Recent Changes - Search:

Pagine di servizio

Gruppi

Pagine in allestimento

Strumenti

Domini correlati

PmWiki

pmwiki.org

edit SideBar

TinteRYB

HOME .php .html .pdf ? ? ? ? ?
P. Forster
a cura di Daniela Ruegg

1.  Miscele di tinte e colori


Miscele sottrattive, pigmentose

Miscele addditive, luminose



Miscele materiali (pigmenti, inchiostri) si chiamano sottrattive per distinguerle dalle miscele luminose chiamate additive.


La distinzione è utile in quanto dalla miscela luminosa risultano altri colori rispetto la miscela pigmentosa. P.es. giallo&blu pigmentoso → verde (Y&B→G), mentre giallo&blu luminoso → grigio (Y&B→W/K).

Miscela:

pigmentosa (sottrattiva):       &                  luminosa (additiva):       &           

Si nota che le miscele pigmentose sono sempre più scure, le luminose più chiare del colore iniziale più scuro.

◦⦆─────⦅◦

1.1  Miscele sottrattive / pigmentose

YRB / RYB

Da lungo tempo l'umanità si serve di tinte e colori per variare la superfice di oggetti. Ai tempi si usavano prevalentemente dei minerali polverizzati (pigmenti in architettura) e degli estratti di piante e frutta (inchiostri in tessitura).

Con la miscela di tinte di diverso colore si facevano apparire nuove tonalità come p.es.:


Miscele (sottrattive) di tinte pigmentose
  • giallo & azzurro → verde (Y&B → G)
  • giallo & rosso → oro, arancione (Y&R → O)
  • rosso & blu → porpora, viola (R&B → V)
Dalla miscela tra verde & arancione, verde & viola, arancione & viola risultano marroni grigiastri di diverse tonalità e dalla miscela di giallo & rosso & blu e di arancione, verde e viola risultano dei grigi.
L'aggiunta di bianco a tutte queste tinte li chiarisce, il nero li scurisce e le due assieme li ingrigisce.


In mestieri artistici si usano ancora delle scale basate su giallo, rosso e blu YRB o RYB , anche se non sono numericamente standartizzate.

Miscele YRB / RYB

Per delle miscele YRB/RYB non esistono algoritmi per dei calcoli e forse non esisteranno mai a causa di problemi fondamentali.
Come approssimazione può servire il modello CMYK; almeno è sottrattivo anche se la "banda", in relazione alla banda RYB/YRB, è distorta.,

CMY(K)

Invece di giallo, rosso e blu (YRB) si possono scegliere altri tre "pilastri" basilari sufficientemente distanti tra di loro come ciano, magenta e giallo CMY e con l'aggiunta di nero CMYK (il giallo è difficilmente sostituibile, perché non si riesce a raggiungerlo tramite miscela sottrattiva).

Miscele CMY:   Y       ∩ M       → R                      Y       ∩ C       → G                      M       ∩ C       → B      

∩ → intersezione


Cartucce per stampante CMYK

Il sistema CMYK è divulgato in tipografia cromatica. Molto probabilmente anche la vostra stampante a colori funziona grazie ad essa: le cartucce di colore si chiamano C-ciano, M-magenta, Y-giallo e BK ev. PGBK per nero.

Miscele CMYK

Per ottenere delle miscele eque tra due colori o tinte si calcolano:

  • per le miscele sottrattive, i valori maggiori ↑s in notazione cmyk(↑C,↑M,↑Y,↑K),
  • per le miscele additive, la media Øa in notazione esadecimale Hex#.
C %
M %
Y %
K %
 
R
G
B
 
#    
Credits: ginifab.com

Esempio:
        #abcdef → cmyk(28%,14%, 0%, 0%)         L80%
        #654321 → cmyk( 0%,34%,67%,60%)         L29%
↑s=↑cmyk → cmyk(28%,34%,67%,60%) → (#494322)       %   L23%
Øa=#/2 (paragone) → #888888         L53%


Dall'esempio si nota che le miscele sottrattive e additive divergono sia in tonalità che in luminosità: la miscela sottrattiva (pigmentosa) fornisce un marrone grigiastro molto scuro, mentre la miscela additiva (luminosa) un grigio perfetto un pò sopra la luminosità media.
È poi evidente che per fare dei simili calcoli è richiesto l'uso delle calcolatrici di conversione tra notazione Hex e Cmyk. Di fianco c'è n'è una funzionante. Provare a fare i calcoli dell'esempio. P.es digitare nella casella <#> abcdef (invece di ffffff) e poi premere <Enter> ⏎ : appariranno i valori per CMYK e RGB.

Errori di approssimazione YRB con CMYK


Evidentemente gli errori di approssimazione sono maggiori in complementi pigmentosi come p.es. R←→G rosso e verde (in RGB e CMYK non sono ritenuti complementari).

Il paragone di fianco dimostra le differenze tra i diversi calcoli dei mischi.

◦⦆─────⦅◦

1.2  Miscele additive / luminose

Anche i colori direttamente luminosi si conoscono da sempre dall'arcobaleno e in tempi più recenti da materiali trasparenti colorati come pietre preziose e vetri colorati nelle chiese..


Modello CIE-Lab dei colori

Dopo che Newton ha scoperto e pubblicato all'inizio del '700 le leggi fisiche della luce e dei colori, per gli artigiani delle tinte non cambiò nulla ad eccezione dei professionisti di ottica e astronomia e per i fisici che approfondivano il tema.
La situazione cambiò all'inizio del '900 con l'introduzione dell'illuminazione elettrica di case, fabbriche e strade. L'intensità e il colore della luce diventarono compiti ingegneristici e con essi il misurare e il riprodurre fonti artificiali di luce.

A partire dagli anni settanta del secolo scorso si divulgò la televisione a colori e negli anni ottanta i personal computer con schermi a colori.


Così dopo 350 anni dalla scoperta di Newton anche i principi fondamentali dei mischi luminosi diventarono requisiti indispensabili di tecnologie d'avanguardia. La CIE era ben preparata e mise a disposizione i modellli matematici per la quantificazione delle minime sfumature di colori e per i calcoli delle loro miscele.

Basandosi su questo complesso modello si poteva dedurre un modello relativamente semplice e standartizzabile per l'applicazione comune di descrizione e per miscele additive: Il sistema RGB.

Grazie all'informatica si trovò una notazione (triplo esadecimale) che con solo sei cifre permetteva non solo di distinguere quasi 17 milioni di sfumature di colori ma anche di fare dei calcoli tra di loro (come p.es. per stabilire delle miscele additive).

rosso verde = giallo   ♦     rosso blu = magenta   ♦     blu verde = ciano
rosso giallo = arancione   ♦     rosso magenta = rosso-viola   ♦     blu ciano = ciano-blu
rosso verde blu = bianco   ♦     giallo magenta ciano = bianco

∩ → intersezione

Miscele Hex, Rgb e Rgb%

ColorBlender Eric A. Meyer
Mischio additivo di colori
Notazione Hex RGB RGB%
Colore 1  
Colore 2  
calc X
 
Mischio 1:1     
 
Cc by P. Forster 3.0-it secondo Eric A. Meyer

Si calcolano i valori medi Ø tra i due colori.
C'è un'ingegnosa calcolatrice di Carl A. Meyer il ColorBlender, che fa la conversione Hex/Rgb/Rgb% e il calcolo della miscela.
Esempio: miscela luminosa Ø (additiva) di R rosso #ff0000 e B  blu #0000ff = magenta M.
ØRB = (R+B)/2 = (#ff0000+#0000ff)/2 = #ff00ff

Per evitare noiosi calcoli si digitano nelle caselle <Col1> e <Col2> i numeri esadecimali # dei due colori e poi si preme il tasto <calc>. Apppaiono i numeri e le tonalità dei colori nelle altre caselle. Provare con i dati dell'esempio!

Premendo poi sul tasto <RGB> o <RGB%> appaiono i relativi valori come p.es. per il rosso rgb(255,0,0) o rgb(100%,0%,0%). Con il tasto <X> si cancellano i dati.

2.  Storia moderna di tinte e colori

Dall'antichità fino al rinascimento ci si era abituati a rispettare un ordine dei colori proposto da Aristotele.
Si distinguevano sette colori disposti secondo la loro luminosità:

  • agli estremi bianco e nero
  • in mezzo le tonalità giallo, rosso, viola, verde e blu

◦⦆─────⦅◦

2.1  Athanasius Kircher


Athanasius Kircher

J.W. von Goethe


I primi tentativi documentati per un ordine di tinte dopo Aristotele li conosco tramite il lavoro di Athanasius Kircher. Partì dalle cinque tinte fondamentali: bianco, giallo, rosso, blu e nero basato sull'osservazione che queste non erano raggiungibili mescolando altre tinte.
Da queste ottenne delle miscele di:

  • bianco & nero che fornivano tutte le sfumature di grigio
  • giallo & rosso: oro / arancione
  • giallo & blu: verde
  • rosso & blu: porpora, viola

Tutte erano scuribili con il nero e chiaribili con il bianco, inoltre ingrigibili con i diversi grigi.


Sequenza tinte Kircher


◦⦆─────⦅◦

2.2  Sir Isaac Newton


Spettro contemporaneo

Da quando Sir Isaac Newton pubblicò la sua opera Opticks, i colori non furono più esclusivamente riconosciuti come pigmenti e/o inchiostri ma anche come luce.

Ordinando la loro sequenza secondo lo spettro solare: rosso (rubus), arancione(aureus), giallo(flavus), verde(viridis), celeste(caeruleus) e indaco(indicus).

Visto che nello spettro solare "mancava" il viola (indispensabile per i pittori), aggiunse "porpora", connettendo artificialmente l'indaco finale con l'iniziale rosso.
Con questo raggiunse una ruota di colori per i pittori sulla quale gli opposti si complementavano a un perfetto grigio in miscela luminosa.

Non so se si rese conto che il suo nuovo modello contrastava i modelli dei pittori: per loro il mescolo di tinte gialle e blu forniva il verde, mentre nel suo modello erano opposte e fornivano il grigio. Quello che si ottiene anche se non si mescolano le tinte (sottrattivo) ma le luci (additivo) gialle e blu.

◦⦆─────⦅◦

2.3  Jacob Christoph Le Blon


Le Blon:
Coloritto 1725

Le Blon: 1706 stampa
quadricromica di Louis XV

Nello stesso tempo, Jacob Christoph Le Blon, pittore e incisore tedesco fabbricò le prime stampe a colori usando un modello cromatico RYBK e una specie di "rasterizzazione ondulata".

Però ebbe poco successo: le capacità artigianali richieste per produrre le tre forme di stampa erano enormi.

Il suo sistema venne poi raffinato da litografi e poi 1920 dalla CIE anche teoricamente al nostro sistema CMYK usato in tutta l'industria tipografica.

◦⦆─────⦅◦

2.4  J.W. von Goethe

Da quanto ne so io, fu poi J.W von Goethe che cent'anni dopo Newton si dedicò al problema nella sua opera Zur Farbenlehre, affiancando al modello additivo di Newton uno suo sottrattivo, basato sul mescolo pigmentoso di tinte.
Di seguito si accesero estese discussioni, raramente sportive, tra "scienziati" e "pittori / incisori / tipografi". Malgrado avessero ragione tutte e due, gli uni parlavano di colori-luce invece gli altri di tinte-pigmenti.Questa siuazione si protrasse per ca. altri cent'anni e parzialmente fino ai nostri giorni.

◦⦆─────⦅◦

2.5  CIE (Lab, RGB, CMYK)

La CIE ha svolto durante i cento anni della sua esistenza un enorme lavoro di ricerca, istruzione e standardizzazione per tutto ciò che concerne colore e luce, diventando così l'autorità mondiale in merito.

La Commissione internazionale per l'illuminazione o Commission Internationale de l'Éclairage in sigla CIE è l'autorità internazionale sulla luce, l'illuminazione, il colore e gli spazi colori.

Nacque nel 1913 come successore della Commissione internazionale di fotometria (Commission Internationale de Photométrie) ed oggi ha sede a Vienna.

Partendo dalla fotometria (misurazione di luce e colori) si dedicò (e si dedica ancora) al tema in otto sezioni:

  1. Visione e Colore
  2. Misurazione di luce e radiazione
  3. Ambienti interni e progetto di illuminazione
  4. Illuminazione e segnaletica per i trasporti
  5. Illuminazione esterna e altre applicazioni
  6. Fotobiologia e Fotochimica
  7. Aspetti generali sull'illuminazione (inattivo)
  8. Tecnologia dell'immagine


Modello cubico CMYK (secondo CIE)
pigmentoso, sottrativo ⏏


Spazio cromatico CIE
(interno per stampanti)


Modello cubico RGB (secondo CIE)
luminoso, additivo ⏏

◦⦆─────⦅◦

2.6  Johannes Itten e RYB / YRB


Con il lavoro della CIE durante il secolo scorso, le esigenze dei professionisti per la misurazione, il calcolo e la standardizzazione furono soddisfatte. Esiste:

  • per l'industria elettronica / informatica / televisiva il sistema RGB per le necessarie miscele luminose (dedotto da Newton) e
  • con il sistema CMYK un sistema indispensabile per le miscele pigmentose dell'industria (tipo-)grafica (dedotto da Kircher tramite Le Blon e dei litografi ignoti).

Per gli artigiani e artisti dei colori che hanno bisogno di un sistema sottrattivo (pigmentoso) il sistema CMYK è insoddisfacente: per il loro gusto,

  • La banda delle tinte "fredde" (tra viola-blu e verde-giallo) è troppo esteso mentre la banda delle tinte "calde" (tra giallo-arancione e rosso-viola) è troppo stretto.
  • Le tinte "opposte" (complementi) e con loro gli accordi cromatici non corrispondono alle loro esperienze (una logica conserguenza della "distorsione" della banda di tinte pigmentose).

Johannes Itten il famoso docente alla Kunstgewerbeschule di Zurigo nella metà del secolo scorso sviluppò una banda di tinte che rispecchiava un equilibrio tra tinte "calde" e fredde in maniera da rispecchiare le esperienze di artigiani circa i complementi e accordi pigmentosi. Pubblicò la sua opera Arte del colore nel 1961.

C'erano e ci sono molti tentativi per risolvere i contrasti tra luminoso e pigmentoso. Con il perfezionamento del sistema Itten e un primo adattamento alle esigenze informatiche Petr Stanicek ha portato in avanti il sistema RYB verso gli artigiani che ce l'hanno bisogno, perchè anche loro usano i moderni sistemi informatici.


3.  Identificazione di tinte e colori

Per usare dei colori su pagine web bisogna definirli:
Malauguratamente gli informatici usano molti sistemi per la definizione che sono caratterizzati da un prefisso come #, rgb, cmy, cmyk, hsv, hsb, hsl, Lab, ... .

Esempio: hsl(222,80,70) → sistema hsl, H222°, S80%, L70%.


Corrispondenza di dimensioni

Oltre a questa difficoltà, i neofiti informatici incontrano anche la variazione delle dimensioni dei diversi sistemi: esadecimale, decimale assoluto e relativo (RGB), percentuale e gradi angolari. Per un informatico la trasformazione di dimensioni è banale, per un neofita un pò meno.

ColorZilla | ColorZilla ColorPicker
Firefox: https://www.mozilla.org/it/firefox/fx/
AddOn Firefox: https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/colorzilla/

◦⦆─────⦅◦

3.1  Hex#,Rgb

Per delle pagine web in .html la notazione esadecimale # dei colori è la principale (p.es. #ff0000 per rosso).


Hex → Rgb Rgb → Hex
Hex# ←→ Rgb
     # R G B
    R G B #

calcolatrice di colori rgb ↔ hex# (funzionante)



◦⦆─────⦅◦

3.2  Cmy(k)


C %
M %
Y %
K %
 
R
G
B
 
#    
Credits: ginifab.com


◦⦆─────⦅◦

3.3  Hsv, Hsb, Hsl


I modelli H** si servono di un cerchio di tonalità tra rosso (0°) fino a rosso (360°). Il secondo parametro è la saturazione (cromaticità, grigiastro) e la terza V, B, o L una misura per la luminosità. HSV e HSB sono ca. lo stesso modello e descrivono la luminosità da 0 (nero) fino a 100 (massima saturazione), mentre HSL rende indipendente la luminosità dalla saturazione e si espande da 0 (nero) fino a 100 (bianco).

La notazione in HSL è la mia preferita: mi è ben immaginabile tramite tonalità H, saturazione (grigastro) S e luminosità tra nero "0" e bianco "100" e si presta bene a dei calcoli di mescoli per semplice addizione e divisione.

TinyColor

Convertitore HSL TinyColor

HSL: Rv V Vb B Bg G Gy  Y  Yo  O  Or R
 
 H= 326 279 254 222 180 120 80 60 50 40 27  0 
Hy= 330 300 270 240 210 180 150 120 90 60 30  0 

Esempio: mescolo luminoso di
#fedcba   e #123456 =
(hsl( 30, 97%, 86%) +
hsl(210, 65%, 20%))/2 =
hsl(120, 81%, 53%) → #26e826

Inoltre è una delle notazioni direttamente applicabile in html con la notazione hsl(H°,S%,L%).


Il modello Hsl mi è anche utile per determinare approssivamente delle miscele sottrattive: devo solamente correggere il valore della tonalità nella scala di Yrb, calcolare il risultato per poi ritrasformarlo nella tonalità di Hrl.


◦⦆─────⦅◦

3.4  HySL, H'SL

http://www.sessions.edu/color-calculator
http://knowpapa.com/cmt/
http://javascript.about.com/library/blpaint4.htm
https://kuler.adobe.com/


Conversione scala tonalità H ↔ Hy


#fedcba e #123456
Mischio luminoso: Mischio pigmentoso:
hsl( 30,97%,86%) → h'sl( 30,97%,86%)
hsl(210,65%,20%) → h'sl(232,65%,20%)
hsl(120,81%,53%) → #26e826 h'sl(131,65%,20%) → hsl(65,65,20) → #4f5412


◦⦆─────⦅◦

3.5  Lab


Convertitore Lab ↔ Rgb (link) ↑


◦⦆─────⦅◦

4.  Allegati

4.1  Commenti

alla pagina Colori / Tinte RYB: ev. cliccare sul titolo per stilare un commento

Commento 
Autore 
Enter code 840





Edit - History - Print - Recent Changes - Search
Page last modified on November 21, 2014, at 03:42 PM