Recent Changes - Search:

Pagine di servizio

Gruppi

Pagine in allestimento

Strumenti

Domini correlati

PmWiki

pmwiki.org

edit SideBar

Oli & grassi in galenica

← .pdf 720px A4 →


HOME Versioni: .php .html .pdf Categoria: Erboristeria Galenica Fitoterapia Derma

Pagine nel gruppo Galenica domestica (cliccare)

Fa parte della dispensa: Dermatologia 2 Galenica domestica

Dispense: Dermatologia 1 Dermatologia 2 Dermatologia 3 ... ...
Programmi: Programma 2 Programma 3 ... ...
Annessi: Fitoterapia Oli e grassi ... ... ...

Autrice: Bianca Buser

Cura, illustrazioni, collegamenti:
Daniela Rüegg

1.  Olio vegetale

Da Wikipedia: Olio vegetale AF 5.26 Nutrizione e metabolismo:Lipidi Galenica 4) Preparazione dei rimedi:Preparazioni oleose FTP 4 Galenica: Oli di semenze e organi animali


Produzione di olio di colza

Un olio vegetale è un olio ricavato da semi oleosi o da altre parti di una pianta.

1.1  Oli artigianali

Galenica /4) Preparazione dei rimedi Preparazioni oleose

Vi trascrivo, dalla dispensa suindicata, un testo scritto da Peter inerente questo argomento:

La maggior parte delle noci e dei semi vegetali contengono notevoli quantità di oli vegetali. Alla pianta servono come concentrato energetico per fare germogliare la nuova pianta fino alla sua autosufficenza, cioè fino a quando, per poter crescere, è in grado di estrarre materiale ed energia dall'ambiente.


Molino
(moderno)

Molino d'olio
(Moulinex antico)

L'essere umano ha sviluppato delle tecniche sofisticate per estrarre oli vegetali dalla semenza della pianta, prevalentemente per scopi:

  • nutritivi (olio d'oliva, girasole, arachidi, senape, sesamo, canapa, semi d'uva, noce, noccioline, ecc.);
  • saponi: oli e grassi tutti
  • ''illuminazione (olio di colza, lino, canapa, deperiti nutritivi, ecc.);
  • pittura: olio di lino, ...
  • impermeabilizzazione e lubrificazione (lino, ricino ecc.);
  • sanitari e medici (oli di frumento, mandorla, ricino, ecc.).

 


Spremitura tradizionale di olii

Il procedimento era (ed è) non molto complicato, ma impegnativo in quanto sforzi e tempo:

  • macinazione fine al punto da raggiungere una pasta fine e fluida;
  • pressatura e spremitura forzata per separare i liquidi dalle parti solide;
  • separazione di frazioni lipidiche e acquose con la decantazione;
  • ev. neutralizzazione di acidi p.es. con del calcio;
  • eventuale filtrazione della parte lipidica;
  • conservazione in serbatoi ermeticamente chiusi, al buio e al fresco (per rallentare i processi di irrancidimento).

Per via dell'impegno nella coltivazione, fabbricazione e cura per la conservazione ed il trasporto, oltre alla necessità esistenziale riguardo la nutrizione e l'illuminazione nonché la facile deperibilità del prodotto, esso era prezioso e venerato. Tramite la meccanizzazione dell'agricoltura e la produzione e i risparmi sui costi energetici e di vendita, l'olio è diventato un prodotto a buon mercato e da purtroppo spreco.

Per poter rallentare l'ossidazione degli oli sono necessari diversi provvedimenti:

  • aggiunta di oli ceramidi (non alimentari come p.es. Jojoba) fino al 10% (essi non ossidano);
  • aggiunta di antiossidanti oleici (p.es. vitamina E);
  • riempimento completo delle bottiglie con chiusura ermetica (assenza dell'ossigeno);
  • immagazzinaggio al buio e al fresco luce ultravioletta, calore;
  • lontananza durante tutte le procedure da metalli catalizzanti, specialmente l'ottone (lega di rame e zinco) che fa irrancidire in pochi minuti l'olio, oli infusi, oli di erba, oli di fiore (Mac.Ol.).

1.2  Oli industriali


campo di colza

A partire dall' '800 gli oli e i grassi alimentari sono prodotti industrialmente con processi chimici che li rendono di buon mercato.

L'estrazione viene fatta con solventi sintetici che sono poi facilmente distillabili e riutilizzabili. Gli oli ottenuti si trasformano in grassi aggiungendo p.es. alcol (che va poi anche distillato e riutilizzato).

La materia prima vegetale della maggior parte di oli usati in alimentazione sono la soia e la copra (di palme) ma anche la colza e l'uliva (a prezzo crescente). In un prodotto industriale è quasi impossibile scoprire la provenienza della materia prima, perché industrialmente si riesce a creare quasi qualsiasi miscuglio di acidi grassi.

La colza (brassicacee) è di grande interesse industriale, perché per adattamenti genetici si è riuscito ad allevare dei tipi con variabile composizione di acidi grassi.

1.3  Conservazione degli oli vegetali

Vi sono alcune regole di base che ci possono aiutare a una idonea conservazione:

  • riporre l'olio vegetale in un posto fresco;
  • le bottiglie scure proteggono meglio dalla luce;
  • il contatto con il metallo può alterare il sapore dell'olio;
  • ogni volta che si apre una bottiglia di olio, il contenuto viene attaccato dalle molecole di ossigeno, quindi richiudere sempre subito e scegliere bottiglie piccole da sostituire più spesso, invece di comprare contenitori grandi;
  • una bottiglia, una volta aperta, dev'essere utilizza nel giro di un paio di mesi.
  • controllare sempre la data di scadenza;
  • assaggiarlo; se il sapore non crea benessere, l'olio non è buono e non bisogna usarlo.

2.  Preparazioni galeniche oleose

si chiamano anche oleiti.

2.1  Oli puri (Ol.sem.)

Di solito in galenica si usano oli di diversi semi artigianalmente pressati a freddo come p.es. Ol.sem Helianthii → Olio di girasole. Spesso si usano come oli vettori (diluenti) per sostanze liposolubili come p.es. per oli essenziali → Aeth. = Aethanoleum, una classe di sostanze "aromatiche" chimicamente molto eterogeni non oleosi ma liposolubili e alcolsolubili (aethanolsolubili).

2.2  Decotti oleosi (Ol.coct.)

Molte piante altamente curative liberano delle sostanze terapeuticamente attive a temperature relativamente alte e in ambienti lipidici. Un esempio è la camomilla, i cui residui della distillazione a vapore servono per ottenere il quasi impagabile olio eterico (-.70 cts./goccia); anche la macerazione alcolica per le tinture e gli estratti contiene ancora preziosi ingredienti che si liberano con la cottura in olio.

Noi usiamo spesso i decotti oleosi come base per gli oli da massaggio (aggiungendo una goccia o due di olio eterico, di camomilla o altri) o per la parte oleosa delle pomate, degli unguenti e delle creme antiflogistiche come ingredienti oleosi per le emulsioni da bagno.

Consigliamo di comprare gli oli da un produttore esperto, perché la scelta dell'olio base e la cottura degli oli richiede attrezzi e conoscenze un po' particolari. Se volete farli voi stessi: attenzione al surriscaldamento: mettere qualche cm di acqua in pentola che evita il riscaldamento sopra i 100°. "

2.3  Macerati oleosi (Mac.ol.)

I macerati negli oli si fanno per estrarre le sostanze di piante (erba, fiori) in un olio vegetale. Salvo che per l'olio di "San Giovanni" (Iperico) la procedura è pressoché andata persa nel tempo, anche se si tratta di uno dei procedimenti e impieghi più antichi e nobili della medicina e della profumeria. Ciò sarebbe fattibile con pochissimi strumenti:

  • riempire un vassoio a chiusura ermetica con dei fiori o dell'erba sminuzzati fino a ca. un terzo;
  • coprire con un olio neutrale (mandorla, semi d'uva, sesamo, girasole, ecc.) fino sotto il bordo della chiusura;
  • lasciar macerare in un luogo caldo, fino a che l'erba diventa marrone; filtrare; ripetere la procedura con lo stesso olio; ma per le piante fresche ripetere il procedimento due o tre volte (per ottenere una buona concentrazione).

L'olio tenuto in un luogo fresco e al buio (vasetti scuri) si conserva per diversi mesi, poi diventa rancido (ossidazione).

A dipendenza delle erbe o degli oli usati, l'applicazione curativa può essere prevalentemente esterna, interna o ambedue.


I diversi oli rispondono più o meno sensibilmente all'ossidazione (irrancidimento), certi ossidano in pochi minuti e sono conservabili solo se incapsulati subito dopo la spremitura, mentre altri si possono tenere per più di un anno a condizioni favorevoli di immagazzinaggio. Per i macerati servono gli oli meno sensibili all'ossidazione, possibilmente di spremuta recente (osservare la data di consumo).

I macerati oleosi di erbe per applicazioni esterne vengono spesso aggiunti nelle preparazioni di unguenti o di creme (perché ungono meno).
Per i macerati preziosi che si devono conservare a lungo, usiamo l'olio di jojobae (la noce di un arbusto sudamericano). L'olio di jojobae non é un olio ma una paraffina liquida che grazie alla sua proprietà chimica, a temperatura ambiente non ossida e non diventa rancido.
Infine, è affine al sebo cutaneo e per natura è un ottimo curativo dermico (motivo per il quale viene usato in cosmetica, anche se in dosi minime, perché é costoso). Facciamo volentieri piccole dosi di macerati nell'olio di jojobae (rosa, gelsomino, tuberosa, neroli, mimosa, lavanda, ecc.) come preziosi oli da massaggio.

Questi macerati sono usati esclusivamente per l'esterno, perché l'olio di jojobae usato è paraffinico e, se ingerito, provoca solo diarrea. Come alternativa a buon mercato si potrebbe anche usare l'olio di paraffina (residuo dell'industria petrolifera), innocuo perché chimicamente e metabolicamente inerte.A noi non ispira l'idea, chissà per quale motivo ideologico.

3.  Oli per massaggi del corpo e del viso

A seconda del vostro gusto personale, potete ottenere oli per massaggi del corpo e del viso semplicemente mescolando alcuni oli essenziali con un olio di base. Anche per chi pratica i massaggi a livello professionale è un modo stupendo per personalizzarli a seconda delle necessità del cliente.

Per impiegare gli oli essenziali nei massaggi, è necessario diluirli in una base o olio "vettore" solitamente la proporzione è del 3% fino al 5% perché sono troppo potenti e concentrati per poter essere applicati puri sulla pelle; inoltre l'olio vettore fornisce la lubrificazione necessaria per praticare il massaggio e le mani della persona che massaggia scorrono più facilmente sulla pelle della persona che lo richiede.
La funzione di vettore può essere ricoperta da qualsiasi olio vegetale inodore, come quello di girasole, enotera, jojobae, anche se i più usati sono gli oli di mandorla dolce e di vinaccioli.
Versate in una tazza 2 cucchiai di olio di base e un paio di gocce di olio essenziale, ed ecco pronto il prodotto per un massaggio speciale.

La maggior parte degli oli essenziali è usata semplicemente allo scopo di lubrificare, ma alcuni sono dotati di proprietà terapeutiche che possono integrare quelle degli oli essenziali a cui vengono mescolati.

3.1  Oli di base (oli vettori)

Vi elenchiamo di seguito le caratteristiche più importanti di alcuni degli oli vegetali più utili da usare in aromaterapia e in cosmesi naturale:

3.2  Olio di jojobae

Simmondsia chinensis


Piantagione di Jojoba

L'olio di jojobae viene estratto dal frutto di un cespuglio alto circa 3 metri, che cresce nei deserti della California e del Messico. Questa pianta, infatti, sopporta temperature fino a 60° C e ha radici che penetrano fino a 4 metri di profondità.

L'olio di jojobae è un antico rimedio impiegato per centinaia di anni dagli Indiani d'America come rimedio per curare le malattie della pelle e per la cura dei capelli. In realtà si tratta di una cera vegetale liquida. Ha caratteristiche molto speciali, dato che normalmente gli acidi grassi prodotti dalle piante si combinano con glicerolo, mentre nel caso della jojobae si combinano con alcol, ottenendo in realtà una cera fluida. Questo potrebbe spiegare la sua facilità di assorbimento da parte della pelle e la sua grande capacità di penetrare attraverso i piccoli pori dell'epidermide. Infatti, è il miglior olio per ogni tipo di pelle: la cura, la nutre e la rende elastica e morbida come la seta.

L'utilizzo dell'olio di jojobae é raccomandato in tutti i casi di precoce invecchiamento della pelle, in caso di pelle secca, che è la più esposta alla formazione di rughe per vie della sua sottigliezza.
L'olio di jojobae, essendo inodore, è una base adatta anche per profumi e oli per il viso.

Tenete presente che il prezzo dell'olio di jojobae è piuttosto costoso; in compenso non ossida e non irrancidisce.

3.3  Olio di mandorle

Prunus amygdalus

Mandorla it.Wikipedia


Albero di mandorla

Ci sono due varietà di mandorlo: uno produce la mandorla dolce, l'altro la mandorla amara. Il termine "olio di mandorla" si riferisce quasi invariabilmente all'olio di mandorla dolce, che è la varietà più usata. L'olio di mandorla amara va adoperato con precauzione perché contiene tracce di amigdalina, che può essere idrolizzata o distillata per produrre il mortale acido cianidrico (cianuro).

L'olio di mandorla viene ricavato per pigiatura dei semi di mandorla dolce. Ha un effetto lenitivo, levigatore, emolliente.
L'olio di mandorla è un classico olio per massaggi. Già gli antichi romani lo utilizzavano per le cure di bellezza e per la guarigione delle ferite. Cura e nutre la pelle, penetra molto bene e si addice a tutti i tipi di cute, da quella dei neonati e bambini a quale delle persone anziane. E' particolarmente indicato in caso di pelle sensibile, fragile e secca. L'odore dell'olio di mandorla è dolce.

La maggior parte dei fornitori di oli essenziali vende anche gli oli di base, ma potrete trovarli facilmente in erboristeria o in farmacia; dovrete sempre accertarvi che siano di buona qualità. Gli oli di base devono essere spremuti a freddo e non raffinati e non contenere additivi di alcun tipo; solo in tal modo mantengono le loro preziose qualità eudermiche e curative.
Tenete presente che il prezzo è piuttosto costoso.
Si conserva per un periodo di dieci mesi.

3.4  Olio di germe di grano (frumento)

Triticum vulgare

Frumento it.Wikipedia

E' un altro olio naturale dalla storia antica e nobile; ne sono state trovate tracce in tombe egiziane che risalgono al 2000 a.C., e in insediamenti lacustri preistorici in Svizzera.
Il grano è uno degli alimenti più importanti del mondo, e uno dei cereali più coltivali.
Viene estratto dai germogli del grano, di cui occorrono 13 chilogrammi per ottenere un litro di olio.

L'olio di germe di grano contiene lecitina, provitamina A e D e moltissima vitamina E, che lo rende una sostanza conservante naturale.


Germe di grano

Aggiungendo agli altri oli il 20% di olio di germe di grano questi si conserveranno più a lungo; anche le miscele con oli essenziali restano più stabili, oltre ad arricchirsi di vitamina E.
L'olio di germe di grano ha un effetto rigenerante per le cellule dell'epidermide, inoltre stimola le funzioni muscolari e ghiandolari. E' particolarmente indicato per la pelle secca e invecchiata. Per ammorbidire una parte molto secca, ad esempio la pelle dei gomiti, provate un impacco caldo di olio puro di germi di grano.

3.5  Olio di enotera

Oenothera biennis

→ Fitoterapia menopausale: Olio di enotera


Oenothera biennis

L'enotera è una pianta alta, che sboccia solo di sera: per questo, nei paesi anglosassoni, viene chiamata evening primrose (primula notturna); in realtà non è affatto una primula, ma appunto un arbusto di forma allungata con dei vivaci fiori gialli.

Spesso l'enotera cresce lungo i fiumi e i ruscelli, ma la potete trovare anche sui ruderi e ai bordi delle autostrade.

Proprietà principali
L'efficacia di quest'olio è dovuta al fatto che soprattutto i semi di questa pianta, contengono una notevole percentuale di acidi grassi insaturi, fra cui in particolare, l'acido gammalinolenico (GLA).
Infatti, l'olio di enotera contiene il 90% di acidi grassi insaturi, fra cui il 9% di GLA.
L'olio di enotera è indicato soprattutto per coloro che eliminano gli oli e i grassi dall'alimentazione.
Infatti, una delle numerose funzioni degli acidi grassi essenziali che consumiamo con il cibo è mantenere intatta la barriera a prova d'acqua che c'è sotto lo strato corneo, o strato superiore, delle cellule cutanee. La pelle secca e devitalizzata non è provocata soltanto dalla mancanza di oleosità nella pelle, ma soprattutto dall'evaporazione dell'acqua attraverso questa barriera; quindi ogni sua rottura o indebolimento permette la fuoriuscita dell'umidità, provocando la disidratazione della cute. L'acido gammalinolenico (GLA) è un componente importante delle membrane cellulari che costituiscono questo strato di protezione, quindi abbiamo bisogno di assumerne in abbondanza per essere sicuri di mantenere la barriera stabile e resistente.

Possibilità d'utilizzo
Gli effetti delle carenze nutrizionali come gli acidi grassi sono:

  • pelle secca e a scaglie
  • secchezza vaginale
  • malattie alla pelle e ai capelli

L'olio di enotera migliora una pelle secca e il ringrinzarsi della pelle, allo stesso modo migliora i capelli.

L'olio di enotera può avere un buon effetto nei disturbi associati con gli squilibri ormonali, e molte donne in menopausa che soffrivano di vari problemi hanno trovato utile quest'olio, in grado di ridurre i sintomi di:

  • gonfiore
  • ritenzione d'acqua
  • irritabilità e depressione.

Dosaggio

  • 2 capsule prima dei pasti 3 volte al giorno
  • 1 cucchiaino da tè tre volte al giorno

Effetti collaterali/interazioni
Fino ad ora non è stato osservato alcun effetto collaterale.

4.  Oli alimentari


Produzione mondiale
di oli vegetali

Composizione di oli &
grassi vegetali

Le discussioni riguardo i "migliori" e "malsani oli e grassi per la nutrizione umana sono molto accesi e determinate da ideologie salutistiche e interessi di agricoltura e industrie alimentari. Mancano invece solidi dati epidemiologici in merito e mi tengo al consiglio di Wittgenstein: ... di ciò che non si può parlare è meglio tacere.

L'olio mondialmente più consumato per scopi alimentari è l'olio di palma. E se pensate di non consumarlo vi sbagliate: in gelati, dolciumi, pane pasticceria e pasti prefabbricati viene regolarmente usato per via del costo e delle ottime proprietà di elaborazione culinaria.

L'immagine a destra fa vedere la composizione di diversi oli e grassi alimentari in saturi, monoinsaturi, polinsaturi e essenziali.
L'osservatore senza preconcetti nota, che ci sono evidentemente delle notevoli differenze tra i diversi prodotti, ma nessuno con evidenti vantaggi o svantaggi per la nutrizione umana.


Temperatura di fumo di oli e grassi

Per la cucina (e la galenica) è importante avere un' idea circa la "temperatura di fumo" di un olio o grasso: è la temperatura sopra la quale certi ingredienti dell'olio si decompongono con formazione di fumo. Questo incide sul gusto e in diversi oli (p.es. soia) produce anche delle sostanze nocive.
Gli oli vegetali semiraffinati e raffinati hanno tutti una temperatura di fumo intorno ai 200°C e vanno benissimo per le fritture.

Certe oli extravergini (spremitura a freddo) sono delicati a temperature alte (arachide extravergine già sopra i 100°C) e non vanno usati per friggere. L'unica grande eccezione è l'olio extravergine di palma che ha una temperatura di fumo di ca. 220°C ed è ottima per le fritture. In più irrancidisce difficilmente ed è quindi ottimo anche per preparati galenici.

4.1  Fattori nutrizionali

Per mantenersi in condizioni ottimali la pelle ha bisogno di una buona scorta di vitamine e di acidi grassi essenziali, e molti di questi elementi sono presenti negli oli e grassi (vegetali e animali) naturalmente ricchi, per esempio, di vitamina E con la proprietà di riparazione e rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Gli acidi grassi essenziali sono sostanze che il nostro organismo non riesce a produrre e che deve necessariamente introdurre con l'alimentazione; sono infatti, come dice il nome, essenziali per stare in buona salute.
Degli acidi grassi essenziali certi (ω-9, ω-6) sono contenuti anche negli oli vegetali, la lecitina come sostanza scarsa solo in vegetali. Degli ω-3 sono anche contenuti in vegetali, ma in minime forme metabolizzabili come tali, mentre gli ω-3 (DPS acidoeicosapentaeinico e EHS docosaesaenico) sono perfettamente metabolizzabili o contenute solo in grassi animali come l'acido α-liponico. Sono importanti per mantenere in buone condizioni i tessuti corporei.

Gli acidi grassi non essenziali (specialmente l'acido stearinico 16:0 assieme con il colesterolo) sono componenti vitali delle membrane che circondano tutte le cellule viventi.

Sotto aspetti metabolici l'organismo umano come onnivoro è concepito per oli e grassi sia vegetali che animali.

4.2  Oli da cucina

Gli oli da cucina si distinguono secondo il loro impiego di gusto e la temperatura di fumo:

  • temperature bassissime <130 °C: colza, lardo, girasole extravergini*
  • temperature basse <160 °C: oliva, arachide, soia extravergini
  • temperature medie 170 ... 190 °C: soia e colza semiraffinati
  • temperature alte >200 °C:
    • olio di palma extra vergine,
    • strutto, burro cotto,
    • arachide, oliva e girasole semiraffinato
    • tutti gli oli vegetali raffinati

*extravergine → spremitura a freddo

4.3  Perchè usare gli oli vegetali?


Composizione di oli e grassi

Gli oli vegetali, famosi anzitutto come alimenti e per l'illuminazione, più tardi lo diventarono sia come rimedi che come cosmetici. Essi hanno avuto diversi impieghi e hanno avuto un ruolo importante in molte antiche culture.

Oggi gli oli vegetali sono classificati come "sani" e quelli animali, burro, strutto, ... come "malsani": si tratta di un mito moderno privo di ogni fondamento, perché nella letteratura scientifica non si trova nessun studio serio che documenta questa superstizione. D'altronde popoli che si nutrono esclusivamente di grassi animali (eschimesi, masai, ...) non sono meno sani di noi.

L'immagine accanto dimostra la composizione di diversi oli e grassi in acidi grassi essenziali (o-... oppure omega-...) e meno, saturi (xx.0) e insaturi (xx.1 xx.3 xx.4 xx.5 xx.6). Vedete voi un motivo razionale per la prevalenza di oli vegetali su quelli animali?

Perchè usare gli oli vegetali? Appunto: perché?

4.4  Olio di palma

L'olio di palma è l'olio più usato mondialmente, perché la resa è più alta di ogni altra pianta e la composizione in acidi grassi è ottima per scopi alimentari: ca. 50% di saturi e 50% di insaturi tra cui ca. 30% di acido oleico (come nelle ulive).


Piantagione di palme d'olio

Raccolta delle drupe

Olio spremuto


È un enigma il fatto che abbia la fama del "malsano": forse perché si ritiene che sia "malsano" il 50% di oli insaturi. È quindi paragonabile al burro di cacao, burro, lardo o parmigiano (vedi → Composizione di oli & grassi).

Del resto è un olio di alta qualità nutritiva: gli abitanti delle zone tropicali lo usano da migliaia di anni senza particolari problemi salutari. In queste zone gode di una reputazione simile a quella che noi abbiamo per l'olio di oliva.

È l'unico olio vegetale che in qualità extra vergine sopporta una temperatura fino a 220°C (vedi → Punto fumo). Forse anche per questo motivo le cucine sudest-asiatiche e oceaniche usano tantissimi piatti fritti.

Curiosità: Mi ricordo di una ridicola campagna dei produttori di soia statunitensi che parecchi anni fa, per evidenti motivi, volevano classificarlo come "olio animale".

4.5  Olio di semi di girasole

Helianthus annuus

Olio di semi di girasole da Wikipedia: Olio di semi di girasole

Il girasole è comparso originariamente in Messico e in Perù; fu introdotto in Europa intorno al 1600, e il suo nome botanico viene dal greco helios, cioè "sole". E' una pianta erbacea annuale con radice fibrosa e fusto alto fino a 3,5 m con una grossa testa tonda fitta di semi, circondata da morbidi petali gialli che somigliano ai raggi di sole. Il girasole è una pianta ampiamente coltivata per la produzione dei semi e anche come pianta ornamentale.

L'olio di girasole viene estratto dai semi, appena raggiungono la maturità e diventano neri. E' un olio leggero e di gusto lievemente dolce.

L'olio dei semi di girasole è adatto per essere usato freddo o a calore moderato; quando raggiunge temperature elevate si altera e produce sostanze tossiche.
Per le preparazioni galeniche consigliamo l'olio dei semi di girasole "Biofrit" della ditta Sabo di Manno (si trova nei negozi alimentari); è adatto alle temperature elevate.
E' raccomandabile conservare l'olio dei semi di girasole in un luogo fresco.

Proprietà dei semi di girasole

Il girasole è una pianta versatile e ne viene utilizzata ogni parte; i petali vengono macerati in acqua per farne una tintura gialla, gli steli legnosi vengono utilizzati nella produzione della carta e dai semi viene estratto l'olio.

I semi di girasole contengono circa il 40% di olio; mangiati crudi sono deliziosi. Possono anche essere messi a germogliare su carta assorbente umida, e una volta pronti sono un'aggiunta nutriente alle insalate.

Da notare che l'olio di girasole non ha le proprietà dei semi.

Quando si raccoglie
Le sommità fiorite si raccolgono in agosto-settembre asportandone i capolini laterali con il rametto che li porta e le relative foglie; i grossi capolini centrali si recidono in ottobre, a maturazione, si appendono ad asciugare e si sgranano quindi i semi.

Come si conserva
Le sommità fiorite si appendono a seccare all'ombra in luogo aerato, i semi si distendono in luogo asciutto. Entrambi si conservano in sacchetti di carta o tela.

4.6  Olio di oliva

Olea europae

Olio di oliva: olio d'oliva


Uliveto

L'olio di oliva viene ottenuto per pigiatura dei frutti dell'ulivo.
I benefici salutari sono di ampia portata, ma l'olio di oliva ha un ruolo importante anche nelle cure della pelle.
Quest'olio è meravigliosamente calmante, e toglie all'istante le infiammazioni della pelle arrossata e dolorante; Ippocrate lo prescriveva per le scottature da sole, e ancora oggi è considerato un ottimo calmante doposole.
Qualche goccia, distribuita con il pettine sulle punte "ribelli" dei capelli molti aridi, le rende più dolci. Grazie alla sua consistenza densa, dà corpo e lucentezza ai capelli folti e un po' ruvidi.
L'olio di oliva ha diverse proprietà curative ma il suo forte odore caratteristico, che persiste anche quando viene miscelato con gli oli essenziali, rappresenta uno svantaggio per gli oli da massaggio. Quest'olio ha una consistenza ricca, leggermente appiccicosa, e lascia la pelle oleosa, è quindi bene usarlo in aggiunta ad altri oli più leggeri e inodori, ad esempio in una concentrazione del 10-30%, diluito in olio di mandorle o di jojobae.

Commento 
Autore 
Enter code 194

FogliettiFooter
clic →Domini di MedPop clic →Redazione di MedPop
Edit - History - Print - Recent Changes - Search
Page last modified on May 14, 2009, at 03:28 PM