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Denti e dentifrici

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P. Forster

Questo testo tratta in breve l'anatomia e la fisiologia dei denti e le basi dell'igiene dentale, per poi passare al discorso della composizione e della fabbricazione di dentifrici artigianali domestici. Serve anche come approfondimento alla lezione di Bianca sull'odontaiatria nel corso di galenica domestica.

Ho stilato questa pagina in seguito a una richiesta di Sylva che chiedeva chiarimenti a proposito dell'abrasione dello smalto dei denti causata da particelle di minerali presenti nei dentifrici.

a cura di D. Rüegg

1.  Dente, gengiva, saliva, flora

Dente YouTube

1.1  Il dente


Il dente consiste in una corona di smalto e una radice di dentina. La radice è cava (polpa) e contiene le strutture per l'approvvigionamento (arterie) e lo smaltimento (vene) delle sostanze necessarie alla sua crescita e soppravvivenza, nonché i nervi per l'informazione e un epitelio che produce la dentina.

Lo smalto è molto duro (ca. 5 Mohs) in quanto formato per il 96% da composti di calcio (essenzialmente idrossiapatite) e solo per il restante 4% da fibre organiche, non contiene cellule e vi sono presenti solo minime tracce di acqua. Può così resistere al carico masticatorio e grazie all'elasticità della dentina sottostante non si frattura facilmente. È solubile negli acidi.


Le radici dei denti sono ancorate nelle ossa della mandibola e della mascella tramite una lamella sincondrotica (cemento) e sono coperte dal tessuto gengivale mucotico, mentre le corone sono libere per permettere la masticazione.

La dentina (o avorio) è prodotta dagli odontoblasti della polpa. Si tratta di un materiale poroso di colore giallognolo composto per il 65% di materiale inorganico, per il 22% di materiale organico e per il 13% di acqua. È molto più tenera dello smalto (ca. 3 Mohs). Lo strato di dentina funge da ammortizzatore e da sostegno alla corona del dente.

Lo smalto, ma specialmente la dentina (come tutti i minerali calcari) sono solubili in acidi di ogni tipo. Il nemico naturale del dente è quindi un ambiente acidulato o acido.

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1.2  Tessuti di sostegno

I tessuti di sostegno del dente sono le gonfosi (cemento) situate tra dentina e osso e le gengive tra smalto e osso. La gengiva è un tessuto molle che circonda i denti e ricopre il processo alveolare.

È di colore rosa corallo, opaca e compatta. Si estende dal margine gengivale libero, connesso alla corona dentale, fino alla giunzione mucogengivale, dove continua con la mucosa alveolare, che appare lassa e scura e ricopre il pavimento orale. Si divide in:

  • gengiva libera: è la parte di tessuto che circonda il dente, anche detta gengiva marginale, mentre prende il nome di gengiva interdentale negli spazi tra due denti adiacenti, dove forma la papilla interdentale. Il margine gengivale è spesso arrotondato, così da formare un piccolo solco (fisiologicamente profondo al massimo 2mm) chiamato solco gengivale.
  • gengiva aderente: si estende a corona dal solco gengivale che delimita la gengiva libera ed è situata all'altezza della giunzione amelo-cementizia del dente (ovvero la zona del dente dove finisce la corona dentale superficialmente ricoperta di smalto ed inizia la radice dentale ricoperta di cemento); apicalmente la gengiva aderente termina a livello della linea mucogengivale, continuando poi con la mucosa alveolare.

La sua superficie presenta generalmente piccole depressioni superficiali che le conferiscono un aspetto caratteristico, a buccia d'arancia. È ancorata al cemento e all'osso alveolare con fasci fibrosi, così da risultare immobile rispetto al tessuto sottostante.

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1.3  Saliva


L'ambiente di smalto, gengiva e mucosa alveolare è costituito dalla saliva, biotopo di una ricca flora boccale.

La saliva è un liquido secreto dalle ghiandole salivari situate nella cavità orale. Le tre coppie di ghiandole salivari sono le parotidi a secrezione sierosa pura, le sottomandibolari e le sottolinguali a secrezione mista, prevalentemente sierosa per le prime e mucosa per le seconde.

Giornalmente vengono secreti approssimativamente 1'500 ml (1.5 litri) di saliva non in modo omogeneo: in condizioni normali la produzione è di circa 20ml/h, sotto stimolazione può arrivare a 250 ml/h, durante il sonno invece diventa quasi nulla.
Sia la secrezione totale che la composizione di secrezione mucosa e serosa sono notevolmente individuali e geneticamente determinate.

La saliva è composta da:

  • acqua 98%
  • elettroliti come bicarbonato, potassio, cloruro, sodio, fosfato, calcio, magnesio
  • muco composto da glicosaminoglicani e glicoproteine
  • composti antibatterici come perossidasi e immunoglobuline A
  • enzimi come a-amilasi, lisozima (antibatterico), lipasi, fosfatasi acida, lattoperossidasi, superossido dismutasi, aldeide deidrogenasi
  • cellule umane e batteriche
  • altre sostanze come pepsina

Essa svolge le funzioni di:

  • Solvente: dovuta alla componente sierosa ricca di acqua.
  • Umettante: esercitata dalla componente mucosa che umette il bolo alimentare al fine di evitare, al suo passaggio,lacerazioni all'epitelio boccale ed esofageo.
  • Antibatterica: la presenza di lisozima, ione tiocianato e anticorpi permettono di opporsi alla vita e alla crescita di batteri che vengono introdotti all'interno della cavità orale. Proteggono inoltre dai batteri infettivi mantenendo l'omeostasi della flora boccale.
  • Digestiva: la presenza di ptialina (un α-amilasi capace di scindere i legami ammidi).

L'acidità della saliva durante la secrezione a riposo si trova tra pH 6,5 und 6,9, dopo una stimolazione aumenta a ca. 7,0 fino 7,2. In media è quasi neutrale (pH 7) per evitare la demineralizzazione del dente. In più il notevole contenuto della saliva in Ca2+ promuove una leggera e continua remineralizzazione del dente, finché l'ambiente non diventa acido.

Re- e demineralizzazione del dente

La de- e remineralizzazione del dente,in condizioni regolari, si trova in un sottile equilibrio e dipende delle variazioni e del valore medio dell'acidità della saliva.


Remineralizzazione

Acidità

Demineralizzazione

L'acidità della saliva viene alterata dai cibi e dalle bibite che consumiamo e per esattezza per la de- e remineralizzazione dei denti gioca un ruolo molto importante l'acidità del sottile e viscoso "biofilm" di → flora che copre i denti e la mucosa boccale.

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1.4  Flora boccale

La flora boccale o meglio le società di microorganismi che popolano il cavo boccale è composta da centinaia di tipi batterici e di lieviti, ma anche di miceti e virus.

Flora boccale
In condizioni "normali" sono commensali e vivono tra di loro in sottile equilibrio. Formano un efficace recinto contro la colonializzazione (adesione) di germi patogeni provenienti da alimenti; quest'ultimi attraverso la saliva vengono convogliati nello stomaco dove sono "neutralizzati" grazie alla grande acidità stomacida. Pare che la flora vari parecchio secondo la regione in cui si vive, secondo fattori individuali e secondo le abitudini alimentari.



B. Streptococcus mutans
La maggior parte della flora boccale commensale consiste in vari tipi di Streptococchi, seguiti da Granulicatella adiacens e famiglie più rare come ad esempio Actinobacillus actinomycetemcomitans, Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythensis, Fusobacterium nucleatum, Prevotella intermedia, Campylobacter orale, Eikenella corrodens, Treponema denticola, Gemella haemolysans, ...


Demineralizzazione
batterica

Bifidobacterium
dentium

Esemplari frequenti della flora boccale sono lo Streptococcus mutans e il Bifidobacterium dentium che usano come nutrimento zuccheri semplici e li trasformano in acido lattico. L'acido lattico, come tutti gli acidi, è un solvente per i minerali calcari (in questo contesto, di smalto e dentina) che si depositano sul dente sotto forma di tartaro. Essendo molto duro, appiccicato al dente e poroso, il tartaro forma una "tana" per la flora e specialmente per streptococcus mutans. Quindi questo può invadere lo smalto, la dentina e bucare i denti: si parla così di carie.

Ma non solo gli zuccheri partecipano a questo meccanismo: anche resti di amidi alimentari vengono trasformati dalla a-amilase ptialina nella saliva in zuccheri semplici, nutrimento per il streptococcus mutans che li trasforma in acido lattico.

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1.5  Omeostasi minerale


Omeostasi di minerali

L'omeostasi tra demineralizzazione e remineralizzazione del dente si raggiunge tenendo in equilibrio:

  • l'acidità boccale
  • la proliferazione di streptococcus mutans nella placca (biofilm dentale, flora boccale).

Il metodo più pratico per mantenere questo stato di cose consiste nel:

  • risciacquarsi la bocca con un sorso d'acqua di rubinetto dopo aver consumato un cibo o una bibita acida e/o dolce
  • lavarsi i denti almeno una volta al giorno per allontanare resti di amidi e zuccheri: così i batteri di streptococcus mutans non hanno più nutrimento.

Se non si riesce a fare questo, dopo un pò di tempo

  • si forma uno sottile strato di tartaro che può togliere solo il dentista o la sua igienista e se non lo si fa
  • si forma la carie.


2.  Igiene dentaria / gengivale

2.1  Igiene dentale per bimbi

Riporto anzitutto il paragrafo sull'igiene dentale dei bimbi situato in Galenica domestica.

L'igiene dentale è importante per i bimbi fin da quando spuntano i dentini. Così si evitano carie, mal di denti e otturazioni / estrazioni già prima dell'asilo nido.

Ci sono tre regole banali per raggiungere questo obiettivo:

  • è meglio che il bimbo beva dalla tazza (quando riesce) piuttosto che dal biberon.
    Se si usa il biberon: preferibilmente bibite non addolcite / acidulate!
  • fargli risciacquare la bocca con l'acqua di rubinetto dopo ogni (anche piccolo) pasto o dopo bibite addolcite / acidulate.
    In Svizzera, l'acqua potabile è di prima qualità e normalmente più preziosa dell'acqua in bottiglia. Inoltre, ai bimbi piace giocare con l'acqua che esce dal rubinetto.
  • fargli lavare i denti prima di andare a letto.
    Ai bimbi piace particolarmente se questo è integrato in un piccolo rituale come p.es.: pigiama → lavarsi i denti → risciacquare → a letto → storiella → bacio → spegnere la luce. Importante anche scegliere uno spazzolino per bambini soffice e di loro gusto.

Due sostanze sono da ritenere responsabili del deterioramento dei denti quando si trovano a lungo in contatto con loro:

  • gli acidulati perché attaccano lo smalto dei denti,
  • gli zuccheri perché sono il substrato per i batteri della carie.

La frutta e i succhi di frutta contengono tutte e due le sostanze.

Visto che ai bimbi piacciono gli zuccheri presenti in dolciumi, caramelle, miele, bibite addolcite, ... (ne hanno d'altronde bisogno e più tardi anche di acidulati) basta assicurarsi che i denti non siano in continuo o a lungo contatto con queste sostanze. Le tre misure cui sopra garantiscono una prima dentatura esente da carie.

Anche i carboidrati (come pasta, patate, riso, pane, ...) sono blandamente procariotiche perché l'amilasi della saliva trasforma continuamente piccole dosi di carboidrati in glucosio (zucchero).

I surrogati degli zuccheri invece non favoriscono la carie, ma aumentano smisuratamente l'appetito (e quindi il peso corporeo) e sono sospettati di promuovere lo sviluppo del diabete II.

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2.2  Igiene dentale per adulti

L'igiene giornaliera corrisponde esattamente a quella dei bimbi. Inoltre conviene una visita annuale dal dentista per un controllo e per togliere ev. la formazione di tartaro.

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2.3  Spazzolini da denti


Lo spazzolino o dei rametti di tiglio masticati da un lato fanno da "spazzola" per togliere dai denti i resti dei cibi.

Ci sono innumerevoli tipi di spazzolini, anche modelli elettrici che ad alte velocità di vibrazione sono molto efficaci. Se non si sa cosa scegliere è meglio chiedere un parere al dentista o all'igienista.

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2.4  Dentifrici

Durante la mia infanzia i denti si pulivano con la polvere di carbonato di calcio precipitato mentolato: si immergeva lo spazzolino bagnato in una scatoletta dove era riposto e si procedeva alla pulizia.

Per togliere i resti dei cibi appiccicati ai denti si usano spazzolini:

  • con una durezza non superiore a 2 Mohs per evitare l'abrasione meccanica dello smalto con una durezza di 5 Mohs o della dentina con una durezza di 3 Mohs.
    • lo spazzolino o dei rametti di tiglio masticati da un lato fanno da "spazzola" per togliere i resti dei cibi
    • ev. con l'aggiunta di polveri fini e "molli" come talco, carbone attivo o carbonato di calcio precipitato ("gesso"), ev. con l'aggiunta di bicarbonato di sodio si crea un ambiente interdentale alcalinizzato. Come correttori di gusto si usano volentieri le polveri mentolate.

I dentifrici di oggigiorno consistono in paste che servono per avere dei denti puliti, più bianchi e brillanti come ci fa credere la pubblicità dell'industria cosmetica.

Nei supermacati si trova una vastissima scelta di dentifrici confezionati. Se non intendete produrre un vostro dentifricio domestico e siete indecisi sul prodotto confezionato, chiedete al vostro dentista.

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2.5  Risciacqui

In commercio vi sono anche moltissimi risciacqui confezionati, spesso con l'aggiunta di fluoramido per sollecitare la remineralizzazione dei denti.


Cura gengive

Risciaqui gengivali

A chi non ha delle patologie dentali o gengivali, per risciacquarsi la bocca, serve anche solo dell'acqua di rubinetto


A chi invece ha problemi gengivali servono preparati domestici come quelli citati sopra.

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2.6  Alcalinizzanti confezionati

Esistono delle caramelle confezionate che:


Didascalia

  • alcalinizzano la saliva (con bicarbonato di sodio e calcio)
  • remineralizzano i denti grazie al contenuto di calcio
  • hanno un gusto fresco e sono leggermente anestetizzanti grazie al contenuto di mentolo
  • e sono naturalmente dolci e carieprottetive grazie al contenuto di xilitolo

Sono distribuiti p.es. dalla MIGROS sotto il nome CandidaClassic® e costano ca. -.10 cts. al pezzo.

3.  Ingredienti polverosi in dentifrici

3.1  Carbonato di calcio precipitato


CaCO3

"gesso" ev. mentolato

Ca2+CO32-    densità: 2.7 g/cm3; durezza: 2 Mohs; colore: bianco; pH 8 ... 10

La polvere di "carbonato precipitato" (ev. mentolato) è un ottimo dentifricio in quanto pulisce bene senza scalfiggere il dente (Hohs 2), è alcalinizzante (pH 8 ... 10) e promuove la remineralizzazione dei denti grazie al contenuto di calcio.

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3.2  Carbone

... vegetale, ... attivo, ... di legna, ... artificiale, carbonella



C    densità: 2.09 ... 2.23 g/cm3; durezza: 1 ... 1.5 Mohs; colore: nero

Il carbone vegetale è raramene usato in preparati dentali per evidenti motivi. Di solito si usa il "carbone attivo" (dal farmacista) che funge da "spugna" per batteri e molecole grosse. Per persone con alitosi e/o una saliva molto densa è invece un ottimo preparato: basta risciacquare molto bene i denti dopo la pulitura per levare la patina nera dai denti. Il carbone vegetale è abbastanza alcalinico grazie ai residui minerali (potassio) che contiene.

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3.3  Talco

ev. mentolato


Mg3Si4O10(OH)2    densità: 2.82 g/cm3;durezza: 1 Mohs; colore: bianco - grigiastro - verdastro

A volte il talco è usato in preparati per bimbi, perché la durezza è minima. In questi casi si usa il talco mentolato (dal farmacista) ev. con un pò di bicarbonato per alcalinizzarlo maggiormente.

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3.4  Solidi vegetali


Patometabolismo boccale

Come durezza abrasiva potrebbero andare bene delle polveri vegetali, come alcalinici meno e sono da sconsigliare perchè le fibre di cellulosa della quale sono formati vengono decomposte man mano in glucosio dalla ptialina nella saliva: nutrimento per il bifidobactero dentalis e lo streptococco mutans che li trasformano poi in acidi cariogeni.

4.  Ingredienti in dentifrici pastosi

Nei dentifrici pastosi si usano anzitutto gli ingredienti polverosi elencati prima (solidi) ai quali si aggiungono sostanze liquide fino al punto in cui le polveri rimangono in sospensione.

Sospensione significa che delle piccolissime particelle di solidi (di pochi millesimi di millimetro di diametro) non sedimentano grazie alla viscosità del liquido nel quale galleggiano: la controforza viscosa è simile al peso delle particelle.


4.1  "Pastificanti"


Glicerolo

Per mantenere pastoso un dentifricio si aggiunge alla pasta acquosa / polverosa una piccola quantità di glicerina (glicerolo)

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4.2  Correttori del gusto

Ci sono innumerevoli "correttori di gusto". I più usati per i dentifrici sono:


Cristalli di xilitolo
  • il sale come salivastimolante e conservante
  • la menta o il mentolo in forma di infusione o di olio essenziale con proprietà rinfrescanti e leggermente anestetiche
  • la liquirizia (decotto della radice) come dolcificante innocuo per i denti
  • il xilitolo in polvere come dolcificante, l'unico zucchero a me noto con doti carieprottetive

I dolcificanti sono specialmente richiesti in dentifrici per i bambini

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4.3  Neutralizzanti / alcalinizzanti


Bicarbonato
di sodio

La maggior erosione dello smalto è causata da un ambiente acido. Bisogna neutralizzarlo (p.es. risciacquando bene con acqua) o renderlo leggermente alcalinico (p.es. usando un minerale come il calcio) o si può aggiungere una sostanza alcalinizzante come il bicarbonato di sodio Na+• HO3‾ → NaHO3 a minerali poco alcalinici come il carbone o il talco.

Il bicarbonato è solido ma solubile in acqua e in ingredienti acquosi. Un dentifricio domestico va sempre controllato con le "cartine arcobaleno" ed ev. si imposta un valore pH sopra 7 usando il bicarbonato.

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4.4  Mucoprotettive


Geum ubanum

Le migliori mucoprottetive boccali a me note per le gengive delicate sono


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4.5  Modificatori di saliva e muco

Per stimolare la salivazione serve il sale da cucina.


Malva sylvestris
A chi ha un muco molto denso e "collante" servono mucillaginosi, sialagoghi sia amari che espettoranti:
I mucillaginosi promuovono la produzione di muco sulle mucose (maggiormente dell'apparato digestivo). Sono erbe che contengono alte dosi di sostanze mucotiche come:
Amari:
  • puri: genziana, centaurio, assenzio, ...
  • con mucolasi: tussilago, canapa, ...
  • con astringente: asclepia, ....
Espettoranti:

Sciolgono il muco abbassandone la viscosità:

  • anice, finocchio, menta, eucalipto e timo.


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4.6  Astringenti

Gli astringenti si usano per le gengive che sanguinano facilmente. I più usati nella cura delle gengive sono:


Salvia officinalis

Agrimonia_eupatoria Eupatoria Alchemilla vulgaris Alchemilla Bellis perennis margheritina Camellia sinensis Tè nero e verde Geum urbanum cariofillata Hamamelis virginiana Amamelide Polygonum bistorta Poligonio Potentilla erecta Tormentilla Quercus quercia Salvia officinalis salvia


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4.7  Smaltosigillanti

A volte, come prevenzione alla carie, si usano smaltosigillanti.


Raccolta mastice
di lentisco

Nei paesi arabi, chi mastica ancora il mastice del lentisco, forma automaticamente una sottilissima vernice sul dente: invisibile, protettiva e molto resistente alle erosioni meccaniche e chimiche.

Visto che al nostro palato, la masticazione di questa resina amara è sgradevole, conviene preparare la vernice e aggiungerla al dentifricio fatto in casa.

 


Preparazione vernice
di mastice (Tinct.)

Procedura di preparazione:

  • Si imballa il mastice in un sacchetto di garza e si mette in un vaso a chiusura ermetica.
  • Poi si aggiunge da 3 ... 5 volte il peso del mastice in alcol alimentare a 96% (farmacia) e
  • si mette il vaso chiuso in inverno sul riscaldamento o al sole d'estate.
  • Si lascia macerare per una settimana, agitando giornalmente il vaso.
  • Poi si toglie il sacchetto che contiene tutte le sostanze non solubili nell' alcol come minerali, cellulosa, ... e
  • si mette al fresco la vernice rimasta in un recipiente scuro a chiusura ermetica , pronta per l'uso


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4.8  Anaflogistici

Anaflogistici it.Wikipedia

Il trattamento delle infiammazioni richiede conoscenze terapeutiche, perché rimane un palliativo il limitarsi al trattamento dei soli sintomi:


Matricaria chamomillae


Nota: La camomilla è un ottimo anaflogistico solo negli estratti oleosi come l'olio cotto e l'olio essenziale. Questi preparati sono da legare con la glicerina prima di aggiungerli agli ingredienti acquosi e polverosi di un dentifricio.


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4.9  "Analgesici"


Xylocain®

Per le gengive dolenti si usano:

  • Xylocain Gel
  • Aeth. di chiodo di garofano

Anche i preparati di menta hanno un effetto leggermente anestetizzante.

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4.10  "Antibiotici"


Olii essenziali

Quasi tutti gli oli essenziali e la fluorexidrina fungono da antibiotici vegetali. La Malaleuca, il Mirto e la Lavanda sono i più consoni alla preparazione di dentifrici

5.  Galenica di dentifrici

5.1  Ricette tipo

Il dentifricio più semplice è:
Rp.: Dentifricio a)

  • uno spazzolino da denti e
  • l'acqua dal rubinetto

non è curativo ma è una ottima prevenzione perché toglie dai denti i resti del cibo e alcalinizza leggermente la bocca.

Chi intende aggiungere sostanze abrasive
Rp.: Dentifricio b)

  • sullo spazzolino mette polvere di
    • carbonato precipitato (remineralizza e alcalinizza), oppure di
    • carbone attivo (assorbe parzialmente i microorganismi nel biofilm dentario) almeno ogni tanto per chi soffre di alitosi oppure
    • il talco puro o mentolato per i dentini delicati dei bimbi.

Chi invece intende produrre un dentifricio in pasta lo può comporre a suo gusto o necessità ricorrendo agli ingredienti descritti sopra. Un esempio per una pasta semplicissima ed efficace è la seguente:

Rp.: Dentifricio c)
Pulv. Carbonato di calcio precipitato gr 30 remineralizzante, alcalinizzante, abrasivo senza scalfiggere
Decoct. Salviae ml q.s. ca. doppio della polvere: astringente, mucosaprottetivo
Gran. Sale da cucina finissimo pizz. III conservante, salivastimolante
Liqu. Glicerina gtte q.s. ca. XX gtte / 100 ml: "pastificante", conservante

Abbreviazioni

Si nota che la preparazione richiede un pò di esperienza domestica:
occorre una certa relazione tra polvere e acquosi per ottenere una pasta degna di questo nome e questo bisogna più "sentire" che misurare.
Perché la pasta con il tempo non diventi "gesso" conviene evitare l'evaporazione dell'acqua aggiungendo glicerina nell'ordine di grandezza di ca. XX goccie per 100 ml di pasta.

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5.2  Variazioni

Sulla base della Rp.: Dentifricio c) si possono creare ricette a volontà secondo ogni immaginabile gusto, scopo curativo o preventivo sopra descritto, usando i seguenti tipi di ingredienti:

Pulv. Xilitolo ca. 1/3 della polvere abrasiva come dolcificante anticarie
Decoct. secondo la patologia ca. x 2 della polvere abrasiva: preventivi / curativi per ...
Tinct. secondo la patologia mass. 20% dei liquidi: preventivi / curativi per ...
Aeth. p.es. Melaleuca, lavanda, mirto, ... mass. 5% del totale: come antibiotici
Soluz. Chlorhexidini mass. gtt. X per 100 ml come antibiotico

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5.3  Conclusione

Arrivati a questo punto dovreste avere tutte le coordinate per creare un dentifricio perfetto per le vostre esigenze:

  • riflettete bene sulle difficoltà dentarie e gengivali
  • preparatevi una ricetta individuale con gli ingredienti che vi sembrano adatti,
  • annotatevi anche le quantità stimate di ogni ingrediente
  • e poi mettete le mani in pasta, osservando i risultati e correggendo la vostra ricetta.

Alla fine usate il vostro preparato e osservate bene i pregi e difetti per poi correggerli nella prossima preparazione.

Per domande rivolgetevi a Bianca o Peter o mettetelo nel Forum Galenica.

Buon divertimento

6.  Allegati

6.1  Commenti

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