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Verza, cavolo

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nome botanico: Brassica oleracea; famiglia: Brassicaceae

1.  Descrizione della pianta

La verza o cavolo verza (Brassica oleracea var. sabauda), detta anche cavolo di Milano (o cavolo lombardo e cavolo di Savoia), è una varietà simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti.

Pianta biennale con radice fittonante non molto profonda, possiede fusto eretto, di lunghezza raramente superiore ai 30 centimetri. La palla, verde o rosso-violacea, non è molto compatta; le foglie interne sono bianco-giallastre. Viene coltivato in varie zone d'Italia ed è un ortaggio molto conosciuto. it.Wikipedia


2.  Meccanismo fitofarmacologico


decomposizione di
glucosinolati

La verza contiene (come tutte le brassicacee come rafano, senape, colza, ...) delle molecole solfatate che nei glucosinolati sono legate maggiormente al glucosio. La mirosinasi è un enzima contenuto nella pianta che è in grado di decomporre i glucosinolati in glucosio e agluconi, tipo "olio di senape".

Il meccanismo di decomposizione scatta quando la pianta è ferita e viene liberata la linfa. La verza si difende in questo modo per far sì che i ruminanti non la mangino troppo in quanto quest'ultimi sono sensibili all'acre gusto e all'irritazione causato dall'olio di senape.

Gli agluconi della verza hanno ottime proprietà analgesiche, antinfiammatorie, decongestionanti e antisettiche topiche. Usati quando la verza è fresca sono abbastanza diluiti (ca. 0.1%) e quindi non agiscono in modo troppo irritativo o tossico.

L'effetto farmacologico assomiglia molto al diclofenac sintetico (contenuto nei cerotti Flector®). La struttura chimica è simile alla brassicina, mentre lo zolfo è sostituito con il cloro.


3.  Uso in medicina popolare

In medicina popolare si sfrutta il meccanismo di decomposizione di glucosinolati (glucobrassicina, sinigrina, glucoiberina, glucorafanina) in glucosio e "olio di senape", prevalentemente come cataplasmi di foglia di verze fresche.

Schiacciando una foglia di verza e legandola attorno a una giuntura dolente oppure applicandola su una zona reumatica si provoca una leggera irritazione che stimola il sistema immunitario ad intervenire: le molecole degli agluconi passano facilmente la cute legando delle molecole algesiche a dei residui infiammatori.

Un'altra applicazione popolare è il consumo di succo di verza in casi di ulcere gastriche e duodenali.

La terza preparazione è un unguento alla verza per i capezzoli lesi a causa dell'allattamento, ma anche per altre piccole ferite.

4.  Ricette

4.1  Artrite, bursite, epicondilite, reumatismi

La classica preparazione per uso topico è l'impacco di verza:

Rp.: Impacco di verza per condilite, bursite: (antinfiammatorio, anestetizzante) topico 𝄐
Cavolo verza fresca Fol. 1
f.
  1. Tagliar via le grosse nervature.
  2. Applicarla su un panno (parte interna sopra) e portarla a temperatura tiepida,
  3. schiacciarla rotolandoci sopra una bottiglia,
  4. ungere con un pò di burro, di lardo, di olio commestibile o di Ung. Consolidae.
S.
  1. Applicare sulla parte dolente o attorno: (verza a contatto con la pelle),
  2. fissare con un cerotto o una benda o con un "calza" elastica.
  3. Tenersi l'impacco per almeno due ore (meglio per una notte).


  • Portare la foglia a una temperatura tiepida: promuove l'attività dell'enzima.
  • Schiacciandola per bene: crea le microferite della foglia di verza indispensabili per la formazione delle sostanze attive e
  • L'aggiunta di un grasso animale: facilita l'assorbimento tramite la pelle (gli oli vegetali hanno un pò meno questo effetto).

◦⦆─────⦅◦

4.2  Ulcera gastrica e duodenali

In medicina popolare il succo fresco viene usato contro le ulcere gastriche e duodenali. Anche in questo caso l'effetto è topico (sulla mucosa) anche se consumato oralmente.

La preparazione più efficace è il succo preparato a fresco, ca. un cicchettino (2cl) al giorno.
Lo si trova anche in commercio, ma l'effetto antinfiammatorio e analgesico non è dimostrato scientificamente.
I succhi confezionati devono subire una fermentazione lattica (conservazione) e hanno un gusto di crauti freddi stagionati.

◦⦆─────⦅◦

4.3  Unguento cura capezzoli (allattamento)

  • si tagliuzza finemente una foglia di verza e la si schiaccia bene
  • metterla in una pentola con del burro fresco fuso a temperatura tiepida
  • lasciarla macerare per ca. mezzora mescolando più volte
  • aumentare la temperatura a ca. 60°
  • travasare il tutto in un recipiente con acqua fredda
  • prelevare gli "occhi di burro" che galleggiano sulla superficie
  • metterli in un vasetto e il burro "verzato" è pronto per l'uso

Unguenti a base di verze sono anche fabbricate artigianalmente, p.es. dalla Farmacia del monastero Leiden Christi. Si può anche prepararla nella propria cucina.

◦⦆─────⦅◦

4.4  Piccole ferite

Anche le piccole ferite (taglietti, abrasioni, ...) si possono curare benissimo con la verza: dopo aver cautamente lavata con acqua fredda e disinfettato la ferita, si applica una foglia o l'unguento di verza.

5.  Allegati

5.1  Bibliografia

  • Giulia Poretti: La malva - Tücc i maa i a calma; Edit. Centro di dialettologia e di etnografia cDE; Museo cantonale di storia naturale; Fondazione Alpina per le Scienze della Vita
  • Ruth Karcher (Red.): Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen; Spektrum 2003; ISBN 3827414997

5.2  Sitografia

5.3  Pagine in gruppo Erboristeria

5.4  Commenti

alla pagina Main / Verza, cavolo: ev cliccare sul titolo per stilare un commento.

Peter04 February 2012, 14:07

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