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X Trattamento della respirazione disfunzionale

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.html .php Categoria: Respirazione, Terapia, Enciclopedia


Il seguente trattato è un'estratto leggermente adattato della dispensa Terapie respiratorie. Questa fa parte di un corso in Materia medica popolare tenuto per l'ultima volta nel 2005 a Lugano. Si tratta dell'unità di studio MmP 10: Apparato respiratorio con i seguenti scritti:


1.  Prologo


Formazione di suoni
  • Constant KERNEÎZ mi ha insegnato il significato del ritmo, la profondità e le pause respiratorie.
  • Wilhelm REICH ha descritto in modo esemplare (anche se molto breve) nel suo saggio La funzione dell'orgasmo movimenti e tensioni respiratorie in tutto il corpo come caratteristica di organismi e le loro minime aberrazioni come legate a emozioni recenti o passate. La loro conoscenza è di grande aiuto nel lavoro pratico corporeo perché:
    • Fa scoprire molteplici micromovimenti respiratori inconsci paradossali.
    • Permette di ripristinare i micromovimenti "naturali" adattando direzione, ritmo di tocco e striscio in ogni momento alle necessità.
  • Julius PAROW ha chiarito il meccanismo dinamico della respirazione, specie l'interdipendenza tra il movimento e la "tenuta" (postura), forze e controforze, e propone delle misure terapeutiche razionali.



Meccanica respiratoria

Vengono trattati i seguenti temi:

  1. Prologo
  2. Generale
  3. Esercizi toracici
  4. Regolazione respiratoria
  5. Esercizi di respirazione ordinaria
  6. Eliminazione di errori respiratori
  7. Rinforzo della respirazione
  8. Correzione della spina dorsale
  9. Obiettivi e risultati



2.  Generalità

Il trattamento (la cura) della respirazione disfunzionale consiste:

  • In correzioni verso una respirazione "normale".
  • Rinforzo della respirazione in modo che diventi di nuovo sufficiente per affrontare anche sforzi straordinari come per esempio restrizioni bronchiali spastiche.

Una grande parte del trattamento è esercizio del cliente, così che il successo dipende soprattutto da lui. Il terapista ha un ruolo:

  • Nell'insegnamento di esercizi semplici e facilmente applicabili ovunque adatti a degli errori respiratori specifici.
  • Nel lavoro sul corpo che apre dei blocchi, stimola la muscolatura principale ai movimenti previsti e riporta la muscolatura ausiliaria al suo naturale ruolo di portamento, sostegno e adattamento alle forze e ai movimenti.
  • Nella continua motivazione del cliente a proseguire il suo lavoro.

In dettaglio il lavoro consiste nelle seguenti tappe:

  1. Correzione dei movimenti e rinforzo della muscolatura della parete toracica tramite esercizio e stimolazione muscolare.
  2. Correzione della regolazione respiratoria in naso e faringe tramite esercizio e allentamento di muscolatura facciale e faringeale.
  3. Esercizio della corretta respirazione normale fino all'abitudine, contemporaneamente con esercizio sorvegliato.
  4. Eliminazione di errori respiratori individuali con dimostrazione e inibizione.
  5. Rinforzo della respirazione fino al punto che soddisfa anche esigenze di sforzo straordinario con esercizio specialmente di canto e recitazione.
  6. In parallelo lavoro corporeo posturale specialmente spina, torace, cingolo scapolo-clavicolare, cingolo pelvico e muscolatura lombo-addominale.

2.1  Massime per il lavoro respiratorio

Minimo impegno con il massimo effetto:
Respiro soffice calmo e piatto. Il consiglio di "respirare profondamente" sarebbe lo stesso come indicare a un gastritico di mangiare smisuratamente. Singoli respiri profondi si presentano automaticamente come pulsioni in sospiri, sbadigli, ...
Il respiro è automatico (e non controllato dalla volontà):
Eccezioni sono esercizi di allenamento per ripristinare gli automatismi di una respirazione normale. Nel lavoro sul corpo si invoglia il cliente a lasciar respirare il corpo come vuole e a non sopprimere delle pulsioni respiratorie. Molti clienti hanno seri problemi in merito perché fanno fatica ad abbandonare il controllo in presenza del terapista.
Il movimento respiratorio viene eseguito:
  • dalla muscolatura parietale toracica
  • e diaframmatica
Tutti gli altri movimenti e "ausiliari":
hanno solo funzioni di portamento e d'adattamento.
Esercizi per gli "ausiliari" saranno divertenti e utili a chissà quali scopi, ma sono respiratoriamente antiterapeutici perché indeboliscono le funzioni principali respiratorie.
Si respira (finché è commodo) con il naso:
La stretta nasale e la deviazione alla cupola nasofaringeale è l'antagonista della muscolatura primaria respiratoria e la tiene in esercizio. La corretta regolazione respiratoria coordina movimenti e tensioni.

La regolazione respiratoria nasale e i movimenti della muscolatura parietale toracica sono i due pilastri della correzione e del rinforzo respiratorio.


3.  Esercizi toracici

secondo Julius Parow

3.1  Tre esercizi toracici fondamentali

Hanno lo scopo di ripristinare il corretto funzionamento della muscolatura parietale toracica senza collaborazione di "ausiliari". Si tratta in particolare di esercizi isometrici:


Gallo
Il Gallo:
Tenere largo e tondo solo il torace superiore senza impiegare la muscolatura delle spalle e del collo mentre si va avanti a respirare in modo soffice, calmo e piano. Il resto si lascia andare "da sé" (esercizio "gallo").



Fisarmonica

Presenza
La Fisarmonica:
Leggero movimento di tutto il torace in direzione orizzontale (a fisarmonica) mentre si va avanti a respirare in modo soffice, calmo e piano. Il resto si lascia andare "da sé". Si impiega solo la muscolatura parietale toracica senza alcun impiego degli "ausiliari" (spalle, collo, addominali, serratus inferior); se viene impiegato il M.serratus inferior si ritrae leggermente il torace superiore in ispirazione (esercizio fisarmonica").
Presenza:
Tenere largo tutto il torace mentre si va avanti a respirare in modo soffice, calmo e piano. Il resto si lascia andare "da sé". S'impiega poco la muscolatura parietale toracica e un pò di più il diaframma, mentre non vengono impiegati gli "ausiliari".



3.2  Lavoro corporeo accompagnante

Come lavoro d'accompagnamento il terapista può (non deve) eseguire:

  • Breve e tenero "sfilacciamento" delle coste come se si volesse allargare per un attimo il torace. Nel lavoro sul corpo per questa tecnica si usa spesso un fazzoletto per poter tenere meglio.
  • Eventualmente lavoro corporeo respiratorio: appoggiare le mani sul torace "chiuderle" (espirazione) e aprirle (ispirazione) nel ritmo del respiro con un minimo di forza (sotto la soglia di percezione cosciente del cliente; tocco "a piuma"). Chi non lo sa fare bene è meglio che lo tralasci, ogni essere mosso evita il muoversi ed è antiterapeutico perché indebolisce la muscolatura invece di rinforzarla. Si tratta invece di "invogliare" i muscoli parietali toracici a muoversi da soli automaticamente ventiquattro ore al giorno.

3.3  Condizioni fisiche

Con questi (anche solo i primi tre) esercizi si riesce a ripristinare, in settimane fino a mesi, le funzioni respiratorie del torace, a condizione che siano fattibili, cioè:

  • Se la muscolatura lombo-addominale incastra il movimento toracico orizzontale inferiore: si noti che possono incastrare sia muscoli ipercontratti sia iperestesi, come p.es. in accentuate lordosi lombali:
    • ipercontratti i lombali,
    • iperestesi gli addominali,
    • tutti e due troppo tesi e poco capaci di cedere alle variazioni volumetriche della cavità addominale.
    In questi casi non è una buona idea "rinforzare gli addominali" perché oltre ad aumentare la pressione sulle vertebre lombari, incastra ancora di più il movimento respiratorio toracico. È meglio allentare i lombari.
  • Se la muscolatura toracica stessa è ipertesa e non permette quindi movimenti: torace iperteso spesso in persone con serie difficoltà di calma e serenità, sempre all'attacco.
  • Se la muscolatura intercostale è "fossilizzata" (tessuto connettivo inspessito e inelastico - "da corrazza") come spesso accade a persone anziane e in patologie respiratorie, ci vuole un paziente ed esperto lavoro posturale sul torace per uno o due anni almeno (una volta al mese per almeno un'ora). Lavoro fisioterapico e/o doloroso in questi casi è controindicato, perché aumentano ancora il tono della muscolatura posturale.
  • Se il cingolo scapolo-clavicolare è sovrasviluppato: come in tanti sportivi e artigiani. Il lavoro manuale forzato impedisce, disinserisce e atrofizza la muscolatura parietale toracica superiore.
In questi casi bisogna prima liberare le parti impedenti tramite il lavoro corporeo posturale almeno fino al punto che gli ordinari movimenti respiratori non siano più bloccati.

3.4  Fortificare il torace

Appena è possibile l'esecuzione dei primi tre esercizi "gallo", "fisarmonica", "presenza" si inizia a fortificare il torace cantando, ronzando, gemendo, sospirando in ogni occasione socialmente accettabile. Non importano stonature e volume, basta che il portamento del torace sia corretto per il suono. Così ci si abitua di nuovo all'uso appropriato della voce per il linguaggio. Da solo in macchina si hanno tante possibilità di esercitarsi.

Per chi intende perfezionarsi, consiglio:

  • lezioni di canto o recitazione da un bravo maestro o almeno
  • canto ad alto volume (anche stonato) nella vasca da bagno e in macchina
  • ai fedeli la frequente partecipazione a messa cantata e litanie.
  • Un'alternativa per chi non canta, è di imparare il flauto dolce da un bravo maestro.

3.5  Prospettive

Una volta ripreso (anche solo timidamente) il regolare movimento respiratorio del torace e l'uso appropriato della voce, migliora a vista anche la struttura (e non solo toracica), perché c'è di nuovo un massaggio dall'interno ventiquattro ore su ventiquattro e la ginnastica dell'uso vocale come previsto dall'inventore. È molto efficace servirsi come terapista di questi meccanismi; anche rilevanti deformazioni toracico-spinali recedono (persino in persone anziane) con i mesi e gli anni.


4.  Esercizi di regolazione respiratoria

secondo Julius Parow

La regolazione respiratoria ordinaria avviene nella stretta nasale e nella nasofaringe:

  • La loro resistenza è antagonistica a diaframma e muscolatura parietale toracica e tiene in allenamento questi muscoli.
  • Formano un getto arioso laminare che disturba meno le corde vocali.

La respirazione ordinaria è quindi nasale. La respirazione orale è riservata alle espressioni vocali, inevitabile in sforzi fisici (come nella corsa) e sintomo di disfunzione o patologia respiratoria.


4.1  Istruzioni per per la regolazione respiratoria

L'istruzione d'esercizio di una corretta regolazione respiratoria ordinaria:

  1. Labbra aperte un millimetro per evitare tensioni facciali.
  2. Lingua sdraiata distesa in bocca un millimetro dietro i denti.
  3. Respiro con leggero rumore nella stretta nasale, "risonanza in testa" e leggero rumore sulla deviazione della cupola nasofaringeale.



4.2  Esercizi ausiliari per specifici disturbi respiratori

In caso di difficoltà di regolazione respiratoria ci sono una gamma d'esercizi e "manipolazioni" per niente spettacolari ma di lavoro minuto che servono a ripristinare le funzioni regolari:

  • Naso e stretta nasale: tirare con mano leggera la pelle sopra e intorno al naso in direzione caudale.
  • Collaborazione della cupola nasofaringeale: leggero ronfamento "dietro il naso", schioccare, e "pronuncia di "ch" in inspirazione.
  • Allentare ed esercitare la muscolatura facciale / nasale tramite massaggio e esercizi di smorfia.
  • Esercizi di movimento, agilità e distensione della lingua aiutano anche la muscolatura tra lingua e faringe.
  • Esercizi di movimento, agilità in tutte le direzioni e di distensione (lasciar pendere) della mandibola.
  • Esercizi per distensione e abilitazione faringeale: distendere lingua e mandibola; alzare la radice della lingua contro il velo palatale e verso la cupola nasofaringeale, tenendo passivi il resto della lingua, la mandibola e le labbra.

5.  Esercizi di respirazione ordinaria

secondo Julius Parow

Quando il movimento toracico e la regolazione respiratoria sono ripristinati e coordinati si può proseguire a ripristinare la respirazione ordinaria normale tramite esercizi con lo scopo che diventi di nuovo automatica. Così è stato all'inizio dei nostri giorni e da qualche parte nel cervelletto il programma ci sarà ancora, solo che il nostro cliente ne usa un altro.

All'inizio questi esercizi richiedono tanta attenzione e concentrazione, rinforzandosi la muscolatura diventano sempre più facili fino a diventare automatismo. Naturalmente devono essere:

  • Imparati precisamente, perché si automatizzano anche eventuali errori.
  • Esercitati intensamente, perché solo lunghi esercizi sostituiscono vecchie abitudini con nuove.

La tanto temuta (con tutte le ragioni iperventilazione in esercizi respiratori si evita con la semplice massima di mai usare più fiato di quello che l'organismo strettamente richiede (si prende). Respirazione "profonda" non è respirazione efficace.


5.1  Muscolatura lombo-addominale

Il movimento respiratorio toracico-diaframmale varia continuamente anche il volume addominale. La muscolatura lombo-addominale deve seguire elasticamente e passivamente questo spostamento e quindi sono superflui se non danneggianti degli esercizi di respirazione "ventrali". Nota bene che il movimento passivo-elastico si estende allo stesso modo sulle zone ventrali e sulle zone dei fianchi!

Il nostro stile di vita sedentario induce invece spesso un'accentuata lordosi lombale con i muscoli lombali ipercontratti, iperestesi gli addominali. Tutte e due queste fasce di muscoli troppo tese e poco capaci di cedere alle variazioni volumetriche della cava addominale. Non è una buona idea "rinforzare gli addominali" perché, oltre ad aumentare la pressione sulle vertebre lombali, incastra ancora di più il movimento respiratorio toracico. È molto meglio allentare e imparare a distendere tutta la muscolatura lomboaddominale. Senza distensione ventrale, specialmente della porzione sotto l'ombelico, diventa impossibile una regolare ispirazione.

Queste "deformazioni" non richiedono esercizi, salvo quelli distensivi, bensì la mano di un terapista che se ne intende di lavori posturali. Non è poi così difficile perché nel complesso del lavoro toracico si orienta facilmente la relativa posizione di torace e bacino (tramite la spina), estendendo i muscoli lombali e contraendo gli addominali, allentando tutti e due per riportarli al loro equilibrio di tono.

Tecnicamente è più proficuo riattivare il movimento passivo dei fianchi (Mm. Transversus abd., Quadratus lumb., Erector spinae) ed allentare il ventre (Mm. Rectus abd. Obliqui abdom.) che lavorare sulle vertebre lombali e sull'apertura toracica inferiore e anteriore.

Conviene invece spesso lavorare il bordo del bacino anteriore e l'apertura toracica inferiore posteriore per raggiungere più efficacemente il traguardo del riorientamento toracico-pelvico tramite la muscolatura lombo-addominale.

Solo in casi eccezionali di erronea "ginnastica respiratoria" o esercizi di Yoga mal controllati, traumi anestetici e operativi o accidentali, lunghi forti dolori toracici-addominali e altri sforzi che abbiano indotto perversioni movimentali, inizialmente bisogna indurre, o per esercizio o per lavoro manuale, una corretta coordinazione movimentale tra torace e cingolo pelvico.


5.2  Diaframma

La normalizzazione del movimento toracico e la giusta reazione passiva e distesa del cordone muscolare lombo-addominale con il susseguente riorientamento toracicopelvico, ripristina automaticamente il movimento funzionale del diaframma. Con la respirazione ordinaria nasale e la vocalizzazione come antagonisti e regolatori di questo movimento, acquista efficacia in poco tempo.

Esercizi diaframmali come "respirazione ventrale" coinvolgono attivamente muscolatura di portamento e adattamento e indeboliscono così la muscolatura respiratoria principale.

Dei lavori posturali ben fatti per "liberare il diaframma" si rivolgono ai movimenti intercostali e inducono solo indirettamente per reazione una risposta diaframmale. Chi conosce esattamente "la linea d'origine diaframmale" potrà riequilibrare e ricoordinare il movimento toracico-diaframmale in modo molto efficace.

Spesso sono "disinseriti" singoli areali di fibre muscolari diaframmatiche a causa di traumi fisici. L'abile "operatore manuale" li trova e li riattiva seguendo attentamente tutta la circonferenza di allacciamento diaframmatico tra xifoide e vertebra coinvolte.


5.3  Distensione generale

Il "tono muscolare" influisce notevolmente sulla respirazione. Sia:

  • un tono troppo alto "teso" impedisce il libero movimento respiratorio, sia
  • un tono troppo basso "floscio" fa "aggrinzire" i polmoni.

Questo è da valutare e considerare in pazienti tesi, carichi, esausti, esauriti ..., meglio toccare che ascoltare in questo contesto. Spesso si incontrano anche strane combinazioni di floscio e teso in diverse parti dell'apparato motorio. In opposizione all'opinione corrente che gli esercizi di distenzione possano fare solo bene, nel caso di un "esaurito-floscio" essi sono antiterapeutici.

Ammetto che la maggioranza, anche dei miei clienti, è ipertesa. L'esercizio più efficace in merito è:

  • Distendere la respirazione con diversi "sospiri" senza pressione (lasciar uscire il fiato) con le labbra appuntite.
  • Sdraiarsi nella posizione più comoda possibile e stare assolutamente fermo, senza il minimo movimento, immaginandosi di appoggiare sempre più pesantemente sul materassino (lettino).

Dopo diverso tempo s'impara così a distendersi bene anche in minor tempo e in altre posizioni.

Le tecniche distensive sono diventate un proficuo mercato e hanno senz'altro anche importanti funzioni sociali. Ma nessuna tecnica o suggestione è più efficace della sopra menzionata.


5.4  Regolazione respiratoria ausiliaria

In disfunzioni o patologie della regolazione respiratoria ordinaria (stretta nasale, cupola nasofaringeale) il cliente respira con la bocca. Se non è possibile ripristinare con semplici trucchi e in tempo utile la respirazione nasale, bisogna ricorrere a una regolazione respiratoria ausiliaria: si sostituisce la resistenza naso-faringeale con una resistenza boccale:

  • Inspirazione ed espirazione su "f", "s", "ch" o "kch" cosa va meglio per il cliente.
Pro memoria:
diaframma e muscoli toracici parietali necessitano di una resistenza antagonista per tenersi o mettersi in "forma". È controproducente vocalizzare il suono, perché "trattiene" il fiato invece di "lasciarlo andare".

6.  Eliminazione degli errori respiratori

secondo Julius Parow

6.1  Trattenimento respiratorio

La respirazione rimane continuamente in stato di tensione e non trova mai pace. Provoca irritazione ai bronchi, polmoni mai lasciati in pace e induce attacchi nervosi. Il continuo "affollamento" dei polmoni facilita l'evoluzione di enfisemi.

Se il cliente non riesce a modificare l'abitudine deve imparare ad accompagnare ogni minimo sforzo (anche emotivo) con una leggera espirazione senza prendere fiato prima e senza abbassare il torace. Spesso riesce meglio se l'espirazione è accompagnata da un leggero sospiro senza pressione. Ci vuole pazienza, perché è fattibile solo dopo che il torace ha riacquistato la sua "grinta".

Lasciar correre il respiro e lasciarlo in pace si familiarizza bene con l'immaginazione di tenere sempre vuoti i polmoni a stomaco disteso e torace inferiore chiuso. La necessaria ventilazione si presenta automaticamente.


6.2  Tosse

Irritazione della gola che sparisce a poco a poco con l'impiego della regolazione respiratoria corretta. Sparisce in fretta inspirando con le labbra aperte un millimetro e movimento "a fisarmonica" del torace; le coste si tengono larghe non "espirando" ma lasciando andare l'aria. Al paziente sembra strano il fatto di non espirare volutamente.

Nel tossire si tende a ritirare il ventre basso. Meglio sarebbe alzare lo sterno, ma questo è difficile per il principiante.


6.3  Disturbi vocali

Per le correzioni vedi capitolo 2.8 "Formazione della voce". Dove non è possibile, inizialmente si consiglia:

  • Di parlare piuttosto a voce bassa e polmoni poco riempiti.
  • Di espirare un pochettino prima di attaccare la voce e ripeterlo spesso anche durante la relazione.
  • Parlare il più distesi possibile con la volontà di consumare il meno aria possibile.



7.  Rinforzo della respirazione

secondo Julius Parow

L'applicazione degli esercizi per il torace e la regolazione respiratoria rinforza notevolmente e automaticamente la respirazione. Il massimo rigore lo si acquista cantando estensivamente, all'inizio sotto il controllo di un insegnante di canto. Anche i seguenti esercizi possono aiutare a rinforzare una respirazione ripristinata:

  • "Tirare su" con il naso (quello che si proibisce ai bambini) a muscolatura mimica distesa.
  • Allargare energicamente la vita (tutta, non solo la parte anteriore; identico al sostegno respiratorio nel canto); serve solo se il resto del torace rimane immobile e la spina sta ferma.

Meglio farsi controllare dall'esperto.

Nota:
Per evitare ogni pressione, l'espirazione si fa a bocca leggermente e gola completamente aperta, lingua distesa sul fondo della bocca.

8.  Correzione della spina dorsale

secondo Julius Parow

La spina dorsale deve portare il torace e fissarlo in respirazione. Questo lavoro viene svolto soprattutto dai Mm. erectores spinae e serrati. Quando questi sono deboli influenzano anche il funzionamento respiratorio. Nella nostra cultura sedentaria è pressoché impossibile incontrare una spina dorsale in ordine, si trova ancora nei popoli che abitualmente portano i loro pesi sulla testa (che sarebbe già un ottimo esercizio, portarsi un libro sulla testa durante le attività giornaliere; avvolto in un asciugamano intorno al cranio). Per il resto consiglio esercizi per la schiena insegnati dalle varie scuole.


9.  Obiettivi e risultati

Applicando i principi e le tecniche di cui sopra si riesce:

  • A far diventare automatica la meccanica respiratoria ordinaria.
  • A rinforzare sufficientemente la muscolatura respiratoria al punto di poter reggere anche sforzi elevati come restrizioni bronchiali in spasmi e catarri e durante la tosse.
  • A riformare l'apparato respiratorio.
  • A ripristinare l'elasticità e il vigore polmonare e a "normalizzare" il volume polmonare.
  • Ad eliminare errori respiratori che inducevano al deperimento respiratorio.

È quasi sempre anche necessario eliminare esercizi respiratori controproducenti che suggeriscono uno dei seguenti elementi:

  • Espirazione forzata.
  • Collaborazione respiratoria del dorso.
  • Repressione del torace in espirazione.
  • Collaborazione forzata della muscolatura lombo-addominale.
  • Collaborazione della muscolatura scapolo-clavicolare e collare.
  • Forzata "presa di fiato".
  • Trattenimento del respiro.

Respirare coscientemente significa anzitutto raccogliere l'aria con il naso e percepirla coscientemente con i sensi del tatto e dell'olfatto. Come il mangiare consiste nel masticare e gustare il nutrimento, il respiro consiste nel sentire e annusare l'aria. Come è privo di senso riempirsi al massimo lo stomaco e il ventre, è privo di senso riempirsi i polmoni e il torace con aria. Come alla digestione debole e ammalata serve poco cibo in piccole porzioni, all'apparato respiratorio leso serve una respirazione con poca aria. Respirare più di quanto l'organismo richiede è stancante e carica smisuratamente la circolazione. Anche gli esercizi saranno da eseguire lentamente e con meno aria possibile!


10.       Allegati

10.1  Bibliografia

  • C. Kerneiz und Ursula von Mangoldt: Lehre und Praxis des Hatha-Yoga, O. W. Barth, 1952
  • Julius Parow: Die Heilung der Atmung, Trias, 1981
  • Wilhelm Reich: La funzione dell'orgasmo, EAN: 9788851522223, 2005
  • MIDDENDORF ILSE: ESPERIENZA DEL RESPIRO, ASTROLABIO
  • Hannelore Göhring: Atemtherapie, Thieme, 2001
  • Wilfried Ehrmann: Handbuch der Atemtherapie, Param, 2004
  • Knauth, Reiners, Huhn: Physiotherapeutisches Rezeptierbuch
  • Gay Hendricks: Bewusst atmen, Knaur, 1995

* Autore: Titolo, Editore, anno


10.2  Sitografia


10.3  Motori di ricerca

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10.4  Commenti

alla pagina MN / X Trattamento della respirazione disfunzionale

Peter19 November 2007, 06:22

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