Recent Changes - Search:

Pagine di servizio

Gruppi

Pagine in allestimento

Strumenti

Domini correlati

PmWiki

pmwiki.org

edit SideBar

Linfodrenaggio


HOME .php .html .pdf Linfa Edema
Benedetta Ceresa

abbozzo

a Lugaggia: lunedì 11 ottobre 2010 e lunedì 25 ottobre 2010; Ripetizione: 15 e 29 novembre

Questa Dispensa fa parte di una conferenza sul linfodrenaggio tenuta da Benedetta Ceresa per le apprendiste di Galenica domestica presso Bianca Buser il ((data)) a Lugaggia.

Ringraziamo Benedetta che ci ha messo a disposizione la sua dispensa per il sito MedPop ad uso pubblico.
Redazione MedPop

Altre dispense della conferenza

Documenti inerenti al tema in MedPop

Sistema linfatico Dispensa AF 4.19 Sistema linfatico CSA Malattie linfatiche Lucidi MmP 15.2 Malattie linfatiche Dispensa PT 4.5 Ricettario linfatico

1.  Accenni storici sul metodo

La creazione di questa tecnica si deve alla geniale intuizione del dott. Emil Vodder, kinesiterapista danese con una buona formazione scientifica (studi di medicina, biologia e filosofia).
Egli, insieme alla moglie Estrid, lavorò come massoterapista negli anni ’32 –’36 in un istituto di cure fisiche a Cannes specializzato nella cura delle forme croniche di catarro. Qui, Vodder ebbe modo di trattare un giovane paziente inglese affetto da tonsillite cronica. Utilizzando delicati movimenti rotatori dei polpastrelli lungo le vie di deflusso linfatico della pelle di collo, gola e spalle, riuscì ad ottenere un miglioramento straordinario delle condizioni di salute del paziente, risolvendo la patologia.
L’utilizzo dello stesso tipo di manualità su numerosi altri pazienti affetti da sinusite cronica o simili patologie otorinolaringoiatriche, con il riscontro del medesimo risultato, condusse, a poco a poco, alla codificazione di una precisa tecnica, che venne presentata al pubblico, per la prima volta, nel 1936, riscuotendo notevole successo.
Nonostante lo scetticismo e le difficoltà, amplificate dal fatto che Vodder non era un medico, la tecnica si diffuse a Parigi (1936), a Copenaghen e successivamente, in Austria (Walchsee) dove, negli anni ’70, Vodder aprì la dr. Vodder Schule con i coniugi Wittlinger.
Contemporaneamente il Dott. Asdonk in Germania riprendeva e ampliava la tecnica di base, applicandola alle patologie linfatiche più gravi e fondava le prime cliniche specializzate nella zona della Foresta Nera.
Ecco perché noi denominiamo il Iinfodrenaggio terapeutico secondo i suoi due geniali padri:

Linfodrenaggio Manuale Terapeutico secondo Vodder-Asdonk.

È da notare che in questo contesto viene adottato il termine semplificato "Terapia di Linfodrenaggio" o "Linfodrenaggio" per indicare la terapia fisica dell'edema.
Dire che si fa "linfodrenaggio" è scorretto dal punto di vista linguistico in quanto "linfodrenaggio" indica soltanto il fisiologico scorrimento di un fluido nei vasi linfatici.
La terapia manuale che esegue un "Linfoterapeuta" deve essere esattamente definita "Linfo-drenaggio Terapeutico" o "Linfodrenaggio Manuale".
Se in aggiunta si esegue un trattamento di bendaggio compressivo, allora verrà definita "Fisioterapia dell'Edema".

Questo approccio terapeutico apportò uno sviluppo incredibile al settore specialistico della Linfologia, fino ad allora di interesse secondario, cosicché in seguito vennero fondate cliniche specializzate per poter trattare i numerosi pazienti affetti da patologie linfatiche. In questo contesto meritano di essere menzionati i coniugi medici ungheresi Foldi che collaborarono con Asdonk dal 1979 al 1981 in Germania e che qui conobbero il linfodrenaggio terapeutico. Dopo il loro distacco fondarono una propria clinica. Il Dr. Fòldi chiamò il metodo di trattamento appreso dal Dr. Asdonk "Fisioterapia Combinata Decongestionante". In realtà si tratta però esattamente del metodo terapeutico di Asdonk.
Ne risulta che l'importanza del Dr. Asdonk legata alla linfologia deriva anche dal fatto che i medici che dirigono le più importanti cliniche linfologiche della Germania hanno imparato da lui il linfodrenaggio terapeutico.

2.  Formazione

di terapeuti e medici specializzati

Nel 1969 il Dr. Asdonk aveva già avviato una scuola per la formazione di linfoterapeuti. Dal 1981 in Germania vennero fondate altre scuole di linfodrenaggio che acquisirono le loro conoscenze dalla scuola di Asdonk. Anche per i Iinfoterapeuti la tecnica non può essere appresa da un libro, ma solo con la pratica. Riferendosi ai quadri clinici è molto difficile apprendere il proprio "sapere" studiando la teoria solo dai libri; bisogna studiare queste patologie collaborando con un esperto di questo settore.

Un medico che intende occuparsi di linfologia, deve soddisfare le seguenti condizioni:

  1. seguire un corso di linfodrenaggio della durata di quattro settimane presso un istituto riconosciuto e possibilmente un ulteriore corso di perfezionamento sul trattamento degli edemi in una clinica linfologica.
  2. svolgere un'attività di almeno due anni in una clinica linfologica

In Germania, la condizione necessaria perché la terapia di linfodrenaggio sia riconosciuta dalla Cassa Malati è un corso di specializzazione teorico pratico di quattro settimane, che si conclude con un esame presso un istituto autorizzato.
Inoltre un corso di base, seppure indispensabile, non è sufficiente: l’allievo terapeuta deve "farsi le ossa" trattando i primi pazienti con la supervisione di esperti.
"Linfologia" è la scienza che studia il sistema linfatico ed in pratica rappresenta anche una parte del settore specifico dell'angiologia, lo studio dei vasi. In realtà succede che di rado gli angiologi si occupino dei problemi linfologici. Per altri versi i concetti di "Iinfologo" e di "Iinfologia" sono definizioni che non vengono salvaguardate nell'ambito professionale medico, come invece il "chirurgo", l'internista o il "ginecologo". Di conseguenza ogni medico può definirsi linfologo, indipendentemente dal fatto che abbia o non abbia esperienze in questo settore; quindi il paziente non è assolutamente in grado di distinguere, nel campo della linfologia, chi è specializzato da chi non lo è.
La linfologia si estende ai settori della medicina interna, radiologia, chirurgia, ginecologia, medicina nucleare ed endocrinologia.
Inoltre la linfologia non si limita soltanto alle malattie del sistema linfatico ma abbraccia quelle patologie che possono essere trattate con la terapia fisica dell'edema. È necessaria quindi la diagnosi differenziale di fronte alle diverse forme di edema affinché venga promosso un esperto nel settore delle malattie edematose che dovrebbe essere definito più propriamente "edematologo". La maggior parte delle patologie linfatiche, inoltre, ha origine da tumori maligni o da terapie degli stessi, quindi il medico dovrebbe avere anche esperienza nel settore oncologico.

3.  Definizioni

3.1  LINFATISMO

Il linfatismo è l'ipersviluppo o ipertrofia degli organi linfatici. Come già accennato in precedenza, il Dr. Vodder ebbe dei grandi successi terapeutici nel trattamento di bambini e ragazzini 'linfatici (cute pallida e tumefazione del viso). Anche se oggi questa patologia si presenta raramente, l'indicazione al trattamento con linfodrenaggio può essere data in quei casi di bambini o ragazzini che presentano infezioni recidivanti dei seni paranasali, della bocca, della faringe ed anche dei bronchi e, in casi eccezionali, può essere indicata anche per gli adulti.
Il trattamento con linfodrenaggio viene eseguito applicando le manovre con uno svuotamento delle catene linfonodali sovraclaveari ed in seguito col trattamento del collo, del capo e anche dell'ascella. Il trattamento dovrebbe essere effettuato circa tre volte alla settimana per più settimane o mesi, meglio se in autunno.
Non può essere effettuato se sussistono stati febbrili, infezioni purulente o patologie linfonodali specifiche come ad esempio la tubercolosi. In questi casi, prima di intervenire con il linfodrenaggio, bisogna guarire l'infezione con una terapia farmacologica.

◦⦆─────⦅◦

3.2  PREEDEMA

Con preedema si intende un edema latente o non immediatamente riconoscibile, che può avere una manifestazione diffusa su tutto il corpo con un contenuto fino a 4-5 litri di liquido, senza che lo si possa riconoscere subito dall'infossamento lasciato dalla pressione prolungata con la punta di un dito (generalmente contro una resistenza dura - es.: tibia). Questo preedema può essere individuato solo grazie a regolari controlli del peso e a quanto riferisce il paziente, il quale lamenta un intenso senso di tensione. Una conoscenza prolungata e minuziosa del paziente ci consentirà di distinguere alla palpazione e attraverso il turgore della pelle, lo stato di preedema dagli stati non edematosi.

◦⦆─────⦅◦

3.3  EDEMA

Trattasi di un visibile aumento dei liquidi (macroedema), normalmente patologico, che si localizza prevalentemente nel tessuto connettivo sottocutaneo e interstiziale. Quindi è posto nello spazio intercellulare, al di fuori del sistema linfatico. L'edema altera i profili corporei ed ha una notevole deformabilità oltre ad un elevato turgore dei tessuti (gonfiore, tensione). Un edema può manifestarsi in modo unilaterale o simmetrico, localizzato o generalizzato, cioè può colpire una sola parte oppure tutto il corpo. Gli edemi possono inoltre essere differenziati dal fatto che abbiano un alto contenuto proteico (essudato) od uno scarso contenuto proteico (trasudato).
Gli edemi rispondono alla legge di gravità, quindi la prima manifestazione avviene di solito nei piedi, nelle gambe e, in chi è costretto a letto, sulla schiena, glutei, faccia posteriore delle cosce. Naturalmente col tempo si possono estendere al resto del corpo. Per gli edemi simmetrici devono essere valutate le diagnosi differenziali con tutti gli altri tipi di edema, in modo particolare se vi è un interessamento degli arti inferiori. In un edema a distribuzione unilaterale bisogna ipotizzare inizialmente un edema allergico, reumatico infiammatorio, un edema traumatico, un flebedema (venoso), un edema artificiale o un edema ischemico.

◦⦆─────⦅◦

3.4  MICROEDEMA

Si tratta di edemi localizzati di piccola entità, non visibili. Colpiscono soprattutto le piccole articolazioni in artropatie a carattere infiammatorio o degenerativo.

◦⦆─────⦅◦

3.5  ANASARCA

È un edema generalizzato di entità particolarmente massiva, che compare negli stati di carenza proteica o in gravi insufficienze cardiache. Colpisce le parti declivi del corpo ed è estremamente deformabile e turgido.

◦⦆─────⦅◦

3.6  VERSAMENTO

Il versamento è una raccolta di liquido incapsulato, prende nome dai diversi spazi che può occupare:

  • pleurico: il versamento pleurico;
  • peritoneale: l'ascite;
  • articolare: l'idrarto;
  • pericardico: il versamento pericardico.

4.  I FATTORI DELL'EDEMA

I vasi linfatici sono sempre coinvolti nella genesi degli edemi. Da una parte può manifestarsi una diminuzione funzionale o meccanica della capacità di trasporto linfatico che da origine ai cosiddetti "edemi linfostatici" o 'Iinfedemi". In tal caso si tratta di una patologia dei vasi linfatici.
Dall'altra parte i vasi linfatici possono essere sani, con una normale capacità di trasporto ma non essere in grado di smaltire una iperproduzione di liquido e così si crea una "insufficienza linfodinamica" che è caratteristica di tutte le altre forme di edema. In tal caso sono patologici i vasi venosi, la composizione del sangue oppure sono alterati i rapporti della pressione sanguigna.
A seconda della loro patogenesi gli edemi possono essere a basso o ad alto contenuto proteico, e tra questi si pongono le possibili forme intermedie. Nelle forme a bassa concentrazione proteica si tratta di edemi da eccesso di filtrazione di liquido (premendo si lascia un segno profondo, detto "fovea"), mentre nelle forme ad alta concentrazione proteica si tratta di un edema da eccesso di filtrazione di proteine (poco deformabile - segni poco profondi).

I fattori che influiscono nella formazione dell'edema sono:

  1. la pressione nel territorio circostante al capillare venoso;
  2. la pressione oncotica (colloidosmotica) o capacità di assorbimento;
  3. la permeabilità del capillare;
  4. il deflusso linfatico.

5.  EDEMI FISIOLOGICI.

Non tutti gli edemi sono patologici; qualche forma si manifesta fisiologicamente senza che necessiti di terapie. Questi edemi hanno sempre distribuzione simmetrica, colpiscono prevalentemente le donne e sono i seguenti:

  1. da sovraccarico ortostatico;
  2. ciclico premestruale;
  3. edema gravidico;
  4. edema da calore.

◦⦆─────⦅◦

5.1  ... DA SOVRACCARICO ORTOSTATICO.

Questo edema compare solo dopo una prolungata stazione eretta o seduta, senza mai compiere alcun movimento. Compare, per esempio, dopo voli aerei intercontinentali o viaggi in autobus di lunghissima durata, dove si trascorrono 10-20 ore o più sempre nella stessa posizione. La causa sta nel fatto che, mancando l'attività muscolare, vengono rallentati sia il ritorno linfatico che venoso portando ad un rigonfiamento di piedi, caviglie e gambe. Questi edemi non sono significativi se durante le normali attività quotidiane ed il lavoro non si sono mai manifestati dei gonfiori. Gli edemi da sovraccarico vengono ulteriormente aggravati dal caldo. Colpiscono preferibilmente le donne e si risolvono relativamente presto con un posizionamento in elevazione degli arti inferiori.

◦⦆─────⦅◦

5.2  ... CICLICO PREMESTRUALE.

È caratterizzato dall'accumulo (di solito da 1 a 3 litri d'acqua) nella settimana che precede l'inizio della mestruazione. Regredisce velocemente durante i primi giorni di mestruazione generando un aumento della produzione di urina. Circa il 25% delle donne mestruate soffre più o meno di questa sindrome che si presenta con senso di tensione a piedi, mani, seno e, talvolta, con una tendenza ad un gonfiore generalizzato in tutto il corpo. Contemporaneamente possono presentarsi cefalea, emicrania, maggiore irritabilità, turbe dell'umore (sindrome premestruale) e tutto ciò può essere in parte spiegato da una condizione di lieve edema cerebrale ma anche da un disturbo dei valori centrali delle endorfine. Si presenta inizialmente al menarca (prima mestruazione) e termina, di solito, con la menopausa, anche se può perdurare per altri 3-4 anni con sempre minore intensità. In tal caso viene detto solamente "edema ciclico".
La causa di questo edema premestruale sta nella maggiore produzione di estrogeni ed in una relativa carenza di progesterone durante la fase luteinica, che si pone alla fine di un ciclo, per cui gli estrogeni sono responsabili di questa ritenzione idrica.
Come definizione di edema corrisponderebbe, per lo più, ad un preedema. Per l'edema premestruale non è necessaria una terapia; è sicuramente da consigliare una dieta povera di sale nelle ultime due settimane del ciclo. Può essere utile il nuoto e sudare molto, sia con un'attività sportiva che in sauna. Le donne con sovrappeso dovrebbero normalizzare il loro peso affinché venga alleviata la sintomatologia. Le donne interessate dall'edema ciclico premestruale di solito, durante una gravidanza, soffrono anche di gravi forme di edema gravidico.

◦⦆─────⦅◦

5.3  ... GRAVIDICO FISIOLOGICO.

È un edema fisiologico se l'accumulo idrico non supera i sette litri circa; ciò corrisponde ad un aumento ponderale fino al termine della gravidanza di circa 12-13 Kg. Tale riserva idrica è fondamentale durante la gravidanza in quanto assicura un continuo scambio di liquidi tra la placenta ed il feto; uno stato di carenza idrica può causare dei danni fetali. Aumenti di peso eccessivi sono quindi collegati o ad un eccessivo deposito di adipe o ad una elevata edematizzazione. Una leggera deformabilità sui piedi e sulle gambe è da ritenersi, in questo caso, fisiologica come pure un evidente gonfiore di tutta la cute. Bisogna comunque escludere edemi legati a patologie epatiche o renali nonché i flebedemi conseguenti a trombosi, che sono relativamente frequenti durante la gravidanza.

◦⦆─────⦅◦

5.4  ... DA CALORE.

Il calore genera una maggiore perfusione capillare ed una maggiore permeabilità vasale per cui si può manifestare, in particolare tra le donne, la formazione di un edema generalizzato con particolare interessamento dei piedi e delle gambe. Questo quadro peggiora con il caldo umido e con la bassa pressione.

6.  PRINCIPI DI TERAPIA

DELL'EDEMA.

Le varie forme di edema dovranno essere trattate con terapie differenti secondo la loro patogenesi.
Una terapia farmacologica con diuretici può essere indicata nei casi di edema generalizzato a scarso contenuto proteico.
La fisioterapia dell'edema si esegue nei casi di edema ad alto contenuto proteico e negli edemi localizzati a scarso contenuto proteico. Negli edemi essudativi (ricchi di proteine) i diuretici non si dimostrano efficaci in quanto non sono in grado di allontanare le proteine dall'interstizio. Con la somministrazione di diuretici verrebbe unicamente innalzata la pressione oncotica e quindi l'acqua verrebbe richiamata dalle proteine con maggiore forza.
Soprattutto negli edemi combinati viene presa in considerazione una terapia mista farmacologica e fisioterapica.
Qui di seguito vengono descritti i differenti edemi, suddivisi in 3 gruppi in base alla loro indicazione per la fisioterapia dell'edema.

  • Primo gruppo: edemi da trattare solo o principalmente con la fisioterapia dell'edema.
  • Secondo gruppo: edemi nella cui terapia la fisioterapia dell'edema viene applicata per integrazione delle altre terapie.
  • Terzo gruppo: edemi che possono essere curati farmacologicamente e con una dieta e che solo in casi particolari necessitano di linfodrenaggio.

7.  CLASSIFICAZIONE LINFOLOGICA

DEGLI EDEMI

GRUPPO 1

  • Linfedema
  • Flebedema
  • Lipedema

Edema:

  • artificiale
  • traumatico, morbo di Sudeck
  • da inattività
  • ischemico
  • diabetico
  • ortostatico
  • idiopatico
  • indotto da diuretici

GRUPPO 3
Edema:

  • renale (uremia, sindrome nefrotica)
  • di origine epatica
  • allergico
  • tossico
  • endocrino
  • su base dietetica
  • da farmaci
  • iatrogeno
  • angioneurotico ereditario
  • da altitudine

GRUPPO 2
Edema:

  • infiammatorio
  • reumatico
  • cardiaco
  • gravidico patologico

EDEMI COMBINATI
(molto frequenti agli arti inferiori)

8.  Annessi

8.1  Immagini

Foto e filmini scientifici con "lymph" si trovano su SciencePhotoLibrary.

Foto


linfedema avanzato arti inferiori

segno di Stemmer

terapia compressiva del linfedema

lipedema di media entità

lipedema grave

ulcus cruris

flebedema grave con inizio di ulcus


Filmini

Come NON si fa il linfodrenaggio

Trattamento corretto dell'arto inferiore

La terapia compressiva dell'arto inferiore

8.2  Commenti

alla pagina Bebe/Linfodrenaggio: Ev. cliccare sul titolo per stilare un commento.

Commento 
Autore 
Enter code 427

Cc by Benedetta Ceresa nc-2.5-it
Edit - History - Print - Recent Changes - Search
Page last modified on March 02, 2016, at 06:54 PM