questi siano prevalenti.
  • Altrettanto importante è di non soffrire mai la fame!
  • Dieta: non mangiare la sera e altre bizzarrie salutistiche acutizzano i sintomi.
  • Tabella indice glicemico come giornaliero accompagnatore.

Glucose tolerance factor

Integratori alimentari: Personalmente preferisco il lievito medicinale: contiene oltre alle sostanze incidenti per la tolleranza al glucosio (Cr, Zn, Mn, B3) tante altre sostanze preziose (aminoacidi essenziali, compl vit. B, ...).

  • A pazienti che non sopportano il lievito o non vogliono consumarlo per strani motivi salutistici consiglio il GTF: contiene le molecole già fatte (come il lievito medicinale) di Cr-B3. Malauguratamente è difficile averlo in Svizzera (per le norme del dipartimento della salute).
  • Specialmente in casi lievi, prescrivo una combinazione di ZIMACHROM e vitamina B3 come Nicotinammido. Ha lo svantaggio che l'organismo deve produrre le molecole GTF (Cr-B3).

Niacina

Generale: L’poglicemia reattiva non è una malattia ma una caratteristica personale metabolica. Conoscendola e comportandosi con “furbizia” invece che con ipocondria si può vivere benissimo e godersi le gioie della vita come dei piatti gustosi.


2.5  Indice glicemico di alimenti

istruzioni →

.html .pdf .xls         Il Suo Browser non riesce a far vedere il link. Lo trova sotto IndiceGlicemico


3.  Istaminosi centrali?

it.Wikipedia

Sono trattati i seguenti argomenti:
Istamine Istaminosi Diagnosi di istaminosi Istadelia Istapenia


3.1  Istamina

L‘istamina è un messaggero (ormone / neurotrasmettitore) molto versatile: non solo è coinvolto in processi allergici / immunitari / infiammatori in diversi organi, ma anche come neurotrasmettitore in funzioni vegetative centrali. Questo si nota quando degli „antiistaminici“ (contro ipersecrezione gastrica o allergie) promuovono delle reazioni „psichiche“ come sonnolenza, mancanza di concentrazione e altri.


Fisiologia istamina

L'istamina provoca:

  • vasocostrizione delle grandi arterie, per azione sulla muscolatura liscia (ipertensione).
  • vasodilatazione delle arteriole, per apertura degli sfinteri precapillari, effetto che normalmente viene svolto localmente. Se la vasodilatazione avviene a livello sistemico si ha ipotensione.
  • aumento della permeabilità dei capillari e delle venule post-capillari, attraverso diverse modificazioni delle cellule endoteliali. Così agendo permette un maggiore afflusso di leucociti nella zona traumatizzata e forse infetta.
  • broncocostrizione dovuta alla contrazione delle cellule muscolari bronchiali. L'istamina è cronologicamente uno dei primi mediatori che inteviene nello sviluppo dei sintomi di un attacco di asma allergica.

L'immagine accanto fa vedere le principali vie e funzioni fisiologiche dell'istamina. Si capisce che delle aberrazioni nella sintesi possono chiamare delle sintomatologie molto variabili. In una medicina specializzata sugli organi è improbabile che un medico non scopri questa causa a monte dei sintomi accusati.


3.2  Istaminosi


Metabolismo istaminico

Le istaminosi sono dei disturbi causati da scarsa o esagerata sintetizzazione di istamina, mitigati o peggiorati da istamina somministrata con l'alimentazione. Si distinguono in:

  • iperistaminosi (istadelia) e
  • ipoistaminosi (istapenia)

A prima vista sembra che le due patologie si escludino a vicenda, ma sono noti anche dei casi di "iperregolazione" che causano degli sbalzi tra i due stati (un pò come un' ipofunzione di somatostatina nella regolazione della glicemia).


Istamina in alimenti

Esistono rari casi di intolleranza istaminica: l'enzima istamina-N-metiltrasferasi è sintetizzato in quantità minime che bastano per la catabolizzazione dell'istamina biosintetizzato ma non per le quantità assunte con alimentari ricchi di istamina. L'effetto è un violento attacco iperistaminico (istadelia) poco dopo la somministrazione di un alimento con notevole tasso di istamina (in estremis si arriva fino a un choc anafilattico).

Nelle istaminosi gli effetti non sono tanto "lesionistici" (come nel diabete malregolato) ma incidono più sulle funzioni psichiche e possono essere pesanti:

  • per il paziente in casi di ipoistaminosi (stati depressivi - ossessivi) o
  • per l'ambiente del paziente in iperistaminosi (stati maniacali - asociali)
  • per ambedue in caso di iperregolazione istaminica (stati depressivi - maniacali

È un peccato, che la psichiatria si dedica così raramente di aberrazioni "ormonali" e si fissa a cure comportamentali e psicoterapie in questi casi puramente sintomatici.

Non è neanche noto un valore significativo per un'eventuale aberrazione (come p.es. la glicemia per il diabete) e una diagnosi non avrà quindi una certezza lampante e dimostrabile. Di conseguenza, nella medicina occidentale contemporanea, le istaminosi hanno il destino di tante altre "patologie non misurabili": cosa non è misurabile intanto non esiste.


3.3  Diagnosi di istaminosi

Se in una anamnesi o dopo delle cure insoddisfacenti per me e il paziente sorge il sospetto di una istaminosi, uso un modulo d'inchiesta che si basa su delle proposte del Dr. Pfeiffer e che permette di confermare o di annullare il sospetto.


Anamnesi ortomolecolare

Il modulo è fatto per distinguere cinque patologie metaboliche con marcati sintomi psichici e curabili (ogni tanto ma non guaribili) con sostanze ortomolecolari. Non lo spiegherò perché è autospiegativo: basta farlo.

Le patologie distinguibili del modulo sono: IP istapenia (ipoistaminosi) ID istadelia (iperistaminosi PU pirroluria AC "allergia cerebrale" IG ipoglicemia reattiva

Di seguito sono trattati un caso di istadelia e un caso di istapenia. I miei tutori B. Buser e P. Forster mi permettono di usare gentilmente due esempi dai loro pazienti e mi hanno fornito la relativa documentazione.



3.4  Istadelia

I pazienti con marcata istadelia sono di solito difficili da trattare, perché nella loro struttura psichica (nascoste o mnifeste forme di manie, fisse, persecuzioni e ogni tanto ipocondria) non ritengono, la loro, una "malattia" e il medico o terapista è ritenuto di principio incompetente e persona che non vuole bene al paziente. Resistono a una terapia solo nel caso in cui sono talmente impedite nelle loro funzioni elementari, p.es. da dolori, che accettano tutto quanto riesca a mitigare il dolore. Se invece non c'è un motivo del genere, è meglio rinunciare alle cure, perché sono costose e frustranti sia per il paziente che per il terapista.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Sintomatologia / esempio Approccio terapeutico complementare


Sintomatologia / esempio

Sintomatologia caratteristica

  • timidezza e ipersensibilità adoloscenziali
  • lacrime facili
  • forte salivazione
  • nausea e vomito facili
  • manie accentuate
  • rituali accentuati
  • sonno leggero
  • buona tolleranza all’alcool
  • buona tolleranza ai sedativi
  • orgasmi facili
  • frequente tensione/ irrequietudine interna
  • saltuaria depressione/malinconia
  • frequenti ansie forti
  • frequenti pensieri suicidali
  • orecchie grandi, dita delle mani e dei piedi lunghi
  • prevalentemente maschi in famiglia
  • pochi peli
  • spesso mal di testa
  • allergie stagionali (asma, rafreddore del fieno)
  • starnuto facile al sole
  • sensibilità del polso da sdraiato
  • grattando una gamba, prurito in altri posti
  • spesso dolori di schiena
  • spesso dolori di ventre
  • spesso crampi muscolari
  • buon smaltimento del cibo (ingrassa difficilmente)

Esempio tipo: Si tratta di un uomo di ca. 50 anni di costituzione gracile/atletica con dei dolori a una gamba e all’anca, che per lunghi periodi gli impediscono qualsiasi attività, in alternanza anche di ore o giorni con dei periodi senza alcun dolore. Dagli esami clinici non si riesce, con certezza, a stabilirne la causa. Anaflogistici, steroidi, non steroidi, persino oppiacei non mostrano rilevanti effetti. Viene da me con ben poche speranze di potersi liberare dal proprio dolore praticando dei trattamenti corporei.

Incontro un organismo molto teso, cosa che dopo i lunghissimi periodi di dolore non mi meraviglia (perché il circolo vizioso di spasmo e dolore non è facile da evitare e ancora meno da interrompere). Il paziente è dotato di una disciplina e di una volontà ferrea e di una notevole ambizione, arrivato a bei successi e posizioni di relativo potere (fino al punto che il dolore fisico e l’età mettono tutto questo insopportabilmente in discussione).

È evidente che le riflessioni mediche si muovono su diversi strati, non solo somatici, e non sapendo bene dove incominciare ho iniziato dove ancora nessuno dei miei tanti precursori terapeuti aveva tentato.


Approccio terapeutico

complementare

Visto che apparentemente non si trattava di disturbi psichici, in quanto tenuti sotto controllo psichiatrico, né di cure mediche con medicazione da rispettare, ho fatto un ampio colloquio con il cliente per comunicare la mia presa di posizione e le proposte nonché un programma terapeutico, dove la terapia ortomolecolare sarebbe stata solo una parte. L’ho comunque pregato di informare il suo medico delle terapie in corso.

Medicazione tipo Gli ho proposto la seguente medicazione:

  • Gluconato di calcio: 1000 mg
  • Gluconato di magnesio 300 mg
  • Metionina DL: 2 x 500 mg
  • Complesso vit. B: 1 compressa
  • Tinct. Cannabis / Petasites aa ... 10 ml

Suggerimenti dietetici

  • Piuttosto scarsa di proteine animali.
  • Piuttosto ricca di carboidrati complessi con tante pectine.
  • Niente eccessi abituali con alimenti ricchi di istamina (proteine stagionate) come salumeria, formaggi stagionati, pesce conservato (tonno, sardelle, affumicati, salmone, ...) → Istamina in alimenti

Visto lo stato generale, i dolori e gli spasmi nonché il tenore di vita del mio cliente, gli ho consigliato anche i seguenti:

Integratori alimentari:

  • Olio di Nigella: 1 cucchiaio da tè al giorno in alternanza con
  • Olio di Enotera: 1 cucchiaio da tè al giorno
  • Vit. C: ascorbato di calcio 1 ... 2 gr per giorno (farmacia, sciolto) mite lassativo per l'abituale costipazione
  • Betacarotene: 6 mg per giorno
  • Vit. E: 400 mg per giorno
  • Gluconato di zinco: 15 mg per giorno
  • Gluconato di manganese 7.5 mg al giorno (pressione normale)

La medicazione non è tanto problematica perché reperibile da un bravo farmacista salvo la Tinct. Cannabis. Ho insegnato al paziente la coltivazione di tre gambi e la preparazione della tintura.

Gli integratori alimentari sono molti e costosi. Gli ho proposto di provare con il primo, dopo una settimana smettere per una settimana, decidere se il "Santo vale la candela", provare il prossimo e così via ... .

Erano difficili i discorsi in merito: "non pagate dalle casse malati" per un paziente "tutto dovuto" e uno spiccato senso per "economicità curativa". Alla fine ha trovato una combinazione di "medicamenti" e "integratori" che lo soddisfa e che ritiene utile. Ha impiegato due anni per liberarsi dei dolori (combinato con intenso lavoro corporeo) e per poter vivere senza analgesici. Ma ci è riuscito e non riscontra dolori da tre anni.



3.5  Istapenia

L'istapenia è difficile da diagnosticare e da trattare perché non è facilmente distinguibile da altre forme depressive - maniacale - allucinatorie. Una stretta collaborazione con il medico e la psichiatra curante sono indispensabili.

La diagnosi sorge spesso da un sospetto e di una seguente → anamnesi ortomolecolare.


Sintomatologia / esempio

Sintomatologia caratteristica Si trovano spesso dei sintomi di tendenza psicotica del tipo schizofrenico/paranoico in unione con delle caratteristiche fisiologiche come nel seguente elenco:

  • tendenza ad “ingigantire” le cose
  • diffidenza accentuata
  • impressione che qualcuno, dall’esterno, abbia un controllo sulle proprie idee
  • abitudine di vedere o sentire cose che altri non notano
  • difficoltà a sopportare bene i dolori
  • orgasmi difficili
  • tanti peli
  • spesso lesioni delle labbra
  • raramente mal di testa
  • niente allergie
  • troppo grasso alle gambe
  • tanti denti stuccati
  • tinnitus (rumori nelle orecchie)

Esempio tipo: Si tratta di una signora di ca. 35 anni, nullipara, di costituzione “linfatica”, che accusa seri disturbi psichici, prevalentemente depressioni in forma “di attacco”, intercalate da periodi senza alcun disturbo durante i quali è in grado di lavorare.

È in ottima cura medica e psichiatrica e si trova soddisfatta delle relative cure. Viene nel mio studio sperando di trovare una via d’uscita dalla sua situazione nella quale accusa come grande disturbo la necessità di dover assumere psicofarmaci anche nelle fasi in cui sta bene.

Dopo una visita con una relativa anamnesi e diverse sedute di lavoro corporeo, in seguito alle quali ho iniziato a dubitare di un disturbo metabolico / ormonale, le proposi un approccio ortomolecolare complementare alle sue cure mediche/psichiatriche, spiegandole che secondo me bisognava anche trattare la dimensione organica che stava alla base del suo disturbo.


Approccio terapeutico

complementare

L'approccio terapeutico consiste in questo caso in una proposta terapeutica formalizzata e da far approvare dal medico e dallo psichiatra curante consistente in proposte concrete per medicazione, dieta e integratori alimentari.


Proposta terapeutica

Oltre a una spiegazione orale, che permette di chiarire scrupolosamente il sospettato disturbo regolatorio, ritengo importante anche scriverlo in forma sintetica.

Non inizio mai una tale cura senza l’approvazione del medico e dello psichiatra curante. Sia per lei, sia per il medico e lo psichiatra è abbastanza importante poter valutare una tale “invasione terapeutica” da parte di un non addetto ai lavori, in base a una chiara e plausibile presa di posizione.

In questo caso la cliente fece un tentativo e riuscì a convincere sia il medico, sia lo psichiatra che il “santo valeva la candela”. Questo non è sempre facile, perché a nessun medico, come nemmeno a me come terapista, piace troppo l’idea di una proposta terapeutica insolita e sconosciuta da parte di un terzo.

"Cara Signora, In base alla Sua terapia corporea, l’anamnesi e il modulo da Lei compilato, sospetto che Lei sia soggetta ad un disturbo metabolico noto come “istapenia”: lo denota la scarsa presenza di un ormone tessutale chiamato istamina e l’alto tasso di rame nel sangue. Questo disturbo crea spesso dei sintomi cerebrali e psichici.

Nella medicina ortomolecolare si rimedia a questo disturbo con altissime dosi di specifici “micronutrienti”:

  • Noi naturopati chiamiamo queste sostanze spesso “micronutrienti” perché si trovano anche negli alimenti (ma mai in queste alte dosi), perché sono liberamente reperibili in commercio e perché non hanno (in queste dosi) degli effetti collaterali patologici.
  • L’esperienza insegna, che con grande probabilità un tale composto diminuisce notevolmente i sintomi psicopatologici. Lo svantaggio è che raramente questa cura è risolutiva. Ciò significa che spesso bisogna continuare a somministrare i rimedi a tempo indeterminato, o almeno durante le fasi psichicamente critiche. ...

 

... Gli effetti non desiderati possono (non devono) essere: un breve periodo di “testa rossa” (flush) dopo la somministrazione dell’ acido nicotinico.

Il primo problema (relativamente facile da risolvere) è che non si trova in commercio un prodotto composto in questa maniera; il mio collega farmacista Dr. Luca Milesi della farmacia San Provino ad Agno lo potrebbe preparare. Mi ha detto che si tratterebbe di 2 bustine al giorno (una alla mattina, una alla sera) al prezzo complessivo di ca. 140.-Fr. al mese. In allegato, un foglio con la ricetta da consegnare al farmacista, caso mai Lei dovesse decidersi a provare una cura del genere.

Il secondo problema è più serio. Se Lei volesse affrontare un tentativo in questa direzione, io mi sentirei di seguirla, ma solamente con il consenso e in stretta collaborazione con la Sua psichiatra curante. La pregherei di discuterne con lei la faccenda e di farmi eventualmente sapere le conclusioni. Sono a Sua completa disposizione per ulteriori domande in merito.”


Medicazione

L‘esperienza terapeutica ci ha insegnato, che in diversi casi di istapenia in combinazione con malattie degenerative dell' apparato motorio serve molto la medicazione con istidina!

La medicazione pratica per queste circostanze è spesso problematica perché:

  • Nei preparati multivitaminici in commercio, le sostanze non si trovano in queste composizioni e dosaggi.

Ricettario galenico magistrale Istapenia

Rp.: Istapenia
Sostanza matt. sera dim. alternativa
Acido nicotinico 100 100 mg past. 50 mg
Nicotinamido 500 500 mg farmacista
Acido folico 1 - mg farmacista
Cobolamina (B12) 0.5 - mg farmacista
Zinco Zn 15 - mg Zinkvital®
Manganese Mn 10 - mg farmacista
° Betacarotene (pro A) 3 3 mg farmacista
° Vit. E 200 200 mg farmacista
m.f.* pulvis D. ad caps. tal. dos. per XXX (mattina e sera) S. Ingerire una caps. mattina e sera.

*indicazione per il farmacista: mescola, fai una polverina; incapsula questa dose in 30 e 30 capsula; Indica: Abbreviazioni

  • Come singoli prodotti sono anche reperibili, ma la somministrazione è scomoda perché sono tanti e il costo è abbastanza elevato (si paga il confezionamento di almeno una mezza dozzina di singoli prodotti). Ogni tanto procedo in questo modo durante una fase iniziale di poche settimane fino a quando l’esito è chiaro. (Nell’esempio sotto ho aggiunto dei prodotti finiti).
  • Sapendo come e dove, si riescono anche a trovare i singoli prodotti sciolti in forma di polvere e a prezzo modesto, ma la composizione e il dosaggio devono essere affidabili (necessità di una bilancia ad alta precisione che è molto costosa).
  • Chi ha la fortuna di conoscere un bravo farmacista disposto a fornire questo servizio, ha risolto il problema. Io personalmente mi trovo in questa confortevole situazione, perciò scrivo la ricetta p.es. come segue e lui si occupa di tutto il resto.

° Visto anche altre deficienze metaboliche della mia cliente (non dipendenti dell’istadelia), prendo l’occasione della ricetta per aggiungere anche 6 mg di betacarotene e 400 mg di vitamina E dato che questo incide poco sul prezzo.

La ricetta magistrale accanto viene prodotto da Dr. Luca Milesi, Farmacia San Provino, CH - Agno.

In caso di insonnia (cave! non combinare con psicofarmaci):

  • L-Triptofane: 500 ... 1'000 mg Ardeytropin®
  • Vit. B6: 50 mg regolazione omocisteina

D.S. ingerire la sera con un dolce

In fasi di depressione acuta:

  • L-Fenilalanina: risp. tirosina 500 ... 1'500 mg
  • Vit. B6: 50 mg regolazione omocisteina

D.S. ingerire la mattina


Dieta

Dieta: ricca di proteine animali e in abbondanza proteine stagionate come salumeria, formaggi stagionati, pesci affumicati e conservati. → Istamina in alimenti

Cave! Evitare eccessi di rame (massimo 1.5 ... 3 mg al dì) contenuto prevalentemente in alimenti come il fegato, il porto, lo sherry, il vermouth, le ostriche, le leguminose, le noci, i volatili, il pesce di mare



Integratori alimentari

Visto anche altre condizioni metaboliche della mia cliente, propongo l'eventuale uso dei seguenti “aggiunte alimentari”:

  • Usare il sale iodato: regione con mancante iodio nel suolo.
  • Olio di girasole o Cartamo: min. 1 cucchiaio da tè al giorno in aggiunta all' olio d'oliva usato abitualmente.
  • Lievito medicinale: 3 gr mattina e sera
  • Vitamina C: 1 ... 2 gr per giorno (anche come regolatore di stitichezza abituale): Acido ascorbinico sciolto in farmacia.
  • Se la dieta è scarsa di prodotti lattici: fino a 1 gr di Ca/Mg (2:1) per giorno (non è il caso di questo paziente)
  • Un uovo al giorno.


4.  Artrite urica (gotta)

Gotta it.Wikipedia Artrite gottosa it.Wikipedia



La gotta subentra in sequito ad uno squilibrio tra il catabolismo di purine e l'escrezione di acido urico tramite rene e colon. Si manifesta per elevati tassi di uricemia. L'eccedente acido urico si deposita negli organi in forma cristallizzata.



4.1  Fisiopatologia dell'artrite urica (gotta)


Fisiopatologia della gotta

Le purine rappresentano una sostanza importante per l'organismo umano, perché due dei quattro (cinque) acidi nucleici (adenina e guanina) vengono sintetizzati a partire di questa sostanza. Se le purine non vengono fornite a sufficienza dall'alimentazione, l'organismo è capace di fabbricarseli a partire dai tre aminoacidi glicina, asparagina e glutamina.

Nella decomposizione di cellule e (risp. di di RNA) si formano anche purine. Gli eccessi di purine vengono trasformati in acido urico. Una parte viene veicolato dal fegato alla bile ed espulso nell'intestino (crasso), dove una stirpe specializzata di flora intestinale li usa e decompone. Un'altra parte viene separato dai tubuli renali ed escreto attraverso le urine.

Se c'è un eccesso di'acido urico e nè l'intestino nè i reni riescono a escretarlo tutto, l'acido rimane nell'organismo e sopra una certa concentrazione cristallizza in diversi organi. Quando si tratta di una giuntura (prevalentemente dell'alluce) si infiamma e fa un male bestiale. Allora si parla di "gotta" acuta. Se capita, è meglio fare un controllo medico regolare dell'uricemia per evitare che subentrino problemi in organi come i reni.



4.2  Cause e fattori promotori della gotta


Sistemica della gotta

Essendo il metabolismo di acidi nucleici un processo abbastanza complesso che coinvolge numerosi enzimi, non sorprende che la maggior parte dei pazienti che soffrono di gotta, ha una predisposizione genetica a questo disturbo. I medici accademici, assieme all'assunzione di purine con l'alimentazione ritengono che sia così e la trattano di conseguenza.

Una seconda osservazione viene dalla psicosomatica che sostiene la tesi, che l'artirite urica sia strettamente legata a una determinata struttura psichica / comportamentale formatasi in infanzia e messa in pratica durante gli anni lavorativi. Cita ampi esempi plausibili. Nella dispensa "MN 4.5 Psicosomatica" l'ho usata come esempio e ne ho descritto ampiamente le implicazioni. Il fatto che la psicosomatica non mette in dubbio è che una "correlazione statistica" non è una dipendenza causa =>è difficile anche determinare quale delle due sia la causa e quale l'effetto: potrebbe essere anche la gotta che causa le caratteristiche psichiche.

Personalmente ritengo abbastanza complementari i due modelli, specialmente sotto aspetti di esperienza professionale.



4.3  Contenuti di alimenti in purine


Purine in alimenti

I pareri popolari sul contenuto di alimenti in purine sono comiche. La credenza vuole, che il caffè ne abbia tanto, in realtà 0.01 permille, mentre l'uva ne abbia pochissima, in realtà ne ha 0.2 permille o venti volte di più (teniamo presente che si mangia facilmente un chilo di uva ma difficilmente si beve un litro di caffè).

Anche i consigli di molti medici in merito non sono molto migliori. Consigliano di consumare più legumanicee (piselli 1.5 permille) invece di insaccati (salsicce 1.1 permille). Anche l'alcol e il fumo per il medico sono rilevanti. Ma per la gotta il fumo non è rilevante e il vino c'entra solo se consumato in eccessotanto da ubriacarsi.

Per una persona sofferente di gotta è importante sapere che: interiora, pesce, frutta di mare, volatili e carni muscolari e leguminacee sono da consumare moderatamente (poveretto, chi deve trattenersi dal gustare tante delizie culinarie).

Dalla tabella sembra risultare che i prodotti altamente proteici contengano anche molte purine; con una eccezione: prodotti lattici come il formaggio ne contengono molto poco. Logico: perché sono privi di cellule e quindi anche privi di acidi nucleici.

Esempio: uno mangia spaghetti alla carbonara con un'insalata e un bicchiere di vino. Quante purine consuma?

Ingredientegrpermillemg
Pasta2500.375
Lardo200.12
Uova600.032
Insalata1200.560
Vino2000,240
Totale  180

(1 scattola di sardine sott'olio 3.5mg/gr à 200 gr corrisponde a 700 mg di purine).



4.4  Cura della gotta

Ricettario galenico magistrale: Gotta acuta

Rp.: Gotta acuta
Colchysat®. 30 rimedio specifico gotta
Johannes Bürger, D - Bad Harzburg
D.S. In caso di un attacco gottoso: ingerire 25 gtt. in un pò di acqua ogni 1 ... 2 ore (mass.400 gtt./dì). In caso di diarrea: ingerire 20 gtt. di RESYL+® 3xdì.

Abbreviazioni

La cura della gotta acuta si fa tradizionalmente con un preparato di Colchicum autunnalis, una pianta molto velenosa ma altamente efficace nei dosaggi giusti e nota per questo sin dal medioevo. La medicina accademica usa anche altri preparati.
Per la gotta "latente" o come prevenzione la naturopatia propone:

  • seme di sedano 1 cucchiaio da tè al giorno. Anche le rape di sedano (a chi piacciono) abbassano i livelli delle purine
  • una dieta povera di purine
    • Istruisco bene il paziente sull'uso della tabella delle purine per un mese o due. Poi faccio misurare il livello dell'acido urico (uricemia) e lascio al medico, se ritiene ancora necessario la somministrazione di un medicamento a lungo termine (al solito allopurinol).
  • non trattare dei livelli di acido urico veramente e costantemente rialzati; è "criminale": se l'acido urico "fossilizza" i reni, ci sono seri guai.

In tutti casi è necessario istruire cautamente il paziente sui rischi e sull'importanza di controllare la propria dieta e l'uricemia. Deve essere in grado di stimare autonomamente l'ammontare di purine ingerite in una giornata.

Quanto riguarda le proposte psicosomatiche e di terapia ortomolecolare, suggerisco di studiare bene il relativo esempio nella dispensa → "MN 4.5 Psicosomatica".


5.  Cachessia


La cachessia è una grave forma di deperimento organico, caratterizzata da progressivo deterioramento di tutte le funzioni metaboliche, con debolezza, anoressia e dimagrimento, con escavazione dei tratti somatici (facies cachettica).

Tale quadro può essere dovuto ad anoressia nervosa, malattie endocrine (per esempio cachessia pituitaria), a tumori maligni e a demenza.

La cachessia nel tumore è un processo passivo, dovuto all'azione depauperante del tumore nei confronti di proteine, lipidi, glucidi, purine, ma anche un processo attivo dovuto ad alcune sostanze anche di origine tumorale (per esempio TNF, tumor necrosis factor).


6.  Allegati

6.1  Pagine nel gruppo Nutrizione

description: Alimentari paleolitici, nutrizione, alimentazione, paleolitica, raccolta, Cibi crudi, fuoco, recipienti, Caccia, pesca, Neolitico, Paleodieta, medicina popolare, Peter Forster, Daniela Rüegg
description: medicina popolare, medicina complementare, terapia, patologia, Trofologia, nutrizione, Dietologia, ecotrofologia, Nutriterapia, Malnutrizioni, Disturbi nutrizionali, Disturbi digestivi, Disturbi metabolici, Peter Forster, Maria A. Santese, Daniela Rüegg
description: dietologia, dietetica, alimentazione, indice, testi, Wikipedia, enciclopedia, medicina popolare, corsi, materia medica, conferenze, seminari, lucidi, dispense, tabelle alimentari, nutrizionali, complementare, laica, non convenzionale, alternativa
description: Nutrizione, Uso della soia, uso, tradizionale, recente, Antinutritiva, Fertilizzante, terreni, olio, commestibile, Mangime, bestie economiche, nutrizione umana, medicina popolare, Peter Forster, Daniela Rüegg

6.2  Motori di ricerca

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MedPop Web
Redaz.MedPop

WikiComm
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CSA

6.3  Commentbox

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6.4  Domini di MedPop

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