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5.2) Soluzioni galeniche

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Peter Forster
a cura di Daniela Rüegg

 

1.  Soluzioni acquose


Decotto

Tramite le preparazioni acquose, dall'erba fresca o essiccata si estraggono delle sostanze attive facilmente solubili nell'acqua (idrofile). Secondo il tipo, la temperatura e la durata dell'estrazione si distinguono in:

  • macerati acquosi: estrazione fatta per molte ore in acqua a temperatura ambiente (al sole, durante la notte, ecc.). Con questo metodo si ottengono estratti senza sostanze mucillaginose .
  • infusi: si versa sull'erba dell'acqua bollente (o meno) e si lascia riposare (coperto) per qualche minuto prima di separare l'erba dall'infuso. L'infuso estrae le sostanze idrofile e conserva gran parte delle sostanze volatili. Estrazione sensata per quasi tutte le sostanze (salvo quelle resinose) di erbe, foglie, fiori;
  • decotti: estrazione attraverso una cottura di mezz'ora di sostanze di parti dure erbacee, legnose non volatili e resistenti ad alte temperature.

Ci sono delle preparazioni "sfiziose" di erbe che combinano due o tutte e tre le preparazioni elencate sopra; p.es. si può fare un macerato durante la notte, poi un infuso con il substrato filtrato e per finire con il substrato di nuovo filtrato, un decotto. I tre liquidi si congiungono in seguito in una bevanda tiepida. (Evidentemente non è un procedimento da prescrivere a un manager stressato, perché non troverà mai il tempo per farlo).

Di solito l'applicazione delle preparazioni acquose contempla tisane, soluzioni per gargarismi e risciacqui oppure applicazioni dermiche o mucotiche.Durante la fase di ebollizione del decotto si fanno spesso anche delle inalazioni.
Molte preparazioni come estratti, sciroppi, marmellate, elettuari, ecc. iniziano con una preparazione acquosa, che va poi ulteriormente elaborata.
Le dosi per le tisane sono di solito da 1 a 3 cucchiaini da tè per una tazza (1 ... 2 dl) di acqua.
Per le altre preparazioni, visto che bisogna comunque concentrarle in seguito, si usano delle concentrazioni elevate.

Le preparazioni acquose, specie i macerati e gli infusi, non si conservano a lungo perché usando erba fresca o essiccata sono presto invasi da microrganismi che si propagano velocemente, consumando le sostanze nutritive e producendo "residui" di solito poco salutari.

 

Per gli agenti farmaceutici sensibili al calore si esegue l'evaporazione a basse temperature e sotto vuoto. Le forme acquose sono molto delicate e soggette a contaminazioni microbiche. Vedi "Estratti" trattati come"Preparazioni alcoliche", in quanto si fa per lo più capo all'estrazione alcolica piuttosto che a quella acquosa.

I macerati si fanno molto spesso con solubili non acquosi (alcol, oli, glicerina, vini, aceti, ecc.) così da conservare a lungo le sostanze attive senza deperimento. Vedi anche "Preparazioni alcoliche".

Al termine di un'estrazione si filtra (separa) il liquido dalle parti solide:

  • usando un colino o una rete metallica,
  • coperto o meno da uno strato di ovatta (che trattiene anche particelle più fini),
  • oppure tramite un filtro di carta (filtro da caffè),
  • oppure con delle tele di stoffe vegetali (garza, asciugamani, ecc.).

◦⦆─────⦅◦

1.1  Macerato

(Mac.; Maz.)

Sono trattati le seguenti preparazioni:
Macerato (Mac.) Infuso (Inf.) Decotto (Dec.) Estratti


Macerato glicerico
Ribes nigrum
Macerato it.Wikipedia

Mettere la droga nel liquido freddo (acqua, olio, alcol). Lasciare macerare per qualche ora (in acqua) fino a qualche settimana (in olio, alcol, vino, aceto, ecc.). I diversi solubili sciolgono varie sostanze dalle erbe impiegate:

  • acqua: idrosolubili come per es. gli zuccheri;
  • alcol di varie gradazioni, di solito tra 40 ... 60%: idrosolubili, oli eterici, in parte resine e lipidi; la macerazione in alcol si chiama tintura / Tinct. / Tinct.off. / tintura madre / TM / Ø ...
  • glicerina: specialmente in gemmoterapia
  • oli: liposolubili, alcolsolubili come gli oli eterici, in parte resine;
  • vini: come alcol e in parte acidofili come gli alcaloidi;
  • aceti: come l'acqua e gli acidofili come gli alcaloidi.

Per "macerato, Mac." si intende "macerato idrico" mentre per gli altri "estrattori" si aggiunge la soluzione, p.es. "Mac.Ol." o "Mac.vini". I macerati nell'alcol invece si chiamano "Tinct.".

L'arte della macerazione è quasi andata persa, ma una volta era molto applicata come lo dimostra la seguente ricetta "antidepressivum" elaborata dalla mia nonna zingara (la riporto nell'annotazione canonica della farmacologia):


Daturae stramonii
Rp.: "Tiramisù" per Peter
Sem. Daturae stramonii No. XII diversi alcaloidi psicoattivi
Aceto di mele gtt. VI facilita l'estrazione di alcaloidi
f. pasta sfregando nel mortaio adde:
Vino rosso nobile e invecchiato 200 costituente gradevole estraente: acidi, alcol, acqua
M.f. Mac.vini, lasciar macerare e decantare per un quarto d'ora. Filtrare attraverso una pezza di lino nel bicchiere.

D. S. Bere lentamente a piccoli sorsi (ricordando un passato gradevole) durante un piacevole pasto, non più di due volte al giorno.
Abbreviazioni



Quando, mia nonna, più di cinquant'anni fa mi fece conoscere questa preparazione, restai sorpreso per la sua ritualità e per l'uso di una pianta così velenosa.

I macerati acquosi si usano ancora per parti di piante mucillaginose come Sem.Orzo, Sem.Lino, Rad.Altheae, Malva, ecc. Chi si vuol cimentare nelcreare "tisane integrali", proceda facendo:

  • un macerato durante la notte,
  • con i residui del macerato un'infusione e poi,
  • con i residui dell'infusione un decotto,

Alla fine i tre liquidi mescolati si bevono tiepidi (si ottiene questo risultato gradevole con molte piante e questo procedere è da considerare arte spagirica).

◦⦆─────⦅◦

1.2  Infuso

(Inf.)


Infuso
Infuso it.Wikipedia

Versare dell'acqua bollente sulla droga. Coprire (per evitare l'evaporazione degli oli eterici) per 8 min.
Poi filtrare le parti solide.

Si dimentica spesso che le due bevande più usate, il (nero, verde, menta, ecc.) e il caffè sono degli "infusi" che contengono, fra l'altro, notevoli dosi di alcaloidi rasserenanti e stimolanti. Non ho mai capito perché gli ascetici (neo)religiosi vogliono inculcare sensi di colpa a chi fa uso di questi antidepressivi innocui e piacevoli (al massimo, in patologie particolari, si potrebbe discuterne le dosi).

I miei infusi preferiti sono:

  • il caffè che bevo al bar, perché grazie a un barista competente e a un'ottima macchina mi viene servito ristretto, amaro, caldo e dolce, esattamente come di mio gusto;
  • il tè nero lo preparo come gli inglesi o come i maghrebini (mescolato con menta), mettendo acqua bollente sull'erba, senza zucchero quello degli inglesi, con tanto miele l'altro. Se intendo estrarre tanti alcaloidi, all'infuso aggiungo una goccia di limone;
  • il tè verde me lo procura il mio amico "teista" che conosce bene la mia miscela preferita (asiatica, leggermente profumata con qualche fiore). Lo preparo con l'acqua a solo 70° centigradi (verso dell'acqua bollente prima in una tazza vuota per un minuto e solo dopo sull'erba del tè nel colino) e me lo gusto dopo ca. 5 minuti senza dolcificanti, per godere al meglio il suo delicatissimo sapore.

Per il resto non gradisco particolarmente le tisane: ne faccio uso se ho bisogno di stimolare i reni con diuretici.Preparo quella di tiglio, sambuco, limone, cannella, addolcita con dello sciroppo di sambuco solo quando ho l'influenza. Preferisco ingerire delle tinture invece che delle tisane, e queste le uso parecchio per i miei danni e malanni dovuti all'età e agli eccessi e abusi della mia tormentata vita, che del resto non conduco secondo i miei criteri salutari, perché ho altre preferenze.

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1.3  Decotto

(Dec.)


Decotto
Decotto it.Wikipedia

Versare la droga nell'acqua fredda; cuocere a fuoco lento per 5-30 min. (secondo la droga usata) e filtrare. Si usano prevalentemente le parti delle piante dure e legnose come semi, radici, bulbi, rizomi, legno, corteccia, steli, ecc. La bollitura libera dalla pianta delle sostanze fortemente legate, ma idrosolubili. D'altra parte fa evaporare gli oli eterici e distrugge quelli sensibili alle alte temperature (che spesso inerzializza, anche quelle poco digeribili e irritanti presenti nell'uva ursina o nella coda cavallina).


Pubblicità Liebig®

I miei decotti preferiti sono i brodi di carne, pesce, volatili e quelli di verdura. Ben speziati sono dei veri deliziosi toccasana, contenenti oltre alle microsostanze attive animali e vegetali, anche notevoli tassi di sali minerali e vitamine termoresistenti ma purtroppo richiedono parecchio lavoro (specialmente il pulire e preparare la verdura). In mancanza d'altro uso anche i dadi e i prodotti liofilizzati di quel genere, che fra l'altro sono migliori della loro reputazione, ma sarebbe da preferire la pasta di LIEBIG, .

Il mio secondo decotto preferito era l'insieme delle "tisane" di Bianca; sempre variate, piccanti, preparate la mattina, facendo cuocere per almeno mezz'ora gli ingredienti come il pepe, il peperoncino, la cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo, l'anice, il finocchio, il cumino, ecc. e chissà quali altri componenti in sempre nuove combinazioni per una brocca di tè da offrire ai nostri clienti: chi lo preferiva con il limone, chi con il latte, con sciroppo di sambuco o miele.

Per il resto mi astengo volentieri dai decotti salvo che per un intruglio di radice di tarassaco, carciofo e cardui mariae e cnicus benedicti, quando il mio fegato reclama (quasi fosse una punizione). Altrimenti mi servo volentieri di preparati alcolici come il CYNAR, il FERNET e di altre tinture e vini della mia farmacia.

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1.4  Estratti

(Extr., Extr.fluid., Extr. spiss., Extr.sicc.)

Preparazioni estrattive galenotech.org

Gli estratti acquosi (macerati, infusi, decotti) concentrati si fanno per estrarre dalle piante solo sostanze idrosolubili. Come passo successivo (dopo l'estrazione) si fa evapora molta acqua,


estrattore industriale
  • fino a che la rimanente soluzione raggiunge il peso della droga impiegata → Extractum fluidum → Extr.fluid.
  • fino a che il rimanente resto raggiunge una consistenza di pappa o di miele → Extractum spissum → Extr.spiss.
  • fino a che viene evaporato tutto il liquido → Ectractum siccum → Extr.sicc.




Per agenti farmaceutici sensibili al calore si esegue l'evaporazione sotto vuoto e a basse temperature. Le forme umide sono parecchio sensibili alle contaminazioni microbiche.
Più frequenti sono gli estratti alcolici (normalmente macerati per percolazione, la cui operazione di partenza è simile a quella per le tinture). Secondo la concentrazione di alcol/acqua e l'acidità/basicità, dalla pianta vengono estratti sostanze idrosolubili (glicosidi, alcaloidi, zuccheri, mucillaginosi, ecc.) e altre come lipidi, resine, alcaloidi, eterici, ecc. La concentrazione per evaporazione è come quella degli estratti acquosi con le seguenti differenze:

  • l'evaporazione di alcol si esegue normalmente a circuito chiuso con il recupero dell'alcol (perché è caro e per evitare odore ed esplosioni). I residui alcolici si usano come "spiriti";
  • siccome l'alcol evapora prima dell'acqua, la soluzione rimanente con l'erba diminuisce continuamente di concentrazione alcolica: già l'Extr.fluid. ha normalmente una concentrazione poco superiore al 20%, anche se l'alcol originalmente impiegato ne aveva 60%; l'Extr.spiss. e l'Extr.sicc. non contengono più alcol.

Esempi di prodotti divulgati:

  • Extr.spissum Rad. Petasitide (p.es. PETADOLOR®), analgesico confezionato in capsule.
  • Extr.spissum Rad. Piper methystici (p.es. KAVASEDON®, MAVENA®), sedativo confezionato in capsule.
  • Extr.fluid.alcol. Fl.Chamomillae (p.es. KAMILLOSAN®, ecc.), antiflogistico confezionato in bottiglie.

Per il commercio e per i farmacisti gli estratti sono di grande comodità:

  • le concentrazioni standardizzate permettono un facile commercio e dosaggio;
  • le alte concentrazioni richiedono poco posto e permettono medicazioni concentrate in capsule e compresse;
  • le monosostanze si prestano come ingredienti alle preparazioni magistrali (composizioni individuali manufatte dal farmacista).

Come terapista mi servo degli estratti nei casi in cui non ho a portata di mano la tintura. Visto che in ogni preparazione di estratto (Fluid. spiss. sicc.) è perfettamente determinata la concentrazione relativa alla pianta secca e visto che l'estratto è usabile per tutte le preparazioni che intendo preparare, spesso l'Extractum è il "Santo ausiliatore", perché per fare le tinture posso anche diluirlo nell'alcol.

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2.  Distillati a vapore d'acqua

Sono trattati i seguenti temi:
Idrolati Oli essenziali


Distillazione a vapore

La distillazione serve alla separazione di sostanze con un punto di ebollizione nettamente diverso, p.es. acqua e alcol (100 risp. ca. 90 centigradi) o erbe, acqua e oli eterici (60 * 70 centigradi).
La distillazione richiede un apparato che consiste in:

  • un serbatoio chiuso riscaldabile, contenente il miscuglio da distillare per far evaporare il distillato,
  • dei dotti tubulari che conducono il vapore del distillato al refrigeratore, lo condensano e lasciano colare a parte le sostanze non da distillare,
  • un refrigerante che condensa il distillato e lo lascia colare in un raccoglitore,
  • un raccoglitore per il distillato.

Il seguente schizzo dimostra un'apparecchiatura del genere per uso casalingo. Le apparecchiature artigianali e industriali sono talvolta molto sofisticate e attrezzate di regolatori di temperatura (per evitare una continua sorveglianza), termometri (per riprodurre condizioni quantitative), ed ev. di pompe a vuoto (perché sotto vuoto, i punti di ebollizione si abbassano, il che permette la distillazione a temperature basse per materiali sensibili al calore, ma anche di migliorare la discriminazione e/o il guadagno di tempo e di energia calorica per la distillazione).

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2.1  Idrolati

(Hydr. Aqu.)


Idrolato
Hydrolat fr.ekopedia

Gli idrolati sono dei residui preziosissimi della distillazione di oli essenziali (eterici, Aeth, Eth, O.E.). Trattandosi di una distillazione acquosa, essa evapora e condensa una certa quantità di acqua (distillata, sterile) che poi viene separata dall'olio eterico (che galleggia in superficie ). Quest'acqua (idrolato) lega in forma di soluzione una piccola quantità di oli eterici e viene caricata di sostanze con delle forti doti farmaceutiche, cosmetiche e aromaterapeutiche.

Per assicurare una certa sterilità anche dopo che la bottiglia è stata aperta, molti idrolati contengono ca. 15% di alcol (che può disturbare come p.es. in un colliro: al posto dell'alcol si aggiunge quindi un pezzetto di argento puro, che ha delle forti doti antibiotiche).

Un buon idrolato ha un suo prezzo (giustificato),a dipendenza della pianta usata e può variare dai 50 ai 150 fr il litro.

L'idrolato più divulgato è l'acqua di rose, ottimo per le compresse sugli occhi e la pulitura del viso. Personalmente uso spesso anche gli idrolati di lavanda (per pulire piccole ferite), amamelide (come astringente cosmetico e detergente per emorroidi), rosmarino, melissa, basilico, camomilla per scopi cosmetici (puliture, lavaggi), gastronomici (profumare pietanze) e terapeutici (aggiunti a tinture, tisane, unguenti e creme come ingrediente idrico).

Gli idrolati si possono acquistare in farmacia o presso ditte di prodotti aromaterapici (p.es. FARFALLA, Uster).

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2.2  Oli essenziali

Etanoleo, Aethanoleum
(Oli eterici, O.E., Eth., Aeth.)

Olo essenzialeit.wikipedia

Gli Oli eterici (anche essenziali, etanoli, aethanolo) sono le sostanze che trasmettono alle piante il loro profumo aromatico caratteristico, come p.es. quello di aglio, rosa o origano. Sono usati da sempre in gastronomia, profumeria/cosmetica e medicina. Si tratta di sostanze delicate e volatili, la maggior parte di loro gradevoli (almeno in piccole dosi),percepibili all'olfatto anche in minime dosi.

Le piante le producono essenzialmente per due scopi:

  • respingere i nemici o lederli attraverso antibiotici naturali (fungicidi, battericidi, virostatici, antiparassittari, fitormoni , ecc. ),
  • attrarre dei simbionti e compagni sessuali (feromoni, fitormoni, sostanze aromatiche , ecc. ).

 

In medicina, gastronomia e cosmetica umana, queste proprietà sono applicate da sempre, forse senza saperlo, ma con grande arte e in modo altamente sensato;non solo per delle funzioni antibiotiche o emotive, ma anche per molte funzioni digestive e metaboliche:

  • il limone sul pesce non solo facilita la digestione delle proteine ma rende inerti i parassiti e i germi;
  • il rosmarino sul pollo non solo dà uno squisito profumo ma stimola anche la produzione biliare per digerire il grasso, così come il chiodo di garofano, l'alloro, la noce moscata e il pepe nella salsa dell'arrosto; senza dimenticare le loro doti antibiotiche;
  • il cumino nel pane integrale dell'Alto Adige e i semi di finocchio, anice e cardamomo in molti dolci inibiscono processi di putrefazione intestinale di alimenti ricchi di lignine e cellulosa;
  • la cannella, la noce moscata, il pepe, la senape, la cipolla, l'aglio, il peperoncino e tante altre spezie sono potenti conservanti antibiotici nella salumeria oltre ad avere importanti funzioni digestive e intestinoprotettive; alcune di loro sono anche attive in altri organi, per es. nei reni;
  • la lista sarebbe proseguibile ad libitum.

Gli oli eterici sono facilmente estraibili (perché solubili in paraffine, grassi e in olio o in alcol, mentre in acqua si sciolgono solo in minime quantità. L'estrazione o la soluzione in alcol viene applicata prevalentemente nella cosmetica e profumeria (rosa, tuberosa, mimosa, neroli, gelsomino, sandalo, bergamotto, limone, arancio, ecc.), perché l'estrazione in alcol è stabile nel tempo. L'estrazione nell'olio si usa in gastronomia (oli al rosmarino, peperoncino, ecc.).

Per l'uso medicinale servono:

  • macerati nell'olio, prevalentemente per uso esterno;
  • macerati nell'alcol (tinture e estratti), prevalentemente per uso esterno;
  • oli eterici puri distillati (Aethanoleum), prevalentemente come "concentrati" da diluire in oli (2 * 5%) per uso esterno (massaggi) o in tinture (pochi permille) per uso interno.

Ai tempi, l'uso degli oli eterici distillati puri era molto limitato perché la produzione aveva un costo elevatissimo ed era riservata prettamente ai ricchi. Ora ciò non fa più al caso per via dell'offerta "aromaterapeutica" che mette a disposizione di tutti delle piccole quantità di oli eterici di buona qualità e a prezzi ragionevoli. Personalmente li uso perchè è comodo avere sostanze altamente concentrate a portata di mano che mi danno la possibilità di preparare all'istante dei rimedi individuali anche complessi, sia nelle diluzioni alcoliche che in quelle oleose. Per il terapista questo è di grande aiuto.

 

Gli oli eterici (essenziali) ben fatti hanno, con giusta ragione, un certo prezzo che dipende notevolmente dal loro contenuto nella pianta, dalla difficoltà della coltivazione, dall'impegno e dai costi energetici per la distillazione. I prezzi al dettaglio (per prodotti terapeuticamente impiegabili) sono ca. i seguenti:

Olio essenziale: Aeth.; Eth.; O.E. Prezzo indicativo al dettaglio in Fr.
per litro per ml per gtt.
Rosa , gelsomino, camomilla, neroli, ecc. 15'000.- 15.- -.75
Sandalo, cannella, mirra, incenso, cera d'api, ecc. 4'000.- 4.- -.20
Benzoa, menta, bergamotto, abete, melaleuca, lavendula spica, ecc. 1'600.- 1.60 -.08
Lavanda, eucalipto, cipresso, limone, chiodo di garofano, ecc. 1'200.- 1.20 -.06

Purtroppo, nella medicina popolare, la macerazione in olio per scopi terapeutici e cosmetici è quasi sparita, per il semplice fatto che non si presta alle esigenze industriali e commerciali (luce, calore, ossidazione, rancidità, sterilità). Personalmente la uso molto nell'aromaterapia per l'estrazione diretta delle erbe molto divulgate o delicate. Per l'uso casalingo di oli eterici consiglio la preparazione di:

  • macerati di piante fresche oppure di spezie in olio per uso gastronomico e sanitario (rosmarino, cipresso, peperoncino, garofano, lavanda, alloro, pepe, ecc.). Come potente antiossidante (inibisce l'irrancidimento), alla fine aggiungo per 1 dl di macerato il contenuto di una capsula di vitamina E (400mg/100ml => ca. 0.4%). Mi servo di olio d'oliva, girasole, semi di uva, ecc. o di qualsiasi altro olio alimentare che non tenda ad irrancidire.
  • Macerati di fiori freschi altamente concentrati in olio di jojoba (non diventa rancido) per profumi oleosi (mimosa, rosa, serenella, tuberosa, gelsomino, ecc.) e impieghi aromaterapeutici, cosmetici o fitoterapeutici esterni (non orali, perché la paraffina dell'olio di jojoba provoca l'effetto purga).
  • Macerati di piante, erbe, semi aromatici in alcol (tintura) per uso sanitario e gastronomico (finocchio, cumino, chiodo di garofano, anice, cardamome, assenzio, salvia, ecc.).

3.  Soluzioni alcoliche, gliceriniche e acetose

Preparazione alcoliche erbemagiche.altervista.org

Le preparazioni alcoliche e acetose, tramite la macerazione, estraggono dalle erbe delle sostanze attive idrosolubili chiamate oli eterici (aromatici) e in parte anche sostanze oleose, resinose e alcaloidi. Queste preparazioni hanno inoltre altri grandi vantaggi:

  • grazie alle doti disinfettanti, se la gradazione è sufficiente, i preparati vengono conservati molto a lungo. Molti di questi preparati maturano e migliorano persino negli anni.
  • Si riescono a preparare delle concentrazioni notevoli di sostanze attive, così che il volume di immagazzinamento e di trasporto rimane contenuto.
  • Il facile mescolamento degli ingredienti alcolici permette al naturopata la medicazione immediata e individuale.
  • Monotinture sono facilmente preparate sia in cucina, sia dando il compito al farmacista. In caso di necessità, il mercato omeopatico fornisce le "tinture madri" di piante medicinali rare.

Queste preparazioni richiedono del lavoro e dell'artigianato ma garantiscono per contro una certa indipendenza dalle istituzioni sanitarie, case farmaceutiche e dagli altri interessati al mercato redditizio. E' una vera e propria via di autonomia sanitaria non meno efficace dell'industria farmaceutica, salvo per delle rare (e importanti) eccezioni patologiche, dove l'industria farmaceutica ha il suo impiego (da ridimensionare).

3.1  Tintura e tintura madre


Tintura officinale

Tinctura off. it.Wikipedia Tintura madre it.Wikipedia

(Tinct. TM, Ø)

Macerazione lunga della droga nell'alcol con una susseguente filtrazione oppure (procedura abbreviata) decolazione lenta di alcol tramite strato di erbe vegetali e filtrazione susseguente.
Le preparazioni di tinture officinali (farmaceutiche) "Tincturae" sono meticolosamente prescritte nelle farmacopoee delle diverse nazioni. Vengono esattamente stabilite gli ingredienti da usare, i loro quantitativi, i dettagli procedurali e il controllo delle concentrazioni dielle sostanze attive. Questo è importantissimo riguardo i rimedi "velenosi" e "forti" in quanto piccole differenze di dosaggio possono provocare effetti indesiderati. Consigliamo quindi di non usare mai dei preparati di erbe classificate "forti" (p.es. Belladonna, Datura, Strychni, Digitalis, Napellus, ecc.) di produzione propria o di provenienza non officinale (Internet), perché non conoscendo la concentrazione, il dosaggio può essere errato e quindi fatale.


Tintura madre

La tintura madre degli omeopati, TM oppure Ø si distingue in tre punti principali rispetto la tintura officinale Tinct.off.:

  • per la TM si usa normalmente tutta la pianta (planta tota) mentre per la Tinct. off. sono spesso usati determinati organi con un alto contenuto di "sostanze attive" (allopaticamente).
  • per la TM si usa la pianta "fresca", recente, mentre per la Tinct.off. si usano di solito le droghe essiccate;
  • per la TM si usa una relazione di peso di 1:10 tra erba disidratata e alcol, mentre per la Tinct.off. si usano delle relazioni da 1:3 fino a 1:7 a seconda della pianta. Ciò dimezza il contenuto di sostanze allopaticamente attive della TM rispetto alla Tinct. off.

Facendo tutti i calcoli, riguardo la TM si arriva a un'"efficacia allopatica" di ca. la metà rispetto la Tinct.off. Per il resto l'estrazione della TM, da parte dei farmacisti e delle case farmaceutiche, è altrettanto prescritta (secondo la farmacopoea Hahnemanniana) e affidabile come la Tinct.off.

La pratica terapeutica ci obbliga spesso a dover ricorrere alla TM perché spesso la Tinct.off. non è più reperibile. Ciò significa dover adattare i dosaggi delle ricette nell'ordine di grandezza di 2 ... 3 per avere degli effetti terapeutici paragonabili. Per fare un esempio:


Belladonnae
Rp.: spasmi gastrici
Tinct.off. Belladonnae 10 spasmolitico
D. ad vitrum gutt. S. in caso di crampi allo stomaco ingerire 6 gocce in un più di acqua tiepida non più di cinque volte al giorno

Abbreviazioni

Rp.: spasmi gastrici
TM (Ø) Belladonnae 30 spasmolitico
D. ad vitrum gutt. S. in caso di crampi allo stomaco ingerire 15 gocce in un po' di acqua tiepida, non più di cinque volte al giorno

Abbreviazioni



In alcune ricette composte di Tinct.off. e TM occorre rifare completamente il calcolo. A coloro che non sono ferrati in materia, consiglio di astenersi da tali esperimenti. Noi professionisti troviamo che è un grande peccato riscontrare raramente giovani farmacisti e ancor meno case farmaceutiche che si dedicano alla preparazione della Tinct.off. Fortunatamente noi possiamo collaborare con il dott. Luca Milesi della Farmacia San Provino di Agno,che si dedica ancora a questo nobile compito e ci prepara la maggior parte delle tinture che ci servono. Sarebbe auspicabile che anche degli altri terapisti si rivolgano a questo servizio, al fine di poterlo mantenere a lungo e a costi ridotti. Non da ultimo si tratta anche di un discorso economico: visto che il costo dell'erba non incide notevolmente le TM e le Tinct.off. costano ca. lo stesso prezzo, (alcol e prestazioni lavorative).Inoltre abbassando il dosaggio della Tinct.off. si riduce anche notevolmente il prezzo della medicazione.

Le tinture difficilmente reperibili sono sostituibili non solo con le TM ma anche con degli estratti (Extr.fluid.; spiss.; sicc.). La seguente tabellina permette di determinare le quantità e le relazioni tra tutti questi preparati.

Conversione della quantità di sostanze attive nei diversi preparati:

Estrazioni alcoliche TM, Ø Tinct. Extr.fluid. Extr.spiss. Extr.sicc.
TM, Ø 1 2 ... 3 8 25 30
Tinct. 30 ... 50% 1 3 ... 4 8 ... 12 10 ... 15
Extr.fluid. 13% 25 ... 30% 1 3 4
Extr.spiss. 4% 8 ... 10% 30% 1 1.2
Extr.sicc. 3% 7 ... 8% 25% 80% 1

Esempio 1: Si intende sostituire in una ricetta l'originale Tinct., usando dell' Extr.fluid. Occorre ca. il 25-30% della quantità originale.
Esempio 2: Si intende sostituire in una ricetta l'originale Tinct., usando la TM, Ø. Occorre ca. 2-3 volte la quantità originale.

L'estrazione artigianale della maggior parte delle erbe non critiche al dosaggio (miti, medi) e per un proprio uso è assolutamente da consigliare.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Macerazione alcolica Percolazione alcolica

Macerazione alcolica

(tinture)


Preparazione di tintura

Macerazione it.Wikipedia

L'estrazione dalla pianta attraverso la macerazione alcolica, libera delle sostanze solubili nell'acqua (idrofili) e solubili nell'alcol. Nella macerazione, il procedimento a freddo non altera (o poco) le molecole delle sostanze attive e non provoca nemmeno l'evaporazione degli oli eterici. Inoltre l'alcol è un ottimo "antibiotico" e rende inerte la maggior parte dei microrganismi contenuti nelle erbe (disinfettante) come impedisce pure la loro proliferazione micotica o tramite le loro spore (conservante). Così le tinture sono dei rimedi che si conservano bene e a lungo, anzi, durante i primi anni (immagazzinati allo scuro e al fresco) migliorano nella qualità come una buona grappa.

Le tinture si fanno con delle piante sia fresche che essicate.

Per avere una sicurezza riguardo il dosaggio consiglio la produzione "lege artis" fatta secondo le farmacopee e che garantisce esatti contenuti delle sostanze attive, specialmente riguardo le erbe "forti" e "velenose" (p.es. Rauwolfia, Strofantus, Belladonna, Scilla, Convallaria, ecc.).

Preparazione "casalinga" o "artigianale":

  • Se reperibili, consiglio quella fatta con le erbe fresche, perché risulta più completa di sostanze, anche se meno concentrata.
  • Se non c'è la possibilità di reperire piante fresche, o se si desidera sfruttare i resti di erbe raccolte durante l'anno precedente, si può fare la tintura con erbe essiccate a regola d'arte e il risultato risulta più concentrato.
  • Naturalmente è possibile mescolare i due prodotti (recenti ed essiccati) ma in questo caso per il dosaggio bisogna fare attenzione al calcolo delle proporzioni.

Alcol da usare:

  • alcol etilico destinato al consumo alimentare. Gli alcol farmaceutici rettificati alimentari sono cari (a causa delle tasse), mentre gli altri (uso esterno, spirito da ardere) costano pochissimo (perché esenti da tasse). Per evitare imbrogli,i non alimentari contengono una sostanza schifosissima ed emetica, che rende impossibile l'ingestione.
  • Personalmente uso superalcolici tipo vodka (frumento), gin (ginepro), grappa (uva), slivoviz (prugne), kirsch (ciliege), obstler (mele), ogni tanto anche cognac (uva), whisky (cereali), calvados (mele). Essendo un po' maniacale nei confronti dei superalcolici, tento di sposare bene le virtù della pianta con le virtù del superalcolico (p.es. gin e erbe antireumatiche). In caso di dubbio o se mi piace troppo il distillato da usare in "medicina", uso la vodka, dal gusto inerte, considerato un distillato "pulito" e con poche sostanze inquinanti.
  • Per le piante essiccate "siccum" uso un distillato con almeno una gradazione del 30%.
  • Per le erbe fresche preferisco una gradazione più alta (p.es. 45%), perché il loro contenuto in acqua diluisce il distillato abbassando la gradazione. Al di sotto di una certa gradazione (ca. 25%) le proprietà "germicide" e "conservanti" diminuiscono.
  • Per le pianta resinose (p.es. canapa) sono preferibili gradazioni alte per far sciogliere meglio le resine, mentre le piante mucillaginose (p.es. salvia, malva, althea) si macerano meglio in gradazioni basse.
  • In caso di necessità si può anche diluire dell'alcol ad alta gradazione con l'acqua distillata, aggiungendo sempre mescolando (dopo previo calcolo) l'alcol all'acqua e non viceversa, per evitare che la preparazione si intorpidisca)-'.

 

Le proporzioni tra le piante (fresche o essiccate) e l'alcol "lege artis" sono prescritte nelle farmacopoee (farmaceutiche e omeopatiche HAB). Artigianalmente di solito si usano le seguenti proporzioni:

  • omeopatiche: 10% di peso dell'alcol (relato al peso della pianta disidratata) di piante recenti (tintura madre, TM, Ø);
  • artigianali: 250gr di erbe fresche su 5 dl di distillato oppure "coprire le piante tritate con alcol". Per mantenere il più possibile stabile la concentrazione del prodotto conviene, per ogni pianta, attenersi allo stesso metodo;
  • artigianali: 120gr di erbe essiccate su 5 dl di distillato.

Ecco come procedo alla preparazione delle piante per la macerazione alcolica:

  • peso le erbe e annoto la massa in grammi;
  • su un asse di legno trito le erbe fresche con un coltello; se l'erba è legnosa, per facilitarne la macerazione, la trito più fine;
  • trito o sbriciolo finemente le erbe essiccate per facilitarne la macerazione (se sono legnose le macino con il macina caffè elettrico) ; poi le umidifico più volte con un nebulizzatore (come quando si vogliono inumidire i panni prima di stirarli), le mescolo e le lascio riposare ammucchiate: così assorbono l'umidità e si gonfiano. Facendo così si risparmia alcol che altrimenti andrebbe buttato dopo il filtraggio. Solo con queste premesse le metto a macerare nel vaso.

Piante in vaso

Coprire con alcol

chiudere e agitare

lasciar macerare

filtrare

spremere

imbottigliare

etichettare

Una volta riempito il vaso con le erbe per la macerazione alcolica, si aggiunge il distillato pesato o misurato e si chiude ermeticamente. Si applica subito l'etichetta con i dati anagrafici della porzione, p.es.:


Meliloto
Rp.: Tinct. Meliloti
Hb.sicc.conc. Meliloti ago 2006 120 gr
Vodka 42% 500 ml
f. Maz. alcol. S. Maz.alcol.Meliloti data / firma

Abbreviazioni



Si pone il vaso in un posto riscaldato, non soleggiato e visibile al passaggio: così non ci si dimentica di agitarlo almeno una volta al giorno. Dopo almeno due settimane (va bene anche un mese o due) si procede al filtraggio e all'imbottigliamento.

Prima di filtrare si preparano gli attrezzi:

  • bilancia e occorrente per scrivere e calcolare;
  • non agitare il vaso per qualche ora (così il contenuto decanta bene);
  • pezza di stoffa (garza) per la separazione grossolana;
  • bacinella per il contenuto del filtrato;
  • colino da caffè;
  • un po' di garza sul fondo del colino;
  • per contenuti polverizzati: dischetti di ovatta da mettere sulla garza;
  • recipiente per ricevere il contenuto del filtrato;
  • distillato per correggere le quantità e la pulitura dei residui;
  • imbuto, etichette e bottiglie per imbottigliare il rimedio.

In seguito rimane da imbottigliare ed etichettare la tintura p.es.:

Tinct. Hb. Meliloti sicc.
120/500 (ca. 1:4)
15.03.07/for fecit

La procedura (completa) si vede più o meno nelle precedenti fotografie. Personalmente dopo un primo passaggio peso il filtrato. Poi determino "la perdita" di alcol e aggiungo questa quantità versandola sulla massa spremuta e spremendo un'altra volta fino a raggiungere ca. il peso iniziale di alcol.

 

Di seguito un'altra spiegazione (riportato da "Forum medico")

... mi interesso di erboristeria e preparati ma in maniera molto casalinga avrei delle domande da farti non so se mi puoi aiutare o mi sai dire chi puo farlo . Vorrei sapere per esempio al riguardo delle tinture madri: fare come dice la dispensa di medicina pop. (fra l'altro interessantissima) di utilizzare piante freche (250gr in 5 dl di distillato). Il distillato non copre completamente le erbe o le devo tritare molto finemente quasi pastella ? Come determino il peso secco di una pianta se la utlizzo fresca e che calcoli devo fare ? Questo è un periodo di gran raccolta per tutti gli appassionati come me: mi puoi aiutare ti saluto e ti ringrazio comunque

Caro ... ,
Probabilmente non conosci il nostro testo "Preparazione dei rimedi" (dove è descritta la Preparazione alcolica → Tintura) e che è parte della dispensa "Galenica" i cui capitoli si trovano come links in cima alla pagina citata.
Può darsi che da qualche parte nel nostro testo c'è uno sbaglio? Fammelo sapere che lo correggo!
Per fare la tintura madre Ø di una pianta hai bisogno almeno dieci volte il peso della pianta fresca come alcol da consumo con una gradazione tra 40 ... 60 % (grappa, whisky, gin, vodka, ...)
e non due volte il peso della pianta perchè altrimenti non riesci a coprire le piante.

Di seguito Ti scrivo le procedure, quantità e terminologie usuali:
Per una tintura madre Ø si procede così:

  • si pesano le piante fresche e si annota il loro peso
  • con l'alcol si coprono bene le piante fresche tagliuzzate. Esempio: Volendo fare una tintura madre Ø 1:10, di alcol se ne usa almeno dieci volte il peso delle piante: 250 gr di piante fresche in 2.5 litri di alcol.
  • dopo la macerazione e la filtrazione si pesa l'alcol (il macerato alcolico) rimasto: peserà qualcosa in meno, perché non si può ricuperare tutto l'alcol. Esempio: alcol ricuperato 2.2 kg: mancano 3 dl di alcol.
  • nella quantità d'alcol che manca (es. 3 dl) si "risciaquano" le piante usate e poi si filtra il tutto nel macerato già pronto
  • alla fine si ha il contenuto alcolsolubile di 250gr di piante in 2.5 litri di alcol: quindi una concentrazione di 10% = 1:10
  • si scrive sulla bottiglia p.es. Ø Thymi, anno, firma

Per una tintura officinale Tinct. (normalmente 1:5) si macera la stessa quantità di piante fresche in almeno cinque volte il loro peso in alcol: Esempio: 250gr * 5 = 1'250 = 1.3 litri di alcol e si procede come sopra.
Per la Tinct. (officinale) si possono anche usare piante secche. Bisogna però calcolare ca. tre volte in più di alcol rispetto il procedimento per la pianta fresca per arrivare alla stessa quantità di sostanze alcolsolubili nel macerato, perché con l'essicazione la pianta perde ca. 2/3 di acqua.

 

Per le preparazioni casalinghe non si imposta una concentrazione definita, ma si coprono bene con alcol le piante fresche (prima pesate). Dopo la filtrazione si pesa (o misura) il macerato estratto e si scrive sulla bottiglia i dati come p.es. "Mac. Dente di leone 250gr / 0.9 litri". Con questo si può fare poi tutte le concentrazioni desiderate:
Esempio: concentrazione originale = 250 / 900 = 28% = 0.28:1 = 1:3.6 (1 diviso 0.28)

  • Volendo arrivare a una concentrazione di tintura madre (1:10 = 10%) basta aggiungere alcol fino a raggiungere 2.5 litri.
  • Volendo arrivare a una concentrazione officinale (1:5 = 20%) basta aggiungere alcol fino ad arrivare a 5 * 250 = 1.25 litri.
  • Volendo arrivare a una concentrazione di 1:1 (non è più una tintura ma un'extractum) si fa evapora l'alcol a basso fuoco '-(< size="2">es. 2,5 dl

Personalmente procedo in modo casalingo senza ulteriori correzioni. Mi ripeto:

  • peso la pianta (fresca o secca) p.es. 100 gr di timo essicato
  • aggiungo alcol finché la pianta (fresca o secca) è ben imbevuta e poi finché è coperta e galleggia liberamente. Ma prima di coprirla con l'alcol la preparo imbevendola con acqua (spray),l'ammucchio per un giorno o finché è ben idratata poi
  • faccio macerare lege artis (muovere giornalmente) il dovuto tempo e poi filtro via le parti solide
  • misuro il liquido che rimane p.es. 7.5 dl
  • scrivo sulla bottiglia le caratteristiche del macerato p.es. "Macerato alcol. Thymi sicc. 100gr / 7.5 dl: anno, firma" e lo metto via.

Quando il macerato mi occorre per fare un rimedio basta fare tutti calcoli ed ev. adattamenti ad hoc come p.es. determinare la concentrazione standartizzata: 100gr di pianta essicata * 3 (relato a recente = fresco) / 7.5 dl = 750 gr di alcol = 300/750 = concentrazione pianta = 40% = 0.4:1 = 1:2.5.

  • Per arrivare alla Tinct. (off.) Thymi 1:5 devo aggiungere 7.5 dl di alcol e posso marcarlo "Tinct. Thymi 1:5".
  • Oppure posso semplicemente aggiungere alla ricetta la metà del prescritto e ridurre la prescrizione per la dose sulla metà.

Nota:

  • di un Mac. sicc. (macerato di pianta secca) non si può mai fare una tintura madre Ø perché essa richiede per definizione la pianta fresca. Di un Mac. rec. (macerato di pianta fresca) si può sempre fare una tintura madre Ø impostandola per diluzione a una concentrazione 1:10
  • a me, come fitoterapeuta, serve di più sapere se è (Erba rec. o sicc.) e la relazione della composizione (p.es. Timo sicc. 100 gr / 7.5 dl) che avere preparati standartizzati. Poi mi arrangio.
  • Per l'uso della clientela (che vuol preparare delle ricette composte e sapere i dosaggi senza calcoli) è meglio fare dei rimedi standartizzati come Tinct. (officinale 1:5) o Ø (Tintura madre 1:10).

Spero di non averti confuso con queste mie spiegazioni, ma l'artigianato serio come l'erboristeria e la galenica richiede esatte procedure quantificate, affidabili e ripetibili, altrimenti si cade in pericolose ciarlataneria.

 

Mer 19 mar 22:10
Buongiorno, sto perfezionando grazie a voi la preparazione delle mie tinture.Desidererei sapere se quando uso l'alcool buongusto a 95° devo sempre diluirlo con l'acqua.
Grazie per tutto ciò che offrite sul sito.
Moly

Cara Moly,
Le tinture di solito vengono fatte in alcol a ca. 60%, ma in medicina popolare si usano volentieri le grappe in commercio come grappa, vodka, gin, whisky, ... secondo le loro proprietà e il gusto personale: tutti intorno ai 40 ... 60%.
L'estrazione di una pianta in alcol a 95% spesso non dà gli stessi risultati dell'estrazione con una soluzione intorno ai 50% (metà alcol, metà acqua), perché i contenuti di solubili in acqua non corrispondono ai contenuti dei solubili in alcol (oli, resine, ...).

La diluizione di alcol al 95% è complicata e se non si procede con cautela dà spesso una soluzione opaca(che non altera l'effetto della tintura).
Buon successo
Peter

Percolazione alcolica


Percolatore

Percolazione it.Wikipedia

Il modo artigianale e in parte industriale farmaceutico per la preparazione di tinture è "a percolazione":

  • un percolatore tubiforme viene attrezzato di una reticella/garza all'uscita e di un letto di sabbia che rallenta il flusso e serve come filtro;
  • sopra si riempie il tubo con il materiale erboso preparato (sminuzzato, pesato, umidificato);
  • poi si aggiunge l'alcol pesato;
  • dopo il dovuto tempo di macerazione si posiziona il dosatore in modo da raccogliere la tintura nella bacinella sottostante (ca. una goccia per secondo);
  • a operazione terminata si pesa la tintura e si corregge la concentrazione aggiungendo nel percolatore l'alcol mancante, basandosi anche sulle analisi farmacologiche delle sostanze attive contenute.

Tutti i dettagli per i materiali usati e le procedure sono stabilite nelle farmacopoee nazionali o in quella Europea (PhEu: Pharmacopoea Europea).

La percolazione oltre ad essere più rapida della macerazione è talvolta ancora impiegata dai farmacisti perché permette anche di eseguire il primo passo della fabbricazione di estratti, che come Extr.fluid., paragonate alle tinture sono ca. cinque volte più concentrati (risp. 10 volte relativo a tinture madri TM o Ø).

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3.2  Macerazione glicerica

(tintura glicerica) (Tinct.glyc.)

Macerato glicerico inerboristeria.com


Gemme di pioppo
Rp.: Tinct.glyc.rec. Gemme di Pioppo
Glycerina 1 dl
Acqua 4 dl
Gem. Populi rec. 240 gr
m.f. Maz.glyc., agitare giornalmente per almeno 2 settimane, filtrare. cave! S. non ingerire senza diluzione in acqua.

Abbreviazioni


Rp.: Tinct.glyc.sicc. Gemme di Pioppo
Glycerina 1 dl
Acqua 4 dl
Gem. Populi sicc.. 120 gr
m.f. Maz.glyc., agitare giornalmente per almeno 2 settimane, filtrare. cave! S. non ingerire senza diluzione in acqua.

Abbreviazioni

Si prepara come la tintura alcolica con la differenza che quello che si adopera come soluzione è glicerina (chimicamente anche un tipo di alcol, ingrediente di diversi tessuti animali e vegetali) e acqua. Il vantaggio è che le tinture gliceriniche sono meno aggressive riguardo il tratto gastrointestinale (mucosa) degli ingredienti alcolici ma in confronto agli alcoli esse sciolgono un po' meno bene sia le resine che i lipidi. Sono usate spesso per la preparazione di gemme come p.es. quelle di Pioppo:

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4.  Preparati macerati, fermentati, distillati

4.1  Macerazione vinosa

vini medicinali (Vini)


Menta
Rp.: Vino Rosmarini
Vino bianco 1 bottiglia
Fol. Rosmarini rec. 1 manciata
Aeth. Menthae pip. gtt. V
m.f. Maz.vini. per almeno 1 settimana, filtrare. D. Assumerne un bicchierino con i pasti.

Abbreviazioni

Si tratta di medicine molto antiche e gustose meno concentrate e conservabili delle tinture.La loro preparazione è molto semplice e si prestano perfettamente alla fabbricazione casalinga.

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4.2  Macerazione acetosa

aceti medicinali (Acet.)

Si estrae esattamente con lo stesso procedimento dei vini medicinali, ma invece del vino si usa l'aceto. Normalmente si utilizzano degli aceti "biologici" prodotti con "la madre" e spesso si parte dal sidro invece che dal vino (non ho mai capito perché). Come "rimedi" e spezie si possono usare pressoché tutte le piante. Il più noto è, forse, l'aceto di mele al dragoncello. Santa Ildegarda ci ha lasciato diverse ricette in merito.

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4.3  Fermentati medicinali

Vini, Ferm.vin.


Taraxacum officinale

In tempi non tanto remoti, si usava preparare dei vini medicinali non con il mosto di uva ma con qualsiasi soluzione di zuccheri (miele da cucina, sciroppi, estratti di frutta). Di seguito una ricetta saporita:

Rp.: "Vino" dei fiori di dente di leone
Fl. Taraxaci 2 l "rimedio" principale
Acqua bollita fredda 2 l costituens, sterilizzazione dell'acqua
m.f. macerato per un giorno. adde:
Rad. Zingiberis cont. c.m. 1 rimedio coadiuvante, spezie gustativa
Peric. Limonis 1 corrigens, spezia aromatica
Peric. Arancidis 1 corrigens, spezia aromatica
m.f. decoctus 30 minuti, filtrare ("sterilizzare"). adde:
Saccaridum 700 gr costituens, zucchero da cucina, anche miele, ecc.
Succ. Limonis 1 corrigens equilibrio acido/dolce
m. lasciare raffreddare. adde
Lievito di vino c.t. 1 costituens, fermentatore
m. con un po' del liquido prima, f. "pappa", adde al liquido sopra,
f.
  • Farlo fermentare in un posto caldo per 2 giorni in un recipiente coperto con un tessuto per proteggerlo dalle contaminazioni (altrimenti bolle, schiuma e trabocca facilmente).
  • Travasarlo in una grande bottiglia chiusa con ovatta o un tubettino di fermentazione "codina maialina" e
  • lasciare terminare la fermentazione (fino a che non ci sono più bollicine);
  • chiudere ermeticamente la bottiglia e lasciare riposare per due mesi;
  • travasare filtrando il vino in bottiglie di consumo e lasciarle decantare per almeno altri sei mesi.

S. Ferm.vin.Taraxaci spez.; data, firma.

D. Un cicchettino prima dei pasti

Abbreviazioni

Gli ingredienti costituenti (acqua, zuccheri e lievito di birra) garantiscono la fermentazione, perché i miceti del lievito decompongono tramite processi metabolici gli zuccheri in alcol e anidride carbonica (bollicine).

Invece dello zucchero si possono usare anche dei succhi di frutta (sambuco, mele, pere, pesche, ecc. ev. concentrati per l'ebollizione, al fine di raggiungere la gradazione desiderata) che vanno "corretti" con del miele e degli zuccheri fino a raggiungere una gradazione sufficiente ed ev. con degli "acidi" (limone, acido citrico, ecc.) per garantire un equilibrio dolce/acido gradevole.

Il processo di fermentazione alcolica di un macerato e decotto dei rimedi, rende queste forme "conservabili" e gustose.

Rimedi principali e coadiuvanti per la fermentazione vinosa possono essere fatti quasi con qualsiasi pianta come anche i "corrigens" che di solito sono delle spezie aromatiche. La relativa composizione richiede non solo delle conoscenze farmaceutiche, ma altrettante doti creative gastronomiche. Mia nonna usava fare vino con tutti gli avanzi di frutta e bacche e utilizzava tante erbe e spezie per arricchirlo di doti curative. Sarebbe un compito nobile risvegliare queste capacità proprie della traditione popolare.

All'inizio conviene sperimentare molto facendo piccole dosi. La minima svista, lavoro o materiale "inadeguato" fa andare il risultato in "aceto" (spore di microrganismi acetosi che trasformano l'alcol in aceto).

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4.4  Distillati medicinali

(Spirit.)
Gli spiriti sono preparazioni alcoliche che normalmente contengono parti eteriche di piante aromatiche. P.es. lo "Spiritus Lavendulae" è composto di olio essenziale a bassa concentrazione soluto in alcol ad alta concentrazione (di solito tra il 60 e il 90%). Normalmente si tratta di un prezioso residuo della fabbricazione di estratti alcolici: gli oli eterici evaporano assieme all'alcol che va poi recuperato.

In caso di necessità si possono fabbricare facilmente degli spiriti, aggiungendo a un alcol di alta gradazione minime dosi (da pochi permille a pochi percento) di olio eterico puro.Questo metodo si usa spesso in preparati (da diluire in acqua) per gargarismi o risciacqui.

A volte gli spiriti (al posto delle tinture) si usano per delle frizioni alcoliche (p.es. Spirit. Rosmarini, Spirit. Arnicae), altre volte per degli insetticidi (Spirit. Lavendulae) come pure aggiunti a prodotti cosmetici o terapeutici (corrigens) o come aromatizzante gastronomico.

5.  Preparazioni omeopatiche

e simili
(HAB, Ø, D, C, ...)

preparazioni omeopatiche erbemagiche.altervista.org omeopatia-diluizioni my-personaltrainer.it

Le preparazioni omeopatiche partono di solito da una tintura madre preparata "lege artis" secondo HAB (Hahnemann'sches Arzneimittelbuch: libro dei rimedi Hahnemanniano): In generale prescrive la preparazione della tintura madre (Urtinktur UT; TM; Ø) nel seguente modo:

  • preparare la pianta fresca intera per la macerazione alcolica (planta tota rec. mac.);
  • togliere una piccola quantità come referenza e pesarla (p.es. 10 grammi);
  • disidratare (per essicazione) rapidamente la prova a temperatura superiore ai 100 gradi fino all'evaporazione completa dell'acqua;
  • pesare la prova essiccata (p.es. 2.3 grammi);
  • calcolare il rapporto della massa solida della raccolta (p.es. 2.3 / 10 = 0.23 = 23%).
  • Pesare la rimanente raccolta da macerare (p.es. 1'246 gr);
  • calcolare la massa solida della raccolta (p.es. 0.23 × 1246grammii = 286.6grammi);
  • preparare 10 volte il peso della massa solida della raccolta in alcol (normalmente 60%) corrispondente nell'esempio a 10 × 286.6 grammi = 2'866 grammi di alcol.
  • Mettere a macerare in un serbatoio chiuso la raccolta fresca di 1'246 gr. con i 2'866 gr di alcol a 60% di gradazione per 21 giorni, agitandolo giornalmente;
  • filtrare e mettere in bottiglie etichettate.

 

Il risultato TM o Ø come contenuto terapeutico corrisponde fedelmente a una tintura (raggiunta per macerazione o percolazione alcolica) oppure a un estratto per percolazione alcolica e susseguente concentrazione a estratto (fluid.; spiss. sicc.) con la differenza che la concentrazione materiale (allopatica) delle sostanze terapeutiche si distingue notevolmente e quindi anche i rispettivi dosaggi per l'uso allopatico.

La seguente tabellina dimostra le proporzioni allopatiche (contenuto materiale di sostanze terapeuticamente attive) delle diverse preparazioni tra le TM e le Extr.sicc. E' dedicato agli "allopatici" perché spesso ci serviamo delle TM per i nostri scopi, quando le nostre preparazioni non sono reperibili sul mercato, le omeopatiche invece sì e di ottima qualità e affidabilità. Un omeopata invece non si servirebbe mai dei nostri preparati: per lui non sono "koscher" (a "regola d'arte" omeopatica).

Conversione di quantità di sostanze attive in diversi preparati:

Esempio 1: Se in una ricetta si intende sostituire l'originale "Tinct.", usando dell'Extr.fluid. occorre prendere ca. il 25 - 30% della quantità originale.

Esempio 2: In una ricetta si intende sostituire l'originale "Tinct.", usando la TM, Ø. occorre prendere ca. 2 - 3 volte la quantità originale.
Raramente in omeopatia le tinture madri sono applicate come tali, ma "potenziate" (come si esprimono gli omeopati); il che vuol dire diluite con dei passi potenziali in determinate agitazioni canonizzate tra i passi diluitivi. Secondo l'istruzione del Dr. Hahnemann con questa preparazione perdono da una parte sì le facoltà allopatiche materiali, ma acquistano d'altro canto le proprietà regolative omeopatiche "inverse", p.es.:

Le sigle, come D (dieci) e CH (cento) con susseguente cifra, indicano diluzione e dinamimizzazione, p.es.:

 

Secondo Hahnemann la pozione così preparata si può "fissare" (conservare) ad aeque partis con alcol (p.es. Cognac) e ingerirla (una o poche gocce) tenendola sotto la lingua. Gli omeopati classici moderni preferiscono nebulizzare la porzione acquosa fresca con dei globuli di lattosio e commercializzarli in questa forma.

Altri seguaci "infedeli", di stampo omeopatico come quelli dei "Fiori di Bach", Fiori californiani", "omeotanica" che si basano anche sulla diluzione e/o dinamizzazione dei preparati, usano modi e forme diverse sia per l'estrazione che per la distribuzione dei prodotti.

6.  Preparazioni spagiriche

e simili

Trattato di spagirica pforster.no-ip.org Preparazioni spagiricheerbemagiche.altervista

Le preparazioni spagiriche si trovano tra i più antichi documenti dell'umanità e giunsero al loro apice di raffinatezza nel 1600 con l'arte degli alchimisti, che fra altro erano formidabili farmacisti.

Come ci spiega Paracelso e molti altri, si tratta di estrarre con diversi metodi dei principi attivi di tutta una pianta, raggiungendo così diverse frazioni che alla fine vanno di nuovo congiunte, una volta concentrate, depurate e potenziate.

Le procedure di conoscenze sono esigenti, necessitano di molte apparecchiature, esperienza e molto tempo (come lo insegna anche un autore moderno: Julius, più noto allievo del sig. Pancaldi, figlio asconese); consistevano normalmente in operazioni di "divisione" e poi di "ricongiungimento".

Le operazioni "separative" consistevano p.es. in:

  • distillazione e separazione di oli eterici;
  • fermentazione del rimanente con lievito e zuccheri;
  • distillazione dell'alcol così raggiunto;
  • distillazione dell'acqua;
  • sublimazione a secco del resto per estrarre gli alcaloidi rimanenti;
  • distillazione di catrami;
  • inceneramento dei resti;
  • estrazione dalla cenere dei sali solubili e loro condensazione.

Secondo il rimedio da preparare seguivano operazioni variabili per "riamalgamare" più o meno delle frazioni raggiunte. Evidentemente tutto ciò è estremamente complesso e non facile da riprodurre.

I rimedi "spagirici" che si trovano oggigiorno sul mercato si servono di queste procedure, ma si capisce che ciò può trattarsi solo di pallidi ritratti dell'arte di allora, perché nessuno potrebbe più pagare il metodo "originale".

7.  Soluzioni zuccherate

Sono trattati i seguenti temi:
Elisir Sciroppo Marmellate, Elettuari Oxymel, Miele acetato

7.1  Elisir

(Elix.)

Elixir books.google.ch

Tinture con delle aggiunte di zucchero, acqua, estratti, oli eterici, ... sono applicate (o erano) a scopi preventivi o per migliorare i gusti di ingredienti spiacevoli da ingerire a lungo termine.

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7.2  Sciroppo

(Sirupus, Sirup., Sir.)

Sono trattate le seguenti preparazione:
Ricetta base Sciroppo di sambuco Sciroppo di cipolle

Soluzione di zucchero con estratti di droghe. Si usa spesso per i bambini, per rendere più amabile un rimedio di cattivo sapore, come lo sciroppo contro la tosse.

Ricetta base


Rp.: Sciroppo
Acqua o soluzione acquosa (macerato, infusione, decotto, succhi di bacche) bollente 5 dl
Zucchero 1 kg
m.f. Syrupus versando la soluzione acquosa sullo zucchero nella pentola sulla fiamma, mescolando fino che lo zucchero si è sciolto e il miscuglio comincia a bollire. Togliere dalla fiamma.

adde ev. ingredienti alcolici come tinture, vini (l'alcol evapora) fino a
1 dl

m.f. Syrupus, imbottigliare a caldo e chiudere ermeticamente (muffa!).

D.S. Ingerire diluito con acqua o puro 1 c.m.
Abbreviazioni



Sciroppo di sambuco

Mia mamma preparava lo sciroppo di sambuco nel seguente modo:


Sambuco
Rp.: Sciroppo Fruct. di sambuco
Fruct. Sambuci 5 l
Acqua 5 l
f. Decoct. per mezz'ora, filtrato per tela adde:
Zucchero da cucina peso del filtrato
m.f. Syrupus per mezz'ora cuocendo.

D. caldo in bottiglie sterilizzate ermeticamente chiuse.
Abbreviazioni



Sciroppo di cipolle

Mia mamma ci preparava questo "sciroppo" efficacissimo contro le malattie respiratorie infettive:


Rp.: Sciroppo di cipolle Malattie infettive delle vie respiratorie
Alium cepa rec. cont. III
Zucchero q.s.
m.f. macerato: mescolando zucchero e cipolla in una bottiglia a collo largo depositando il tutto sulla stufa (dopo qualche ora si forma uno "sciroppo giallo")

D.S. Ingerire 5 volte al giorno 1 c.t. di sciroppo.
Abbreviazioni


Si tratta di un vero e proprio "sulfonamide" popolare il cui odore non è molto gradito. Forse per questo non si usa quasi più, anche se mi ricordo che molta gente in paese ne faceva uso perché era visibilmente efficace.

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7.3  Marmellate, Elettuari

Elettuario it.Wikipedia

(Elett.)

Rp.: Miele di tarassaco / Miele di abete
Fl. Taraxaci oppure Gem. Abies 2 l Fiori di tarassaco o gemme di abete
Acqua 2 l
m.f. decoctus:
  • cuocere per ca. mezz'ora a pentola coperta
  • filtrare e spremere le piante con la tela (decotto)

f. concentrato: Cuocere il decotto a pentola aperta fino all' evaporazione di ca. la metà (concentrato) adde:

Zucchero peso del concentrato costituente
Succo di limone o vino bianco, sidro q.s. corrigens acido / dolce
ev. Spezie moscato, garofano, pepe, cannella, ecc. ad lib. aromaticum
m.f. electuarium: cucire a bassa fiamma a pentola aperta fino alla consistenza di miele

D. a caldo in vaso sterilizzato, ermeticamente chiuso (electuarium)
S. Electuarium taraxaci; oppure Electuarium di abete; Data e firma;
da spalmare sul pane o per addolcire le bibite a piacere.
Abbreviazioni

Sono preparazioni dolci di piante per cui più che come "rimedi" vengono catalogate come alimentari. Tuttavia rimane il fatto che marmellate ed elettuari di piante medicinali sono da ritenere rimedi "gastronomici".

Le marmellate sono passati, decotti o succhi di frutta con l'aggiunta di ca. la stessa quantità di zucchero (per conservarli) e (per decotti o succhi), con l'aggiuta di sostanze gelatinose come gelatina, pectina o agar-agar per renderli più consistenti

Gli elettuari sono estratti di piante o succhi di frutta con aggiunta di ca. la stessa quantità di zuccheri e inspessiti per cottura fino ad arrivare alla consistenza del miele.

Conservati in vasi sterilizzati ed ermeticamente chiusi (per evitare la fermentazione e la formazione di muffa) si conservano per parecchio tempo e oltre ad essere dotati anche di doti curative sono una bontà per il palato. Essendo dolci servono spesso da "rimedi sovversivi" per la cura dei bambini.
Sopra riporto due ricette di elettuari poco conosciuti oggigiorno ma che lo erano ai tempi della mia infanzia e che meritano di essere ricordati.

Chi vuole cimentarsi tenga presente che:
-I fiori di tarassaco (non concimati) sono da raccogliere nei prati lontani almeno 200m dalle strade trafficate e si deve evitare di calpestarne l'erba, perché il contadino deve falciarla per fare riserva di fieno.

-Le gemme di abete non si colgono mai dagli alberi giovani perché devono crescere e rinforzarsi. Piuttosto raccoglierli al bordo dei boschi, dove i rami raggiungono quasi il suolo per fare ombra al tronco.

◦⦆─────⦅◦

7.4  Oxymel, Miele acetato

(Oxym.)


Rp.: Oxymel
Miele 1 kg
Aceto 5 dl
m.f. Syrupus: cuocere a fiamma bassa in pentola aperta fino alla consistenza di uno sciroppo. Adde:
Erbe rec. 10 gr
m.f. decoctus. Filtrare a caldo.

Imbottigliare e chiudere ermeticamente.
D.S.

  • ingerire ca. 2 c.t. per dose per applicazioni interne oppure
  • diluire 1 c.t. in acqua tiepida e fare gargarismi

Abbreviazioni



Tradizione passata era quella di preparare delle piante medicinali dai gusti forti tipo aglio, scilla, pioppo grigio, ecc. in uno sciroppo composto di miele e aceto.

8.  Soluzioni lipofile

Sono trattati i seguenti preparati:
Macerati nell'olio Decotti oleosi

8.1  Macerati nell'olio,


Olio di Iperico
Macerato it.Wikipedia

oli infusi, oli di erba, oli di fiori (Mac.Ol.)


Iperico

I macerati negli oli si fanno per estrarre le sostanze di piante (erba, fiori) in un olio vegetale. Salvo che per l'olio di San Giovanni (Iperico) la procedura è pressoché persa, anche se si tratta di uno dei sistemi più antichi e nobili della medicina e della profumeria. Ciò sarebbe fattibile con pochissimi strumenti:

  • riempire un vassoio a chiusura ermetica con dei fiori o dell'erba sminuzzati fino a ca. un terzo;
  • coprire con un olio neutrale (mandorle, semi d'uva, sesamo, girasole, ecc.) fino sotto il bordo della chiusura;
  • lasciar macerare in un luogo caldo, fino a che l'erba diventa marrone; filtrare; ripetere la procedura con lo stesso olio; ma per le piante fresche ripetere il procedimento due o tre volte (per ottenere una buona concentrazione).

L'olio tenuto in un luogo fresco e al buio (vasetti scuri) si conserva per diversi mesi, poi diventa rancido (ossidazione).

A dipendenza delle erbe e degli oli usati, l'applicazione medica può essere prevalentemente esterna, interna o ambedue.

 



Cipresso
Rp.: Vene varicose e capillari
Maz.Ol. Hb. Meliloti trombolitico, fibrinolitico
Maz.Ol. Fruct. Hipocastani aa 20 duttilità e tono dei capillari e delle vene '-(rutina)-'
Ol. Tritici (frumento) ad 50 antiossidante tessutale
Aeth. Cupressi gtt X venotonico
Aeth. Geranium gtt V linfostimolante
Aeth. Incenso gtt X antiedematico
Vit.E 400mg caps. I antiossidante, costituente
M.f. Oleum D. S. Spalmare poche goccie sulle gambe (dopo averle bagnate prima) 1 ... 3 volte al giorno per diversi mesi almeno.

Abbreviazioni



I diversi oli rispondono più o meno sensibilmente all'ossidazione (irrancidimento); certi ossidano in pochi minuti e sono conservabili solo se incapsulati subito dopo la spremitura, mentre altri,a condizioni favorevoli di immagazzinaggio, si possono tenere per più di un anno. Per i macerati servono gli oli meno sensibili all'ossidazione, possibilmente di "spremuta recente" (osservare la data di consumo).

I macerati oleosi di erbe per applicazioni esterne vengono spesso aggiunti nelle preparazioni di unguenti o di creme (perché ungono meno).

Come terapista professionale uso in larga misura una preparazione simile ai macerati oleosi e composta da macerati oleosi, oli vegetali e eterici.

 

Per i macerati preziosi che si devono conservare a lungo, personalmente uso l'olio di jojoba ( noce di un arbusto sudamericano). L'olio di jojoba non è un olio ma una paraffina liquida che grazie alla sua proprietà chimica, a temperatura ambiente non ossida e non diventa rancido.

Inoltre è affine al sebo cutaneo (contiene molte ceramidi) e per natura è un ottimo curativo dermico (motivo per il quale viene usato in cosmetica, anche se in dosi minime, perché è costoso).

Faccio volentieri piccole dosi di macerati nell'olio di jojoba (rosa, gelsomino, serenella, tuberosa, neroli, mimosa, lavanda, ecc.) come preziosi oli da massaggio e piccole dosi con dei fiori femminili della canapa contro l'otite.

Ricettario galenico magistrale: Oronasofaringoiatria

Rp.: Otite
Ol.coct. Cannabis 30 analgesico
Aeth. Lavanda 1 battericide
Aeth. Melaleuca 1 virostatico
D. ad vitrum gutt. S. Mettere una goccia di olio tiepido nell’orecchio.

Abbreviazioni

Tradizionalmente invece dell'olio cotto si usava un'estrazione oleosa a freddo di fiori femminili di canapa macerati in olio di jojoba (Extr. Ol. jojobae Fl. Cannabis femm.) per tre settimane.
Oggigiorno, visto le piccole dosi che necessitano in medicina profana, si usa l'olio cotto che ha pressoché gli stessi effetti.
Controindicazioni: nessuna nota


Questi macerati sono usati esclusivamente ad uso esterno perché l'olio usato è paraffinico e nell'intestino crea solo diarrea.

Come alternativa a buon mercato si potrebbe anche usare l'olio di paraffina (residuo dell'industria petrolifera), innocuo perché chimicamente e metabolicamente inerte. Personalmente l'idea non m'ispira, forse per qualche inconsio motivo ideologico.

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8.2  Decotti oleosi

Decotto it.Wikipedia

(Ol.coct.)
Molte piante altamente curative, a temperature relativamente alte e in ambienti lipidici, liberano delle sostanze attive terapeutiche. Un esempio è la camomilla, i cui "residui" della distillazione a vapore servono per ottenere il quasi impagabile olio eterico (-.50 cts./goccia); anche la macerazione alcolica per le tinture e gli estratti contiene ancora preziosi ingredienti che si liberano con la cottura in olio.

Un olio cotto che spesso uso come spasmolitico e analgesico topico puro o in preparazioni, è l'olio cotto di canapa: Ol.coct. Cannabis


Helianthus annuus L.
Rp.: Oleum coctus Cannabis
Fl. femm. Cannabis q.s. fiori femminili
Ol. Helianthii q.s.* olio di girasole
f. cuocere, lasciar macerare 1 giorno, filtrare; adde
Aeth. Myrrhae gtt./dl I denaturante
D. ad vitrum; S. Ol.coct. Cannabis, non ingerire, data, firma

Abbreviazioni
q.s. → quanto basta: tradizionalmente si mette tanto liquido per coprire bene la pianta. Corrisponde a una relazione di peso pianta / liquido di 1:8 ... 1:10.

Per evitare surriscaldamenti (niente frittate), si mette 2 ... 3 cm di acqua nella pentola (l'olio galleggia sopra). L'olio dovrebbe coprire bene i fiori.


Spesso, come base per olio da massaggio o per la parte oleosa delle pomate, degli unguenti e delle creme antiflogistiche e come ingredienti oleosi per le emulsioni da bagno, uso i decotti oleosi (aggiungendo una goccia o due di olio eterico, di camomilla o altri).

Consiglio di comprarli da un produttore esperto, perché la scelta dell'olio base e la cottura degli oli richiede attrezzi e conoscenze particolari. Se comunque volete cimentarvi: cave al surriscaldamento: mettere qualche cm di acqua nella pentola per evitare di oltrepassare i 100°.

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9.  Allegati

9.1  Pagine in gruppo galenica

9.2  Commenti

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