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Disturbi digestivi

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cure dietetiche

Peter Forster & Maria A. Santese

in allestimento

a cura di D. Rüegg

Sono trattati i seguenti argomenti:
Intolleranze alimentari Flatulenza Stitichezza Diarrea

1.  Morbo di Crohn & colite ulcerosa

(enterite regionale Crohn)

Infiammazione granulomatosa nell'esofago e nel retto, spesso ileo terminale (enterite Crohn) o colon (colite Crohn). La sezione coinvolta è "gelatinosa, gonfiata", spesso pesenza di fistole a sezioni vicino all'intestino con formazione di ascessi. Il "gonfiore" della parete intestinale impedisce sempre di più il passaggio del chilo.


Morbo di Crohn

Cause
Sconosciute, in discussione processi autoimmunitari e multifattoriali con disposizione genetica ma anche allergie alimentari.

Sintomi

  • Acuti: coliche, dolori addominali, diarrea, (spesso confusa con appendicite).
  • Cronici: da "pressione" a dolori e coliche.

Spesso nella zona ileocecale è palpabile un ispessimento doloroso. Diarree spesso durature con perdita di elettroliti, di peso e attacchi di febbre. Spesso coinvolta la zona anale con fistole, fessure, edemi.


1.1  Terapie naturopatiche

La terapia è campo del medico. Il naturopata può agire in modo complementare:

  • Massaggi, movimenti, bagni
  • Impacchi: fior di fieno, fango ...
  • Omeopatia rimedi costituzionali e specifici:
    • Feci "pappose, liquide" con flatulenza e debolezza di sfintere: Aloe D3 ... D6.
    • Defecazione diarreica, puzzolente, con bruciore, crampi ed esaurimento: Arsenicum album D4 ... D12.
    • Defecazione notturna "a scatto" con muco: Bryonia D4 ... D6.



1.2  Terapie complementari moderne

Le seguenti proposte rispecchiano le esperienze di clienti raggruppati in associazioni per questo morbo.

Terapie preventive e riabilitative

  • Cauto controllo di deficienze nutritive (per via di diarree e assorbimento difettoso) ed eventuale somministrazione di elettroliti (p.es. brodo) e micronutrienti mancanti, se necessario anche perorale.
  • Dieta (nutrizione abitudinale):
    • Piuttosto ricca di carboidrati con indice di glucosio basso, e scarsa di carboidrati con indice di glucosio elevato.
    • Piuttosto scarsa di proteine complesse, ma ricca di proteine bassomolecolari.
    • Piuttosto ricca di oli non saturi e linolici e scarsa di grassi saturi.
    • Meno "crudo" possibile

Fa parte di una buona terapia formare il cliente in modo che disponga degli strumenti per poter valutare gli alimenti e la cucina secondo il suo proprio gusto ed esigenze. Ogni tentativo dietetico "generalizzato" è destinato a fallire oltre che a creare delle ulteriori frustrazioni in una persona già colpita dal destino.

  • Sensibilizzazione e sorveglianza di "intolleranze alimentari", non per fissazione o per paranoia ma in caso di sospetto con i metodi di "dieta eliminatoria".
  • Cauta sorveglianza di processi infiammatori di ogni genere e immediati interventi relativi secondo il caso con olio di Nigella, enzimi proteolitici, calcio/magnesio, metionina e alte dosi di vitamina B6, ma anche olio di pesce (acidi lipidici omega-3).
  • Cauta sorveglianza della flora intestinale ed eventualmente ricostruzione. Le migliori esperienze le ho fatte con BACTISUBTIL (Cassella-med).


Indice glicemico

Indice glicemico it.Wikipedia Indice glicemico my-personaltrainer. indice glicemico Mm P

La seguente tabellina mostra "l'indice glucosio" per diversi alimenti. Un indice alto significa che i carboidrati contenuti nell'alimento si trasferiscono molto rapidamente nel sangue (ordine di grandezza decine di minuti in forma di glucusio), mentre un indice basso significa che ciò avviene lentamente (ordine di grandezza ore). Per un'infiammazione tipo Mb. di Crohn significa che la somministrazione di alimenti con indice glucosio basso garantisce un rifornimento lento e costante di glucosio nel sangue ed evita un'elaborazione "a scatto" dei carboidrati da parte di enzimi e flora intestinale. In mmerito si può imparare tanto dai diabetici perché si servono del medesimo meccanismo gestendo un altro disturbo.

.html .pdf .xls         Il Suo Browser non riesce a far vedere il link. Lo trova sotto IndiceGlicemico


Metabolismo glucosio

Sembrano forse curiosi due fatti:

  • La pasta ha un indice basso mentre il pane (fatto dello stesso frumento ne ha uno altissimo: la pasta è fatta di "semolina" che nel tratto gastrointestinale si decompone molto più lentamente della finissima farina del pane.
  • Il saccarosio dello zucchero di rape o canna da cucina come del miele hanno un indice altissimo mentre il fruttosio (apparentemente uguale, salvo il prezzo) ne ha uno basso: la trasformazione di fruttosio in glucosio impegna parecchio di più gli enzimi carboidrolitici del tratto gastrointestinale che il saccarosio.



Nutrizione durante attacchi acuti

In caso di un attacco (infiammazione acuta) per qualche giorno alimentazione "liquida" con:

  • Brodi (elettroliti e minerali) arricchiti di ca. 1 grammo di calcio e ca. mezzo grammo di magnesio in forma minerale (p.es. BURGERSTEIN "Dolomit).
  • Succhi di frutta di stagione freschi e genuini; se troppo aspri, corretti con fruttosio (MIGROS).
  • Verdura e legumi di stagione passati e diluiti con brodo.
  • Olio di Nigella, ma anche (in grado decrescente), olio di seme di canapa, olio di enotera, olio di lino, olio di cartamo e di girasole legati ai legumi passati ed emulsionati ai brodi con lecitina.
  • Arricchiti di 25 ... 30 grammi di proteine bassomolecolari (p.es. BURGERSTIEN Protein).



Sostituzione dei micronutrienti

Somministrazione dei micronutrienti scarsi a causa dell'assorbimento difettoso e della diarrea, specialmente il complesso B:

  • Vit. B1, B2, B6 min. 50 mg al giorno.
  • Acido folico min. 0.4 mg.
  • Vit. B12 min. 50 mcg.

"BURGERSTEIN Vitamin B-Komplex B50" contiene ca. questi dosaggi. Secondo il caso, la valutazione dello stato vitaminico e minerale e l'alimentazione, consiglio anche altre sostanze aggiuntive; in casi gravi dopo analisi di laboratorio del sangue integrale.


Sostegno della guarigione delle pareti intestinali

  • Vitamina A: 25'000 ... 50'000 U.I. (solo sotto controllo medico) oppure 15 ... 30 mg di Betacarotene al giorno: protegge l'intestino dalle ulcerazioni e promuove la guarigione.
  • Vitamina E: 800 mg: attenua l'infiammazione.
  • Zinco in forma organica: 50 ... 100 mg.
  • Rame (Cu) in forma organica 2 mg promuove la guarigione.
  • Acidi lipidici omega-3 in forma di olio di pesce BURGERSTEIN EPA 500mg: 5 ... 6 capsule: antinfiammatorio e attenua i sintomi.



Antinfiammatori e antiallergici "biologici" di emergenza

  • Olio di Nigella: fino a tre cucchiai da tè al giorno.
  • Calcio/magnesio in forma minerale 2:1 fino a 1.5 grammi al giorno (BURGERSTEIN Dolomit).
  • Enzimi proteolitici come WOBENZYM N (ananas, papaya, pancreas) fino a 30 grammi per giorno.
  • Vitamina B6: fino a 500 mg al giorno (STREULI).
  • Metionina (BURGERSTEIN): fino a 1 grammo per giorno (cave controindicazioni e combinare con 50 mg di Vit.B6).


2.  Diverticolosi e diverticolite

Diverticolite e diverticolosi cibo360. Diverticolite my-personaltrainer.

Diverticolo → sacculo nella parete del colon, all'entrata dei vasi sanguigni causata dal ridotto spessore della parete.

Cause: Spesso innata debolezza della muscolatura parietale, ma anche cicatrizzazione di infiammazioni. Spesso nell'età avanzata e con diete scarse di fibre. Si sviluppa prevalentemente in persone con una tendenza a costipazione. Diverticolosi normalmente inosservata e senza sintomi (si sviluppano solo con un'infiammazione: diverticolite).


Diverticoli

Sintomi: Di diverticolite: acuta con forti attacchi o cronica con al limite formazione di tumori.

  • Dolori addominali.
  • Diarrea e/o costipazione.
  • Sensazione di "pieno", nausea, vomito.
  • Tenesmi (impulso di defecazione senza esito).
  • "Crescenze" palpabili.
  • Emazie del retto.
  • Ileo.
  • Febbre, sedimentazine alta, leucocitosi.

Terapie:

  • In casi leggeri, dieta con poche crudità.
  • In casi gravi operazione.
  • Evitare costipazioni e "gonfiore intestinale".

ric. AC)AD)

La terapia ortomolecolare propone le seguenti misure:

  • Vitamina C 0.5 ... 3 gr singola dose mattutina, cominciando con mezzo grammo di acido ascorbinico.
  • Complesso vit.B 0.4 mg di acido folico p.es. BURGERSTEIN Vitamin B Komplex 50
  • Acido pantotenico 250 mg
  • Magnesio 400 mg
  • Flora intestinale Eventualmente correggere con BACTISUBTIL.

3.  Colon irritabile

Colon irritabile psicoterapia-palermo. Colon irritabile adieta.

Disturbo funzionale del colon (molto frequente). Escludere possibili disturbi organici con visita appropriata clinica.

Causa: Normalmente disturbo neurovegetativo.

Sintomi: Dolori (spesso spastici) del colon (sigmoide, cieco, flessure dx. sin.). Spesso alternanza di costipazione/diarrea. Con costipazione spesso feci "tipo capra", se contemporaneamente ci sono disturbi di secrezione, nelle feci si trova anche del muco.


Pectina

Terapie: Dieta non stimolante, poche crudità, sufficiente movimento, terapia antistress con modifiche abitudinali e comportamentali. → ric. A) ... H).


Pectina elaborata

Se protratta a lungo si ottengono miglioramenti con la seguente terapia ortomolecolare:

  • Vitamina E 800 mg
  • Complesso vitamina B min. 25 mg B2, B3, B6 e 0.4 mg acido folico p.es. BURGERSTEIN Vitamin B Komplex 50: 1 pastiglia ogni 2 giorni
  • Fibre vegetali non cellulose 10 ... 20 gr p.es. pectine con tanto liquido.
  • Flora intestinale; eventualmente correggere con BACTISUBTIL (Cassella-med).



4.  Stitichezza

Secondo la medicina classica viene considerata evacuazione normale quella che avviene da tre volte al giorno a una volta ogni tre giorni. Secondo la naturopatia, si considera normale una frequenza giornaliera per evitare che la prolungata permanenza della massa fecale nell’intestino comporti fenomeni eccessivi di fermentazione e putrefazione.

Ricettario galenico magistrale: Costipazione ragazzi

Rp.: Costipazione ragazzi
DUPHALAC Lactulose
D.S. secondo la prescrizione del produttore Solvay

Abbreviazioni

L’ introduzione abbondante di cereali raffinati limita la stimolazione della motilità intestinale, favorendo stagnazione delle feci e causando feci scarse dure e emesse in periodi troppo lunghi. Al contrario , le feci

  • di chi ingerisce un buon quantitativo di acqua e
  • si nutre senza eccessi di pasti industrializzati, garantendosi così un apporto di fibre di gran lunga sufficiente per le esigenze umane e
  • si muove almeno 20 minuti al giorno a polso elevata

sono morbide, abbondanti ed emesse regolarmente.

La cura della stitichezza deve avvenire quindi prevalentemente tramite l'alimentazione, l'assunzione di un quantitativo adeguato di acqua e l’aumento dell’attività fisica.

Ricettario galenico magistrale: Costipazione acuta (purga salinica)

Rp.: Costipazione acuta (purga salinica)
Sal (mirabilis) Glauberi 50
D.S. Ingerire 1 c.t. in un bicchiere d'acqua. Poi sostituzione di potassio (K Cl?) p.es. REKEWAN.

Abbreviazioni

La maggior parte di costipazione abituale deriva dall'abuso di lassativi vegetali (senna, aloe, ...) come si nota spesso in donne con un passato di cure dimagranti, bulimia e anoressia. In questi casi sono irmediabilmente lesi dei centri nervosi intestinali che controllano la peristalsi.

In casi estremamente ostinati, sempre rimanendo su individui in condizioni normali di salute, si può arrivare a stimolare le contrazioni dell'intestino, quindi la peristalsi, in maniera meccanica, rivolgendosi ad un buon osteopata che possa massaggiare l'intestino aiutandolo a ripristinare il suo tono vagale piuttosto che utilizzare farmaci chimici e/o vegetali in quanto questi oltre a presentare effetti collaterali anche importanti per la loro caratteristica assuefattiva (espletano la loro azione agendo sui plessi nervosi dell'intestino attivandone la peristalsi) e abortiva, rappresentano solo un palliativo e non risolvono le cause del problema che c’è all’origine di una stitichezza in un individuo in condizione normale di salute.

Ricettario galenico magistrale: Costipazione cronica (regolare)

Rp.: Costipazione cronica (regolare)
Semen Lini contusus 100 (Linusit Creola, Finck)
D.S. 1-2 c.m. la mattina con yogurt, musli- Bere 1-2 bicchieri d'acqua.

Abbreviazioni

Lassativi sporadici specie in senescenza sono il Sal Glauberi e l'olio di ricino. Per casi cronici servono (senza effetti collaterali:

  • Seme di lino → ricetta
  • Lactulosa → ricetta
  • Vitamina C in dosi da 1 ... 2 grammi (acido ascorbico, sciolto, farmacia)

Altri fattori che possono causare stitichezza sono: l'assunzione di oppiati o altri colinergici, parassitosi intestinale, scarsa flora intestinale, abuso di lassativi o enteroclismi, carenza di magnesio, colite, ipofunzionalità della tiroide, disturbi epatici.

Pertanto vanno analizzate accuratamente le cause della rallentata evacuazione e trattate di conseguenza con pertinenza.


5.  Diarrea

Qualora l'organismo viene a contatto con una sostanza tossica, la sua priorità è quella di eliminarla. Il sistema digerente dispone di due principali strategie per eseguire quest'operazione: la prima consiste nell'aumentare la secrezione di liquidi che si riversano nell'intestino, mentre nel secondo caso si assiste all'incremento del numero e della frequenza delle contrazioni intestinali. Ne conseguono frequenti scariche di feci semiliquide che favoriscono l'eliminazione della tossina dal corpo.

Ricettario galenico magistrale: Diarrea infantile - adulti

Rp.: Diarrea infantile - adulti
Tinct. UZARA 30 NIDDAPHARM
D.S. secondo la prescrizione del produttore. Cave! Sostituire liquidi e sali persi!

Abbreviazioni

Sovente la tossina è un batterio o un virus, talora anche un parassita che può penetrare nel corpo con l'assunzione di cibi avariati (ma anche cibo avvelenato, refrigerato male, poco cotto o parzialmente rancido) o acqua contaminata, oppure attraverso il contatto con una persona "infetta". Tanti antinutritiva non inerzializzate in cucina fanno il medesimo effetto.

La diarrea può manifestarsi anche come reazione a determinati farmaci (che possono squilibrare la flora batterica intestinale) o alimenti (che provocano intolleranze alimentari) o lassativi. Può anche avere una componente emotiva cioè essere causata da ansia, stress e nervoso. In questi casi si parla di colon irritabile e si susseguono fasi di diarrea e fasi di costipazione.

Ricettario galenico magistrale: Sostituzione elettroliti

Rp.: Sostituzione elettroliti
Sale da cucina Na Cl? c.t. 1/2 3.5 gr
Bicarbonalo di sodio c.t. 1/2 2.5gr
Cloruro di potassi c.t. 1/4 1.5gr p.es. Rekewan®
Glucosio c.m. 2 miele, zucchero, glucosio
Acqua fresca ad litro 1
D.S. bere quanto possibile

Abbreviazioni

Sebbene la diarrea sia un metodo efficace e necessario per reagire all'intossicazione, sovente è un disturbo particolarmente disagevole, che può persino risultare debilitante per l'organismo a causa della quantità di acqua e sali che si perdono con le feci. Tuttavia, nella gran parte dei casi di diarrea acuta, si consiglia di non assumere antidiarroici poichè la loro azione impedisce l'eliminazione delle sostanze tossiche e costringe l'organismo a trovare una soluzione alternativa per espellerle.

Risulterebbe invece più adeguato utilizzare integratori alimentari per ripristinare la flora batterica amica dell'intestino, quindi supportarlo nel meccanismo di disintossicazione. Malauguratamente questo non è possibile durante una diarrea (per evidenti motivi: si defeca subito) ma solo in un secondo tempo.

Cave: Inoltre risulta di fondamentale importanza, ripristinare l'acqua e i sali perduti (Na Cl? & K) con una soluzione salinica come il brodo e glucidi. Ai bambini si da salatini e Coca Cola?.

Cave: In pazienti anticoagulati con inibitori di vit.K c'è immediatamente di ridurre la dose dell'anticoagulante alla metà (poi consultare il medico): la diarrea impedisce l'absorpzione intestinale della vitamina K e l'anticoagulante ha d'un tratto il doppio o triplo effetto, che può causare sanguinazioni interne molto gravi!

Le ricetta accanto possono essere utili nell'alleviare l'intensità e abbreviare il decorso del disturbo che in ogni caso nell'arco di 2-3 giorni dovrebbe risolversi.

Qualora si osserva sangue nelle feci o si accusano dolori addominali e crampi che non cessano con l'evacuazione diventa fondamentale approfondire le cause del malessere perchè la diarrea può essere anche indicativa di patologie più gravi.

6.  Intolleranze alimentari

6.1  Celiachia (intolleranza al glutene)

Celiachia it.Wikipedia Celiachia Med Pop Tutoria


Bimbi celiaci

La celiachia (detta anche morbo celiaco o sprue celiaca) è un'intolleranza permanente alla gliadina, una enteropatia autoimmune. La gliadina è contenuta nel glutine, un insieme di proteine a loro volta contenute nel frumento, nell'orzo, nella segale, nel farro, nel kamut ed in altri cereali minori. Ciò rende tossici - nei soggetti affetti o predisposti - tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione.

La malattia non ha una trasmissione genetica mendeliana, ma è presente un certo grado di predisposizione nei parenti degli affetti, probabilmente connesso con il complesso maggiore di istocompatibilità ereditato. L'intolleranza al glutine genera gravi danni alla mucosa intestinale quali l'atrofia dei villi intestinali.

Il rimedio per celiaci è di astenersi dal consumare frumento e altri cereali contenenti glutine, cosa che nella nostra cultura alimentare è difficile: tanti prodotti industrialmente prefabbricati contengono farina di frumento. I più importanti sono il pane e la pasta.


Cura della celiachia

L'unico trattamento efficace nella celiachia é l'eliminazione completa e totale del glutine dall'alimentazione. La dieta del paziente diagnosticato celiaco deve rigorosamente considerarsi permanente. Per tutta la vita, perché l'introduzione anche sporadica di glutine provoca danni alla mucosa senza sintomi apparenti.

Dieta senza glutine significa eliminazione completa dei cereali tossici e dei loro derivati:

  • frumento, orzo, segale, avena, pane, pasta, biscotti, prodotti confezionati contenenti glutine e loro derivati.
  • evitare prodotti di cui non si conosce composizione e la preparazione.

Per questo le varie associazioni pubblicano periodicamente le liste di alimenti, testati e garantiti dalle aziende produttrici, senza glutine. Anche in tracce il glutine é dannoso per il celiaco.

Se la dieta é corretta si avrà da subito un miglioramento marcato, una normalizzazione dei parametri clinici e una diminuzione degli anticorpi antigliadina e antiendomisio. L'intestino torna alla normalità, le sostanze nutritive sono assorbite e utilizzate dall'intestino, si riacquista il peso perso, si ripristinano le condizioni psicofisiche normali É importante verificare almeno una volta l'anno gli anticorpi AGA e EMA.

Al contrario se la dieta non é corretta, se é saltuaria possono esserci complicanze associate alla celiachia :

  • ulcerazioni e restringimenti dell'intestino tenue
  • il paziente non reagisce più alla dieta
  • insorgenza di linfomi del tratto gastrointestinale

Il trattamento dietetico minimizza il rischio di complicanze a lungo termine, ma non azzera del tutto la possibilità di complicanze autoimmuni associate (tiroidite di Hashimoto). Una dieta stretta senza glutine non provoca effetti secondari e può essere altrettanto equilibrata e completa sotto ogni punto di vista. É chiaro che eliminando i cibi senza glutine i problemi che si presentano sono molti, prima di tutto la conoscenza di ciò che é permesso e ciò che é vietato. Nella composizione degli alimenti prefabbricati, in caso di dubbio rifiutare.


6.2  Intolleranza al lattosio

L'importanza del latte di bestiame come nutriente cominciò a giocare il suo importante ruolo quando nelle grandi steppe, durante il neolitico, si formarono culture pastorali seminomadi. Non era tanto una questione di allevamento di bestiame ma un fattore legato al catabolismo del lattosio; l'originale attrezzatura genetica umana disattiva i geni che producono la lattasi (enzima del catabolismo intestinale del lattosio) dopo lo svezzamento. Più i popoli nomadi provenienti dall'Africa si spostavano a nord, più aumentava il numero di individui che sopravvivevano grazie al fatto che si ritardava il disinserimento del gene per la lattasi e che potevano dunque essere alimentati a lungo con il latte di bestiame.

Questo scostamento genetico si nota ancora oggi:

  • in Africa equatoriale ca. il 90% mentre
  • nei paesi scandinavi ca. 1 ... 2 % e
  • in Italia, tra 12 e 15% di adulti è lattosiointollerante

(diarrea, flatulenza puzzolente dopo consumo di latte o globuli omeopatici → lattosio puro). Il ché determina notevolmente i costumi nutrizionali.

La capacità di digerire latticini incrementò la risorsa nutritiva a popoli che dovevano vivere in regioni con marcati periodi freddi senza crescita vegetale. Una bella parte di evasione culturale sedentaria in regioni alpine e nordiche non è immaginabile se non si fa riferimento a questo dato di fatto.


contenuti di lattosio

La tabella accanto fa vedere le concentrazioni di lattosio in alimenti lattici. Si nota che tutti prodotti lattici salvo dei formaggi fermentati a lungo (p.es. parmigiano) hanno dei tassi di lattosio alti, vuol dire non tollerati da lattosio-intolleranti. L'esperienza dimostra invece, che spesso anche loro sopportano bene dei formaggi ben fermentati (trasformazione di lattosio → alcol) e stagionati e il burro, se per caso piaciono.

Diventa raramente un problema: normalmente i lattosio-intolleranti hanno semplicemente un'aversione contro prodotti lattici e si abituano istintivamente a una dieta che sostituisce automaticamente le mancanze di calcio, magnesio, vit. D, e altre sostanze contenute nel latte: uova, funghi, noci, pesce marittimo, brassicacee (cavoli), cioccolato, ... .




6.3  Altre intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari non sono clinicamente ben definite. In ogni caso si tratta clinicamente di una reazione avversa del tratto gastrointestinale a determinati alimenti non-allergiche (pseudoallergie). Patofisiologicamente sono da sospettare (e chiarire)

  • malabsorpzione intestinale di determinate sostanze causato da deficienze enzimatiche individuali come nel caso di intolleranza al lattosio, celiachia (glutene), favismo, ...
  • aberrazioni immunitarie pseudoallergiche
    • attivazione del meccanismo immunitario "complemento"
    • labilità membranosa di mastcellule e basofili del sistema immunitario
    • disturbi nel metabolismo del acido arachidonico (coinvolto in processi infiammatori)
  • reazione normale della mucosa gastrointestinale a antinutritiva vegetali

L'ultimo punto: reazione a sostanze antinutritive è in aumento proporzionale al movimento selvaggio e crudo è sano che nega per ideologia o ignoranza le numerosissime sostanze antinutritive vegetali (che le piante producono contro i loro nemici divoratori:

  • tramite la coltivazione di piante con diminuiti tassi di antinutritiva destinate al consumo umano
  • tramite l'inerzializzazione delle rimanenti sostanze antinutritive con le arti culinarie.

Le intolleranze alimentari più divulgate nei nostri paraggi sono:

  • l'intolleranza al lattosio
  • l'intolleranza al glutene (celiachia)

tutte due deficienze di enzimi catabolici del intestino che rendono impossibile la decomposizione delle relative sostanze e causano relativi disturbi digestivi (e a monte spesso altri).

Nella nostra cultura con costumi alimentari basate su grano e prodotti lattici un difetto del genere è abbastanza problematico.


Intollleranze e allergie salutistiche

Il discorso su "allergie" e "intolleranze" alimentari è di gran moda tra salutisti, giornalisti e professori di dietetica che con i loro consigli di "selvaggio e crudo" creano una bella parte del problema, non ponendo l'attenzione sulle sostanze antinutritive.

Di compenso consigliano delle case, strumenti e aggegi che offrono dei "test" in merito.

Nessuno di questi test non ha neanche superato le prove di ripetibilità, non parliamo poi di risultati usabili clinicamente, perché sarà molto difficile di stabilire un test che simula o deduce la reazione della mucosa a una determinata sostanza. L'unico metodo noto da sempre è "provi se Ti piace e se lo digerisci, se no, stai lontano!"


Intolleranze e antinutritiva

Fino a pochi decenni fa sarebbe stato assurdo di scrivere un trattato in merito. Nel mio paese viggeva il detto:

Il contadino non mangia ciò che non conosce.

Nel frattempo sembra in vigore un altro detto: ... i bimbi mettono in bocca tutto ....

Pare che una coscienza atavistica rurale: che la maggior parte di vegetali e animali che ci circonda non è digeribile o al massimo dopo una dovuta preparazione sia stato sostituto da una megalomania infantile che tutto sia fatto "ad maiorem gloria humanis" e che per favore il nostro intestino abbia da digerire tutto quello che ingeriamo.

Invece con ottime ragioni il nostro tratto gastrointestinale (al solito più intelligente di noi) rifiuta, sputa, vomita ed escreta a scatto ciò che potrebbe ledere non solo lui ma tutto l'organismo. E in infantile megalomania lo facciamo anche i dispetti, chiamiamo "intolleranza" e cerchiamo tutti trucchi o di deviarlo o almeno di classificare "malattia" quello che in realtà è una reazione esistenziale di autoconservazione.

Come onnivori consumiamo notevoli quantità di piante che si difendono e bene con dei potenti arsenali biochimici contro i loro "nemici divoratori". Meglio concentrarsi su questo fatto che su sogni sentimentali della natura.

Nota: Sono digeribili pochissime sostanze biologiche e un pò di più dopo artigianose coltivazioni e preparazioni (trasformazioni biochimiche di cucina). All resto siamo "intolleranti".

  • Inutile di cercare sostanze elementari alle quali siamo intolleranti: è domanda di dosi e di sensibilità individuali. Il ferro è indispensabile in piccole dosi e letale in altre.
  • Inutile di cercare alimenti "critici": le patate e le fave crude sono "velenose" per tutti oltre a determinate quantità e salutari in adatte preparazioni.


Esempio: la soia - dal veleno all'alimento

La soia nel suo paese d'origine la Cina orientale meridionale era una pianta "pionieristica": grazie alle capacità simbiotiche con batteri che riuscivano a trasformare in forme biologicamente sfruttabili l'azoto dell'aria vennero piantate su terreni senza humus come fertilizzanti. In cucina non vennero usate (malgrado l'alto contenuto proteico e lipidico) salvo come spezie dopo una lunga e complicata fermentazione. I cinesi sapevano bene perché: la pianta, molto attraente (protidi, lipidi) per i nemici divoratori ha sviluppato un ricco arsenale difensivo come:

  • fitoestrogeni (isoflavoni) che diminuiscono la fertilità dei divoratori e promuovono l'attrazione per batteri azototrasformanti
  • proteaseinibitori: gli inibitori Bowman-Birk e Kunitz legano nell'intestino tenue agli enzimi tripsina e chimotripsina e li rendono incapaci di catabolizzare le proteine
  • allergeni come glicinina e beta-conglicinia
  • lectine: proteine con tante funzioni biologiche secondo il tipo: pesticidi, promuovono malabsorpzione nel tenue; le aggutinine di soia oltre certe dosi (2 permille) frenano la crescita, promuovono l'iperplasia del pancreas e degenerazioni renali e e del fegato
  • fitine: promuovono malabsorpzione di zinco, ferro, magnesio e calcio
  • ossalati: promuove la formazione di calcoli renali
  • goitrogeni: "manipolazione" degli ormoni tiroidali in collaborazione con i fitoestrogeni genisteina e daidzeina → diminuzione di tirosina umana &rsrr; iperplasia tiroide (gotta).
  • oligosaccharidi: raffinosi e stachiosi fermentati della flora intestinale del crasso causano flatulenza e diarrea
  • saponine: insetticida; inibisce la resorpzione di acidi biliari, glucosio e proteine, aumenta la permeabilità intestinale (translocazione di microorganismi e antigeni), enteriti.
  • micotossine: frequente contaminazione con fusarie come deossinivalenolo, zearalenone scirpentriolo anche in preparati per bimbi e in olio di soia.

Non è da meravigliarsi che i cinesi non mangiavano una pianta talmente velenosa e si dedicavano alle altre centinaia di tipi di fabacee della loro patria, più facilmente digeribili.

Nel '800 cominciava una modesta esportazione della pianta pionieristica verso il giappone, dove un granulato della pianta si usava come fertilizzante a buon mercato per i campi di riso (il riso dopo essere pulito e cotto è digeribile da quasi tutte le persone senza problemi).

Dopo gli anni 1'950 si era finalmente in grado, grazie a processi biochimici di eliminare, inerzializzare ed estrarre diversi di questi antinutrienti fino a un livello che venne sopportabile come mangime per delle bestie economiche di breve durata di vita.

Una volta fatto gli investimenti per la preparazione della pianta velenosa soia in mangime altamente proteico e lipidico era solo una domanda di tempo finché la lirica propagandistica delle case alimentari tentava a sedurci a mangiare dei cibi "dalla tradizione Cinese e Giapponese da millenni". Nel frattempo siamo al punto che la Cina scopre i "tofu-burger" come alimento esotico. Sarei curioso di sapere como i loro lirici propagandistici lo vendono al pubblico.

Non ho assolutamente niente contro i buongustai della soia, ognuno ha le proprie preferenze e beato sia nelle sue. Ma non confondere una preferenza individuale con una dichiarazione di salutare per tutti, per favore. Pretendo di essere rispettato nella mia preferenza (per la pasta, l'arrosto grasso, l'insalata matta e un bicchiere di vino) come rispetto la loro.

E chi vuol insegnare cosa è un cibo salutare confronti in pubblico un pasto di soia (appunti di seguito) con il mio pasto preferito.


7.  Flatulenza

Flatulenza it.Wikipedia

Come normale funzione del corpo, l'emissione di flatulenze è un importante segnale di normale attività intestinale e non deve essere fonte di vergogna. Non vi è nessun danno nel trattenere le flatulenze. La flatulenza non è velenosa, è una componente naturale dei vari contenuti dell'intestino. Comunque, può svilupparsi del disagio dovuto all'accumulo della pressione dei gas. In teoria, trattenendo le flatulenze si può verificare una distensione patologica dell'intestino che può condurre alla stipsi.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Quantità e componenti Cause "Rimedi" AvvisoSulloSchermoDaCliccare


7.1  Quantità e componenti

L'uomo rilascia mediamente dai 0.5 a 1.5 litri di gas al giorno suddivisi in 12-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l'azoto (ingerito), l'ossigeno (ingerito), il metano (prodotto da archea anaerobici), il biossido di carbonio (prodotto dai batteri anaerobici o ingerito) e l'idrogeno (prodotto da alcuni e consumato da altri).[1] L'azoto è il principale gas rilasciato. Il metano e l'idrogeno sono infiammabili, perciò alcune flatulenze, se innescate, possono prendere fuoco. Non tutti gli esseri umani producono un flatus contenente metano. Per esempio, in uno studio delle feci di nove adulti, solo cinque campioni contenevano batteri capaci di produrre questo gas.[2] Il gas rilasciato ha di solito un cattivo odore che deriva principalmente da una piccola percentuale di acidi grassi come l'acido butirrico (odore di burro rancido) e da composti di zolfo come il solfuro di idrogeno (odore di uova marce) e il solfato di carbonile che sono il risultato della scomposizione delle proteine.[3] L'incidenza di componenti odorose nelle flatulenze aumenta negli erbivori, come i bovini, agli onnivori ai carnivori, come i gatti.


7.2  Cause

Il gas intestinale è formato al 90% da cause esogene (aria ingerita attraverso il naso e la bocca) e al 10% da cause endogene (gas prodotto nel tratto digestivo). I gas endogeni sono generati come un sottoprodotto della digestione di certi alimenti. I cibi che provocano flatulenza sono solitamente ricchi di carboidrati complessi (specialmente oligosaccaridi come l'inulina) e comprendono fagioli, cipolle, patate dolci, scorze di agrumi, castagne, anacardi, broccoli, cavolo, carciofi, avena, pane integrale, ecc. Un' eccessiva flatulenza provoca motilità intestinale e quindi feci liquide.

Nelle fabacee, i gas endogeni sembrano derivare dagli oligosaccaridi, carboidrati resistenti alla digestione: essi passano attraverso l'intestino superiore pressoché inalterati, e quando raggiungono l'intestino inferiore vengono assaliti dai batteri che se ne cibano, producendo abbondanti quantità di gas.


7.3  "Rimedi"

Ricettario galenico magistrale: Carminativo

Rp.: Carminativo
Sem. Anisi 1.5 carminativo
Sem. Carvi 1.5 carminativo
Sem. Cardamomen 1.5 carminativo
Sem. Foeniculum 50 carminativo
D.S. Masticare ogni qualche ora una presa.

Abbreviazioni

Non essendo una malattia non ci vuole dei rimedi. Chi è disturbato di flatulenza "eccessiva" tenti di consumare meno fibri vegetali, specialmenti meno oligosaccaridi come contenuti in fabacee, cipolle, patate dolci, scorze di agrumi, castagne, anacardi, broccoli, cavolo, carciofi, avena, pane integrale, ecc.

Molte volte anche i carminativi riducono la produzione di gas intestinale come p.es. nella ricetta accanto.

Contro l'odore sgradevole servono delle tavolette di carbone vegetale e specialmente pastiglie di clorofilla.


8.  Annessi

9.  Allegati

9.1  Pagine nel gruppo Nutrizione

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9.2  Motori di ricerca

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9.3  Commentbox

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9.4  Domini di MedPop

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