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4.19 Sistema linfatico

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MmP Anatomia & Fisiologia AF

HOME .php .html .pdf img Linfatico Immunitario
Autore: P. Forster
a cura di Daniela Rüegg

1.  Generalità del sistema linfatico

Sono trattati i seguenti argomenti:
Funzioni del sistema linfatico Linfa e liquido interstiziale

1.1  Funzioni del sistema linfatico


Sistema linfatico

Due importantissime funzioni del sistema linfatico:

  • Mantenimento dell'equilibrio idrico nell'ambiente interno.
  • Immunità, difese, decomposizione di detriti.

I vasi linfatici svolgono la funzione di "drenaggio" per raccogliere l'eccesso dei liquidi tessutali e riportarli nel sangue venoso appena prima che sbocchi nel cuore.

Sistema linfatico: componente specializzato del sistema circolatorio composto da:

  • linfa
  • vasi linfatici
  • linfonodi
  • noduli isolati di tessuto linfatico (follicoli linfatici)
  • timo e milza con funzioni immunitarie.

Il liquido tessutale trasporta proteine, grassi e altre sostanze alla circolazione generale. I vasi linfatici nascono a fondo cieco, negli spazi intercellulari dei tessuti lassi; non formano una circolazione chiusa.

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1.2  Linfa e liquido interstiziale


Lo schema di fianco mostra il coinvolgimento del sistema linfatico negli altri sistemi dell'organismo.

Sono trattati i seguenti argomenti:
Linfa Liquido interstiziale


Linfa

  • Liquido chiaro e acquoso che si trova nei vasi linfatici;come composizione assomiglia molto al plasma sanguigno ma ha una percentuale più bassa di proteine ed è isotonico.
  • Elevato livello di proteine e lipidi nel dotto toracico dovuto alla linfa ricca di proteine proveniente dal fegato e dall'intestino tenue.


Liquido interstiziale

  • Liquido complesso e organizzato che riempie gli spazi fra le cellule; assomiglia per composizione al plasma sanguigno con una percentuale più bassa di proteine.
  • Assieme al plasma, forma il liquido extracellulare.

2.  Organi primari linfatici

2.1  Vasi linfatici


I vasi linfatici si possono trovare fino nelle più sottili lamine del tessuto connettivo lasso (come capillari e cellule nervose), dove svolgono le loro funzioni di drenaggio, difesa e smaltimento. Si congiungono in vasi e dotti sempre più spessi (afferenti) fino a raggiungere un nodo linfatico (centro di smaltimento). La linfa depurata esce dal nodo in un unico vaso (efferente) e prosegue al prossimo fino a raggiungere l'imbuto subclavio nella vena sublavia sin. o la vena cava sup. dx.

Lo schizzo di fianco mostra i dotti delle "batterie" di nodi linfatici più importanti.

Distribuzione dei vasi linfatici


Dotto toracico

Capillari linfatici: vasi microscopici a fondo cieco dove hanno origine i vasi linfatici; la parete consiste in una singola lamina di cellule endoteliali pavimentose: reti che ramificano e si anastomizzano a caso.

I capillari linfatici si fondono per formare vasi linfatici di maggior calibro e dare origine alla fine ai tronchi linfatici principali, il dotto linfatico destro e il dotto toracico (sinistro).

La linfa del quadrante superiore destro si versa nel dotto linfatico destro e quindi nella vena succlavia destra.

La linfa del resto del corpo si versa nel dotto toracico, che poi drena nella vena succlavia sinistra; il dotto toracico ha origine con la cisterna chili.


Struttura dei vasi linfatici


Capillare linfatico

I vasi linfatici simili alle vene ma con pareti più sottili, hanno un numero maggiore di valvole e lungo il loro decorso presentano i linfonodi.
La parete dei capillari linfatici è formata da una sola lamina di cellule endoteliali pavimentose.
Col crescere del diametro dei vasi linfatici partendo dai capillari, le pareti diventano più spesse fino ad avere tre strati.
Ogni pochi millimetri, nei grossi vasi linfatici e anche più frequentemente nei vasi linfatici più piccoli, sono presenti valvole semilunari


Funzioni di vasi linfatici

Rimuovono sostanze di grande peso molecolare (proteine, lipidi...) e anche sostanze particolari (microorganismi, particelle, cellule patogene) dagli spazi interstiziali.

I vasi chiliferi assorbono grassi e altre sostanze nutritive dall'intestino tenue.

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2.2  Circolazione della linfa

Pompe linfatiche:

  • La linfa scorre attraverso il sistema nella direzione giusta per il grande numero di valvole.
  • Gli atti respiratori e le contrazioni della muscolatura scheletrica producono un gradiente di pressione nella linfa come avviene nel sangue venoso;
  • coinvolti anche movimenti di peristalsi e pulsazione sfigmica di arterie.
  • Azioni linfocinetiche: attività che si risolvono nel flusso della linfa verso il centro (linfangioni).

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2.3  Linfonodi

Sono trattati i seguenti argomenti:
Struttura Sede Funzioni

Struttura dei linfonodi


Linfonodo

I linfonodi sono strutture ovoidali ricoperti da una capsula fibrosa, e svolgono la funzione di filtri e "depuratori" biologici. Dopo che la linfa è entrata in un linfonodo, scorre lentamente attraverso i seni per drenare poi nel vaso afferente in uscita. Trabecole si estendono dalla capsula esterna verso il centro del nodo. I seni corticali e midollari sono delimitati da cellule reticoloendoteliali specializzate con capacità fagocitarie.

 


1) Capsula 2) Septum 3) Nodulus lymphaticus
4) Arterie e vene 5) Vaso linfatico afferente 6) Vaso linfatico efferente
7) Seno periferico 8) Cortex noduli 9) Medulla noduli



Sedi di linfonodi


La maggior parte dei linfonodi sono distribuiti in gruppi. Quelli di importanza clinica sono i gruppi superficiali, ascellari e inguinali. Di grande importanza fisiologica (meno, clinica) sono i vasi e nodi linfatici intestinali che hanno un ruolo centrale nel metabolismo dei lipidi, la decomposizione di proteine estranee e la difesa contro microorganismi e agenti estranei in collaborazione con il tessuto connettivo lasso intorno all'intestino.

Di fianco uno schizzo di percorsi e nodi linfatici "superficiali" del tessuto connettivo lasso subdermico importanti per il lavoro di linfodrenaggio manuale.

  • Nodi axillari: ghiandole mammarie, braccia, parete toracale.
  • Nodi inguinali: sedere, cosce e gambe, parete addominale.
  • Nodi collari: collo e testa.


Funzioni dei linfonodi

Svolgono due distinte funzioni:

  • Funzioni difensive: filtrazione e fagocitosi.
  • Le cellule reticoloendoteliali rimuovono i microrganismi e altre particelle dannose dalla linfa e li fagocitano; se sovraccaricati, i linfonodi possono infettarsi o danneggiarsi.
  • Linfopoiesi: il tessuto linfatico è la sede dello stadio finale di maturazione di alcuni linfociti e monociti specifici.

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2.4  Drenaggio linfatico della mammella

Distribuzione di vasi linfatici nella mammella

Due serie di vasi linfatici.

  • I vasi linfatici che drenano la cute della mammella ad eccezione dell'areola e del capezzolo.
  • I vasi linfatici che drenano il parenchima della mammella e la cute dell'areola e del capezzolo.

I vasi superficiali convergono a formare un plesso linfatico cutaneo diffuso.

Plesso subareolare: localizzato sotto l'areola che circonda il capezzolo; qui è presente una comunicazione fra il plesso cutaneo e i grossi linfatici che drenano il tessuto ghiandolare e i dotti della mammella.


Nodi linfatici associati alla mammella

Oltre l'85% della linfa proveniente dalla mammella raggiunge i linfonodi ascellari. Il resto della linfa raggiunge i linfonodi parasternali e mediastinici.

3.  Organi ausiliari linfatici

Sono trattati i seguenti argomenti:
Tonsille Appendice vermiforme Timo Milza

3.1  Tonsille

Le tonsille formano un anello di difesa intorno ai canali di entrata del sistema respiratorio e digestivo, porta d'entrata di numerevoli microorganismi e agenti nocivi.

Localizzazione


Tonsille

Localizzate nella tunica mucosa della cavità boccale e della faringe:

  • Tonsille palatine: localizzate ai lati dell'istmo delle fauci.
  • Tonsille faringee: localizzate vicino alle coane della cavità nasale.
  • Tonsille linguali: localizzate nella radice della lingua.

Funzione

Proteggono contro i batteri che possono invadere i tessuti attorno agli orifizi delle cavità nasale e orale.

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3.2  Appendice vermiforme


Appendice

L'appendice vermiforme, una sporgenza dell'intestino cieco subito sotto la valvola di Bouhin dove l'intestino tenue sbocca nell'intestino crasso (nota per interventi chirurgici d'urgenza in seguito a infezioni) è chiamata talvolta "la tonsilla dell'intestino".

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3.3  Ghiandola del timo


Il seguente schema mostra il coinvolgimento della ghiandola del timo nelle funzioni difensive del sistema linfatico:

Sede e morfologia del timo

Organo centrale primario del sistema linfatico nella sua funzione di difesa citospecifico. Organo impari e mediano si trova nel mediastino e si estende dal collo in corrispondenza del margine inferiore della ghiandola tiroide (raro), fino alla quarta cartilagine costale. Il timo ha un colore grigiastro nel bambino, ma diventa giallastro nell'adulto quando il tessuto linfatico è rimpiazzato dal grasso.

Struttura

I lobi a forma piramidale sono suddivisi in piccoli lobuli. Ciascun lobulo è costituito da una parte corticale densamente popolata di cellule e al centro da una parte midollare può essere identificato per la presenza dei corpuscoli del timo.

Funzione

Svolge un ruolo importante nei meccanismi immunitari. Prima della nascita è anche sede di formazione di linfociti. Subito dopo la nascita il timo secerne vari fattori peptidici (timosine, timopoietina, timulina, interleuchine) che controllano la differenziazione dei linfociti nelle loro trasformazioni in vari tipi di cellule T (timodiscendenti).
Tratto da Fisiologia timo my-personaltrainer

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3.4  Milza


Il seguente schema mostra i compiti principali della milza (coinvolgimento vedi Ghiandola del timo)

Sede della milza

Nell'ipocondrio di sinistra subito al di sotto del diaframma, sopra al colon discendente ed esternamente al fondo dello stomaco e al rene di sinistra.

Struttura

  • Di forma ovoidale.
  • Circondata da una capsula fibrosa che si introflette con trabecole che portano all'interno gli elementi vascolari.
  • Polpa bianca: masse consistenti di linfociti in via di sviluppo organizzate attorno ad arteriole della polpa.
  • Polpa rossa: circonda tutti gli elementi noti come polpa bianca; costituita da una rete tridimensionale di fibre reticolari immerse nel sangue che arriva dalle arteriole vicine.


Funzioni

Per un certo verso la milza sembra un enorme nodo linfatico a disposizione della "depurazione" del sangue da microrganismi, agenti nocivi e cellule sanguigne deperite:

  • Difesa: i macrofagi che tappezzano i sinusoidi della milza rimuovono i microrganismi dal sangue e li fagocitano.
  • Emopoiesi: monociti e linfociti completano il loro sviluppo nella milza.
  • Distruzione dei globuli rossi e delle piastrine: I macrofagi rimuovono i globuli rossi esauriti e le piastrine imperfette e le distruggono fagocitandole; recupera poi dai globuli rossianche il ferro e la globina.
  • Riserva di sangue: la polpa e i seni della milza accumulano sangue.

4.  Sistema linfatico nel corso della vita

4.1  Cambiamenti

Evidenti nel corso della vita.

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4.2  Dal feto alla pubertà

Organi con linfociti si formano prima della nascita e aumentano sino alla pubertà.

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4.3  Dopo la pubertà

In età avanzata gli organi si atrofizzano

  • Diminuiscono le dimensioni.
  • Si trasformano in grasso e diventano fibrosi.

Milza: si sviluppa precocemente, rimane tale per tutta la vita, riducendosi drasticamente dopo la pubertà.

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4.4  Età adulta avanzata

Funzione complessiva mantenuta sino all'età adulta avanzata.

Età adulta:

  • L'insufficiente funzionalità può essere causa di infezioni e cancro.
  • Ipersensibilità: probabilmente può essere causa di situazioni di autoimmunità.

5.  Riassunto

5.1  Drenaggio

Il sistema linfatico drena il liquido in eccesso da ampie aree del corpo.

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5.2  Depurazione

La linfa attraverso i vasi linfatici arriva ai linfonodi, dove sono rimosse le sostanze nocive.

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5.3  Equilibrio idrico e difese

Il sistema linfatico è utile all'organismo concorrendo al mantenimento dell'equilibrio idrico e difendendo il corpo dalle malattie.

6.  Annessi

6.1  Pagine correlate

 

AF 4.20 Sistema immunitario
MN 4.7.2 Immunità umana
PT 4.6 Malattie immunitarie
Ricettari magistrali: Rimedi immunitari

↑ AF 4.19 Sistema linfatico ↑

 

PT 4.5 Malattie linfatiche
Ricettari magistrali: Ricettario linfatico

6.2  Impressum

Fonte:

Thibodeau & Patton: Anatomia e fisiologia
CEA 2005

Relatori:

Peter Forster, medico naturista NVS, docente di "Materia medica Popolare" e terapista di tecniche corporee
✝ Bianca Buser, terapista di tecniche corporee, aromaterapia e fitoterapia applicata.

Testo a cura di:

Consuelo Pini, Benedetta Ceresa,
Mario Santoro

Impaginazione e stampa:

Laser, Fondazione Diamante, Lugano

Versione web:

Illustrazioni, collegamenti, cura di
Daniela Rüegg

MmP Vol.I: Anatomia & Fisiologia MedPop
Cc by P. Forster & B. Buser nc-2.5-it
1a edizione 1996 2a edizione 2005

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6.3  Commenti

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