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Disturbi umani III

Disturbi specifici, Morte

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Categoria: Enciclopedia Patologia Terapia ?

Il presente testo è stato revisionato, illustrato e linkato da Daniela Rüegg in base alla
dispensa Malattie e disturbi umani

Scritti correlati:

CSA: MmP: Sitografia


1.  Disturbi e cure umane specifiche

e delle malattie specifiche organiche

La medicina popolare conosce, tratta o assiste nella cura di tante malattie, specialmente:

  • disturbi banali come il raffreddore, il mal di gola, le punture di insetti, l'epistassi (sangue dal naso)
  • malattie croniche come i reumatismi, le vene varicose, ...
  • malattie e disturbi d'infanzia, in gravidanza e in età avanzata.

La problematica dell'impresa non consiste tanto nel "conoscere un rimedio" quanto nel "riconoscere la malattia", il chè spesso è tutt'altro che banale. Chi sbaglia, "da il rimedio giusto per la malattia sbagliata", come disse mia nonna e:

  • non funziona: cosa che ingiustificatamente lede la reputazione del rimedio;
  • sembra funzionare (perché l'organismo si sarebbe forse autoguarito più efficacemente senza rimedio, cosa che ingiustificatamente glorifica la reputazione del medicamento);
  • evita o ritarda un trattamento appropriato: che per certe malattie può essere fatale (a chi gli capita come curatore è un pericolo pubblico).

Nel nostro esercizio naturopatico è impressionante la quantità di errori diagnostici e di valutazione che incontriamo e bisogna stare al massimo attenti ad "autodiagnosi", pareri di "conoscenti che se ne intendono", strani curatori ma anche medici (spesso specialisti) che si fissano su un qualche sintomo o disturbo di terzo rango, ignorando delle funzioni elementari.

Per questi motivi non pubblichiamo dei "ricettari" isolati da contesti anatomici, fisiologici e patologici. Agli interessati li insegniamo p.es. in corsi e seminari come:

  • Materia Medica Popolare,
  • Terapie ortomolecolari per dei disturbi psichici,

e li trattiamo nelle relative dispense.

Di seguito un elenco di temi trattati in merito durante i corsi e i seminari che dà una vaga idea limitata dell'ampiezza dei disturbi e delle difficoltà di identificarli con precisione.


1.1  Apparato digerente

Patologie digerente dispensa MmP

Molto bene. Ho infilato la voce per elicobattero. Se vai avanti così, man mano infilo anche i seguenti.8>)_daniela February 28, 2009, at 07:02 PM

Cavità boccale patologia dispensa PT 5.2

Stomaco patologia dispensa PT 5.2

Disturbi intestinali patologia dispensa PT 5.2

Infezioni del tratto gastro-intestinale patologia dispensa PT 5.2

Ricettario antiparassitario intestinale patologia dispensa PT 5.2

Ricettario cole-epatico patologia dispensa PT 5.2

Ricettario cistifellea patologia dispensa PT 5.2


1.2  Malnutrizione

Malnutrizione generale

Malnutrizioni specifiche


1.3  Metabolismo

Disturbi di acido urico (gotta, artrite urica)Gotta

  • Terapia ortomolecolare PDF

Lipidemie

  • Valori di referenza colesterolo Colesterolo
  • Diete e valori ematici lipidici NON TROVO IL LINK
  • Relazioni tra colesterolo totale, HDL e trigliceridi NON TROVO IL LINK
  • Cause di lipidemie NON TROVO IL LINK
  • Terapia di mancanze movimentali NON TROVO IL LINK
  • Terapie di sottofunzioni epato-biliari NON TROVO IL LINK
  • Terapie di disturbi metabolici

GlicemiePDF

  • Carboidrati, lipidi, proteine e metabolismo energetico NON TROVO IL LINK
  • Disturbi di tolleranza al glucosio: NON TROVO IL LINK
  • Misure paliative e preventive per i disturbi vasali e neurologici correlati: NON TROVO IL LINK


1.4  Malattie respiratorie


1.5  Apparato cardiovascolare

Ematico

  • Anemia per mancanza di ferro
  • Fibrinolitici (emolitici, trombolitici)PDF
  • Anemia mancanza B12 / acido folicoPDF
  • CoagulantiPDF
  • Antiflogistici sistemici e localiPDF

Cardiaco

Cardiovascolare

Linfatico malattie linfatiche


1.6  Apparato escretorio


1.7  Apparato procreativo

Fitofarmaci per l'apparato genitale femminile

Infezioni

Disturbi funzionali femminili

Disturbi organici


1.8  Apparato tegumentario

Fitoterapia dermica: Patologia e terapie dermiche PT2

Infezioni

Degenerazioni

Traumi


1.9  Apparato motorio

Osteoporosi e malattie ossee

Artrite, artrosi

Muscolari, tessuto connettivo


1.10  Malattia degli organi di senso

Occhi patologia dispensa PT 3.2

Orecchie patologia dispensa PT3.2


1.11  Sistema ormonale

Tiroidismo

Diabete mellito (terapie palliative)


1.12  Sistema nervoso

Nervoso centrale


Nervoso periferico


Dolori
penso che conviene di mettere i .ppt in .html. Mi metta al lavoro. bianca March 14, 2009, at 01:33 PM
Non so come fare:ho trovato ma è il seminario che hai fatto in PPT. Nel lavoro della Bianca non ho trovato granché.

  • Dolore e analgesici nella medicina tradizionale
  • Oppiacei
  • Analgesici antipiretici
  • Integratori alimentari coinvolti


1.13  Malattie dei sistemi gestionali


Generali


Recuperativi

  • Disturbi di sonno NON TROVO IL LINK
  • Stanchezza cronica NON TROVO IL LINK
  • Stress cronico


Emotivi

  • Ansia ed eccitazione NON TROVO IL LINK
  • Depressioni NON TROVO IL LINK


Mentali

  • Psicosi e nevrosi NON TROVO IL LINK


1.14  Disturbi pediatrici

Malattie infettive

Digestione

Malattie respiratorie

Malattie dermiche


1.15  Disturbi durante la gravidanza

Disturbi di digestione

Cardiovascolari

Mal di schiena/sciatica

Metaboliche

Tossicemia

Supplementi alimentari


1.16  Disfunzioni geriatriche

Apparato cardiovascolare

Organi di senso specifici

Sistemi riproduttivi

Cervello e capacità mentali


2.  La morte

La morte è definita come termine della vita di un individuo, descritta in senso medico come sequenza di deficienze funzionali irreversibili di:

  • Respirazione.
  • Circolazione.
  • Sistema nervoso centrale.

È trattato il seguente argomento:
Fasi della morte


2.1  Fasi della morte

Si distinguono quattro fasi:

  • Morte clinica: arresto circolatorio completo con i sintomi:
    Mancanza di pulsazione della carotide (sintomo circolatorio).
    Mancanza di respirazione (sintomo respiratorio).
    Pupille completamente aperte (sintomo neurovegetativo).
    Colore cianotico di derma e mucosa (secondo sintomo circolatorio). Potenzialmente reversibile entro breve tempo con delle appropriate misure di rianimazione e dei mezzi tecnici.
  • Morte corticale: cedimento delle funzioni coscienti del sistema nervoso centrale: coma. È possibile la sopravvivenza "vegetativa" anche per molto tempo se è garantito l'approvvigionamento di nutrienti e l'escrezione ev. con mezzi tecnici.
  • Morte cerebrale: cedimento di funzioni anche vegetative cerebrali: criterio per la morte vegetativa di un individuo. Eventualmente sono mantenibili delle funzioni vegetative per un certo periodo e secondo i centri vegetativi lesi, cioè: respirazione, circolazione, nutrizione, escrezione con mezzi tecnici.
  • Morte biologica: necrosi di tutti gli organi.


2.2  Cause della morte

Sono trattati i seguenti argomenti:
Cause fisiologiche Cause metabolichee Cause patologiche

Cause fisiologiche

Fisiologicamente il cedimento di ciascuna delle tre funzioni:

  • respirazione,
  • circolazione,
  • neurovegetativo,

porta alla morte.

A mancante respirazione per impedimento delle vie respiratorie o paralisi della muscolatura respiratoria o neurogeno manca l'ossigeno per il metabolismo energetico delle cellule che porta prima alla morte cerebrale perché cedono dopo poco tempo le funzioni di controllo e comando nervoso.

A mancante circolazione per arresto cardiaco neurogeno o paralisi della muscolatura cardiaca o ipovolemia manca l'ossigeno per il metabolismo energetico delle cellule che porta prima alla morte cerebrale perché cedono dopo poco tempo le funzioni di controllo e comando nervoso.

A lesioni di centri neurovegetativi elementari per intossicazione endogena o esogena o per necrosi o mancante ossigeno o glucosio, segue la perdita di controllo e di comando di funzioni respiratorie o circolatorie che sono letali.


Cause metaboliche

Metabolicamente si muore di:

  • Mancanza energetica:
    • Ossigeno -> "soffocamento" cellulare (respiratorio, circolatorio).
    • Glucosio -> "affamamento" cellulare (digestivo, circolatorio).
  • Mancanza d'acqua (disidratazione con choc ipovolemico, a livello cellulare: digestivo, circolatorio o elettrolitico).
  • Intossicazione/destabilizzazione omeostatica (interna -> p.es. iperuremia per crollo renale; esterna -> p.es. eccessivo consumo di alcool); a livello cellulare destabilizzazione elettrolitica / intossicazione cellulare.
  • Cedimento di controllo e comando nervoso con crollo delle funzioni respiratorie, digestive o circolatorie.


Cause patologiche

Statistica delle cause di morte (Germania 1965 ... 1990): per 100'000 uomini a sinistra, 100'000 donne a destra.


2.3  Domande giuridiche


Tipo di morte

Per dei motivi giuridici si distingue tra morte naturale (malattia, senescenza, ... ) e morte forzata (incidente, suicidio, ... ). La morte forzata deve essere immediatamente annunciata alla polizia.


Attestato di morte

Esso deve essere riempito dal medico e contiene una parte amministrativa per le relative istanze e una parte confidenziale che serve per la statistica sulle cause di morte, ai fini di poter rilevare dei dati epidemiologici sulla mortalità in generale e la morbosità di determinate malattie.


2.4  Accompagnamento alla morte

Sono trattati i seguenti argomenti:
Accompagnamento alla morte Assistenza alla morte ed eutanasia

Morire è il periodo tra l'inizio dello spegnimento delle funzioni vitali e la morte. Ci sono sia delle cliniche (ospizi) sia delle persone specializzate che si dedicano al difficile compito di accompagnare le persone durante questo trapasso, quando né familiari né ospedali sono in grado di farlo.

L'accompagnamento alla morte è la cura dei moribondi che consiste nell'applicazione di tutte le misure disponibili:

  • per rendere più sopportabili i disagi e i dolori,
  • dedicandosi completamente alla persona e
  • soddisfacendo le sue esigenze particolari.


Assistenza alla morte ed eutanasia

L'assistenza alla morte (eutanasia) consiste in comportamenti di alta rilevanza morale ed etica determinata da tanti fattori socioculturali. Comprende la facilitazione della morte e la diminuzione dei dolori di una persona irriversibilmente ammalata. È da distinguere cautamente l'assistenza alla morte (palliativa) dall'assistenza per la morte (eutanasia attiva e passiva).


Eutanasia attiva diretta e indiretta e assistenza al suicidio

  • L'assistenza medica alla morte tramite antidolorifici che non comprenda una diminuzione della durata di vita, non solo è concessa ma spesso indicata, anche se questa misura palliativa causa delle alterazioni di coscienza.
  • L'eutanasia attiva diretta come mirata abbreviazione della vita è legalmente non concessa, anche se si tratta di un espresso, sincero e immutabile desiderio del moribondo.
  • L'assistenza al suicidio rimane legalmente impunita. I limiti verso l'eutanasia attiva diretta sono, d'altronde, individualmente parecchio fluttuanti e di non facile valutazione giuridica. In Svizzera si occupano delle organizzazioni come EXIT di questo compito sociale e con vari commenti pubblici.
  • Impunibile rimane una misura che ha come scopo l'allentamento di dolori e comporta come effetto collaterale una possibile diminuzione poco rilevante della vita (cosiddetta eutanasia attiva indiretta).


Eutanasia passiva

"Lasciar morire" cioè astenersi da misure che prolungano la vita in caso che:

  • Sembra vano il proseguimento dell'attuale o di un'ulteriore cura.
  • È temibile un prolungamento dell'agonia.
  • Non è probabile un prolungamento della vita, ma il rischio di protrarre la morte mette il medico davanti a difficilissime valutazioni sia cliniche sia umane.

Davanti a questa situazione ci sono le seguenti (e non esaurienti) regole:

  • Se il moribondo desidera la protrazione della terapia, la sua volontà è da rispettare anche se è valutata vana dal medico.
  • Il cedimento terapeutico è comunque concesso dopo cauta consultazione e documentazione medica di comune accordo con il moribondo.
  • Se manca un'espressione attuale di relativa volontà del moribondo, è corretto da parte del medico interrompere le misure terapeutiche, limitandosi a misure palliative della riduzione dei dolori e disagi.
  • Una cura intensa, al di là della morte cerebrale, non è permessa dal legislatore.


2.5  Morte, cultura e lavoro sul lutto

Trattare con la morte
Chi intendesse approfondire il tema (sarebbe opportuno per ogni terapista), legga il seguente libro:

KAST, Verena: "L'esperienza del distacco" (lutto, perdita, abbandono ecc.) Ed. RED

La morte di una persona, il relativo comportamento e lo stato d'animo delle persone socialmente, relazionalmente ed emotivamente coinvolte, hanno una rilevante dimensione sia socioculturale sia psichica.

A livello culturale si onora il defunto con cerimonie, rituali e abitudini commemorative fortemente legate a credenze spirituali e religiose, dando conforto solidale ai superstiti.

Nel tessuto sociale viene a mancare una persona con le sue competenze, compiti e responsabilità nonché i suoi beni e debiti. Per i superstiti si tratta di regolare e di riorganizzare per quanto sia possibile la nuova situazione.

A livello emotivo-relazionale ciascun superstite coinvolto deve fare i conti con la nuova situazione e spesso con se stesso; non solo per quanto riguarda le strutture e i loro funzionamenti della vita relazionale modificati, ma spesso è anche una motivazione per rivedere e cambiare sotto l'influsso di forti emozioni la propria struttura e il proprio funzionamento psichico. Il terapista si trova spesso nella condizione di dover affrontare queste situazioni con un suo cliente durante una terapia. È una parte nobile del nostro mestiere, ed è bene intendersene.

Prendendo la morte di una persona cara come forzato e imposto stimolo per un processo psichico coscientemente vissuto ed elaborato, usando un termine moderno chiamato "lavoro sul lutto". Come ci insegna la Signora Kast, il lutto ha una dimensione processuale psichica che segue certe tappe e un determinato percorso. Come lavoro è sempre duro e lungo. Se malfatto, si perpetua. Può diventare la causa di futuri disagi scomodissimi di tipo rimozione, idealizzazione e condizionamento mentale come può evolversi, a fonte dei propri mutamenti nobilissimi, verso un'identità più autonoma e soddisfatta, equilibrata e sicura.

©2003 by P. Forster e B. Buser Fr. 19.­

© 2005 P. Forster & B. Buser

via Tesserete, CH-6953 Lugaggia, Switzerland

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3.  Annessi

3.1  Immagini


3.2  Indice originale FTP 2

  • 0 Sintomi, visita, diagnostica, cura
    • 0.1 Anamnesi, Sintomi, diagnosi
    • 0.2 Visita, ispezione, analisi
    • 0.3 Diagnostica e valutazione degli indizi
    • 0.4 Cura e guarigione
  • 1 ... 8 Malattie e disturbi in generale
  • 1 Malattie genetiche
  • 2 Malnutrizione
    • 2.1 Fabbisogni e deficienze qualitative
    • 2.2 Fabbisogno e deficienze quantitative
    • 2.3 Composizione quantitativa
    • 2.4 Disturbi nutrizionali e di peso
  • 3 Degenerazioni e lesioni
  • 4 Neoplasmi, tumori e cancro
  • 5 Infiammazioni e reazioni allergiche
    • 5.1 Processo infiammatorio
    • 5.2 Reazioni sistemiche infiammatorie
    • 5.3 Allergie e choc anafilattico
    • 5.4 Misure antinfiammatorie
    • 5.5 Antidolorifici
    • 5.6 Antinfiammatori
  • 6 Autoimmunità
  • 7 Traumi da agenti fisici e chimici
  • 8 Organismi patogeni e infezioni
    • 8.1 Tipi di infezioni
    • 8.2 Sintomi di malattie infettive
    • 8.3 Metodi diagnostici
    • 8.4 Metodi per combattere i germi
    • 8.5 Cura di malattie infettive
    • 8.6 Infezioni parassitarie
    • 8.7 Infezioni di miceti, funghi
    • 8.8 Infezioni protozoiche
    • 8.9 Infezioni batteriche classiche
    • 8.10 Infezioni virali classiche
    • 8.11 Ricksettie e Clamidi
    • 8.12 Prioni
    • 8.13 Vaccinazioni
  • 9 Elenco dei disturbi e delle malattie
  • 10 La morte


3.3  Sitografia

alla pagina Disturbi umani III

Links per dei singoli temi vedi sotto i singoli titoli sopraindicati!

Google: ?categoria? ?categoria? ?categoria?

Ricettario Foglietti MedPop: tzuuihoij

Conferenze MedPop:

?conferenza?:
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Medicina popolare:

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Terapisti complementari CSA

forma forma

it.Wikipedia:



3.4  Organizzazioni



3.5  Bibliografia



3.6  Impressum

1a edizione 1999:
Autore: P. Forster a cura di Bianca Buser, Benedetta Ceresa
2a edizione 2002: a cura di Mario Santoro
3a edizione 2009: a cura di Daniela Rüegg


3.7  Commenti


3.8  Allegati

Pagine correlate

Pagine nel gruppo Anatomia & Fisiologia umana FTP 1:

Pagine nel gruppo Galenica FTP 4:


Motori di ricerca


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