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Tinte fisiologiche Itten


Bisogna guardare a lungo per vedere qualcosa. G. Flaubert

HOME .php .html .pdf Fisiologia Colori
P. Forster
Cliccare sulle immagini per ingrandirle!
a cura di Daniela Rüegg

 

 

Non usare la seguente funzione senza necessità: le traduzioni sono automatiche e molto imprecise, ma comunque danno un'idea del contenuto della pagina a chi non è di madre lingua italiana.

Per uscire dalla pagina tradotta cliccare su italiano.

1.  Prefazione

L'idea di stilare questo testo mi è venuta perchè i colori del web non mi soddisfacevano per niente; ho fatto mia la definizione che ne fa il mio amico Roberto: sono "colori di plastica".


mischio pigmentoso (sottrattivo)
ricostr. secondo Goethe

mischio "fisiologico" (sottrattivo)
YRB ricostr. secondo J. Itten

mischio luminoso (additivo)
RGB secondo CIE

Schemino di Goethe

Il motivo sarà perchè il nostro cervello elabora i colori in modo più "pigmentoso" che "luminoso". Questo lo si può notare dopo aver guardato il sole, quando girando la testa verso una zona d'ombra si nota un'"immagine fantasma"; viola se il sole appariva giallo, azzurro se appariva arancio e verde quando durante il tramonto appariva rosso. Queste "immagini fantasma" non sono altro che i complementi pigmentosi.


Complementi luminosi (additivi)
e fisiologici (sottrattivi)

Sullo schermo di un computer però appaiono in modo diverso: il blu si oppone al giallo, il verde al magenta (un viola molto chiaro) e il rosso al ciano (un azzurro molto chiaro); sono i complementi "luminosi". Inoltre sullo schermo mancano le contrapposizioni di colori puri verso i grigiastri e le sottili sfumature di colori scuri verso quelli più chiari. Gli accordi risultano "dissonanti" e i contrasti unidimensionali.

Ai più può sembrare un'inezia, ma a me questo disturba da quando lavoro al computer. Sullo schermo, gli effetti menzionati prima si potrebbero creare tutti (in RGB si possono creare più di sei milioni di colori diversi), ma ci vorrebbero delle tavolozze diverse dalle solite e degli occhi pazienti per guardare e scoprire l'insolito.

 

Sono trattati i seguenti argomenti:
Modelli di colori luminosi e fisiologici Mischi pigmentosi Johannes Itten

1.1  Modelli di colori luminosi e fisiologici


J. Itten: Begegnung 1916

Quando mi appresto a comporre i grafici fisiologici per il mio sito di Medicina Popolare e giocoforza devo far capo a quello che il Web mette a disposizione, mi accorgo che questo fa a pugni con il modello di colori che è fisso nella mia mente da quarant'anni a questa parte.

Non è che ci sia una mancanza di strumenti, anzi, attualmente ce ne sono moltissimi: sullo schermo posso definire potenzialmente più di sei milioni di colori, ma come faccio a scegliere quelle poche dozzine che servono per darmi la possibilità di esprimere quello che ho in mente, in modo anche esteticamente soddisfacente?

Dopo lunghe e frustranti ricerche ho pensato di darmi da fare e ricominciare da dove avevo smesso in gioventù, cioè mescolare colori pigmentosi con il pennello.


Complementi e mescoli sullo schermo e sulla tavolozza

E ho pure cominciato a capire cosa mi disturbava:

  • se mescolo blu e giallo sulla tavolozza riesco a creare molti grigiastri tra verde-giallo, verde e blu-verde. Se lo faccio sullo schermo, risultano dei grigiastri di giallo e blu e un grigio puro ma niente che si avvicini al verde.
  • se sulla tavolozza mescolo due pigmenti fisiologicamente complementari come verde-giallo e rosso-viola, risulta un bel grigio. Se lo faccio sullo schermo risultano delle tonalità giallastre e aranciastre, ma mai un grigio.

Questo perchè tra mischi luminosi e pigmentosi c'è una notevole differenza: tra uno e l'altro ci sono regole fisiche diverse, reali, dimostrabili e percepibili. Per un ingegnere della televisione saranno più incisivi i mischi luminosi mentre per il mio amico carrozziere Giacomo sono di primaria importanza i mischi pigmentosi; non può permettersi di sbagliare la tonalità della vernice quando ripara un paraurto della mia automobile!

1.2  Mischi pigmentosi


Funzioni e procedure
di mescoli pseudopigmentosi

Seguendo un ragionamento logico, ho cercato di simulare dei mischi pigmentosi anche sullo schermo. Avessi mai affrontato questa impresa! - Un lungo percorso a conclusione (quasi) zero-: non ho trovato nulla di praticabile a livello grafico.

Però sono riuscito a stilare delle funzioni e delle procedure (vedi Simulazione ...) per simulare approssimativamente quest'operazione in modo graficamente soddisfacente. Malauguratamente la procedura è difficoltosa: c'è solo da sperare che qualche programmatore la trasformi, in modo da renderla facilmente accessibile ai più.

1.3  Paragone di mischi


lum. → additivo p.es.
#0000ff + #ffff00 = #808080

fisio. → sottrattivo p.es.
#0000d1 & #fafe20 = #00b900

 

pig. → pigmentoso p.es.
#0000d1 ∩ #fafe20 = #3d7733

◦⦆─────⦅◦

1.4  Johannes Itten

Johannes Itten (1988 - 1967) Ha sviluppato un modello cromatico consone alla fisiologia umana della percezione dei colori e alla loro manifestazione con dei pigmenti minerali.


Ruota di colori di J. Itten

Johannes Itten

Johannes Itten (Suedernlinden, 11 novembre 1888 – Zurigo, 27 maggio 1967) è stato un pittore, designer e scrittore svizzero che fece parte della scuola del Bauhaus.È ricordato come teorico del colore.
Dopo il liceo, dal 1904 al 1908, studiò per diventare maestro. Nel 1913, dopo aver insegnato alcuni anni si iscrisse all'accademia di belle arti di Stoccarda dove fu allievo di Adolf Hölzel. Nel 1919 Walter Gropius lo chiamò ad insegnare al Bauhaus.

Seguace della dottrina Mazdaznan, ne applicò i principi spirituali alla singolare impostazione didattica del corso propedeutico (Vorkurs) affidatogli da Gropius nell'ottobre del 1920: corso preliminare di sei mesi per l'accesso alla scuola del Bauhaus. L'acuirsi delle divergenze di intendimenti fra il razionale Gropius e l'"irrazionale" Itten portarono nel 1923 all'abbandono di questi della scuola di Weimar. Fu però notevole il segno lasciato dal giovane, ascetico maestro svizzero, che insegnava a liberare l'energia creativa e a indirizzarla verso la meta di una forma energetica e simbolica da esprimere in un'immagine o in un oggetto. "La capacità di vivere un oggetto - sosteneva del resto Itten - è una facoltà spirituale".


Itten,Ritratto di bambino

Tra i suoi dipinti, i più rappresentativi sono considerati: Risonanza verde-azzurro (1916), Ritratto di un bambino (1922) e Luce ampia (1963). Uno dei suoi allievi più celebri fu Hans George Helm.
da it.Wikipedia

La teoria dei colori di Itten
...
Nella sua teoria del colore, il pittore svizzero analizza gli effetti dei colori non dal punto di vista della loro composizione chimica, ma in base alloro aspetto estetico-comunicativo. Itten realizza uno studio rigoroso, nel quale descrive il comportamento dei colori all'interno dello spettro luminoso e mostra come luci di colore diverso mutino l'aspetto degli oggetti e delle immagini, problematica già evidenziata dagli impressionisti e codificata nel suo scritto secondo regole precise.

L'artista prende inoltre in esame la teoria espressionistica del colore, che sottolinea come ai processi ottici, elettromagnetici e chimici che si producono nell'occhio e nel cervello dell'uomo alla vista dei colori, corrispondano processi psicologici paralleli. Nel suo lavoro l'autore dimostra, attraverso semplici esempi pratici, come la percezione e la ricettività cromatica abbiano un fondamento oggettivo anche se ogni individuo vede e giudica i colori in modo del tutto personale. Gli accordi caldo-freddo, gli effetti del colore nello spazio, la composizione cromatica soggettiva e oggettiva sono solo alcuni degli argomenti presi in esame da Itten, che realizza, con un articolato e profondo percorso scientifico, una summa che analizza ogni aspetto riguardante l'uso del colore, tuttora utilizzata non solo dagli artisti ma da tutti gli operatori della comunicazione visiva: del design, della pubblicità, del cinema e della moda.
Brano tratto da “La storia dell’arte” vol. 17 autore Antonella Fuga – Electa

Opere

  • Analysen alter Meister, in Utopia. Dokumente der Wirklichkeit, a cura di Bruno Maria Adler, Weimar, Utopia Verlag, 1921.
  • Kunst der Farbe, Ravensburg, Otto Maier Verlag, 1961.
  • Mein Vorkurs am Bauhaus, Gestaltungs- und Formenlehre, Ravensburg, Otto Maier Verlag, 1963.
  • Elemente der Bildenden Kunst. Studienausgabe des Tagebuchs, E. A. Seemann Verlag Kunst und Gestaltung. ISBN 3-363-00777-9.

Bibliografia

  • Johannes Itten, Arte del colore. Esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l'arte, Milano, Il Saggiatore, 1965 (edizioni successive).


2.  Cromatologia di Itten

Ho introdotto questo capitolo perché ho notato che le conoscenze generali riguardo questo tema sono scarse e sono dell'avviso che non si possa far proprio un tema senza una sufficiente cognizione dei fatti basilari che lo concernono.

Trattandosi di percezione visiva, ero inizialmente tentato di dedicare spazio alla fisiologia della visione, ma mi sono accorto che non è di grande utilità e che J. Itten ha preparatodelle ottime basi percettive ad uso artigianale.

Quello che mi scoraggiava era il sintetizzare le sue lezioni sui colori e le tinte.
Per fortuna ho trovato un riassunto didatticamente perfetto Andreas Heck allestito dall'Accademia Cinematografica di Baden-Würtemberg (Germania) e mi sono permesso di usare la pagina Farbenlehre nach Johannes Itten basierend auf "Kunst der Farbe".

2.1  Basi di cromatologia

Colori fisici


Spettro solare secondo Newton

In fisica i colori si interpretano come vibrazioni elettromagnetiche. La luce solare viene decomposta tramite un prisma di vetro nei colori basilari dello spettro.Spettro_visibile
Ogni colore dello spettro può essere determinato esattamente con la sua lunghezza d'onda o la frequenza della sua vibrazione.

Le onde cromatiche sono incolori. La tinta del colore viene creata solo nel nostro occhio e nel nostro cervello. Significa che tutto ciò che ci attornia è incolore e solo la luce riflessa ha delle proprietà diverse, interpretate da occhio e cervello.

Una mescolanza di:

  • colori luminosi (spettrali) diventa mescolanza additiva
  • tinte materiali (fisiologiche, pigmentose) diventa mescolanza sottrattiva.

Realtà fisica e percezione della tinta


La realtà di una tinta è il pigmento (o le molecole chimiche) chimicamente / fisicamente definito.

Una tinta assume un proprio valore percettivo solo in relazione ad un'altra tinta.

Se la realtà di una tinta non corrisponde al suo effetto fisiologico, questo crea una percezione cromatica più dinamica, dissonante e irreale.



Armonie di tinte


Armonie di tinte

Armonie o accordi di tinte determinano l'equilibrio e la simmetria di forze percettive.

Il cervello produce un'immagine fantasma: tenta di creare un equilibrio tramite il colore complementare fisiologico. Viene nominato anche "contrasto successivo".

Mettendo un quadrato grigio su una superfice tinta, il grigio assume la sfumatura del complemento alla tinta. Si chiama contrasto simultaneo.
Un grigio medio (su un altro grigio) non crea un'immagine fantasma: corrisponde all'equilibrio del senso visivo.


Armonia cromatica triplica e quantitativa Y R B

Due o più colori si percepiscono come armoniosi, se "mescolati fisiologicamente" (o come pigmenti) si desaturano in un grigio neutro.

Per la composizione di tinte armoniose sono altrettanto importanti le relazioni delle quantità delle tinte usate. Secondo Goethe, le relazioni quantitative tra giallo Y, rosso R e blu B sarebbero 3:6:1 Siccome le relazioni di colori sono definite come superfici, volendole disegnare in relazione alle loro lunghezze, i lati corrisponderebbero alle loro radici quadrate cioè :(1.73:2.45:1).


Accordi soggettivi

Gli accordi soggettivi sono le sensazioni cromatiche personali di ognuno di noi.

Il "carattere cromatico" di una persona è definito dalle sue caratteristiche e dal carisma che emana.

Scegliendo dei colori per un'opera non ci si dovrebbe basare solo sulla simpatia o antipatia per certi colori, ma anche su dei criteri adatti al tema da sviluppare.



2.2  Contrasti cromatici

Contrasto di colori puri

o contrasto di tinte


Contrasto di tinte

Tutti i colori possono essere usati non ottusi e nella massima brillantezza (massima saturazione e luminosità relative).

Per degli accordi cromatici bisogna usare come minimo tre colori nettamente distinti. L'effetto diminuisce quando si impiegano più colori di 2° e 3° ordine.

La divisione delle aree con linee bianche o nere aumenta il contrasto. Si può anche variare le quantità o integrare delle aree bianche o nere.



Contrasto chiaro-scuro

o contrasto luminoso


Le tinte del bianco e del nero sono i mezzi più potenti per ottenere il contrasto chiaro-scuro. Tra di loro sono situati i grigi e tutti gli altri colori.

Un grigio neutrale e senza carattere è un "non-colore" facilmente simulabile e influenzabile tramite contrasti cromatici e luminosi. Questo succede soggettivamente a livello di occhio e cervello.

I colori "freddi" danno una sensazione trasparente e leggera e sono spesso usati troppo chiari.
I colori "caldi" danno una sensazione di "massiccio" e sono spesso usati troppo scuri.
Le luminosità simili rendono le tinte "parentelate" e sono integrate per un simile registro.
colori caldi e freddi.
Le tinte desaturate, in vicinanza a tinte sature con idonea luminosità, perdono il loro carattere grigiastro (costruttivismo). Per mantenerlo (astrazione) devono avere un'altra luminosità.

-Delle tinte pure e sature sono brillanti e dispongono di luminosità molto diverse.
Il giallo puro è molto chiaro; non esiste un giallo brillante scuro. Il blu è molto scuro, schiarito diventa scialbo. Il rosso puro, pur essendo scuro, è "luminoso"; se è schiarito a livello di giallo, non brilla più.
-Se il giallo determina il carattere di una composizione, quest'ultima sarà piuttosto chiara. Se si tratta invece di rosso o blu, sarà più scura.
-I colori che contengono bianco o nero sono "sporchi"; se li contengono tutti e due sono grigiastri o ottusi (spenti).


Contrasto calorico

o contrasto caldo-freddo


Arancio-rosso OR e blu-verde BG sono i poli del contrasto caldo-freddo, i colori di mezzo danno delle sensazioni calde o fredde a secondo del loro contrasto con altre tinte più calde o più fredde.

In un paesaggio lo sfondo dà la sensazione di più freddo, il contrasto calorico suggerisce quindi l'effetto vicino e lontano.
L'effetto è più marcato quanto più si sopprime il contrasto chiaro-scuro.



Contrasto complementare


Contrasto complementare

Ombre

Sulla ruota dei colori, le tinte complementari sono opposte; mescolandole come pigmenti danno come risultato un grigio.
Come contrasto i due colori si stimolano fino alla massima brillantezza.

Tinte complementari stimolano l'immagine fantasma e l'effetto simultaneo.

Le ombre di oggetti ci appaiono come i grigiastri del colore complementare della luce che li illumina.

I mischi grigiastri sono anche usati come tinte di conciliazione e compensazione.


Contrasto simultaneo


Il contrasto simultaneo è un effetto fisiologico di occhio e cervello che richiede sempre, alla percezione di una tinta,il "controcolore".
Questo conferma che l'armonia cromatica include la legge complementare.

L'effetto simultaneo scatta con tutte le combinazioni di tinte perdendo così il loro carattere reale e "vibrando"; la realtà non corrisponde all'effetto.

Per sopprimere l'effetto "irrequieto" si può aumentare il contrasto luminoso dei colori coinvolti o ingrigire leggermente il colore che disturba. Per aumentare l'effetto si fa il contrario.


Contrasto di qualità

Con qualità cromatica si intende la purezza e la saturazione relativa di una tinta. Un contrasto di qualità, è l'antitesi delle tinte brillanti e luminose con delle tinte ottuse, schiarite, scurite e ingrigite. Questo si raggiunge tagliando le tinte basilari:


Contrasto di qualità
  • tagliare con bianco rende il carattere della tinta più fredda
  • tagliare con nero toglie la brillantezza e le tinte hanno un aspetto paralizzato
  • tagliare con grigi rende la tinta neutra, più scura o più chiara ma sempre più ottusa.
  • tagliare con la tinta complementare la rende grigiastra ma più armoniosa che con i grigi perché le caratteristiche della luminosità dei complementi rimangono.

Per sfruttare al massimo il contrasto di qualità, il colore più luminoso deve già avere una sfumatura del suo complemento.



Contrasto di quantità


Contrasto di quantità

Con contrasto di quantità si intende le relazioni di quantità di tinte o di superfici colorate.

Le luminosità delle tinte sono diverse tra di loro e lo si può appurare davanti a un fondo di grigio neutrale: il giallo puro è la tinta fisiologicamente più luminosa, quella viola la più scura.

Goethe ha determinato le relazioni di luminosità fisiologica come:
G:O:R:V:B:V come 9 : 8 : 6 : 3: 4: 6


Per equilibrare armoniosamente dei colori di diverse luminosità si dipingono in modo più luminoso le aree più piccole e con tinte scure le aree più grandi.Le relazioni delle aree sono inverse alle luminosità relative e quindi
3 : 4 : 6 : 9 : 8 : 6.

Tradotte in scala lineare sono le loro radici quadrate cioè:
1.73 : 2.00 : 2.45 : 3.00 : 2.83 : 2.45.


Se i colori sono schiariti o scuriti, queste proporzioni non valgono più e sono da adattare a occhio.

Meno si rispettano i contrasti di quantità, più un dipinto appare "espressionistico".

◦⦆─────⦅◦

2.3  Modello sferico di tinte

La sfera dei colori è utile come modello visivo per le tinte, perchè permette di situarle in relazioni razionali.


Sfera di Itten: superfice

Sfera di Itten: interiore



Y-V

YO-VB

O-B

OR-BG

R-G

RV-GY
Sfera di tinte fisiologiche: sezioni longitudinali

Ogni colore basilare, sia scurito o schiarito è localizzabile con un meridiano e una latitudine. I colori ottusi o ingrigiti si trovano all'interno dell'ipotetica sfera, determinate con la "relativa saturazione" che si riferisce al valore del grigio sul rispettivo meridiano.

Intorno all'equatore si trovano i colori puri, i due poli corrispondono a nero e bianco. Sulla superfice, tra i poli e l'equatore, si trovano tutte le sfumature dei colori schiariti e scuriti.

Nel centro della sfera si trova il grigio neutro.
Facendo una sezione equatoriale si trova un disco con tutti i complementi che a vicenda si compensano fino al grigio neutro.

Considerando le sezioni longitudinali, in una sezione, tra due tinte complementari,si trovano tutti i grigiastri.
Due grigiastri sono complementari se la linea di connessione passa dal centro della sfera. Così si raggiunge non solo la tonalità ma anche la luminosità complementare.

◦⦆─────⦅◦

2.4  Accordi cromatici


Accordi cromatici

Sulla sfera dei colori,secondo i principi di complementarietà, gli accordi cromatici sono delle composizioni di 2 fino a 6 tinte:le tinte devono essere situate sui bordi di un piano che attraversa il centro della sfera.

La somma di un accordo armonioso induce nel cervello umano un equilibrio corrispondente al  grigio neutrale 

 

Sono trattati i seguenti argomenti:
Accordi duplici Accordi triplici Accordi quadrupli Accordi esagonali


Accordi duplici

Gli accordi duplici corrispondono ai contrasti complementari.


Accordi duplici qualitativamente e quantitativamente armoniosi:
Cmpl: Y-V ◊ Quantità: Y=1:V=3 ◊ Qualità: Satur.Y=Lumin.V (relative)

Sulla sfera dei colori le due tinte si trovano opposte.

Questo significa che lo scurimento di una tinta richiede il chiarimento dell'altra nella stessa misura e viceversa. P.es. un arancio scurito del 30% richiede un blu schiarito del 30%.



Accordi triplici

Si tratta di triangoli (equilateri o isosceli) di tinte sulla superfice della sfera.


Accordi triplici

La superfice tra le tre tinte sulla sfera deve toccare il centro della sfera, cioè la tinta più scura deve "compensare" le due altre tinte schiarite o viceversa. P.es. due tinte schiarite del 25% richiedono una tinta scurita del 25% o viceversa.

Se le due tinte "opposte" non hanno lo stesso valore di scurimento o schiarimento, la terza tinta è posta nella media delle altre due.



Accordi quadrupli


Accordi quadrupli

Si scelgono due complementari non vicini. Sulla superfice della sfera dei colori, le loro quattro tinte formano un quadrato, un rettangolo o un trapezio.

Bisogna rispettare che la linea tra due complementari passi dal centro della sfera. P.es. un blu-verde scurito del 25% richiede un arancio schiarito del 25%.



Accordi esagonali


Accordi sestili

Sulla sfera dei colori, un accordo esagonale regolare è disposto in modo che tre complementi si compensano nell'origine della sfera. P.es. un blu schiarito del 25% richiede un arancio scurito del 25%.

Nell'esempio le superfici degli esagoni sono uguali e quindi non sono armoniose rispetto ai colori.


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2.5  Tinte e forme


Tinte e forme "espressive"

Nella "cromatologia espressiva" si è tentato di fare dei nessi tra colori e forme:

  • rosso: rettangoli, tutte le forme dominate da linee verticali e orizzontali, tutte le forme statiche e pesanti. Rosso come simbolo della materia.
  • giallo: triangoli, tutte le forme diagonali. Il giallo è litigioso e aggressivo e ha un carattere fluttuante (pensiero).
  • blu: cerchi, tutte le forme rotonde. Il blu è disteso e in continuo movimento (spirito eternamente mosso)
  • arancio: trapezio
  • verde: triangolo, forme sferiche
  • viola: forme ellittiche

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2.6  Effetto topografico di tinte


Effetto topografico di tinte

Mettendo le sei tinte di primo e secondo ordine su uno sfondo nero, il giallo appare anteriormente e il viola posteriormente. Le altre tinte si ripartiscono secondo la loro luminosità.
Su uno fondo bianco appaiono in sequenza inversa tra anteriore e posteriore.

Si vede come l'effetto si rinforza disponendo le tinte nella relazione della proporzione aurea 1:1.62 come dimostrato nell'immagine sopra.
Tra tinte con la medesima luminosità relativa, la tinta più calda appare davanti alla tinta più fredda indipendentemente dal fondo.

3.  Ricostruzione del modello cromatico di Itten

Sono trattati i seguenti argomenti:
Modello cromatico fisiologico Ricostruzione del modello

3.1  Modello cromatico fisiologico


Modello dei colori di J. Itten

Per i suoi studenti, J. Ittten ha sviluppato un modello cromatico che permette di classificare i colori secondo dei criteri di visione umana evidenti e immedesimabili.

Si basa su una sfera che sulla superfice porta i colori "puri" dai più scuri ai più chiari e nel suo interno i grigiastri di questi colori.
Secondo Itten la superfice della sfera a colori si presenta nel seguente modo:

  • al polo nord il bianco
  • al polo sud il nero
  • lungo l'equatore i colori puri del cerchio dei colori fisiologici
  • tra equatore e poli i colori sempre più scuriti o impalliditi

Mi sono servito del modello di Itten per definire dei colori fisiologici, perchè di tutti i modelli esaminati mi pare che questo dia il migliore approccio alla fisiologia dei miei occhi e alla relativa elaborazione cerebrale.


Scoprire complementari
da comunicazionegrafica

Spettro fisiologico secondo Itten

L' "equatore" della sfera (nel modello) è formato da dodici colori che vanno dal giallo al rosso al blu per tornare al giallo in una spece di "spettro fisiologico". In realtà si tratta di una banda continua.


Complementi e variazioni
di colori meno prominenti
da comunicazionegrafica

Questo "spettro fisiologico" è disposto in maniera che due colori opposti sull'equatore sono fisiologicamente "complementari" (se mescolati tra di loro si desaturano a vicenda).

Incide molto sulla visione dei colori, in quanto "sposta" le sfumature di un colore meno prominente in direzione di un altro colore prominente.

La vivacità inimitabile di dipinti magistrali consiste per lo più in queste relazioni non misurabili dell'uso di colori al di là delle leggi fisiche.

 

Con dei colori del web si possono raggiungere tutti questi effetti ma non senza una seria conoscenza delle regole fisiologiche (sottrattive) oltre a quelle luminose (additive). Si inciampa facilmente nella mescolanza di colori come lo suggeriscono le tavolozze e i calcoli luminosi dei soliti programmini: il risultato è fisicamente perfetto e visivamente "storto". Nota: Logica e Fisio-Logica non sono congruenti.


Mescolo pigmentoso = fisiologico
dei colori rosso-viola RV
e verde-giallo GY

Significa anche che dal mescolo pigmentoso graduale di colori opposti o complementari, risulta una "banda" di grigiastri dei due colori, con al centro un grigio "incolore".


Spettro luminoso

Mescolo luminoso

Nota: l'elaborazione dei segnali visivi nel nostro cervello non segue i criteri dello spettro luminoso (arcobaleno, prismi di vetro, schermi elettronici) ma i criteri della mescolanza pigmentosa di colori.
Paragonando poi lo spettro luminoso con quello fisiologico si nota che in quello luminoso, secondo la nostra percezione visiva, le tonalità tra verde e blu predominano a scapito degli altri colori.
I colori complementari luminosi sono quindi diversi dai complementi fisiologici o pigmentosi e sono pure complementi, perchè se mescolati tra di loro in forma di luce (e non come tinte) si desaturano a vicenda anche loro.

◦⦆─────⦅◦

3.2  Ricostruzione del modello

per media elettronici

Per avere a disposizione un modello fisiologico anche per il lavoro sul computer, ho tentato di ricostruirlo (con parecchie difficoltà): pare che la fisiologia visiva umana in informatica non esista; almeno sul web,in merito, non ho trovato quasi nulla.

Visto che il computer richiede delle notazioni numeriche e che tutte le trasformazioni necessarie si riferiscono al sistema luminoso, non mi è rimasto nient'altro da fare che delle tavolozze sistematiche in grado di fornire delle interpolazioni a portata di mano (maggiormente luminose) assai affidabili. Si basano sulla seguente ricostruzione:

Emisfere e intersezione equatoriale

Intersezioni settentrionali

Intersezioni meridionali

La scelta dei dodici colori saturi di "appoggio" è discutibile: a mio sapere non esistono dei precisi dati, così che la proposta è e rimane "pseudopigmentosa" e approssimativa.
Spero vivamente che un matematico trovi una funzione anche approssimativa di trasformazione tra luminoso e fisiologico e che un informatico si metta a creare i necessari strumenti accessibili a tutti.

Per ora e fino a quando questi miei desideri non saranno realizzati, per l'uso artigianale dei colori sul web, ci si può aiutare con le seguenti tavolozze e regole.

4.  Tavolozze fisiologiche principali


I colori sull'equatore della sfera del modello Itten sono intesi come tinte e colori basilari.In senso stretto sono innumerevoli, ma di solito se ne scelgono una dozzina come punti cardini per l'interpolazione tra di loro.

Tinte fisiologiche


Paletta basilare fisiologica

Nella sua ruota dei colori, Itten ha definito dodici colori puri :

  • tre principali: giallo Y, rosso R, blu B
  • i corripondenti complementari fisiologici viola V, verde G e arancio O
  • le tre coppie complementari intermediarie di giallo-arancio YO ↔ viola-blù VB, arancio-rosso OR ↔ blu-verde BG, rosso-viola RV ↔ verde-giallo GY.

Nota. Nel gergo dei pittori queste tinte si chiamano anche saturi. Evito questo termine, perchè viene usato per i colori luminosi come dimensione del colore e bisognerebbe quindi distinguere tra saturazione fisiologica e saturazione luminosa.


Colori luminosi


Colori basilari luminosi RGB

Nel sistema RGBI i colori luminosi per l'uso in web sono definiti → red-green-blue → rosso-verde-blu:

  • tre principali: rosso R, verde G e blu B
  • i corrispondenti complementari luminosi ciano C, magenta M e giallo Y
  • le dedotte coppie complementari di arancio O ↔ ciano-blu CB, rosso-magenta RM ↔ verde-blu GB e magenta-blu MB ↔ giallo-verde.

Le tinte basilari fisiologiche si distinguono fortemente nella loro:

  • aumentata luminosità dei colori luminosi
  • ripartizione dei colori nei relativi spettri solari e fisiologici e di conseguenza
  • nelle forti divergenze di complementari e mischi luminosi e fisiologici.

Divergenze tra luminoso e fisiologico

Luminosità:


Divergenze tra colori luminosi
e tinte fisiologiche

Il ciano luminoso corrisponde al blu-verde fisiologico e il magenta luminoso al viola (rosso-blu) fisiologico. Ma a livello "luminoso" sono tra i colori più chiari, mentre come tinte fisiologiche sono tra i più scuri.
Risulta che i colori tra il blu e il rosso e il blu e il giallo luminosi sono notevolmente più chiari delle tinte fisiologiche.


Spettri:


"Spettro fisiologico"

Spettro solare

Evidentemente sono innumerevoli e non si fermano ai dodici i colori sull'equatore della sfera dei colori. Si costruisce uno "spettro fisiologico" ripartendo i dodici colori su delle linee equidistanti su una banda e riempiendo la banda con il gradiente regolare, sempre tra due linee.

Ripartizione dei colori:
Uno "spettro fisiologico" risulta quindi parecchio diverso dallo spettro solare: lo spettro solare occupa molto posto tra giallo - verde - blu a scapito di giallo, arancio e rosso.

Colori e tinte complementari:
La conseguenza più marcata di questo fatto è che i "complementi luminosi" sono completamente sfasati verso i complementi fisiologici e quindi anche la nostra percezione "naturale".

Conseguenze nel mischio di colori:


Misci luminosi e fiologici

Ciò significa che un blu e un giallo mischiati di luce forniscono un grigio, mentre mischiati di tinte forniscono un verde.
Un giallo e un viola mischiati di tinta forniscono un grigio (e anche il nostro cervello li amalgama in questo modo), mentre un magenta e un giallo mischiati luminosamente forniscono una spece di arancio bastardato.

Nel seguente esempio mi riferirò sempre alle tinte fisiologiche, considerando però la notazione esadecimale usata per tutti i colori nel web.

Tavolozze delle tinte pure

Per ricostruire la paletta di Itten mi sono basato sul giallo - rosso - bluYRB (invece che sul rosso - verde - blu → RGB del web) e ho usato i colori ricostruiti e misurati da Itten (invece di quelli definiti dagli esperti del web):

  •  giallo  #fafe20 (un pò più scuro di #ffff00 del web)
  •  rosso   #ff0603 (un pò più scuro di #ff0000 del web)
  •  blu     #0000d1 (un pò più scuro di #0000ff del web)

 

Su questa base e con i valori di arancio, viola e verde ho calcolato i rimanenti sei colori intermedi in modo da poter fare un cerchio di colori fisiologicamente saturi, sempre secondo Itten. Già che c'ero ho fatto anche i calcoli per i colori puri con l'aggiunta di 50% di bianco e 50% di nero che dà i seguenti risultati:

Colori fisiol.
YRB
saturo S
s100 l100
50%W
s50 l100
50%N
s100 l50
Y giallo fafe20 FDFF90 7D7F10
YO giallo-arancio f1b910 F8DC88 795D08
O arancio e87400 F4BA80 743A00
OR arancio-rosso f04409 F8A284 782205
R rosso ff0603 FF8381 800302
RV rosso-viola c20e4f E187A7 610728
V viola 740074 BA80BA 3A003A
VB viola-blù 5100a2 A880D1 290051
B blù 0000d1 9482e7 140368
BG blù-verde 2e7a84 97BDC2 173D42
G verde 00b900 80DC80 005D00
GY verde-giallo 7ddc10 BEEE88 3F6E08


s → saturazione relativa; l → luminosità relativa: %



Nota: con la scala della tabellina, la tinta complementare è sempre distante di sei passi.
Queste scale di colori in realtà si maneggiano come i colori di uno spettro e i colori possono essere continuamente scuriti con più o meno nero, schiariti con più o meno bianco e "ingrigiti" con le diverse tonalità di bianco/nero in qualsiasi quantità.


La ruota "numerica" cui sopra permette inoltre di simulare sullo schermo dei colori fisiologicamente soddisfacenti e degli accordi e complementi armoniosi: tramite interpolazioni con semplici operazioni aritmetiche. L'ho eseguito nelle seguenti tavolozze che danno dei punti di riferimento per poter formare ulteriori sfumature nell'ambito di questo spazio di colore fisiologico.

Sono poi descritti i trucchi e gli strumenti per un lavoro efficace ed affidabile che garantisce un solido lavoro artigianale.

◦⦆─────⦅◦

4.1  Tinte basilari (schiarite, scurite)

Come tinte pure intendo tutti i colori sulla superfice del modello di Itten. Sono quindi le tinte dell'equatore schiarite fino al bianco (diminuzione della saturazione) in direzione settentrionale e fino al nero (diminuzione della luminosità) in direzione meridionale.

Ho fatto due tipi di tavolozze: una graduale e una discreta,

  • la tavolozza graduale permette di scegliere "a occhio" qualsiasi valore di scurimento o schiarimento di un colore base
  • la tavolozza discreta invece va "a passi" definiti e permette di riprodurre esattamente uno schiarimento o scurimento.

Visto che per il lavoro in web, i cerchi di colori non sono estremamente pratici, ho ricostruito anzitutto una tavolozza dei dodici colori puri secondo J. Itten con una scala di saturazione (20, 40, 60, 80 %W) e una di luminosità (20, 40, 60, 80 %N):

Per l'uso immediato della tavolozza conviene:

  1. servirsi del programmino Pipette® come descritto di seguito. I valori raggiunti in questo modo non sono matematicamente esatti ma a occhio danno un approccio non distinguibile dal valore preciso, oppure
  2. calcolare dei valori intermedi (tra due caselle) usando il ColorBlender, oppure
  3. integrare questa tavolozza nelle tavolozze del proprio sistema Integrazione.

 

Tavolozze emisferiche di tinte basilari

Le relative "ruote" delle tavolozze emisfere sarebbero:


Emisfera scura meridionale

Emisfera chiara settentrionale


Tavolozza graduale di tinte basilari

Tavolozza scalata di tinte basilari

4.2  Tinte complementari (ingrigite) fisiologiche


Complementi luminosi e fisiologici

La percezione umana dei colori è tale per cui le radiazioni monocromatiche (o "tinte"), componenti di ogni colore percepito, sono organizzate dal sistema occhio-cervello a coppie di tinte opposte.
L'essere opposto di due tinte è dovuto ad un fatto prettamente fisiologico: colori opposti danno risposte opposte da parte di determinati recettori dell'occhio.

In pittura due colori si dicono complementari sottrattivi se mescolati tra di loro si desaturano a vicenda, fino ad arrivare al grigio. it.Wikipedia

Mi sono poi chiesto quali siano i complementi fisiologici e ho notato che corrispondono molto di più ai complementi "pigmentosi" che ai complementi "luminosi". E l'opera più convincente in merito è di J. Itten: Arte del colore.
Di conseguenza mi sono dato da fare per ricostruire i "colori di Itten" per il web, onde avere a disposizione un modello di colori fisiologicamente accettabile anche per il mio lavoro giornaliero.


Sezione trasversale equatoriale:
colori complementari

In questo testo il fatto che il complemento fisiologico di un colore non corrisponda al complemento luminoso degli schermi era un grosso problema da risolvere, tanto più che al riguardo sul web non ho trovato nessun accenno. E le procedure per trasformare il fatto fisiologico in notazione "luminosa" della rete era il secondo punto cruciale.
Ha delle notevoli conseguenze sul lavoro grafico in rete, perché i soliti e praticissimi meccanismi automatizzati per la combinazione e il mischio di colori si basano senza eccezione sul principio luminoso, che fisiologicamente non tiene.

Chi intende rispettare le caratteristiche fisiologiche nel proprio lavoro grafico è quindi costretto

  • a capire bene le differenze e poi a
  • disporre di "trucchi" di aprossimazione e interpolazione.

Di seguito le sei sezioni longitudinali dei dodici colori complementari: verso la cima gli schiarimenti, verso il fondo gli scurimenti e verso il perno l'ingrigimento:

 

Sono trattati i seguenti argomenti:
Tavolozze di tinte complementari Interpolazioni

Tavolozze di tinte complementari


Y-V

YO-VB

O-B

OR-BG

R-G

RV-GY

Interpolazioni

Per fare delle interpolazioni tra i dodici colori basilari e i loro complementari serve uno spettro scalato.


Mi sono deciso per una scala rotatoria di 360° cominciando dal giallo puro Y=0°=360°. Ogni 30° comincia uno dei dodici colori.

Le interpolazioni tra i colori si fanno con un ColorPicker "a occhio" o anche per interpolazione luminosa tra due colori vicini numericamente noti. L'unico grattacapo potrebbe essere il complementare: basta ricordarsi che colore e complemento in questa scala sono opposti di 180°. L'angolo del complemento è quindi 180° + l'angolo del colore.

Esempio: si sceglie un colore tra arancio O a 2/3 verso l'arancio-rosso OR.
L'arancio corrisponde a 60° e il nuovo colore 60°+ (2/3x30°) = 80°. Il complemento è quindi 180° + 80° = 260°. È quindi il colore 20° a destra del blu verso il blu-verde.
Con il ColorBlender è facile fare una scala tra arancio F88B16 e arancio-rosso F85014 che a due terzi fornisce il colore F86415. Lo stesso vale per il complemento tra blu 2905D0 e blu-verde 266A70 che a due terzi fornisce il colore 274890.
Il grigio complementare dei due è quello dei complementi saturi 6f6c6e in modo da avere tre punti fissi per interpolazioni di saturazione, luminosità e ingrigimento:

 

F86415 6f6c6e 274890


Impegnativo, direte. Non l'avete mai fatto con un pennello!

◦⦆─────⦅◦

4.3  Tinte "acromatiche" (incolori)

Le tinte acromatiche sono il bianco, il nero e tutti grigi tra di loro. Il  grigio neutrale  in pittura è il grigio che si forma mescolando due tinte complementari pure finché si neutralizzano. In notazione RGB esadecimale corrisponde a #6e6b6d o ca. a #707070.


Grigi

In pittura si possono fare dei grigi:

  • mescolando bianco e nero in proporzioni tali che corrispondano a un grigio nella luminosità desiderata
  • mescolando due tinte pure, schiarite o scurite complementari fino al punto di completa desaturazione di ambedue.

 

Si possono ottenere dei colori grigiastri:

  • mescolando un grigio prodotto con bianco e nero alla tinta da ingrigire fino al punto di ingrigimento desiderato.
    P.es. rosa + grigio = rosa ingrigito
  • aggiungendo un pò di tinta complementare alla tinta da ingrigire, fino al punto di ingrigimento desiderato
    P.es. rosa + verde pallido = rosa ingrigito
  • mescolando due colori puri relativamente distanti per raggiungere un colore ottuso tra i due. P.es. giallo Y e blu danno un verde ottuso e non un verde puro:
     giallo fafe20  +  2804d0 blu  =  357f37 verde mischiato Y&B  e non  00b900 verde puro 

In pittura a "regola d'arte" si usano molto raramente grigi o grigiastri prodotti con bianco e nero perchè:

  • è difficile centrare la luminosità fisiologica
  • è difficile creare delle minuscole sfumature di grigio che sostengano o neutralizzino l'effetto simultaneo percepito dalle tinte vicine

Con gli altri metodi si raggiunge automaticamente la luminosità fisiologica "armoniosa" ed è facilissimo spostare le sfumature (aggiungendo un pò di una o dell'altra tinta usata).

◦⦆─────⦅◦

4.4  Accordi cromatici

Per concepire un'immagine di solito mi oriento su un accordo basilare dal quale deduco poi una specifica paletta con colori puri, schiariti, scuriti, ingrigiti secondo la necessità del tema.
La tavolozza di fianco mi fornisce la base per questa decisione.


◦⦆─────⦅◦

4.5  Tinte pastello

Come sfondo per delle pagine web, diagrammi e schemi ho spesso bisogno di colori pastelli. Per questo lavoro mi servo della tavolozza graduale a fianco.

5.  Percorsi cromatici

Per dei mischi e dei percorsi cromatici c'è un metodo di interpolazione un pò complicato ma abbastanza affidabile che usa al posto dell'aritmetica RGB quella di HSB.

La notazione dei colori luminosi HSB è basata su un modello sferico: H: "Hue" → tonalià; S: "saturation" → saturazione; B: "Brightness" → luminosità.
La tonalità è definita in coordinate polari (gradi) da 1 ... a 360 cominciando dal rosso puro #ff0000 in senso antiorario seguendo lo spettro luminoso fino a tornare al rosso a 360°.
La saturazione è definita come quantità percentuale di colore (tonalità) partendo dal centro della sfera verso la periferia da 0 ... 100%.
La luminosità è definita come quantità percentuale di luce partendo dal fondo della sfera all'apice, da 0 ... 100%.
Con questa notazione si riesce a descrivere ogni punto della sfera (colore) con un triplo di numeri. P.es. HSB(0°,100%,100%) significa "rosso puro".
Si può naturalmente eseguire la normale aritmetica con questi tripli di cifre, p.es. determinare un mescolo tra due qualsiasi colori.


Percorso cromatico

Ampliando la procedura di una dimensione, si riesce ad approssimare dei percorsi tra qualsiasi colore contenuto nella sfera dei colori, eseguendo delle interpolazioni tra i tre parametri della notazione HSB (Hue, saturation, brightness) tonalità, saturazione e luminosità: esse descrivono abbastanza fedelmente i tre parametri della sfera: longitudine, latitudine e distanza dal perno. Il calcolo stesso è semplice aritmetica e trasformazioni tra HexRGB e HSB. Agli interessati, senza entrare nel dettaglio, il grafico di fianco dovrebbe rendere comprensibile il "modo d'uso".

 


Interpolazione luminosa

Interpolazione fisiologica

Malauguratamente siccome l'interpolazione è luminosa, il risultato può essere poco soddisfacente, perché l'interpolazione segue il percorso dello spettro luminoso con la noiosa predominanza di "verde-blu" a scapito degli altri colori.


Interpolazione fisiol. inversa

Trasformazione di spettri

Il risultato migliora se per i punti cardini, si trasformano gli angoli dello spettro fisiologico in angoli dello spettro luminoso, mantenendo la saturazione e la luminosità. Poi si fa l'interpolazione e si ritrasformano gli angoli fisiologici raggiunti così in angoli luminosi. Solo allora si ritrasforma il tutto in RGB.

Si nota anche che il percorso fisiologico V-R-O-Y è l'inverso delle convenzioni luminose che riportano V-B-G-Y (senso orario vs. senso antiorario). Chi intende colcolare il percorso antiorario, deve semplicemente fare l'interpolazione all'inverso.

Chi non lo capisce, lasci perdere.

6.  Simulazione di mischi pigmentosi e fisiologici

Il problema fondamentale della simulazione di mischi pigmentosi consiste nel fatto che non si seguono le regole "luminose" (additive, spettro luminoso) bensì le regole "fisiologiche" (sottrattive, spettro fisiologico).
Serve quindi una funzione di trasformazione "spettrale" (fisiologico ↔ luminoso) che ho tentato di stabilire empiricamente in un diagramma.
Come modello è più evidente una rappresentazione polare come HSB che è anche facilmente trasformabile da e in RGB con gli abituali programmini cromatici.

Come approccio di simulazione ho scelto le corde geometriche che includono angolo (corrispondente alla tonalità)e distanza dal centro (corrispondente con le dovute correzioni per le incongruenze di spettri luminosi e fisiologici alla saturazione e alla luminosità).

Il calcolo è da usare solo per i colori puri, anche se con poche modifiche sarebbe adattabile a tutti i colori basilari e con ampiamenti un pò più complicati a tutti i colori di una sfera cromatica.
Mi astengo dallo spiegare in lungo e in largo le procedure necessarie, ma nelle seguenti illustrazioni ed esempi sono contenuti tutte le relative informazioni. Inoltre ho fatto una scheda in Excell® che permette il calcolo automatico delle funzioni.

Abbreviazioni: Ø → valore medio di due numeri; * → moltiplicazione; # → segno per seguente numero esadecimale dei colori del web.


Funzioni di trasformazione

Esempio di trasformazione "manuale"

 


Diagramma di trasformazione HSB <=> HSBfisiologico

Funzioni di approssimazione HSB <=> HSBfisiologico



Con questi dati ho bricolato un piccolo "ordinatore" su uno "spreadsheet" che evita i calcoli manuali ma basta di infilare i dati HSB (luminosi) e si raggiunge come risultato il valore HSB (pure luminoso) del mischio pigmentoso.


Esempio di calcolo in excell: su clic si apre la scheda di calcolo in GoogleSpreadsheet.

Spero vivamente che ci sia un programmatore che trasformi questo calcolo complicato in qualcosa che mi permetta di introdurre due colori in esadecimali e che mi ritorni il valore medio simulato di un accettabile mescolo pigmentoso.
Quando ho controllato con pennello e paletta il risultato concreto del calcolo cui sopra, ero soddisfatto nel vedere dei colori corrispondenti - dei verdi - al posto delle sfumature violastre e aranciastre di un mescolo luminoso. 8>)__

6.1  Tavolozze pigmentose

Di seguito, delle tavolozze pigmentose per i mischi a vicenda dei sei colori basilari puri secondo J. Itten. È un'approssimazione al lavoro che si fa con il pennello mescolando gradualmente i sei colori basilari puri. Il risultato finale che è "virtuale" perché calcolato dà un risultato che dipende naturalmente dai pigmenti usati.

7.  Uso delle tavolozze

La mia paletta consiste in 12 colori basilari secondo J. Itten, con tutte le loro sfumature verso bianco, nero e tutti i grigi e le mescolanze complementari (pseudopigmentose) tra di loro.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Tavolozze principali Integrazione delle palette Interpolazioni Palette individuali

7.1  Tavolozze principali

Ho fatto diverse tavolozze anche di importanza inferiore che sono raggiungibili e scaricabili da Picasa® sotto Tavolozze J. Itten, Colori e Tavolozze fisiologiche YRB.

Per concepire un'immagine scelgo anzitutto l'accordo principale e poi le tinte basilari dei colori coinvolti.


Accordi di colori

Tinte basilari

Solo in seguito mi servo anche delle tavolozze complementari e dei pastelli per determinare delle tinte grigiastre e molto chiare.


Cmpl. 1° & 2°

Pastelli

Cmpl. 3°

Secondo il compito da svolgere scelgo delle tavolozze scalate o graduali.


Esempio d'uso dell'accordo OR-GY-VB

Normalmente uso le tavolozze a vista; se è necessario, per delle interpolazioni o per stilare dei documenti in .html o Wiki, uso (per forza) dei valori numerici.

Con i colori scelti faccio una "paletta di tinte" specifica per l'immagine da creare.

Esempio:
Accordo scelto: OR-GY-VB
Composizione geometrica con sfumature e complementi delle tre tinte.


7.2  Integrazione delle palette

Sono trattati i seguenti argomenti:
Integrazione nel sistema Integrazione in programmi


Integrazione nel sistema

Sul Mac, l'integrazione di palette proprie nel sistema è semplicissimo . Quanto lo sia su altri sistemi e come si fa, non lo so. È bene rivolgersi al venditore del sistema, sicuramente in grado di consigliare.

Preparazione: caricare le tavolozze dal web
Bisogna disporre (fare) di una cartella che contiene dei files di immagini delle tavolozze da integrare. Ho preparato dei links di diverse tavolozze utili secondo Itten che possono essere scaricate dal web. io le ho messe in una cartella che ho chiamato "Tavolozze". Si tratta dei seguenti files:

Chi vuole può sceglierle tra le ca. 30 tavolozze elencate sotto → Tavolozze

Integrazione:
Il metodo più facile per integrare una nuova tavolozza nel sistema (Mac) è il seguente:

  • si apre un file in un programma che usa dei colori del sistema (MacMail, Word, TextEdit ...).Per la dimostrazione seguente ho usato Word:

  • apro un documento in Word, scelgo e marco una parte del testo
  • nel menu vado alla funzione "colore testo", la scelgo e poi scelgo "altri (colori)": si apre il "PopUp" (finestrina) per i colori di sistema.
  • in <TextEdit> (invece di Word) sarebbe ⌘⇧C oppure <Formato:Font:MostraColori>
  • scelgo quella con il "prisma": si apre il finestrino con la tavolozza del prisma
  • in fondo al finestrino c'è una casella,"Paletta", nella quale si sceglie, "Nuovo dal registro":



  • si apre la casella per scegliere un file. Dalle tavolozze che ho salvato nella cartella "Palette" scelgo "FarbkreisItten1961pure.png" e poi eseguo il comando per l'importazione.

  • la tavolozza è importata e è a disposizione per tutte le applicazioni che usano la finestrina del sistema per scegliere i colori.
  • ovunque si clicca, appare il relativo colore nella casella in cima e sul comando "ok" e basta infilarlo nella parte marcata dell'applicazione.

  • Si può rinominare la tavolozza nella casella "Paletta" in fondo al finestrino



Naturalmente si possono integrare diverse tavolozze.A mio proprio uso ho infilate quelle che si vedono nell'immagine a fianco (clic per ingrandire).

Esempio:
Una volta integrata una tavolozza nel sistema p.es. di Word.doc il suo uso è facile:

  • si marca il testo per colorare
  • si sceglie <Colore del testo>
  • appare la tavolozza dei colori impostata per Word
  • si scelgono <altri colori>
  • appaiono le tavolozze del sistema
  • si sceglie la tavolozza di sistema desiderata p.es. >Palette ..> e poi <tavolozza 19611>
  • si clicca sul colore desiderato e poi <ok>

e il colore desiderato appare nel documento "Word"

Integrazione in programmi

Se un programma non usa le tavolozze del sistema ma una tavolozza propria, di solito è possibile modificare quest'ultima: normalmente tramite la funzione "Preferenze" del programma stesso.


modifica tavolozza excellMac

Come esempi le illustrazioni per "Excell" e "NeoOffice":

  • in excell bisogna salvare la pagina come modulo dopo aver fatto i cambiamenti e aprire come "nuovo documento" questa pagina per avere accesso alla nuova paletta.

modifica tavolozza NeoOffice
  • in NeoOffice si può invece stabilire la tavolozza dei colori per tutti i sottoprogrammi definendo i valori decimali RGB per ogni colore.


◦⦆─────⦅◦

7.3  Interpolazioni

Per una paletta di colori pseudopigmentosi (fisiologici) sul web servono delle interpolazioni facilmente eseguibili ed accettabili come risultato ottico.


Interpolazioni fini e grossolane

Questo funziona senza problemi per lo schiarimento, lo scurimento e l'ingrigimento di colori, eseguendo virtuali mischi aritmetici luminosi percentuali del colore con bianco W (#ffffff), nero N (#000000) o delle gradazioni di grigio K (#xxxxxx) come descritto in "Aritmetica dei colori".

Riguardo le tonalità, un mischio luminoso dà dei risultati soddisfacenti solo per due colori vicini al massimo di un dodicesimo del cerchio, p.es. tra arancio O e giallo-arancio YO. Per delle tonalità più distanti, l'interpolazione è invece troppo imprecisa.

 

Il seguente programmino ColorBlender permette di automatizzare queste procedure:

Con il programma ColorBlender si digitano i valori dei due colori nelle due caselle. Scegliendo più di un intermedio, si raggiunge una scala di mischi a scelta senza alcun calcolo. Il calcolo è "luminoso"; per interpolazioni fisiologicamente accettabili, conviene usare solo caselle "vicine" delle tavolozze di Itten!

Si può anche usarlo per schiarire, scurire o per ingrigire un colore, digitando nella seconda casella il valore per il bianco, per il nero o per il grigio.

Per avere un esemplare di ColorBlender sulla scrivania indipendentemente da altri files ho fatto un "PopUp" cliccabile:

Esempi di interpolazione con ColorBlender

Chiarimento
 

Scurimento
 

Ingrigimento medio
 

Ingrigimento pallido
 

Tonalità scala 25%
 

Tonalità pallida scala 10%
 

Tonalità scura scala 10%
 

Mischi tra colori chiariti
 

Interpolazione problematica
 

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7.4  Palette individuali

Di seguito descrivo la sequenza di lavoro per fare delle tavolozze fisiologiche, perchè penso che è di comune interesse per vari motivi. Non è completamente "determinato", perché la percezione fisiologica varia tra persona e persona, la fisiologia della visione non è "matematicamente" descritta e si tratta infine di un processo iterattivo che migliora o peggiora imprevedibilmente con ogni nuovo approccio.


prossimo tentativo
lumin ↔ fisio

prossimo tentativo
ruota

Per esempio penso che nelle tavolozze presentate qui risulti un pò troppo chiaro il blu-verde e un pò troppo scuro l'arancio-rosso. Ma cambiando questi due colori si coinvolgono anche gli altri colori, perchè il sistema deve rimanere consistente. Al terzo approccio desisto nel riaffrontare un altro passo approssimativo e posso solo sperare che qualcuno raffini i miei risultati p.es. provando con la base di "prossimo tentativo".

 


Penso di aver dimostrato tutti i dettagli in modo che ognuno possa creare la propria paletta.


Si parte (oppure si determina) dallo spettro fisiologico per determinare dapprima le tre tinte fondamentali per giallo, rosso e blu personali e poi le tinte per arancio, viola e verde (i tre relativi complementari).


Poi, per interpolazione, si determinano le sei tinte di mezzo sempre tra due delle sei tinte di prima. Così si determina l'equatore della sfera.


Poi si calcolano le tinte sulla superfice della sfera, interpolando tra un colore sull'equatore fino al bianco e al nero in una scala a piacere (nella mia,per arrivare a 110 tinte superficiali, è un passo lineare del 20%).


Poi si passa ai grigi sul perno della sfera e ai relativi grigiastri tra perno e superfice.
A questo scopo consiglio di usare la (scala dei grigi nel perno) delle interpolazioni del mio perno, perché è difficile determinare il grigio medio neutro. Per il mio equatore e simili valori di saturazione e luminosità non si trova al centro aritmetico tra bianco e nero (#808080) ma ca. a #707070.
Fissato il valore del centro, si può interpolare tra questo valore il bianco e nero determinando i valori di grigio per ogni sezione orizzontale individuale sull'asse verticale.



Non resta che determinare i grigiastri sempre tra due complementi: si conoscono allora i valori del grigio sull'asse centrale e i relativi valori delle tinte sulla superfice. Si fanno quindi delle interpolazioni tra di loro in una scala desiderata (la mia è di 25% lineare che corrisponde sempre a tre grigiastri tra la tinta superficiale e il grigio del perno).



Con questo sono determinati tutti i "valori di appoggio" coinvolti nella sfera (nella mia si tratta di 443 tinte) delle quali si possono costruire le tavolozze dei puri, basilari, grigi, complementari e accordi ed ev. gradienti tra una tinta e la sua vicina.
Con i "valori di appoggio" delle tavolozze è facilissimo interpolare tutte le sfumature desiderate tra due tinte.


Chi intende rendere dei gradienti di tinte complementari "proporzionali" deve inoltre calcolare il punto di grigio secondo le proporzioni quantitative delle tinte (vedi Contrasto di quantità).

8.  Allegati

Sono trattati i seguenti argomenti:
ColorPickers ColorBlender Notazioni di colore Programmi utili

8.1  ColorPickers

ColorPickers → "Beccatinte" sono degli strumenti che permettono di determinare il valore esadecimale (o un altro) cliccando semplicemente su un colore sullo schermo.
Sono molto pratici per i più svariati compiti.

Mac ColorPicker

Nei sistemi Mac sono integrati delle tavolozze. Si attivano automaticamente per determinate applicazioni (p.es. .graffle) e sono attivabili in ogni momento tramite l'applicazione <TextEdit> e i tasti ⇧⌘C.


Attivare tavolozze

Uso del ColorPicker Mac



Nelle tavolozze di sistema Mac è integrato un ColorPicker: cliccando sul simbolo "lente" appare una lente al posto del puntatore. Muovendolo sopra lo schermo si può scegliere un determinato colore cliccando su di esso. Il numero corrispondente appare nella casella della tavolozza e se era prescelto, una parte di testo modifica il testo nel colore. Altrimenti si può copiare il numero e incollarlo ovunque.

Pixie®

Sistemi Microsoft


Pixie®

Pixie is a utility made especially for webmasters and designers. It is a color picker with few extra goodies.

Run it, simply point to a color and it will tell you the hex, RGB, HTML, CMYK and HSV values of that color. You can then use these values to reproduce the selected color in your favorite programs. Pixie will also show the current coordinates of your mouse pointer.

It is the only tool for you to work with colors.

Palette®

Sistemi Mac
Per trovare i valori intermedi su questa tavolozza si usa uno strumento molto pratico:



Pipette®

un programmino gratuito per l'indicazione di colori sullo schermo in valori esadecimali: personalmente uso Pipette della ditta CharcoalDesign®.

Agli interessati consiglio vivamente di scaricare e installare questo o un simile programmino.

◦⦆─────⦅◦

8.2  ColorBlender


Il ColorBlender è lo strumento che serve per fare delle interpolazioni tra colori luminosi concepito da Eric A. Meyer e adattato per le nostre esigenze.
Funziona benissimo per fare anche delle interpolazioni "fisiologiche" e "pseudopigmentose" alla condizione che queste tinte non siano troppo distanti nel modello della sfera dei colori, oppure che si tratti solo di schiarimenti, scurimenti o ingrigiamenti.

Cliccando sul link ColorBlender appare una finestra PopUp autonoma che si può usare per il lavoro sullo schermo. Dettagli vedi Aritmetica di colori luminosi.

◦⦆─────⦅◦

8.3  Notazioni di colori


Per i colori nel web ci sono diversi metodi di notazione. La più divulgata è la notazione esadecimale triplica. Ha il vantaggio che si può inconfondibilmente definire più di sei milioni di colori con solo sei cifre e che i numeri sono usabili per dei calcoli numerici. Lo svantaggio è che per il neofita sono difficilmente immaginabili.

Come notazione di colori sono usati maggiormente i sistemi:

  • hex, RGB, HTML: notazioni universali per il web basato su un modello cartesiano
  • CMYK: notazione specifica per la stampa
  • HSV, HSB: notazioni universali basati su un modello polare

Tutti sistemi si servono dello spettro luminoso e non dello spettro fisiologico. Anche lavorando con tinte fisiologiche ci servono molto per una chiara e inconfondibile dichiarazione di un colore e per i calcoli interpolativi.

 

Un paio di esempi "canonici" per un rosso fd0000 :

  • NSColor *aColor = [NSColor colorWithCalibratedRed:0.996 green:0.000 blue:0.000 alpha:1.000];
  • CGColorRef aColor = CGColorCreateGenericRGB(0.996, 0.000, 0.000, 1.000);
  • UIColor *aColor = [UIColor colorWithRed:0.996 green:0.000 blue:0.000 alpha:1.000];
  • html: "#fd0000"
  • CSS: rgb(253, 0, 0)

Personalmente mi servo della notazione htmlHex# e per immaginarmi il colore della notazione HSB(1,93,97) (tonalità 1°, saturazione 93%, luminosità 97%)

Per trasformare la notazione mi servo:

  • del ColorBlender per cambiare tra Hex ↔ RGB ↔ RGB%
  • delle tavolozze del mio sistema per cambiare le notazioni, perché il colore impostato rimane mentre la tavolozza e la notazione cambia.

◦⦆─────⦅◦

8.4  Sitografia


Reichmann: On the steps



Ruote fisiologiche

L'unico programma trovato sul mercato che tenta di simulare la visione fisiologica è il ColorSchemer. Malauguratamente si base sullo spettro luminoso il che lascia predominare naturalmente le tinte verde-blu a scapito di quelle giallo-rosso. Ma i complementi e gli altri accordi sono comunque più vicini alla percezione fisiologica che alle regole fisiche luminose.

L'immagine a fianco dimostra le differenze rispetto al modello di J. Itten. Malgrado le differenze mi ha aiutato parecchio nel mio lavoro grafico e vale la pena di spendere i 50$ per disporre di uno strumento versatile.

Immagini

 



 


Tavolozze

Le seguenti immagini e tavolozze si trovano tutte su WikimediaCommons e sono quindi liberamente usabili previo citazione della fonte.


 

 


8.5  Commenti

alla pagina Colori / Tinte fisiologiche Itten: ev. cliccare sul titolo per stilare un commento

daniela05 February 2011, 11:53

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